Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

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mercoledì 5 giugno 2019

EFFEDUE in mostra

L' opera digitale originale di Alba Montori " EFFEDUE 2919" è esposta nella mostra collettiva organizzata durante la Gay Croisette la settimana prima del Roma Pride 2019
Clicca qui per vedere l'evento fb

La collettiva è negli spazi di Largo Venue, da sabato 1 giugno a venerdì 7 giugno
- Venerdì 7 giugno tutti i lavori saranno messi all'asta durante un'evento che si terrà sempre negli stessi spazi e l'intero ricavato sarà devoluto al comitato promotore del Roma Pride 2019.

Eccovi un assaggino..

Vi è bastato l'assaggio ? 
Vorreste vederla tutta intera ? 

 Sbrigatevi, perchè il 7 giugno è vicinissimo...


Alba Montori  
RiciclAlba

martedì 4 luglio 2017

ORGOGLIOSAMENTE E GAYAMENTE NONNE

Risultati immagini per Abiatico


L’orgoglio non ha età!
 Ecco la foto che ritrae due anziane signore trainate dal loro nipotino durante il Gay Pride di Copenhagen .

Le signore nella foto sono una coppia che si ama da una vita e che sfila orgogliosa insieme al loro giovane nipote!


giovedì 10 novembre 2016

Sorpresa ! Donald Trump tiene alta la bandiera per l'uguaglianza gay.

da Washingtontimes.com  

Il fatto:
Domenica scorsa il candidato presidenziale repubblicano Donald J. Trump ha fatto la storia e i supporters politici lo hanno a malapena notato.
O forse lo hanno visto, ma dal momento che non si adattava alla narrazione di ciò che si supponeva fosse da notare da parte di un repubblicano hanno deciso di ignorarlo. Domenica, in una manifestazione a Colorado, Mr. Trump con orgoglio ha sventolato una bandiera arcobaleno con le parole "LGBT per Trump" scritte su di essa per una folla plaudente di migliaia di persone.
E 'stato un momento storico per l'uguaglianza gay e per il partito di Lincoln il fatto che il GOP candidato presidente degli Stati Uniti del 2016  ha tenuto alta la bandiera per l'uguaglianza gay. Nessun altro candidato presidenziale repubblicano nella storia ha abbracciato la comunità LGBT in un modo così forte e orgoglioso.
Republican presidential nominee Donald Trump holds a rainbow flag in support of the LGBT community during a rally at the University of Northern Colorado on Oct. 29. (Colorado Log Cabin Republicans)
E tuttavia, l'avvenimento è stato appena riportato dai media, nonostante esso sia  accaduto di fronte agli esponenti della stampa  che accompagna in viaggio il signor Trump. Giornalisti politici, difficili da sorprendere, in gran parte non sono riusciti a scrivere del momento in cui un repubblicano ha sfidato il loro stereotipo negativo.

Ma il momento è stato comunque storico. Trump ha camminato sul palco a Greeley, Colorado per una grande folla festante quando ha visto una bandiera arcobaleno in mezzo al pubblico. Quando la musica è esplosa attraverso gli altoparlanti, Mr. Trump ha indicato un sostenitore come per chiedergli di poter vedere la sua bandiera e poi ha fatto cenno a un attivista della campagna di aiutarlo a recuperare il simbolo di uguaglianza LGBT dal partecipante.

In pochi secondi, il signor Trump stava camminando su e giù per il palco con la bandiera arcobaleno nelle sue mani e pochi istanti dopo l'ha sventolato a tutto schermo. Si può vedere un enorme sorriso sul volto di Mr. Trump mentre cammina su entrambi i lati del palco per sventolare con orgoglio la bandiera arcobaleno che annuncia il sostegno della comunità gay e lesbica.

Il portavoce della campagna di Trump Jason Miller mi ha detto, "Mr. Trump sta conducendo una campagna per essere Presidente per tutti gli americani ed era orgoglioso di portare la  bandiera arcobaleno  con scritto 'LGBT per Trump" ieri sul palco a Greeley, CO. Egli vuole proteggere tutti gli americani dagli estremisti islamici radicali che perpetuano l'odio e la violenza in tutto il mondo, a differenza di Hillary Clinton che ha intenzione pericolosa di aprire indiscriminatamente le frontiere e ha accettato di milioni di dollari da regimi repressivi con una storia di violenza,  discriminazione e oppressione contro le donne, i gay e le minoranze ".

Quella non è stata la prima volta in cui Mr. Trump ha fatto storia per il suo sostegno all'uguaglianza LGBT. A Cleveland, Ohio, nel mese di luglio, ha parlato al Comitato Nazionale Repubblicano (RNC) e ha espresso il suo sostegno per l'uguaglianza LGBT, anche interrompendo il suo discorso di nomina per ringraziare le migliaia di delegati e partecipanti per il tifo e applausi quando ha annunciato il suo sostegno. Era la prima volta che un candidato GOP nominato ha abbracciato gli elettori gay e lesbiche e si è appellato per il loro supporto nel discorso di nomina. Mr. Trump ha anche invitato il co-fondatore di  PayPal  Peter Thiel a parlare alla Convention RNC a Cleveland dove il signor Thiel ha annunciato che era gay e orgoglioso, facendo di lui il primo oratore della Convention nazionale repubblicana nella storia a dichiarare e comprendere apertamente la sua sessualità in un discorso preparato .

Purtroppo l'abbraccio di domenica della bandiera arcobaleno da parte di Mr. Trump  è stato in gran parte ignorato dai tipi dei media di supporto DC che quattro anni prima hanno descritto ampiamente e diffusamente l'incapacità di Mitt Romney a parlare apertamente di uguaglianza LGBT nella sua  proprosta di candidatura a Presidente per 2012. Mr. Romney non è riuscito a confrontarsi con i forti attivisti religiosi di destra che lo condannarono per aver assunto gay come  membri dello staff della campagna e spingendo il supporto politico ad una fatica campale girando intorno alla questione e fallendo nell'intento di coinvolgere tutti gli americani. La copertura delle notizie nel 2012 sull'incapacità del signor Romney di fare appello agli elettori gay e lesbiche è stato un tema costante dei mezzi di comunicazione politica ogni volta che ci si avvicinava alla questione del matrimonio gay.

Oggi, tuttavia, l'abbraccio semplice e coerente di Mr. Trump alla comunità LGBT è raramente stato messo in evidenza dalla stessa folla di media. In effetti, alcuni giornalisti liberali hanno anche cercato di affermare falsamente che Trump è un candidato repubblicano tradizionale, sulla questione della parità gay.

