Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

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sabato 25 aprile 2026

BUON XXV APRILE - Ognuno di noi porta in tasca la pietra che ha frantumato la fronte di Golia".


Ci riconoscete? Siamo le pecore del ghetto,

tosate per mille anni, rassegnate all’offesa.

siamo i sarti, i copisti ed i CANTORI

appassiti nell’ombra della Croce.

Ora abbiamo imparato i sentieri della foresta,

abbiamo imparato a sparare, e colpiamo diritto.

       Se non sono io per me, chi sarà per me?

       Se non cosi, come? E se non ora, quando?


I nostri fratelli sono saliti al cielo

per i camini di Sobibór e di Treblinka,

si sono scavati una tomba nell’aria.

Solo noi pochi siamo sopravvissuti

per l’onore del nostro popolo sommerso

per la vendetta e la testimonianza.

      Se non sono io per me, chi sarà per me?

      Se non cosi, come? E se non ora, quando?


Siamo i figli di Davide e gli ostinati di Massada.

Ognuno di noi porta in tasca la pietra

che ha frantumato la fronte di Golia.

Fratelli, via dall’Europa delle tombe

saliamo insieme verso la terra

dove saremo uomini fra gli altri uomini.

        Se non sono io per me, chi sarà per me?

        Se non cosi, come? E se non ora, quando?

 

(Primo Levi)






venerdì 14 marzo 2025

Nasce “Spotlight on Italian survivors” e conta 800 sacerdoti offender e migliaia di vittime





COMUNICATO

quel “faro” mancato in Europa solo dall’Italia, oggi l’unico stato membro dell’Unione Europea a non aver esercitato, malgrado gli allarmi arrivati da tutta Europa, alcuna azione di prevenzione e tutela verso i cittadini vittime di abusi sessuali in età minorile, non solo nel contesto del clero...

Uno “Spotlight” mancato in Italia soprattutto dall’informazione di massa che in materia non ha di certo brillato di luce propria, anzi, è stata incapace persino di una semplice inchiesta giornalistica sul tema.

Così come da 15 anni, ci siamo organizzati noi sopravvissuti, ancora una volta nell’assordante silenzio che in Italia riecheggia puntuale.

Spotlight on Italian survivors” è il primo ed il più grande database al mondo che raccoglie, traccia e monitora gli abusi sessuali del clero e lo fa in una forma che tende a dare a colpo d’occhio, la vastità del problema italiano.

Lo fa soprattutto con numeri e grafici, espressione molto diretta e al tempo stesso quantificante del fenomeno.

 

Questo sistema database chiamato “iCODIS”, non solo produce dati in tempo reale ma li quantifica per ogni provincia, regione italiana. Quanti sacerdoti potenziali offender ci sono nella provincia in cui abitate, quante sono le vittime sopravvissute che questi hanno prodotto in quei luoghi, ma non solo.

Quanti di questi hanno subito un processo, penale o canonico, quanti invece sono sfuggiti per prescrizione alla Giustizia e che fine hanno fatto.

Tra le vittime prodotte quante donne, quanti uomini, da chi sono stati abusati e in quale circostanza. Quale è la percentuale italiana del clero pedofilo e tanto altro.

Una serie infinita di informazioni, in alcuni casi da noi preconfezionate in panoramiche regionali che danno a colpo d’occhio coscienza della situazione.

Ma “iCODIS” ha anche un sistema integrato di ricerca avanzata destinato al pubblico dove non serve necessariamente inserire un nome, ma è sufficiente per esempio inserire una città per avere una panoramica di ciò che accade o è stato.

Quasi un ripiego a quella commissione di inchiesta che l’ONU ha chiesto all’Italia inadempiente nel 2019, puntualmente mancata, come se i minori italiani fossero per lo Stato, solo figli di un Dio minore.


SOSTIENI LA CAUSA; DONA!

martedì 14 maggio 2024

il Cantico dei Cantici per il 76° compleanno della nuova Israele.

Da ieri per i 76 anni di Israele è disponibile gratuitamente su YouTube il nuovo filmato intitolato
 Il Cantico dei Cantici.
 Ne è regista   Noemi Colitti che ha  composto anche una splendida colonna sonora, ha curato il montaggio e la rielaborazione delle immagini.
Esse sono tratte da una quindicina di libri illustrati da importanti artisti quali Dali, Kupka, Francois Louis Schmied, George Barbier e Matisse 

Il testo è tratto dalla nuova Bibbia pubblicata dalla casa editrice Einaudi: i testi originari in ebraico, aramaico e greco sono stati resi in una traduzione letteraria da un pool di interpreti internazionali coordinati da Enzo Bianchi. 

Gli attori che leggono il testo sono Patrizia Casagrande e Andrea Rettagliati accompagnati da un coro, formato da Laura Adamo, Silvia Guido, Ettore Iacobone e Alessandro Porri. 

Buon compleanno, nuova Israele.


mercoledì 3 aprile 2024

“Famiglie e diritti universali. Libertà e autodeterminazione nei percorsi di gravidanza per altre e altri”. Convegno, flash mob e conferenza stampa

 

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PARTECIPA 

al flash mob “Famiglie e diritti universali” e alla conferenza stampa che si terranno dalle 12.00 alle 14.00 a Largo di Torre Argentina, Roma, il prossimo 5 aprile per sostenere i diritti di tutte le famiglie.


In un momento in cui si riparla di rendere un reato universale la gravidanza per altri, noi vogliamo invece tutelare tutte le persone e di tutte le famiglie e garantire loro gli stessi diritti. Nello stesso giorno si terrà a Roma un convegno internazionale per l’abolizione universale della maternità surrogata.

Se vuoi, puoi seguire il nostro convegno “Famiglie e diritti universali. Libertà e autodeterminazione nei percorsi di gravidanza per altre e altri”, co-organizzato da noi e dall’Associazione Famiglie Arcobaleno, su Zoom e YouTube.

