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martedì 9 settembre 2025

1.124.513 firme verificate Consegnate in Commissione europea: l’Italia protagonista di My Voice My Choice



Lunedì è stata una giornata incredibile: ho avuto l’onore e la responsabilità – quella bella, che ti fa sentire parte di qualcosa di davvero grande – di rappresentare l’Italia a Bruxelles, nel giorno in cui abbiamo consegnato ufficialmente alla Commissione europea 1.124.513 firme verificate a sostegno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei My Voice My Choice. L’Italia ha dato un contributo decisivo a questo risultato storico, con 161.254 firme verificate, fondamentali per il successo dell’iniziativa a livello europeo.

È stata un’esperienza intensa e indimenticabile, con una manifestazione davanti al Parlamento e alla Commissione, seguita da una conferenza stampa internazionale e il mio intervento che puoi rivedere cliccando sul video qui sotto:

Un vortice di emozioni mi ha accompagnata: entusiasmo, orgoglio e la consapevolezza di portare con me non solo dei numeri, ma il valore di ogni firma raccolta, di ogni ora trascorsa ai tavoli, di ogni gesto di attivisti e volontari, e di una rete senza precedenti che ha reso possibile tutto questo. 

Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato un impegno espresso già nel 2019 dalla Presidente Ursula von der Leyen: “Il compito della Commissione europea in questo ambito è fornire pieno sostegno agli sforzi degli Stati membri per l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, rilevanti per la salute delle donne, l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva, alla pianificazione familiare e all’educazione.”


Parole importanti, che oggi – grazie ad oltre un milione di firme raccolte – chiediamo diventino finalmente azioni concrete. 

Da oggi si apre una fase cruciale che nei prossimi mesi vedrà tre appuntamenti fondamentali:

  • Ottobre 2025 – Audizioni presso la Commissione europea
    Sarà il primo momento ufficiale di confronto con i Commissari europei. Lì presenteremo nel dettaglio la nostra proposta.

  • Dicembre 2025 – Hearings al Parlamento europeo
    L’iniziativa sarà discussa in un’audizione pubblica con eurodeputati e gruppi politici. Sarà un’occasione fondamentale per mettere il tema dei diritti riproduttivi al centro dell’agenda politica europea e raccogliere sostegno trasversale.

  • Entro marzo 2026 – Risposta ufficiale della Commissione europea
    La Commissione dovrà poi esprimersi formalmente sull’iniziativa, fornendo una risposta motivata: accettare o meno la proposta e, in caso positivo, avviare l’iter legislativo. Sarà il momento della verità, quello in cui capiremo se le oltre un milione di voci raccolte saranno ascoltate con serietà e responsabilità.

Alba, per la prima volta, il diritto all’aborto sarà discusso con una proposta legislativa concreta dei cittadini e delle cittadine all’interno delle istituzioni europee e come Associazione Luca Coscioni faremo tutto il possibile perchè la politica - italiana ed europea - ascolti davvero la volontà e le voci di oltre 1 milione di persone.

Non possiamo fermarci adesso. Dobbiamo mantenere viva l’attenzione, continuare a mobilitarci e portare ovunque questa voce che viene dal basso, dall’Europa reale, dalle persone.

Abbiamo scritto insieme una pagina di storia. Ma questa storia continua, e ha bisogno di te e di tutte e tutti noi per andare avanti.

Con orgoglio e gratitudine,

Alice Spaccini
Coordinatrice mobilitazione italiana – My Voice My Choice




giovedì 17 aprile 2025

L'annientamento dei legami familiari. L'imminente distruzione dell'umanità. Il massacro del 7 ottobre


Screenshot a scopo didattico di Nancy Hartfelt Kobrin, Ph.D. 


Nel rapporto della Commissione civile sui crimini del 7 ottobre commessi da Hamas contro donne e bambini, intitolato "Un crimine senza nome per vittime senza voce", il dott. Cochav Elkayam-Levy ha introdotto il termine "kinocidio" nel lessico, una forma specifica e urgente di genocidio che prende di mira le famiglie per l'annientamento totale. Questo termine deve ancora essere formalizzato nel diritto internazionale. Ma nominare tali atti è essenziale: il linguaggio fornisce chiarezza e struttura a una brutalità altrimenti indicibile. 

Il "kinocidio" si riferisce alla distruzione sistematica dei legami familiari attraverso l'omicidio di intere famiglie, con l'obiettivo di cancellare non solo vite, ma anche lignaggi, connessioni e l'idea stessa di casa. Il termine "kinocidio" è una parola composita: parentela + -cidio, che significa l'omicidio dell'intera famiglia.


Comprenderne l'etimologia ci aiuta a cogliere il profondo peso del termine. Secondo l'Online Etymology Dictionary, "kin" risale all'inglese antico cynn, che significa famiglia, razza, tribù o natura. Deriva dal proto-germanico kunja- e dalla radice proto-indoeuropea gene-, che significa "dare alla luce" – una radice condivisa con parole come genus e generation. 