Mentre in gran parte non se n'è parlato, Mr. Trump ha abbracciato la comunità LGBT come nessun altro candidato GOP nella storia. La sua bandiera arcobaleno sventolata in Colorado è stato solo l'ultimo segnale del suo continuo sostegno per l'uguaglianza gay. Qualunque cosa accada il 8 Nov 2016 nella corsa presidenziale, Mr. Trump ha cambiato per sempre il supporto del partito repubblicano per l'uguaglianza LGBT e i futuri leaders repubblicani avranno difficoltà a non adeguarsi al nuovo standard.

Richard Grenell ha servito come portavoce degli Stati Uniti per quattro ambasciatori degli Stati Uniti alle Nazioni Unite. Egli è l'americano più longevo nel mantenere quella posizione, avendo servito dal 2001-2008.
(traduzione AMg)

Copyright © 2016 Il Washington Times, LLC.

Guardatevi il video:

mercoledì 29 giugno 2016

Tutti FUORI con orgoglio, 47 anni dopo Stonewell

Oggi, 47 anni fa, la polizia di New York fece irruzione allo Stonewall Inn, un bar gay del Greenwich Village. 
Con una azione storica di sfida, i clienti dello Stonewall si ribellarono e questo atto segna l'inizio del movimento LGBT moderno.

Ogni anno, New York commemora i Moti di Stonewall, alla nostra annuale Pride Parade. 
Domenica scorsa, ho sfilato con orgoglio. La polizia di New York ha marciato con noi. 
Ho anche notato una macchina della polizia, decorata con bandiere arcobaleno. 
Ho pensato tra me me su quanto siamo arrivati a realizzare ​​...

Fino a quando il mio telefono non ha squillato.

Görkem, uno degli organizzatori dell'Istanbul Pride, mi mandava un messaggio. 
Era stato appena arrestato. 
L'Istanbul Pride è stato vietato per il secondo anno di seguito. 
Ma Görkem non stava nemmeno marciando - lui e altri 28 sono stati arrestati per il semplice fatto di parlare contro il divieto.

Sapere che il governatore di Istanbul ha attaccato ed arrestato persone LGBT come Görkem e i suoi amici, mentre a miglia di distanza i cittadini di New York hanno sfilato nel Pride a fianco con il nostro governatore è stato un contrasto scioccante.

Qualche ora dopo sono stati rilasciati. Sono salvi - per ora.

Ma dobbiamo prendere questo fatto come promemoria: abbiamo ancora una lunga strada da percorrere 47 anni dopo gli scontri di Stonewall, la lotta continua.
 Come abbiamo fatto per onorare le vittime di Orlando, continueremo a stare insieme,  nell'orgoglio sfidando l'odio. Insieme ce la faremo..

Condividi questa immagine. 

La lotta continua.

mercoledì 9 settembre 2015

"Non ci sarà nessun gay pride nella mia Venezia". Firma per sbugiardarlo.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro
Ha vietato i libri gay. 
Sta cercando di vietare il Pride.
Il sindaco anti-gay di Venezia è sempre più fuori controllo.

Firma la petizione per 

reagire.
SIGN


 Costui sta cercando di riportare indietro l'orologio sulla parità e l'unico modo per fermarlo è quello di mostrare che sta umiliando la sua città a livello internazionale.

Sabato  a Venezia ci sarà una manifestazione di protesta contro il sindaco anti-gay.

Se costruiamo una grande petizione prima di allora,  si rafforzerà la copertura mediatica della protesta e  potremo obbligare il sindaco a fare marcia indietro. 

Si chiede che ripristini i libri pro-parità e che si scusi di aver cercato di vietare il Pride:

go.allout.org/en/a/venice-mayor

mercoledì 10 giugno 2015

Per Parate Gay Pride ECOSOSTENIBILI

Son molti anni, praticamente da quando è invalso l'uso del Camion/Carro nella sfilata, che chiedo alle associazioni che partecipano alla Parata del Gay Pride , specie romano, di sfilare per le strade SENZA i mega-camion.

Con scarso risultato, anzi nullo: mi si dice "si si hai ragione, ma ormai ci siamo organizzati così, ci pensiamo l'anno prossimo", poi ogni anno ogni volta si schierano e circolano persino in strade pedonali autotreni e TIR sempre più grandi e inquinanti.
Sembra proprio che senza questi palcoscenici mobili improvvisati, corredati di impianti mega stereo da discoteca che riempiono le strade di frastuono, la meijo gioventù LGBTQ non riesca proprio a scendere in parata, qui in Italia!
 E persino le autorità chiudono tutti gli occhi sul rispetto di qualsivoglia misura antiinquinamento....


Perciò ho deciso, sull'onda di ONDA PRIDE, di rinnovate l'appello a tutt** coloro che si stanno organizzando per sfilare per le strade delle città, le loro e non solo, per testimoniare la propria fierezza di essere omobitrans, queer, la propria consapevolezza di avere il sacrosanto diritto di essere come sono, umani, essere rispettati in quanto tali e godere degli stessi diritti e doveri di tutti i cittadini come recita la nostra Costituzione.
Amic**, è importantissimo ricordare  la Rivolta di Stonewell 1969, quella che a New York fu il segnale della riscossa della gente LGBTI discriminata, maltrattata, stigmatizzata e fatta oggetto di violenze e soprusi oltre che dai perbenisti anche dai poliziotti.
Ed è ancora più importante farlo con la nostra Parata nonviolenta e festosa, colorata e irriverente, in modo da rispettare l'ambiente urbano e la salute di tutti.


Perciò mi appello al vostro buon senso:
NON FATE UN CORTEO DI MEGACAMION !


Andiamo a  MARCIARE PER LE STRADE, con fierezza, e coi nostri piedi o con le piccole ruote delle nostre bici, delle carrozzine dei non deambulanti e dei bambini, o al massimo con mezzi alimentati con elettricità.


Tutti**, noi compres**, abbiamo il diritto di respirare aria con ossigeno, e non benzene e polveri carboniose.
Sarà inoltre un modo per evitare di sprecare risorse anche economiche di cui possiamo sicuramente fare miglior uso a favore della Comunità.

Ringrazio sentitamente se ci riusciremo, per la Natura e l'Ambiente di cui facciamo parte anche tutt** noi e per le nostre antichità già fin troppo maltrattate.