A partire dal 28 marzo 2024 potrai registrarti per partecipare. Si precisa che per registrarsi a partecipare in presenza agli incontri al Senato è necessario compilare tutti i campi indicati al link di cui sopra. I partecipanti accreditati riceveranno una mail di conferma, con i dettagli per l’accesso alla sala del Senato. 

Spero di vederti il 5 aprile.

Filomena Gallo, Avvocata e Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni


Per contatti: Roberta Spina - roberta.spina@associazionelucacoscioni.it| 347 82 66 860

Per approfondire:

Si ricorda che l’accesso alla Sala è consentito con abbigliamento consono e, per gli uomini, c’è l’obbligo di giacca e cravatta.

domenica 22 ottobre 2023

da NTC: ASSECONDARE L’IRAN CREA MOSTRI COME HAMAS





di Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti su L’Unità del 15 ottobre 2023


Per decenni abbiamo sentito dire che bisognava perseguire una politica di accondiscendenza con l’Iran perché Paese fattore di stabilizzazione del Medio Oriente. Come Nessuno tocchi Caino abbiamo sempre sostenuto invece che l’Iran è destabilizzante l’intera regione e rappresenta una minaccia mortale alla pace e alla sicurezza mondiale perché in guerra innanzitutto con il suo stesso popolo che perseguita e reprime da oltre quarant’anni in violazione e disprezzo dei diritti umani fondamentali come universalmente riconosciuti.

Oggi è drammaticamente e tragicamente evidente che l’Iran, questo regime teocratico e misogino, è una minaccia per tutti noi che crediamo e lottiamo per l’affermazione dello Stato di Diritto e stiamo con lo Stato di Israele. Non perché esso sia una democrazia perfetta ma perché è, comunque, l’unica democrazia del Medio Oriente e
“una marca di frontiera dell’Europa" come disse Marco Pannella che, per il bene suo e nostro e dei palestinesi, propose di far entrare lo stato ebraico nell’Unione europea.

Chi si somiglia si piglia, vuole il detto popolare. Il regime di Hamas a Gaza è diventato l’anima gemella del regime dei mullah di Teheran. Il comune denominatore non è solo l’Islam e il suo libro sacro, il Corano, che da legge di Dio diventa legge dello Stato. Quel che li accoppia è anche la legge della Sharia e nella Sharia si riconoscono per quello che realmente sono. Due regimi illiberali gemellati dall’odio verso il sistema di valori detti “democratici”, usi e costumi detti “occidentali”, ma che sono in realtà valori, usi e costumi semplicemente “universali”. Scritti e santificati non solo nella Costituzione americana o nella Convenzione europea, ma in dichiarazioni, patti e convenzioni internazionali.

Tanto per capirci, la Sharia non è solo un codice di condotta, è un codice penale a tutti gli effetti. Al buon musulmano non chiede solo di pregare, non mangiare carne di maiale, digiunare, versare l’elemosina, compiere buone azioni, andare in pellegrinaggio, impone anche di non fornicare, non rubare, non bere alcolici, “peccati” che sono considerati reati tra i più gravi che può commettere un musulmano. Sono detti reati Hudud, sono definiti nel Corano come “affermazioni di Allah” e sono, quindi, imperdonabili. Hudud significa “limiti”, ma le pene previste per questo tipo di “reati” vanno oltre ogni limite di ragionevolezza e universale accettazione: la lapidazione per gli adulteri, l’amputazione di mani e piedi per i ladri, la fustigazione per i bevitori di alcolici.

Nel 2006, dopo le prime elezioni politiche che hanno visto Hamas competere e vincere a sorpresa, il suo portavoce, Hamed Bitawi, ha subito dichiarato: “Il Corano è la nostra Costituzione, Maometto è il nostro Profeta, la jihad è il nostro cammino e morire come martiri per amore di Allah è il nostro massimo desiderio”. Il suo discorso fu accolto da un’ovazione della folla e dall’invocazione “Allah è Grande”.

Dopo che 
nel giugno 2007, con un colpo di Stato, Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza, estromettendo il partito di Fatah, suo rivale, assassinandone anche gli esponenti, la presa dell’Islam di stampo iraniano sulla vita quotidiana della popolazione nella Striscia di Gaza è diventata via via una morsa mortale.

Al di là di una loro base legale, codici di comportamento islamico sono applicati sulla popolazione attraverso il
ferreo controllo di Hamas di settori strategici, quali le scuole, le moschee, le strutture di assistenza sociale, i media, che hanno un impatto decisivo sui modi di vita corrente nella Striscia. L’imposizione di tali codici nella vita quotidiana è curata principalmente dai servizi di sicurezza interna di Hamas, che operano come una sorta di “polizia morale” sul modello dell’analoga forza di polizia che in Iran ha assassinato Masha Amini. A Gaza, ad esempio, le donne per strada o in spiaggia devono vestirsi appropriatamente come a Teheran; le femmine single devono essere separate dai maschi.

L’inimicizia verso i costumi e i modelli di vita dei cittadini israeliani e degli occidentali “infedeli” prevale sulla stessa inimicizia nei confronti della Stella di David “sionista” e degli Stati Uniti d’America.

Il massacro di civili al rave party nel deserto del Negev in Israele è stato obiettivo prioritario dei terroristi di Hamas, richiama e traduce in strage gli interventi delle unità di polizia religiosa che a Gaza e a Teheran sono dedicate alla caccia di giovani che mangiano in pubblico durante il Ramadan, hanno relazioni omosessuali o al di fuori del matrimonio o partecipano a feste di genere misto.

Colpisce che l’orrore di Hamas, telecomandato da Teheran, si sia manifestato poco dopo l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Narges Mohammadi.
 Siamo indotti a pensare che sia proprio un modo di pensare e agire radicalmente diverso da quello proprio di un regime intriso di violenza, come quello iraniano, che lo può sgretolare.