Pertanto, "kin" è fondamentalmente legato alla nascita, alla madre, alla discendenza e al legame umano della procreazione. Questa storia linguistica è importante. 

Collega il kinocidio direttamente a kind e child, sottolineandone l'orrore: l'uccisione mirata di genitori davanti ai figli e di figli davanti ai genitori. Il trauma è sia fisico che psicologico. Gli atti spesso includono stupro, abusi sessuali e mutilazioni – una recisione intenzionale dell'umanità alle sue radici.



Cosa ci ha rivelato Hamas il 7 ottobre 2023, quando ha attaccato famiglie israeliane – genitori, figli, nonni, generazioni – nelle loro case? Quale messaggio inespresso si cela dietro il massacro di interi nuclei familiari?  C'è un elefante nella stanza: le pulsioni inconsce dietro una violenza così nichilista. Perché esplorare l'inconscio di questi attori? 

La risposta è semplice: non è per loro, ma per noi. Non si tratta di provare empatia per i colpevoli. Mancano di empatia; non è mai stata coltivata nella loro psiche. Perché? Perché le psicodinamiche della loro cultura basata su vergogna e onore, sposata all'Islam radicale, l'hanno cancellata. 

Morte e distruzione sono tutto ciò che conoscono. La rabbia che esprimono supera l'omicidio: si manifesta in mutilazioni, profanazioni, vergogna e umiliazione.

https://www.ilsole24ore.com/art/hamas-attacca-israele-tutti-video-AFjAdm9?refresh_ce=1

In questo attacco tattico e simbolico contro gli ebrei che vivono vicino a Gaza, Hamas e altri gruppi islamisti, compresi i civili che si sono uniti ai saccheggi e alle mutilazioni, non solo hanno assassinato ebrei, ma anche non ebrei che vivevano e lavoravano tra loro, come i braccianti agricoli thailandesi. Le loro azioni rivelano, forse più di ogni altra cosa, lo stato patologico delle loro stesse vite familiari. In parole povere:  odiano le loro famiglie. Proiettano questo odio all'esterno. La rabbia che non riescono ad affrontare internamente viene inflitta sugli altri. 

È terrificante confrontarsi con questa realtà, e forse è per questo che il concetto di kinocidio è rimasto indiscusso fino ad ora. 

Il kinocidio è la forma più elementare di genocidio. Perché? Perché distrugge la struttura umana fondamentale: la famiglia. 

Nel documento legale fondamentale della Commissione, che usa la parola "legame" trenta volte in ottanta pagine, ciò che rimane inespresso è questo: Hamas usa la violenza come forma di legame. Si attacca a noi attraverso il terrore. Uccidendoci, tenta di fondersi con noi.


Prendo a prestito qui il concetto di "fusione della morte", coniato dallo psicoanalista americano S. Orgel nell'analisi del suicidio di Sylvia Plath. Quando mi sono imbattuto in questo termine durante le mie ricerche sul terrorismo suicida islamico, l'ho visto come la spiegazione perfetta dell'11 settembre. Gli attentatori suicidi si fondono con le loro vittime, annientando sia se stessi che l'altro in un legame psicopatico e parassitario. cfr. il mio libro "La banalità del terrorismo suicida: la nuda verità degli attentati suicidi islamici", Potomac, 2010.

La psicologia moderna parla spesso di stili di attaccamento: sicuro, evitante, disorganizzato. Ma l'attaccamento implica sempre un legame. In questi attacchi, Hamas si fonde violentemente con le sue vittime, esprimendo una fantasia inconscia di uccidere la madre. Sono legate psicoticamente a un oggetto materno, pieno di vergogna, umiliazione e violenza, che devono annientare. Con il pretesto della politica, infliggono questa ferita psichica agli altri.


Gli studi dimostrano che fino al 95% dei pensieri e il 94% del comportamento non verbale sono inconsci. Le azioni di Hamas gridano un profondo odio per se stessi e per la famiglia.

 Eppure, nel discorso politico edulcorato di oggi, tali verità sono tabù. Eppure, dobbiamo dirle. 

I legami violenti rivelano una bancarotta culturale.

 Non si può riparare Gaza con i soldi. Nessun progetto infrastrutturale può affrontare bisogni psicologici insoddisfatti così profondi. La rabbia che supera l'omicidio non può essere placata dagli aiuti materiali. La società inizia con la famiglia.

Come disse lo psicoanalista D.W. Winnicott, "La casa è dove iniziamo".

 Per Hamas, la casa è dove inizia l'annientamento.

 I loro legami familiari non sono solo spezzati, sono cancellati. Nulla migliorerà finché non lo capiremo noi, non loro.