Alba Montori

sabato 28 giugno 2014

OGNI AMORE E' UGUALE - Buon Stonewall Day a TUTT*****

“All Love Is Equal”  SUPERBA FOTO-SERIE di  Braden Summers

Ogni volta che apri una rivista, sei inondato da foto di modelle che ti guardano negli occhi all'apparenza raffigurano una versione extra  lucida, all'ennesima potenza dell'ideale romantico. Il problema? E 'quasi sempre una composizione fatta dall'occhio di un eterosessuale. Rovesciando il punto di vista un fotografo ha creato una serie di foto mozzafiato che raffigura l'amore da un punto di vista diverso. Braden Summers, un fotografo con sede a New York, ha scelto come missione di viaggiare per il mondo e dimostrare che tutto l'amore, indipendentemente dal viso o dal genere, è bellissimo e un soggetto fotografico più che degno.
Braden Summers London Stroll

Braden Summers Wedding

Braden Summers Intimacy

Braden Summers Crossing Stream

Braden Summers Afternoon Meze

Viaggiando per il mondo per sei settimane e in sei paesi diversi, Summers  ha realizzato "Ogni amore è uguale, serie caratterizzata da coppie omosessuali in scene romantiche  del tipo stereotipato come sono sparse in tutti i film e le riviste. Che si tratti di una proposta di matrimonio o di ballare in una strada illuminata dal sole, ogni foto è inquadrata come quelle dei suoi omologhi idealizzati e commercializzati nei media mainstream.
Il progetto è stato ispirato quando Summers  ha notato la mancanza di persone dello stesso sesso nel romanticismo rappresentato in pubblicità e negli articoli, o meglio, massicciamente travisato da immagini eccessivamente sessualizzate. Così ha iniziato la sua straordinaria spedizione globale per portare un certo equilibrio nel gregge e tenere a bada le caricature ipersessualizzate nel romanticismo dello stesso sesso.

Braden Summers City Love


Braden Summers Reading Couple

Parlando della serie sul suo sito web, Summers ha detto: "La grande forza motrice dietro la creazione di questa serie era in realtà non tanto quel che interessa la comunità gay direttamente, quanto dare alla popolazione in generale un modo di relazionarsi con immagini gay, che fosse privo di sesso, vittimizzazione, o banalità - temi che potrebbero impedire spesso ad alcune persone di capire ".
Invece delle scene stereotipate di relazioni omosessuali che avremmo visto in passato, le opere di Summers 'sono drammatizzate, display sognanti di ciò che, come dice lui, saranno "espressioni aperte di amore nelle diverse culture come potrebbero apparire in un futuro, in un tempo più inclusivo".

Braden Summers Hilltop Proposal

Braden Summers Tribe Love

‘All Love Is Equal’ è iniziata con una campagna Kickstarter nel 2013 e ha raccolto più di 23 mila dollari, permettendo all'artista di trasformare la sua visione in realtà. Ciò che rende la serie davvero sorprendente è che le immagini racchiudono non solo la vertiginosa storia d'amore da favola tra due persone, ma gli stragrandi sentimenti di amore che hanno per i loro paesi d'origine. In un momento in cui la speranza dei movimenti gay e la lotta contro di essi è più importante che mai, il progetto giramondo di  Summers ',  di aprire gli occhi dà che l'amore può davvero conquistare tutti; non importa dove vivi, chi ami, o che persecuzione devi affrontare.

French Cafe Couple

Braden Summers Elephant

Mentre il mondo ha ancora una lunga strada da percorrere prima che queste immagini diventino comuni nelle pagine di Vogue come gli annunci dei Burberry,  i lavori di Summers hanno contribuito a dare il via con successo a una discussione sul grande bisogno delle coppie LGBTQ' di avere rappresentanza nella cultura popolare e come normalizzarle . Con all'orizzonte foto ancora più numerose, il progetto di  Summers sembra destinato a rimanere. Potete trovare maggiori informazioni sul lavoro di Summers 'sulla sua pagina Facebook.

Lazy Afternoon

Bicycle Couple



lunedì 17 febbraio 2014

Vladimir Luxuria libera subito.

Chiediamo l'immediata liberazione di Vladimir Luxuria !

Potete mandare direttamente i tweet  a  Vladimir Putin   


Let it free Vladimir Luxuria !
Владимир Luxuria пусть его бесплатно !

Nel pomeriggio il tweet qui sotto da Sochi  poi l'arresto

Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!



venerdì 31 gennaio 2014

COCA-Cola e sponsor vari, VERGOGNA !

Aggiornamento -

103.865 di noi hanno firmato la petizione per gli sponsor olimpici come Coca-Cola, McDonalds e Visa! 

Il 5 febbraio i membri di AllOut manifesteranno presso i ristoranti McDonalds e le sedi delle aziende sponsor delle Olimpiadi russe da Rio a Londra. 

Abbiamo inoltrato la petizione che mostra  con il numero totale di firme di essere la più grande petizione, così vedranno che stanno mettendosi contro un grandissimo numero di potenziali clienti arrabbiati . 

Ce la faremo a raggiungere i 150.000 nomi prima della consegna di Mercoledì?

Firma e fai firmare la petizione: 

http://www.allout.org/olympic-sponsors

Vendere, contro l'art.6 dello Statuto Olimpico, il diritto all'uguaglianza  in Russia per la gente LGBT   in cambio di trenta denari è SCAN-DA-LO-SO !



C'è in corso in Russia una guerra anti-gay, che sta condizionando l'intero paese nel prepararsi ad ospitare le Olimpiadi.

Guarda questo video.


Gli sponsor aziendali hanno moltissimo da perdere in questo momento in cui i loro annunci olimpici mondiali fanno il giro del mondo. 

Vuoi partecipare e firmare la petizione per farli finalmente schierare contro le leggi anti-gay della Russia?

PASSA PAROLA.

martedì 24 aprile 2012

Il Parlamento Europeo approva la Relazione Howitt sui Diritti Umani. Due paragrafi sull'impegno contro discriminazioni verso persone lgbte

CERTI DIRITTI RINGRAZIA I DEPUTATI EUROPEI PER QUESTO ULTERIORE GESTO DI ATTENZIONE SULLA LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI.

Roma-Bruxelles, 24 aprile 2012 

Il Parlamento Europeo ha approvato lo scorso 18 aprile la relazione Howitt sui diritti umani nel mondo, che contiene due paragrafi (113 e 114) dedicati alla protezione dei diritti LGBTE.