Per saperne di piu' :NESSUNO TOCCHI CAINO

mercoledì 17 maggio 2023

IDAHOBIT 17 Maggio

 Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia

QUANTI SONO I GENERI ?
uno nessuno centomilamiliardimila

Godetevi questo bellissimo video di Ethan Ricci


martedì 28 marzo 2023

In UGANDA PENA DI MORTE per gli omosessuali

UGANDA: IL PARLAMENTO APPROVA LA PENA DI MORTE PER L’OMOSESSUALITA’

I parlamentari ugandesi hanno approvato il 21 marzo 2023 un controverso disegno di legge anti-LGBTQ+, che renderebbe gli atti omosessuali punibili con la morte.

Tutti tranne due dei 389 legislatori hanno votato per il disegno di legge anti-omosessualità, che introduce pena capitale ed ergastolo per il sesso gay e "reclutamento, promozione e finanziamento" di "attività" omosessuali.

“Una persona che commette il reato di omosessualità aggravata è passibile, in caso di colpevolezza, di subire la morte”, si legge nel disegno di legge presentato da Robina Rwakoojo, presidente della commissione Affari Legali e Parlamentari.

Solo due parlamentari del partito al governo, Fox Odoi-Oywelowo e Paul Kwizera Bucyana, si sono opposti alla nuova legislazione.

"Il disegno di legge è mal concepito, contiene disposizioni incostituzionali, annulla i progressi registrati nella lotta contro la violenza di genere e criminalizza gli individui invece dei comportamenti che contravvengono a tutte le norme legali conosciute", ha affermato Odoi-Oywelowo.   "Il disegno di legge non introduce alcun valore aggiunto ai codici e al quadro legislativo a disposizione", ha affermato.

Una versione precedente del disegno di legge aveva suscitato diffuse critiche internazionali ed è stata successivamente annullata dalla Corte Costituzionale dell'Uganda per motivi procedurali.

Il disegno di legge approvato passa ora al presidente ugandese Yoweri Museveni, che può porre il veto o trasformarlo in legge.   In un recente discorso Museveni è sembrato esprimere sostegno al disegno di legge.  Un deputato, John Musila, indossava in aula un abito con la scritta: "Say No To Homosexual, Lesbianism, Gay".

Il disegno di legge segna l'ultima di una serie di battute d'arresto per i diritti LGBTQ+ in Africa, dove l'omosessualità è illegale nella maggior parte dei paesi. In Uganda, un paese cristiano in gran parte conservatore, il sesso omosessuale era già punibile con l'ergastolo.

Il mese scorso il presidente Museveni ha dichiarato che l'Uganda non abbraccerà l'omosessualità, sostenendo che l'occidente stia cercando di costringere altri paesi a "normalizzare" ciò che ha definito una "deviazione".

"I paesi occidentali dovrebbero smettere di sprecare il tempo dell'umanità cercando di imporre le loro pratiche ad altre persone", ha detto Museveni il 16 marzo in un discorso al parlamento, trasmesso in Tv.   “Gli omosessuali costituiscono deviazioni dal normale. Perché? È dovuto alla natura o all’ambiente? Dobbiamo rispondere a queste domande. Abbiamo bisogno di un parere medico su questo", ha detto.

(Fonti: The Guardian, 21/03/2023)



sabato 9 aprile 2022

Il 12 aprile maratona di letture per chiedere la cessazione delle ostilità contro l'Ucraina

 

La luna di Kiev di Gianni Rodari per l’Ucraina


Gianni Rodari scrisse La luna di Kiev nel 1955 come inno alla fratellanza tra i popoli e oggi, a quasi 70 anni dalla prima pubblicazione, il celebre componimento tratto dalla raccolta Filastrocche in cielo e in terra è stato eletto come simbolo della richiesta di pace.
 

Dal 12 aprile, al prezzo di 8 euro, lo troverete in libreria in forma di album illustrato: il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana per l’Emergenza in Ucraina.
 

giovedì 28 ottobre 2021

DDL Zan affossato: i parlamentari italiani sono in maggioranza omolesbotransbifobici.

Ancora una volta la politica dei giochi di palazzo, anzi di bottega, ha ricacciato l’Italia dei cittadini perbene indietro di anni rispetto all'Europa dei Diritti e del Rispetto Umano.

 

Personalmente sono indignata non sorpresa, e comprendo la rabbia, ma andare a urlare in piazza è un inutile spreco di energie e serve solo a sfogarla inutilmente...

Raccogliamo invece tutte le nostre migliori energie intellettuali e fisiche per inventarci mille modi per  rendere difficile, difficilissima la loro vita di gente di potere, ogni giorno, cento volte al giorno.

Dobbiamo riuscire a rendergli la loro vita difficile almeno quanto la nostra, dobbiamo farglielo provare sulla loro stessa pelle, dimostrandogli come ci trova senza difesa ad essere apostrofati e attaccati come è pratica comune dei loro accoliti con la nostra gente. 

Dopotutto ognuno secondo loro ha diritto a esprimere liberamente le sue opinioni, lo hanno detto, ribadito e pure votato !

Perciò se proprio vogliamo urlare la nostra indignazione contro costoro, facciamolo dovunque, da soli o in pochi, non solo nei luoghi che ormai tradizionalmente sono "nostri", e chiediamo a tutta la gente di buona volontà e intelletto d'amore di fare altrettanto.

mercoledì 20 novembre 2019

Oggi 20 novembre 2019 celebriamo il International Transgender Day Of Remembrance

Da Forbes   
18 nov 2019, 02:00  Jamie Wareham
Contributor
Diversità e Inclusione
Riferisce sulla vita LGBT, identità ed essere queer.

Assassinati, impiccati e linciati: 331 persone trans uccise quest'anno

Un nuovo rapporto afferma che 331 persone trans e transgeneree sono state uccise quest'anno .