 Il kinocidio deve essere riconosciuto non solo come un termine legale di recente coniazione, ma come l'espressione più chiara del collasso psicotico che minaccia l'intera umanità. 

Noi ebrei siamo solo il canarino nella miniera di carbone.

 Ciò che inizia con noi non finirà con noi. Il kinocidio non è solo un crimine di guerra contro un popolo, è un crimine contro i legami che ci rendono umani. Non riconoscerlo significa deludere la vita stessa.



mercoledì 15 gennaio 2025

Aborto sicuro in tutta Europa: condividi l'iniziativa!

 


Ci separano meno di 60.000 firme dal milione per l’Iniziativa dei Cittadini Europei My Voice, My Choice. Un traguardo straordinario che garantirà in Europa il diritto di ogni donna ad avere accesso sicuro e legale all’aborto.


Questa mobilitazione europea, promossa in Italia dall’Associazione Luca Coscioni, ha già portato a risultati eccezionali. Nel nostro Paese abbiamo raccolto oltre 135.000 firme, anche grazie al lavoro instancabile dei volontari e delle volontarie delle cellule territoriali che da settembre a oggi hanno organizzato oltre 170 tavoli per sensibilizzare le persone e far sentire la voce di chi crede nella libertà di scelta.

Se hai già firmato, puoi aiutarci condividendo oggi questo messaggio su WhatsApp con almeno 10 contatti della tua rubrica.

Ogni firma conta e ogni gesto fa la differenza.

Il milione di firme è lì, dietro l’angolo. Se lo raggiungeremo entro la fine dell’anno, avremo contribuito in modo decisivo a far sì che questa ICE sia la prima Iniziativa dei Cittadini Europei chiusa e presentata alla Commissione Europea in tempi record. 

Negli ultimi giorni, altri Paesi come Irlanda, Ungheria, Danimarca e Svezia hanno superato la soglia nazionale minima, portando a 15 il numero di Stati membri che hanno raggiunto questo obiettivo. Questo risultato dimostra come il diritto di scelta e la tutela della salute siano valori che ci uniscono profondamente, come cittadine e cittadini europei, al di sopra dei confini nazionali.

Condividi il tuo impegno per raggiungere il milione di firme. 

Siamo vicinissimi al traguardo: con il tuo aiuto possiamo farcela!

Grazie di cuore.

Alice Spaccini
Associazione Luca Coscioni

martedì 17 settembre 2024

Mobilitazione europea dal 16 al 28 settembre per l'Iniziativa dei Cittadini Europei "My Voice My Choice"

Perché l’Unione Europea garantisca l’accesso ad un aborto sicuro e gratuito per tutte le donne.



Ciao tutt**,

il 28 settembre è la Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro, un’occasione importante per promuovere il diritto all’aborto sicuro in tutta Europa. 

Vi invitiamo a celebrare questa giornata insieme, partecipando alla mobilitazione dal 16 al 28 settembre in tutta Europa per raccogliere firme a sostegno dell'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) My Voice My Choice, che chiede all’Unione europea di sostenere le donne costrette ad andare all’estero per abortire.

La raccolta firme proseguirà poi fino a dicembre 2024, mese in cui ci poniamo l’obiettivo di raggiungere il numero di firme necessario a presentare l'iniziativa alla Commissione europea: 1 milione di firme, da almeno 7 Paesi! 

Oggi in Italia siamo vicini all'obiettivo: mancano solo 10.000 firme per raggiungere le 53.000 necessarie. Siamo all'80% delle firme, e abbiamo bisogno di te per fare insieme l'ultimo passo. Per raggiungere il risultato è infatti decisivo il contributo di volontari disposti a partecipare o organizzare tavoli di questa raccolta firme paneuropea.


Anche solo 4 ore del vostro tempo possono fare la differenza! Con una media di 25 firme all’ora per tavolo, sarebbero sufficienti 400 ore totali per raccogliere tutte le firme che ci siamo posti per raggiungere l’obiettivo italiano!

Chiunque voglia attivarsi può registrarsi sul sito di My Voice My Choice, dedicato alla mobilitazione e riceverà tutte le informazioni e i materiali necessari per contribuire alla campagna alla quale, come Associazione Luca Coscioni, partecipiamo e aderiamo convintamente! 

REGISTRATI QUI PER DIVENTARE VOLONTARIO (pagina in inglese)

Con il vostro contributo possiamo davvero fare la differenza e garantire che l’Unione Europea garantisca l’accesso ad un aborto sicuro e gratuito per tutte le donne.


Grazie in anticipo per il vostro impegno e per aiutarci a raggiungere questo importante traguardo!

Un saluto,


Alice Spaccini

Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS

alice.spaccini@associazionelucacoscioni.it

+393460931860

mercoledì 6 marzo 2024

da OPENPOLIS: PARITA' DI GENERE IN UE

 

lunedì 25 settembre 2023

Anche sulle riforme del Pnrr ci sono difficoltà e ritardi