Il paragrafo 113 della Relazione Howitt approvata dal Parlamento Europeo "elogia il Consiglio, il Servizio Estero di Azione Europea, l'Alto Rappresentante per la Politica estera europea, la Commissione e gli Stati membri,  per il loro impegno a favore dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) nelle relazioni bilaterali con i paesi terzi, in sedi internazionali e attraverso l'EIDHR; accoglie favorevolmente la reintroduzione da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dell'orientamento sessuale come motivo di protezione daesecuzioni stragiudiziarie, sommarie o arbitrarie e si compiace degli sforzi dell'UE a tale fine; invita la Commissione a raccomandare il ritiro dell'identità di genere dall'elenco dei disturbi mentali e comportamentali nei negoziati sull'undicesima versione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) e a cercare una riclassificazione non patologizzante; ribadisce che il principio della non discriminazione, che comprende altresì motivi di sesso e orientamento sessuale, non dovrà essere compromesso nel quadro del partenariato ACP-UE; ribadisce la sua richiesta alla Commissione di elaborare una tabella di marcia globale contro l'omofobia, la transfobia e la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale e l'identità di genere che, su queste basi, affronti inoltre il problema delle violazioni dei diritti umani nel mondo fondate sugli stessi motivi; invita gli Stati membri a concedere asilo a chi sfugge alle persecuzioni nei paesi in cui le persone LGBT sono considerate alla stregua di criminali, prendendo in considerazione i timori di persecuzione ben fondati dei richiedenti e affidandosi alla loro auto-identificazione di lesbiche, gay, bisessuali o transessuali".

Al paragrafo 114 il Parlamento Europeo "accoglie favorevolmente lo strumentario (toolkit) adottato dal gruppo di lavoro del Consiglio sui diritti umani nel 2010 al fine di aiutare le istituzioni dell'UE, gli Stati membri, le delegazioni e altri organismi dell'UE a reagire tempestivamente quando siano violati i diritti umani delle persone LGBT; invita la Commissione ad affrontare le cause strutturali di tali violazioni e il Consiglio ad operare verso la definizione di orientamenti vincolanti in questo settore".

L'Associazione Radicale Certi Diritti ringrazia i parlamentari europei che hanno votato la relazione Howitt  che conferma l'impegno di questa istituzione  per la difesa dei diritti delle persone LGBTE dalle violenze, persecuzioni, discriminazioni subite nel mondo.

Il testo del rapporto Howitt come approvato dal PE é disponibile al sito:

domenica 2 ottobre 2011

Il GayPride di Belgrado vietato d'ufficio dalle autorità.

 

DIVIETO GAY PRIDE DI BELGRADO: PAGINA NERA PER LA LIBERTA'. IL DIVIETO DELLE AUTORITA' VIOLA LE PIU' ELEMENTARI REGOLE DEMOCRATICHE DELL'UE E LE RACCOMANDAZIONI DEL CONSIGLIO D'EUROPA DI CUI LA SERBIA FA PARTE.

GLI ORGANIZZATORI INVITATI AL PROSSIMO CONGRESSO DI MILANO DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI

 

Roma, 1 ottobre 2011

 

A poche ore dallo svolgimento del Gay Pride nazionale serbo, che doveva svolgersi domani a Belgrado, le autorità  hanno vietato la manifestazione adducendo ragioni di ordine pubblico, nonostante le rassicurazioni date nelle settimane scorse agli organizzatori. Questo fatto è certamente molto grave e consente ai gruppi clerical-nazional-fascisti di averla vinta con la violenza e le minacce.

 

Esprimiamo al Comitato organizzatore del Gay Pride tutta la nostra solidarietà e vicinanza per questo atto di sopruso, fatto in violazione dei più elementari diritti democratici e di libertà di espressione, sosterremo i ricorsi che il comitato organizzatore ha già preannunciato alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.  Segnaleremo al Parlamento Europeo quanto avvenuto a Belgrado in queste ore anche perché la Serbia è candidata a divenire membro dell'Unione Europea.

Lo stesso Consiglio d'Europa, di cui la Serbia è membro dal 2003, aveva diffuso nel giugno scorso un rapporto sul rispetto dei diritti civili e umani dei paesi membri chiedendo loro  l'applicazione di 36 raccomandazioni, tra queste quella per l' uguaglianza di tutti i cittadini, la lotta alle discriminazioni su basi giuridiche, per la libertà di espressione, per il diritto di riunione e associazione per le persone Lgbt(e).

L'Associazione Radicale Certi Diritti nel messaggio di solidarietà inviato a Jovanka Todorovick e Goran Miletick, coordinatori del Comitato organizzatore del Gay Pride di Belgrado, ha rivolto loro l'invito a partecipare al prossimo Congresso dell'Associazione Radicale Certi Diritti che si svolgerà a Milano il 3-4 dicembre 2011.


Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti


lunedì 18 ottobre 2010

Le lesbiche esistono. Anche a Viterbo. Arcilesbica sbarca nella città dei Papi

http://www.tusciaweb.it/notizie/2010/ottobre/16_4lesbiche.htm



Viterbo - Intervista a Emanuela Dei fondatrice del circolo Video - Arcilesbica Viterbo
Arcilesbica sbarca nella città dei Papi
Viterbo - 16 ottobre 2010 - ore 3,30



Arcilesbica Viterbo - Il sito - Cliccami
338-4927779 - Linea Lesbica dal lunedì al venerdì ore 20 - 22






Le lesbiche esistono. Anche a Viterbo.

Tanto che sabato 23 ottobre alle 17 sarà inaugurato il primo circolo Arcilesbiche della città.