La maggior parte degli omicidi catalogati è avvenuta in Brasile, per un totale di 130. Tuttavia, il Messico ne ha contati 63 e gli Stati Uniti ne hanno visti 30.

Solo uno è stato conteggiato nel Regno Unito quest'anno. In tutta Europa, nove persone trans sono state uccise, secondo il rapporto.

Il rapporto annuale, pubblicato in occasione della Giornata internazionale della memoria trans che si tiene ogni anno il 20 novembre, è redatto da Transrespect contro Transphobia Worldwide.

Il rapporto sul monitoraggio degli omicidi di Trans è stato pubblicato ogni anno dal 2008. Da quando il progetto è iniziato 11 anni fa, ha registrato 3314 morti. Monitora gli omicidi che si verificano ogni anno tra il 1 ° ottobre e il 30 settembre.

Quest'anno il numero di morti è leggermente diminuito dai 369 del 2018, ai 331 quest'anno.

Il rapporto viene pubblicato ogni anno per celebrare il Giorno della memoria del Transgender. 

L'elenco, compilato da Transrespect contro Transphobia Worldwide, fornisce informazioni su notizie locali e nazionali riguardanti morti e omicidi.Le cronache di tutto il mondo condividono dettagli raccapriccianti di omicidi, impiccagioni e persino linciaggi di persone trans e diverse per genere.

Oggi in: Leadership

Gli autori del rapporto affermano: "Lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone trans e transgenere sono reali e profondi in tutto il mondo".Da quando il progetto Trans Murder Monitoring è iniziato nel 2008, il 61% dei decessi è nella comunità delle prostitute. 1 su 3 uccisi è stato picchiato.

Il rapporto riconosce che il numero effettivo di persone uccise è probabilmente molto più alto di quanto sia possibile indicare:"Nella maggior parte dei paesi, i dati sulle persone assassinate trans e transgender non vengono prodotti sistematicamente ed è impossibile stimare il numero effettivo di casi."I trans e le persone transgenere sono vittime di orribili violenze dell'odio, tra cui estorsione, aggressioni fisiche e sessuali e omicidio"

A giant Trans Flag unfurled outside the Supreme Court. 133...

.London Trans Pride 2019

LONDRA, INGHILTERRA - 14 SETTEMBRE: L'annuale parata del Trans Pride si fa strada dall'Arco di Wellington ... Il rapporto elenca le 331 persone trans uccise quest'anno

London Trans Pride 2019


Juliana Ferreira è stata la prima morte registrata quest'anno il 3 ottobre 2018. È stata trovata morta e in uno stato di decomposizione vicino a una grande pietra che i media locali hanno acquisito come causa di morte. I media locali riportano il cognome Deadian, riferendosi a lei con un nome maschile.
Júnia Franco, il cognome nell'elenco quest'anno, è stato pugnalato 13 volte e lasciato in una pozza di sangue. Sono stati uccisi il 29 settembre 2019.
Juliana e Júnia saranno i nomi e i cognomi di oltre trecento, che saranno letti durante le veglie del Giorno della Memoria Transgender che si terranno in tutto il mondo, guidate dalla comunità LGBTQ.
I candidati alla presidenza democratica discutono delle questioni LGBTQ nel forum della Fondazione per la campagna sui diritti umani


LOS ANGELES, CALIFORNIA - 10 OTTOBRE

Quando è il Transgender Day Of Remembrance 2019?

Il Trans Day Of Remembrance (TDoR) è il  giorno in cui si ricordano le persone trans e transgenere che sono state vittime di omicidio.
Sebbene l'evento sia iniziato negli Stati Uniti, TDoR ora accade in molte parti del mondo.

L'International Transgender Day Of Remembrance si terrà il 20 novembre 2019.

Transgender Day of Remembrance

mercoledì 24 gennaio 2018

Settimana della Memoria della Shoa. Roma attende il suo memoriale dedicato alle vittime gay della shoa



"Qual è il più grande servizio che la conoscenza della storia ci può fornire? Quello di metterci sull'avviso.

I nazisti hanno voluto uccidere gli ebrei semplicemente perché essi erano ebrei, gli zingari perché erano zingari e gli omosessuali perché erano omosessuali: venivano tutti visti come dei devianti che dovevano essere eliminati.


 In ciò consisté la soluzione finale.

Bisogna ricordare che insieme ai sei milioni di ebrei, sono morti anche centinaia di migliaia di zingari, di omosessuali, di intellettuali e anche di oppositori politici del regime nazista, sia religiosi, sia laici.

Ci si deve rendere conto di cosa rappresenta la presa di potere di un regime dittatoriale e si deve amare e conservare questa democrazia che con tanta fatica abbiamo riconquistato.


Dovremmo cercare di trarre delle conclusioni da un'esperienza che ha travolto milioni di esseri umani e capire perché si debba conoscere questa storia, nonché quale lezione potremmo avere da questo passato".

Tullia Zevi

UN MEMORIALE  DEDICATO ALLE VITTIME OMOSESSUALI DEL NAZISMO, FU INAUGURATO  A BERLINO GIA' NEL 2008 


"L'evento avviene così tardivamente che nessuna delle vittime è presente ad assistervi".
 Così il ministro tedesco della cultura Bernd Neumann ha deplorato a fine maggio 2008 l'assenza di sopravvissuti all'inaugurazione del memoriale, nel centro di Berlino, dedicato ai Triangoli rosa, ovvero alle vittime omosessuali del nazismo.
Rudolf Brazda, vecchio Triangolo rosa di 95 anni, appresa quel giorno dalla televisione questa notizia decise subito di rompere il suo silenzio. Sua nipote si mise in contatto con l'associazione dei gay e lesbiche tedeschi (LSVD) che invitò l'anziano uomo a Berlino per raccontare la sua storia.
Nato in Sassonia da genitori cechi nel 1913, aveva 20 anni esatti quando Hitler salì al potere. Condannato nel 1934, mentre viveva con il suo compagno, a sei mesi di casa di correzione per omosessualità a norma dell'articolo 175 del codice penale. Fu quindi espulso in Cecoslovacchia, dove trovò lavoro in una troupe di teatro d'operetta facendosi notare per le sue interpretazioni di Josephine Baker.
Nel 1938, dopo l'annessione dei Sudeti, il giovane venne deportato nel campo di concentramento di Buchenwald dove fu ai lavori forzati tra il 1941 e il 1945.