Fondatrice dell'ardito progetto è Emanuela Dei, viterbese doc e ovviamente lesbica.
"L'idea di creare un circolo qui a Viterbo – spiega Emanuela Dei - l'ho sempre avuta. Ero stanca di dover andare a Roma per incontrare le lesbiche. Così ho preso un po' di coraggio, fatto qualche telefonata al direttivo nazionale dell'Arcilesbiche di Bologna ed eccoci qui".
La sede sarà all'interno dell'Arci in via Garibaldi 34, gli incontri saranno tutti i sabato pomeriggio.
"Voglio subito precisare – dice - che questo circolo non sarà per nessuna ragione un territorio di caccia, non si verrà qui per rimorchiare. Su questo sarò categorica. Vorrei che diventasse un luogo di incontro e crescita politica, di riferimento anche legale e psicologico".
Emanuela Dei ha le idee molto chiare sul futuro del circolo dovuta probabilmente alla formazione avuta a Roma. "Io vengo dalla scuola di Imma Battaglia, Valdimir Luxuria – continua – è questo che mi spinge a dire che l'Arcilesbiche diventerà un punto di riferimento. Anche perché ce n'è bisogno.
Parlando con alcune ragazze ho scoperto che qualche cosa è nato anche a Viterbo ma si tratta solamente di crocchi lesbici dove non ci sono ideali, con l'unico intento di fare esperienze sessuali.
Il progetto dell'Arcilesbiche è invece il contrario: dare punto riferimento, aiutare il percorso che porta all'omosessualità, essere di sostegno anche alle famiglie".
Ma la città dei papi come reagirà all'impatto con il circolo?
"Sarà un incontro – scontro. Ovviamente la notizia porterà un po' di clamore, ma poi come tutte le cose la situazione si normalizzerà. E' sicuramente una cosa forte, ma non penso ci siano problemi con la popolazione. Anzi mi auguro che ci sia una buona affluenza. Spero che le lesbiche di Viterbo abbiano la forza e il coraggio di venire, di varcare la soglia e presentarsi".
Ma il circolo come funzionerà?
"Io mi occuperò della parte storica, letteraria. Una psicologa sarà a disposizione e ci saranno anche degli avvocati per le consulenze legale. Ovviamente organizzeremo mostre fotografiche, documentari, creeremo una rivista politica per sensibilizzare le coscienze.
E ancora film e teatro. Non sarà il circolo del calcetto o dell'uncinetto. Qui non si verrà a passare il tempo – conclude - ma per fare e condividere uno stato d'animo, un'idea progettuale".


Appuntamento a sabato 23 ottobre alle 17 nella sede dell'Arci.

giovedì 29 luglio 2010

Il PD e i gay - I gay e il PD

 Sono veramente dipiaciuta per gli amici e compagni gay che si ostinano, con pazienza ben superiore ai risultati, a far emergere nel PD le questioni di parità di diritti civili dal limbo dell'ipocrisia in cui tale partito continua pervicacemente a tenerle confinate.
Sono dispiaciuta della loro delusione per le prese di posizione anche recentissime nettamente contrarie a quelle che pur sarebbero logicamente auspicabili in un gruppo politico "di sinistra" che da sempre pretende di proporsi come innovatore contro il conservatorismo tradizionalmente attribuito alla destra.
 Ma quanti schiaffi in faccia alle loro sacrosante istanze e al loro lavoro politico dovranno ancora ricevere prima di convincersi che il PD o Partito Democratico di democratico ha solamente l'intestazione ?  Che è governato ( leggi comandato) da dirigenti che se ne infischiano altamente dei bisogni di legalità e di parità di genere all'interno del loro partito per non parlare di fuori nella società civile e politica italiana?

Capisco che sia difficile da digerire, ma il PD è nei suoi organi decisionali un partito democraticamente contro le libertà dei singoli iscritti, e ancorato al sessismo ( da cui l'omolesbotransfobia) che ha coltivato con cura fin da quando ...si chiamava PCI in modo ancora più ossessivo della chiesa cattolica. A proposito, gran parte dei capi dell'attuale PD come delle precedenti versioni post PCI sono stati allevati ed istruiti in scuole rigorosamente confessionali e private ( vedi Collegio Santa Maria a Roma) con l'aggiunta della retorica pseudomarxista di togliattiana e dalemiana ( pater) scuola di partito.
Mi dispiace per i bravi compagni che ancora non riescono a capire che le questioni della sessualità non sono "di sinistra" per virtù divina,né tampoco monopolizzabili dall'una o dall'altra parte politica, trattandosi di questioni non ideologiche di gruppo più o meno vasto,ma assolutamente e unicamente di pertinenza del singolo individuo nella propria personale aspitazione alla felicità. E questa aspirazione èun sacrosanto diritto individuale universale, non solo per la specie umana, ma per ogni essere vivente sul pianeta e altrove.
Ricordate la canzoncina "Chi non lavora non fa l'amore" ?
Beh, la teoria socialcomunista del diritto alla sessualità è tutta lì, riassunta per il popolo ( tutto e in particolare democratico) cantata e suonata per istruirlo meglio. E da lì non si schiodano.
Io dico invece che chi lavora sul serio si stanca e quando smette di voglia e tempo ed energia per fare l'amore davvero non ne ha.
Al massimo riesce a mettere incinta la moglie nel finesettimana.
Per questo preti e ideologi (della produttività, del consumo e del profitto) insistono tanto sul lavoro e sulla procreazione, con la connivenza dei capi politici, degli intellettuali/ideologi e dei media, senza distinzione di colore, tutti ben concordi nel mantenere alta la crescita demografica per far crescere i consumi e per avere forze-lavoro sempre fresche da indottrinare, usare, e sfruttare a proprio profitto esclusivo, per accrescere e mantenere il proprio potere.

Se volete davvero ottenere dei risultati concreti, l'unico modo possibile, in una democrazia rappresentativa, èquello di togliere loro il consenso, negargli il voto, lasciarli a governare il nulla.
E collaborare con quelli che da sempre spendono le loro ( esigue numericamente) energie nella direzione dei diritti uguali per tutti, a cominciare da quelli legati alla sfera sessuale, ai Radicali insomma.
O siete talmente condizionati a vederli come antagonisti dalla stessa propaganda denigratoria e ostracistica del vostro caro PD come prima del PCI da rifiutare perfino di pensarci ?
 O forrse siete così irrimediabilmente votati all'omologazione nel partito padre/madre da non essere in grado più di ipotizzare per voi una collocazione diversa, su cui spendere le proprie energie e il vostro proprio denaro senza vantaggiose contropartite personali? 
 Spero, mi auguro di no, perchè potrebbe essere la vostra ultima occasione di dimostrare di voler veramente cambiare lo stato delle cose.

Alba Montori
(*) Luigi De Marchi

giovedì 1 luglio 2010

ai GHETTI per i Gay dico NO !

...La Gay Street, il Gay Village, il Gay Bus che porta i gay dalla Gay Street ( er pezzo vicino ar Colosseo der vecchio "stradone de SanGiovanni") ben chiusi fino al Gay Village a giocare tra loro e poi li riporta indietro, ben chiusi, mi raccomando eh!

Ovvero IL GHETTO AUTO PRODOTTO E GESTITO dai gay medesimi attraverso le loro associazioni con l'appoggio del Comune?????

 E qualcuno ha pure la faccia tosta di chiamarlo "Gay Pride Roma 2010 - ogni bacio una rivoluzione "?????

 NO, grazie

FUORI !  FUORI !   TUTTI   FUORI  !!!!!!


IL PRIDE é DELLA GENTE pansessuale CHE SCENDE IN STRADA - tutte le strade e tutte le piazze e tutti il uoghi pubblici -E RIVENDICA LA PARITA' e il RISPETTO CIVILE, comunque e dovunque!
 

mica è dei businnessman/woman frociolesbic** !!!!!
 e nemmanco di quelli politici&affini

Il mio orgoglio, senza superbia e senza inganni, di esser ciò che sono lo manifesto tutti i giorni, anche in questo caso, sono io la mia stessa bandiera di liberazione, e dovrebbe essere ormai chiaro anche ai più miopi. 
 Auguri

 Alba Montori  1 luglio 2010

venerdì 19 febbraio 2010

Francesco e Manuel, l'altro ieri...



SAVONA, LISTA BONINO-PANNELLA: SABATO 20 FEBBRAIO,

ALLE ORE 10:30, CONFERENZA STAMPA DI SILVIO VIALE,

CANDIDATO GOVERNATORE PER LA REGIONE LIGURIA, E

FRANCESCO ZANARDI, CAPOLISTA A SAVONA

Savona, sabato 20 febbraio 2010, ore 10:30

presso il tavolo di raccolta firme

di via Paleocapa angolo corso Italia


Per informazioni e contatti:

Francesco Zanardi, f.zanardi@gayitaliani.eu, 3927030000

Veronica Parusso, veroviola@hotmail.it, 3478077636

martedì 16 febbraio 2010

Gaylib commenta le parole di Monsignor Babini

31 gennaio 2010

Ricordiamo che il Vescovo di Grosseto, Monsignor Babini, ha detto testualmente: “Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura.” Naturalmente vi sono state delle opinioni apertamente contrarie alle parole di Babini, ma anche delle voci a favore delle sue idee, come quella del Consigliere comunale Luca Montemaggi, che si è schierato a favore del religioso, ed ha criticato l’atteggiamento delle associazioni Lgbt.
Tra queste, una che ha voluto esprimere il suo totale disappunto nei confronti delle posizioni del vescovo, è stata GayLib, per voce di Enrico Oliari, presidente dell’associazione gay di centrodestra.

“Sono profondamente sconcertato – ha dichiarato Oliari – dalle dichiarazioni di mons. Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto, rilasciate a Pontifex.roma.it: affermare che l’omosessualità è aberrante ovvero un vizio contro natura e un terribile difetto è un delitto contro l’Uomo, la sua libera espressione e la sua libertà”.

“A differenza di ciò che ha affermato il presule – ha dichiarato Luisella Audero, referente dell’associazione per la Toscana – le lesbiche e i gay non si fanno vanto di niente, bensì alzano la testa per rivendicare i diritti civili e la dignità di esistere alla luce del sole. Personalmente non entro nel merito della comunione che egli negherebbe a Vendola, ma non si arroghi il diritto di giudicare, perché sarà giudicato”.

“La legge anti-omofobia, – conclude Luisella Audero – che Babini vede come un incoraggiamento al vizio esattamente come il Vaticano intendeva la moratoria contro la pena di morte per i gay nei paesi arabi, serve in una società dove i gay e le lesbiche, cittadini come tutti, sono discriminati, offesi, pestati e uccisi per via del loro orientamento affettivo e sessuale“.

da Gaylib (Gay liberali di centro destra)

venerdì 18 dicembre 2009

2 TRASPARENZA ? L'ASSOCIAZIONISMO NON BASTA?


Scrive oggi Guido su Fb quanto segue, ma gli interrogativi che mi provoca sono traparentesi e connotati con *

"Un’idea che ha cominciato a frullarmi per la testa proprio qualche giorno fa. Non so perché. Forse per l’incrociarsi di vari impegni tutti legati alla politica e ai movimenti e tutti ruotanti attorno all’idea di recuperare pratiche e metodi democratici, di rendere le persone partecipi di processi e decisioni, e di ridare senso ai luoghi della rappresentanza, troppo spesso relegati a enti di ratifica, piuttosto che di dibattito e di decisione consapevole.

E allora, partendo da qualche esperienza e anche dalle istanze che hanno recentemente espresso Saverio e Fabrizio, lancio la mia proposta alla riflessione e al coinvolgimento di chi vuole far si che diventi una realtà. Io, ovviamente, mi metto a disposizione per aiutare a realizzarla.

Vorrei costituire una “comunità cittadina” certificata (*da chi e da cosa?) e in grado di esprimersi secondo il principio “una testa, un voto”, che elegga i propri portavoce, affidi degli incarichi e assuma decisioni(* se si deve decidere bisogna avere "su cosa" decidere, non solo possibilmente "chi deve rappresentare tutti gli altri, altrimenti si sarebbe da capo a dodici)), mantenendo il diritto di revocare in ogni momento (* deciso da chi e come?) gli incarichi affidati se non è soddisfatta dei risultati ottenuti o dell’operato delle persone cui è stata data fiducia. Insomma una specie di AGORA’ delle persone LGBTQI di Roma.

Sarebbe una comunità di persone che decidono di essere VISIBILI, di possedere una sorta di PASSAPORTO LGBTQI(* e chi lo riconosce tale ????), attraverso il quale possono esprimersi sia in riunioni pubbliche, sia attraverso strumenti telematici di partecipazione e decisione. Senza possibilità di DELEGARE a qualcuno la propria presenza o il proprio voto.(*una specie di voto

Un’agorà che si convoca regolarmente con una cadenza prefissata (ad esempio 3 mesi) oppure quando ci sono delle urgenze. Un’agorà che può affidare incarichi di RAPPRESENTANZA TEMPORANEA a persone di cui ha fiducia, per rappresentare esigenze ed istanze alle istituzioni, senza la mediazione di altri soggetti associativi(* ma che diventa essa stessa un soggetto associativo...). Un’agorà in cui c’è spazio(*quale, quello di osservatore/controllore? ma non avevamo detto che ciascun* rappresenta e può rappresentare solo sé stess*?) anche per le associazioni e per i partiti (magari come osservatori e uditori, con dei referenti precisi), ma che si rappresenta da sé.(* una vera contraddizione in termini!)