"Ho avuto fortuna", confida ad Eva Bruckner dell'associazione LSVD, e spiega che la sua sopravvivenza è stata facilitata grazie ad un legame che aveva con un kapò comunista.
Ma Rudolf Brazda confessa di "aver sempre paura dei nazisti", quelli di allora e quelli di oggi, i neonazisti che perseguitano gli omosessuali in nome della razza e della purezza dei costumi.
 Dopo la guerra, liberato dal campo lasciò la Germania e si spostò in Francia, insieme al suo nuovo compagno con cui ha condiviso la sua vita per più di cinquant'anni, fino alla sua morte.

La mattina prima del Pride 2008  ha reso omaggio al memoriale dei Triangoli rosa a Berlino assieme al Sindaco.
"Noi eravamo come loro", ricorda commosso l'anziano uomo, guardando i due uomini a torso nudo che si abbracciano allacciati stretti sulla lapide del memoriale…

L'articolo 175 fu abrogato in Germania solo nel 1969, più di un secolo dopo la sua introduzione nella Legge tedesca.
L 'omosessualità invece è stata totalmente depenalizzata solo nel 1994, dopo la caduta del Muro e la riunificazione della Germania.

Nel 2002 il Governo tedesco ha deciso l'annullamento di tutte le condanne comminate durante il Terzo Reich, dimenticando quelle che vanno dal 1945 al 1969 (50mila in totale).

Poi il Governo diAngela Merkel ha deciso di fare giustizia nei confronti dei cittadini gay condannati ingiustamente a causa del Paragrafo 175 e ha proposto il 22 marzo 2017 un disegno di legge per cancellare le sentenze contro l’omosessualità emesse durante l’epoca nazista. 

 Per i cittadini tedeschi, condannati per esser gay, il Governo tedesco ha fissato l’indennizzo a 3mila euro (cifra forfettaria) oltre alla somma di 1.500,00 euro per ogni anno di reclusione.

                                                         ******

Nel 2018  ROMA ancora attende il suo Memoriale dedicato alle vittime omosessuali del nazismo, come chiesto anche da me personalmente già dal 2003.

Mi auguro, assieme a tutte la gente omolesbotransbisex, che il memoriale della shoah degli ebrei e di tutti gli altri oggetto della "soluzione finale" nazista sia presto una realtà anche a Roma.

AMg

giovedì 26 gennaio 2017

Cronaca di un fresh- mob d'Amore

Il 13 gennaio all'Angelus, che sarebbe alle 12 e un po', sono entrata in Piazza San Pietro.
Sotto una pioggia battente e insistente, passato l'accesso dal colonnato del Bernini e insinuandomi oltre la fila di pellegrini in coda per entrare in Basilica, eccomi nella vastità segnata soltanto dall'immenso obelisco centrale, circondato in distanza dai lumi, e dalle due fontane collocate nei fuochi dell'immensa piazza ellittica.
 Mi si apre una visione assolutamente inaspettata: il grande abete natalizio e il Presepe che da anni ormai da prima del Natale fino tutto gennaio venivano a occupare tutta l'area centrale intorno all'obelisco fino ai lumi, con le transenne a impedirne l'accesso, ieri erano spariti ed erano finalmente di nuovo visibili le lastre marmoree nella pavimentazione. Una di queste lastre, di forma rotonda, è stata il luogo dove Alfredo si è dato fuoco.

Nei primi anni dopo il suo sacrificio sono andata a poggiare su quella lastra il mio omaggio floreale, ma questo è stato ben presto reso impossibile dalla persistenza in loco alla data del 13 gennaio del complesso protetto del presepio più l'abete.
 Fin dall'anno successivo alla sua morte, spinte in particolare da Peter Boom e Massimo Consoli, con gli attivisti delle principali associazioni GLBT  assieme a UAAR  ed altri esponenti della cultura laica ci recavamo a manifestare dall' Italia, al limite del perimetro dello SCV.  Con bandiere arcobaleno, discorsi  intendevamo ricordare il sacrificio di Ormando e chiedere al papa di eliminare l'omofobia della chiesa cattolica; a conclusione si  lanciavano i fiori che avevamo portato con noi sul selciato.
Io però mi sono sempre recata fin dentro la piazza per lasciare i fiori direttamente sul luogo del martirio e qualche volta, negli ultimi anni, qualcuno è venuto con me, ma sempre mi son trovata a dover fare i conti con la complessa "macchina natalizia" piazzata proprio dove Alfredo si è immolato.
E quest'anno ecco, come per incanto sotto la pioggia, la piazza sgombra e l'accesso praticamente libero, ho persino potuto fotografare Claudio che poggiava gentilmente i fiori nella vaschetta accanto al luogo del rogo di Alfredo...
Ma non credo che sia stato un segnale di apertura... o sì ?

Ciao Alfredo, il tuo martirio lo continuiamo a ricordare e continueremo a chiedere che non succeda mai più nulla, ma proprio nulla del genere, a nessuno.

AMg




mercoledì 29 giugno 2016

Tutti FUORI con orgoglio, 47 anni dopo Stonewell

Oggi, 47 anni fa, la polizia di New York fece irruzione allo Stonewall Inn, un bar gay del Greenwich Village. 
Con una azione storica di sfida, i clienti dello Stonewall si ribellarono e questo atto segna l'inizio del movimento LGBT moderno.