Un’utopia? Non direi proprio, le condizioni si stanno manifestando una dopo l’altra e stanno determinando il clima che può portare a realizzare questo piccolo sogno. Ovviamente, per farlo diventare una realtà concreta, occorre lavorare per costruire una proposta e sottoporla ad una prima ASSEMBLEA COSTITUENTE, pubblica e partecipata, che deciderà se adottare la proposta o come modificarla.

Per me il COMITATO PROMOTORE di questa iniziativa è già nato. Chi vuole aderire non deve far altro che iscriversi al Gruppo Facebook SPQR – Senatus Populus Queer Romanus "


Mentre trovo molto spiritoso oltre che storicamente allusivo la sigla del gruppo FB proposto come FORO, ringrazio Guido di aver accolto la mia proposta di UNA TESTA UN VOTO.

Ma una proposta del genere NON PREVEDE DELEGHE, IN OGNI CASO sarà pure un limite, ma è anche la sua unica garanzia di libertà: CIASCUN* ESPRIME UN VOTO UNICO E PUBBLICO, CON NOME E COGNOME E ASSUMENDOSENE TUTTA LA RESPONSABILITÀ.

Basta nascondersi dietro sigle di rappresentanza, ciascuno rappresenta sé stess* e null'altro.

La scelta che raccoglie più voti favorevoli dev'essere rispettata anche dai contrari.
Lo so che endemicamente si è disabituati alla pratica della scelta democratica in favore della cosiddetta scelta condivisa, ma la seconda opzione è tutto anziché democratica.

domenica 13 dicembre 2009

Trasparenza? l'associazionismo non basta

""[...]il Circolo Mario Mieli rinuncia inequivocabilmente a partecipare alla rappresentatività rispetto alla comunità lgbtqi di Roma e, in qualità di associazione privata rende conto del suo operato e delle sue scelte esclusivamente allo strabiliante numero di 297 iscritti (circa…), mentre dei risultati economici e progettuali delle iniziative direttamente o indirettamente gestite (alcune anche con l’essenziale contributo di enti della pubblica amministrazione locale) rende conto solo ai clienti, ai fruitori e ai finanziatori. Pertanto, il Circolo Mario Mieli da oggi è il rappresentante di una porzione esigua della comunità lgbtqi di Roma e non ha alcun titolo a parlare a nome di chiunque altro non sia iscritto e non fruisca dei suoi servizi, tanto meno della comunità lgbtqi[...]

[...]se invece di fare gli stati generali delle associazioni, li facessimo della comunità, come una specie di parlamentino, anzi meglio di agorà? non sarebbe anche meglio? pensa che figata, la costituente lgbtqi di roma... una svolta epocale![...]
""
..................................................................
A proposito ricordo, per chi se ne fosse dimenticat* che:

Sabato 30 settembre 2006 si svolsero a Roma gli Stati Generali del Movimento Glbt c/o il Teatro Colosseo, in via Capo d'Africa 5.
al link potete vedere alcune delle sigle che hanno partecipato...
Tante belle sigle associative. Anche se era stato chiesto da me personalmente di uscire fuori dagli schemi delle associazioni e delle "deleghe"
se volete saperne di più RIleggete qui
e anche QUI

Per cui mi sembra che sia il caso di guardarci in faccia e una buona volta decidere una testa un voto, evitando il sistema sindacale, quando discuteremo il 19 prossimo venturo.
VI ri-spiego perché lo ritengo indispensabile, cari amici LGBTQ.

Voler conciliare l'anarchismo con il centralismo democratico e con la burocrazia è tempo perso: significa rifiutarsi di capirne ( e accettarne) le sostanziali differenze.
Dove accettare non significa subire e capire non significa condividere.

Ricordo che qualcuno ha già tentato(non mancano esempi nella storia anche recente) di dirimere la questione prendendosi il potere togliendo di mezzo chi non era d'accordo.
Ma personalmente non amo soluzioni di questo tipo, anzi cerco di scoraggiarle.

Penso invece che se si vuole davvero uscire dall'empasse bisognerebbe incontrarsi SEMPRE tra persone, se si vuole davvero discutere correttamente: le associazioni sono infatti solo gruppi di persone che si mettono assieme per realizzare scopi particolari e non gruppi di oggetti da utilizzare come pezzi di piombo in una bilancia in cui chi ne ha di più pesa di più quindi ottiene più potere da esercitare su chi ne ha di meno a disposizione.

NON è CHE SE SI è IN NUMERO MAGGIORE, NUMERICAMENTE PARLANDO, SI HA AUTOMATICAMENTE RAGIONE E QUINDI POTERE.
E NEANCHE è CHE CHI STRILLA PIù FORTE HA RAGIONE.

La storia, anche recente, è strazeppa di prove di quanto affermo.
Ma aggiungo anche che il potere del numero ( o maggioranza numerica verificabile) è inutile se quel che il numero vuole è contro gli altri (minoranza numerica verificabile anche di uno solo). Anzi più che inutile è dannoso per tutti, compresi coloro che detengono il potere del numero.

Se vogliamo davvero fare della esistenza di ciascuno di noi LGBTQ un dato politico pro-positivo dobbiamo necessariamente abbandonare le abitudini mentali che sono state già il peggior limite della politica, ovvero quella di pensare di essere e poter realizzare qualcosa solo se abbiamo un seguito, un'associazione, un gruppo o un partito, ovvero molte persone raggruppate ma che non pensano in modo autonomo, o non pensano, perchè hanno affidato a un* o a un piccolo gruppo il compito di pensare/organizzare/decidere.
Ciascun* di noi, anche il meno politicizzato, sa in che tipo di realtà quotidiana vorrebbe vivere, ed è certo che anche con tutte le sfumature di diversità che ci contraddistinguono essa ha comunque alcune caratteristiche comuni a tutti noi. E' da lì che bisogna partire per individuare gli obbiettivi e costruire le strategie per raggiungerli.

lunedì 30 novembre 2009

MARTEDI’ 1 DICEMBRE, A TORINO CAMERA ARDENTE E FUNERALE DI ENZO FRANCONE



Domani 1 dicembre 2009, dalle 11 alle 14,30 sarà allestita la camera ardente presso la Fondazione Sandro Penna, Via Santa Chiara 1 a Torino. Alle 15,30 cerimonia funebre presso il Tempio crematorio del Cimitero monumentale, ingresso principale.
* * *

Ho conosciuto Enzo tanti anni fa. Credo fosse il 1978 o il 1979. Su alcuni muri della zona Lingotto di Torino, dove sono nato e cresciuto, vidi un giorno dei manifesti dove si vedevano due persone nude che in un disegno stilizzato correvano libere con delle catene spezzate. Era il simbolo della liberazione sessuale, uno dei cavalli di battaglia, quello certo più ‘scandaloso’, dei radicali. Il disegno era di Silombria che in quel periodo collaborava con i radicali e il Fuori!, organizzazioni che a Torino, in quegli anni, erano una cosa sola.