Ogni anno, New York commemora i Moti di Stonewall, alla nostra annuale Pride Parade. 
Domenica scorsa, ho sfilato con orgoglio. La polizia di New York ha marciato con noi. 
Ho anche notato una macchina della polizia, decorata con bandiere arcobaleno. 
Ho pensato tra me me su quanto siamo arrivati a realizzare ​​...

Fino a quando il mio telefono non ha squillato.

Görkem, uno degli organizzatori dell'Istanbul Pride, mi mandava un messaggio. 
Era stato appena arrestato. 
L'Istanbul Pride è stato vietato per il secondo anno di seguito. 
Ma Görkem non stava nemmeno marciando - lui e altri 28 sono stati arrestati per il semplice fatto di parlare contro il divieto.

Sapere che il governatore di Istanbul ha attaccato ed arrestato persone LGBT come Görkem e i suoi amici, mentre a miglia di distanza i cittadini di New York hanno sfilato nel Pride a fianco con il nostro governatore è stato un contrasto scioccante.

Qualche ora dopo sono stati rilasciati. Sono salvi - per ora.

Ma dobbiamo prendere questo fatto come promemoria: abbiamo ancora una lunga strada da percorrere 47 anni dopo gli scontri di Stonewall, la lotta continua.
 Come abbiamo fatto per onorare le vittime di Orlando, continueremo a stare insieme,  nell'orgoglio sfidando l'odio. Insieme ce la faremo..

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La lotta continua.

lunedì 4 aprile 2016

La festa dei matrimoni LGBTQE a L'Aquila - 1 giugno 2008

La festa dei matrimoni LGBTQE aquilana dell'1 giugno scorso organizzata dalle Amazzoni di Arcilesbica L’Aquila, dai Verdi Abruzzo, da Arcigay Consoli L’Aquila e da Stargayte, è stata davvero una esperienza molto bella e ricca di stimoli alla riflessione per tutta la comunità varia, ma soprattutto per la comunità abruzzese e non solo, spero. 
Per me è stato un modo in più per mettere il mio affetto e la mia esperienza di vita a disposizione di persone cui voglio bene per la passione che dedicano alla lotta per i diritti di tutti, a cominciare da una consistente fetta della società che per lo stato è come non esistesse o quasi.
Qualcuno potrà cercare di denigrare il significato di queste "unioni", sostenendo che si trattava di una pagliacciata, priva di valore legale e anche forse politico, una "menzogna mediatica", anzi credo che qualcuno lo stia già facendo. Altri dopo aver gridato e tuonato allo scandalo hanno scelto le "preghiere collettive" per scongiurare gli effetti nefasti di questa indegnità...

Molti però dei presenti che assistevano erano e dichiaravano di essere felici di esserci e si auguravano che queste "nozze finte" potessero presto essere celebrate come "nozze vere " in Comune, come per tutti gli eterocittadini che lo chiedono all'ufficio apposito e cui è consentito di "fare le pubblicazioni".

Il 30-11-2003 scrivevo a Massimo Consoli: 
--Sono anni che dico ( e pratico, anche) il concetto che l'unione matrimoniale regolata per legge (soprattutto se religiosa) è una solennissima cazzata buona per le menti deboli e prive di fantasia... Ma visto che in ogni caso qualunque forma -legalizzata- di "matrimonio" è legata assolutamente al "patrimonio", meglio sarebbe senz'altro usare la legge, che c'è già e permette molte deroghe alla tradizione cattolicoromana ( non-automatica comunanza dei beni,non-automatico obbligo di convivenza sotto lo stesso tetto, mantenimento del proprio cognome, aggiungendo magari l'attribuzione di entrambi i cognomi ai figli, eccetera, ad esempio) come puro canovaccio per progettare ciascuno il proprio -a due- progetto di matrimonio e magari, se non è previsto o prevedibile da leggi buone per la maggioranza dei casi, rivolgersi a un notaio per stendere il patto tra persone ( di qualunque sesso siano) anziché al delegato del sindaco !
 Credo che su questo principio dovremmo muoverci ,a mio modesto parere.-- 

Aggiungo oggi (6 giugno 2008) che personalmente, assieme al mio amico e compagno di vita da ormai 37 anni, nel lontano 1971 decidemmo di utilizzare la legge "matrimoniale" vigente e unire le nostre esistenze con un patto di reciproca solidarietà e affetto, da L e G quali eravamo e perfettamente consapevoli di esserlo, visto che ci eravamo conosciuti proprio fondando quel movimento di liberazione sessuale da cui nacquero tutti gli altri. 
Facendoci forti del "nuovo  Diritto di Famiglia" ( che fu ampliato e reso più rispettoso della parità poi nel 1975, anche se non ancora abbastanza) e rassicurati dall'approvazione della legge suldivorzio, decidemmo di tentare questa avventura dell' "unione civile", in Campidoglio con l'assessore anziano a officiare e senza veli bianchi, né io, né lui. 

Scandalo n.1: niente chiese e niente preti.
Nella cattolicissima Italia ( la religione cattolica era ancora religione di stato) e sotto il naso del papa!
 Nel mondo ( anni settanta e successivi), dove comunque potevamo "apparire" come una qualunque coppia etero, ma non lo eravamo di fatto, abbiamo affrontato molte, moltissime difficoltà nella società "civile", poiché pretendevamo di muoverci nel lavoro e nella società e in famiglia con la nostra identità e in assoluta parità, senza nasconderci o mentire, e questo rappresentava lo scandalo n.2 come sarebbe apparso forse logico, ma che comunque ci ha portato a radicalizzare le nostre posizioni politiche.
Ma la cosa che non avevamo assolutamente previsto è stato lo scandalo n. 3, quello suscitato fin da subito proprio all'interno della nostra stessa comunità, dove molte persone, che sono tuttora considerate tra gli "ideologi" GLBT italiani, non riuscirono a comprendere la rivoluzionarietà del nostro atto e spesso cercarono e cercano tutt'ora ( anche con successo) di emarginarci, ciascuno ed entrambi, misconoscendolo soprattutto politicamente come una posizione "di destra" o reazionaria, con una sorta di "ostracismo" che in realtà è probabilmente una forma più o meno cosciente di omo/lesbo-fobia interioriorizzata.
 Mi/ci ha provocato molti dispiaceri, sentirci emarginati proprio tra quelli che meglio avrebbero dovuto comprenderci, ma siamo andati avanti, dopotutto sapevamo fin dall'inizio che il percorso non era di quelli agevoli, né avremmo avuto sconti da nessuno, amici o avversari che fossero. 
Massimo Consoli rimase sempre, anche a distanza di oceani e di gruppi, amico e compagno nella lotta per la libertà: non fu mai tra quelli che ci emarginavano o ci prendevano in giro o addirittura ci denigravano; anche se all'inizio rimase sorpreso della nostra scelta fu uno dei pochissimi non solo a non scandalizzarsi, ma piuttosto a cercare di capire. Anzi amicizia e rispetto reciproco ne uscirono rafforzati. Dopotutto la diversità vera è una ricchezza, l'amore e la libertà sono fatti di rispetto dell'altro: di ciò ne eravamo così convinti che proprio su questo abbiamo costruito la nostra lunga amicizia.
 E forse è proprio per la sua curiosità circa il nostro progetto di unione e alle relative discussioni, se prese ad interessarsi all'argomento. 
Rileggendo la formula messa a punto proprio da lui per le Unioni o Patti d'Amore (fin dal 1976 Massimo Consoli officiava i "Patti d'amore" con "Rito Pagano Antico ed Accettato" alle coppie che lo desideravano) trovo sempre più pregnante ciò che scrisse poi in occasione del Kiss2Pacs del 14 febbraio 2004 - San Valentino che voglio riproporvi qui di seguito dal sito della Fondazione(*). 

Massimo Consoli:

"Lo Stato deve capire che quando non e' capace di fare il suo dovere, le comunità al suo interno prendono iniziative autonome e vanno avanti per conto loro. Cosi' e' sempre stato nel corso della storia.
Cosi' mi sembra giusto pensare che continuerà ad essere."

UNIONI MORALI: LA NOSTRA COMUNITA' RISCHIA DI STACCARSI DALLO STATO ITALIANO: UNO "STRAPPO" DALLE CONSEGUENZE IMPREVEDIBILI TRA I GLBT E LA REPUBBLICA CHE NON LI RAPPRESENTA NE', TANTOMENO, LI DIFENDE.

Quando lo Stato e' in ritardo rispetto alla società civile, quando frange estremistiche ed intolleranti che trovano ospitalità all'interno delle istituzioni cercano di imporre la loro visione del mondo al resto della collettività, quando i diritti fondamentali dell'individuo diventano un optional condizionato dall'interesse politico, le comunità piu' discriminate rivendicano la loro autonomia e vanno avanti per la loro strada indipendentemente dal potere centrale
L'indifferenza e l'ostilità dello Stato italiano nei confronti della sua comunità piu' numerosa e qualificante, con una tradizione storica di grande spessore culturale e umano, e' ormai giunta al suo punto di rottura. Visto inutile ogni sforzo di poter esprimere la propria identità sociale, sessuale, culturale in maniera pacifica ed all'interno di questa società, la comunità varia procede ormai per conto suo.

E' dal 1976 che, di fronte alla nostra comunità, celebro unioni morali tra persone che si amano, indipendentemente da vincoli legali o da costrizioni giuridiche. 
Il 2 settembre ed il 21 ottobre di quell'anno, presso l'Ompo's di Roma, si svolse una cerimonia tra due ragazze (la prima volta) e tra due ragazzi (la seconda volta). In tale occasione si prese atto di fronte alla comunità dell'amore esistente tra questi giovani. Un'altra volta, l'unione venne celebrata fra due ragazze ed un ragazzo. 
Quella tra Riccardo e Paolo (1977) venne anche ripresa da Luigi Comencini in un suo documentario a puntate, trasmessa dalla TV di Stato l'anno successivo e poi raccontata su un libro, "L'Amore in Italia", edito da Mondadori nel 1979. 
Molti giornali si occuparono di queste unioni che ho continuato a celebrare nel corso degli anni. Il più intelligente fu, proprio agli inizi, il settimanale "Amica", del 23 dicembre 1976, che con Antonella Amendola (che intervistò Alba ) affrontò con grande delicatezza l'argomento. Una pagina di quest'articolo è stata ripubblicata, con le sue tre foto, su "Bandiera Gay" (Edizioni Libreria Croce, Roma, Novembre 1999). 
Le ultime unioni che ho celebrato sono state tra Barbara e Maya, il 27 luglio 2002, e tra Paolo e Nicola, il 25 agosto successivo (addirittura, in un angolo nascosto di un ospedale dei Castelli Romani…!) "

"(*) La Fondazione Luciano Massimo Consoli è una associazione nata per conservare la storia GLBTQ, progetto da lui portato avanti per quasi cinquant'anni, e metterla a disposizione della collettività.

Chiunque può collaborare al progetto.
Nel sito della Fondazione potete trovare moltissime informazioni per farlo.

Senza memoria non c'è futuro.

6 giugno 2008 by Alba Montori - Fondazione Luciano Massimo Consoli

Pubblicato su GayaCronisti senza Frontiere del 12 giugno 2008

sabato 26 dicembre 2015

Beccatevi questo delizioso presepio.



La Grecia ha facilmente sorpassato l'Italia nel riconoscimento dei diritti.
VAURO ha  graziosamente rappresentato il presepio della parità per celebrare la Grecia.

E l'Italia che fa  al riguardo ?

L'Italia ancora dorme sonni di piombo grazie all'oppio pontificio: hai voglia a cantare:
"...L'Italia s'è desta..."

AMg

venerdì 11 dicembre 2015

NOI DICIAMO BASTA

Nel corso della storia NOI abbiamo accumulato nei confronti di  tutte le più imponenti società civili un gigantesco contenzioso di Diritti negati, e assieme una NOSTRA propria e particolare Cultura, trasversale a tutte le aree socio-culturali.
Questa  “Cultura”, che è solamente NOSTRA, almeno per ora, ci rende profondamente consapevoli e responsabilmente coscienti della nostra identità psico-fisica, diversa, unica ed irripetibile in ciascuno, al di fuori di tutti gli schemi comportamentali che ci siano stati imposti da religioni o culture, anche molto diverse tra loro.

Abbiamo sviluppato per sopravvivenza questa capacità, che  ci  mette nella condizione di ri/conoscere la nostra personale identità e di essere consapevoli interamente che essa è fatta di emozioni e di passioni, e assieme di senso della corporeità, poiché siamo allenati a esercitarle fin dall’inizio della storia cosciente di ciascuno di NOI, potenziando costantemente le nostre  capacità di osservazione e riflessione autocritica interiore  ai limiti dell’autodistruzione.

La NOSTRA Cultura  si è consumata e assieme alimentata per anni, anzi secoli se non millenni, del tentativo di  risolvere in modo pragmatico e nonviolento  l’insanabile conflitto interiore tra il pressante bisogno d’ognuno di essere rispettat* nella propria peculiare identità, interiorizzato in ciascuno di NOI, e la sua costante negazione, repressione, beffa e persecuzione in tutti i modi e con tutti i mezzi, più o meno palesi, da parte delle componenti umane delle cosiddette società civili e/o religiose che si autodefiniscono “normali” sulla base di scritti e norme religiose, e che su ciò hanno basato il loro Potere sulle vite di tutti, compreso chi non è come loro.

 Nel confronto, più spesso contrapposizione, con la cultura sessista e procreativa imperante NOI abbiamo cercato di far valere il Diritto ad esistere ciascuno per come è e si sente di essere,  tentando costantemente di trovare una mediazione, a costo talvolta della vita,  più spesso della nostra felicità interiore o dell’affermazione del nostro stesso diritto d’amore, in nome dell’Amore dell’Umanità.
Perché l'Amore, per NOI, non è necessariamente procreativo, ma è fatto di  coscienza della peculiare Identità di ciascun essere umano e assieme di  rispetto per ogni “differenza”, per ciascun essere umano, compresi coloro stessi che ci  hanno perseguitato, e continuano a farlo, distruggendo le nostre esistenze nel vano tentativo di ridurci ai loro schemi a/scientifici, inumani e totalizzanti. 

NOI abbiamo dovuto subire e ancora soffriamo il ricatto costante della minaccia troppo spesso attuata, di escluderci dalla società, dalla comunità dei viventi, attuato in tutti i modi, dai farmaci alle strutture psichiatriche, dallo stigma al carcere, che continua a costringere le nostre identità , la nostra tolleranza e le nostre capacità di amore in ruoli infamanti o ridicoli, e troppo spesso giunge fino alla eliminazione fisica e addirittura a quella morale.

Il NOSTRO negare la necessità della consequenzialità sesso-procreazione è aspirazione profonda, ineludibile e ormai improcrastinabile ed è diretta ad eliminare la dicotomia tra i sessi o sessismo, sottocultura responsabile della divisione e della violenza sulla quale è stato costruito e mantenuto per millenni il potere politico/religioso/economico: pretendere di fissare  addirittura per decreto religioso-istituzionale le norme relative all’esercizio della sessualità, Diritto di libertà unico irripetibile ed inalienabile di ciascun vivente, a cominciare dall’essere umano, significa alimentare l’odio e l’intolleranza e promuovere la distruzione e l'autodistruzione della specie, come la storia ci ha dimostrato e continua a dimostrarci ogni giorno.

Coloro che ci perseguitano perché NOI esistiamo come siamo, continuano impudentemente e impunemente a farlo, approfittando della nostra supposta debolezza, che in realtà è l’unica vera grande forza che possediamo, quella di volere e sapere conservare con orgoglio e dignità la capacità di esprimere l’amore nel coniugare assieme corpo e spirito in una unica forma, diversa per ciascun vivente, con pari dignità e diritto d’esistenza.

NOI non siamo più disposti a subire ulteriormente che chiunque, a qualunque titolo e dovunque sul pianeta, inciti all’odio e alla violenza contro chi non si uniforma a regole antiumane, antiscientifiche e assurdamente innaturali nell’espressione delle proprie pulsioni alla sessualità e all'affettività, all’Amore liberamente e responsabilmente espresso: tali pulsioni sono la forma della più vitale, profonda e inalienabile essenza dell’umanità, e come tali è Diritto inalienabile per ciascuno il tendere a dar loro forma nelle proprie relazioni. 

Chiunque, ma soprattutto chi ha maggior valore rappresentativo nella società, pretenda di asservire i corpi e le coscienze di umani, nostri e suoi simili, a precetti insani e innaturali, che vanno contro tutti principi del rispetto sociale, con minacce di castighi divini o ricatti di ordine economico-sociale,  è moralmente e materialmente responsabile più di ogni altro del tentativo di negare e distruggere sistematicamente tale Diritto.

NOI DICIAMO BASTA 
a qualunque forma di negazione 
del Diritto naturale all'espressione 
della sessualità e dell'affettività. 


NOI metteremo in atto tutte le azioni nonviolente che riusciremo a inventare per far sì che chi ne è responsabile, idealmente, culturalmente e materialmente, venga messo in condizione di non poter più nuocere, neanche al suo stesso diritto ad esprimere le sue proprie forme di sessualità e affettività, ovunque sul pianeta.
Alba Montori , Roma  13 maggio 1999

Per ribadire questo impegno l' #ARCOBALENO LIBERO  della Fondazione Consoli sarà alla Marcia dei Diritti il 12 dicembre prox venturo.