Incuriosito da quei manifesti andai in Via Garibaldi 13 a Torino, nella loro sede. Ero un po’ agitato, l’idea di vedere o incontrare delle persone così ‘strane’ mi metteva curiosità e inquietudine... Nel cortile del palazzo storico, sul lato destro, v’erano alcuni vecchietti che giocavano a carte sotto un cartello che diceva: ‘pensionati radicali’; sul retro di un altro portone di vetro si vedevano delle persone che parlavano intorno a un microfono che pendeva dal soffitto, era una radio libera appena nata, si chiamava Radio Radicale, non era ancora diventata network nazionale. Era la radio libera più ascoltata in città, dava voce ad una varia umanità: tossicodipendenti, gay, travestiti, pensionati, prostitute, casalinghe disperate, mogli tradite, uomini soli e così via. Sul lato sinistro del cortile invece c’era la sede ‘ufficiale’ dei radicali, che era un gran casino. C’erano carte, tavoli, persone che scrivevano cartelli e mi colpì molto un telefono a gettoni; fu messo lì, mi spiegò poi Enzo, perché così almeno sulle spese telefoniche si risparmiava. Tutto questo gran teatro di strada, di vera umanità, era ‘gestito’ da Enzo Francone che era il Segretario Regionale del Partito Radicale.

Enzo era anche il Segretario del Fuori!, il primo movimento gay italiano nato nel 1970, che inaugurò le sue azioni nel 1972, quando un gruppo di ‘pazzi’, guidati da Angelo Pezzana, si incatenò davanti al Casinò di Sanremo dove si svolgeva un convegno di Psichiatri che definiva l’omosessualità un ‘flagello sociale’. Insieme ad Angelo ed Enzo, nel gruppo che manifestava, e che fu portato in commissariato, c’era, tra gli altri, Mario Mieli.

Ciò che si vedeva nel cortile di Via Garibaldi 13, ben rappresentava lo spirito libertario di quegli anni, ciò di cui Enzo era ‘diretto responsabile’ e ciò dava l’idea della personalità che lo ha poi sempre caratterizzato. Fu anche l’autore del ‘manuale di autodifesa del travestito’ che veniva distribuito di notte nei luoghi di prostituzione contro alcuni soprusi delle forze dell’ordine.

Da allora Enzo non è cambiato in nulla, è sempre stato impegnato con determinazione e una forte carica di simpatia nelle iniziative che lo hanno visto protagonista in favore della difesa della libertà, dei diritti delle persone lgbt a Torino, in Italia e all’estero. E’ stato tra i fondatori dell’Iga, poi divenuto Ilga, (International Lesbian and Gay Association) e della Fondazione Sandro Penna di Torino. Era uno dei principali animatori del Coordinamento Torino Pride. Esempio di capacità organizzativa e coabitativa tra associazioni che lavorano per gli obiettivi comuni. La sua famiglia era capitanata da Enzo Cucco e poi tutti gli altri compagni e amici che gli sono stati vicini fino all’ultimo.

Tra gli aspetti più creativi che lo hanno visto promotore di iniziative innovative per il movimento lgbt non si può non ricordare il primo gay pride italiano che si svolse a Torino nel 1978, la prima partita di calcio tra gay ed etero; la prima volta di un locale gay, il Fire, gestito da un’associazione, che per anni è stato il punto di riferimento della comunità lgbt di Torino; il primo giornale gay, il Fuori Notizie, e molto, molto altro.

Certamente le azioni più clamorose (e rischiose) di cui Enzo si rese protagonista furono quelle in cui si fece arrestare: a Teheran nel 1979 contro le persecuzioni verso le persone gay del neo-regime “rivoluzionario” komeinista e a Mosca nel 1980, sulla Piazza Rossa, in occasione dell’inaugurazione delle olimpiadi, per protestare contro l’articolo 121 del codice penale sovietico e contro la detenzione di due persone gay ingiustamente arrestate, di cui nessuno più parlava. Subì interrogatori e violenze fisiche, venne espulso. Mostrò alla stampa i segni delle violenze al suo arrivo in Italia.

Lo scorso marzo L’Associazione Radicale Certi Diritti lo elesse Tesoriere con grande entusiasmo e si mise subito al lavoro. Forte della sua esperienza si attivò immediatamente per aiutare gli organizzatori del Genova Pride. Durante la marcia non smise mai di ballare sul carro di Certi Diritti l’inno dei gay ‘Ymca’, e noi eravamo pure un po’ preoccupati. La malattia lo ha colpito all’improvviso e gli ha lasciato poche settimane di vita. Quando in questi giorni gli telefonavo per tenerlo aggiornato delle nostre iniziative era felice. L’ultima telefonata giovedì scorso è stata quella dell’addio, me lo fece intendere lui, non lo avevo mai sentito così.

Caro Enzo, sei stato davvero qualcosa di speciale per tutti noi. Grazie.

Sergio Rovasio

Segretario Associazione Radicale Certi Diritti

www.certidiritti.it


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Con la dipartita di Enzo Francone abbiamo perso un altro pezzo importante della nostra storia. Enzo, per Torino e per il nord tutto, ha rappresentato quello che per noi qui a Roma è stato Massimo Consoli. Due persone eccezionali accomunate dall’impegno per un unico obiettivo, in cui credevano nonostante i decenni di militanza, nonostante le delusioni, nonostante spesso le loro parole suonassero agli orecchi delle nuove generazioni come prive di significato.

Di Enzo sentii parlare per la prima volta negli anni ’90, quando da presidente del CIG, Arcigay Milano, mi occupai di organizzare delle conferenze sulla storia del movimento gay italiano. Fu Giovanni Dall’Orto, durante uno di questi incontri, a raccontare di lui, della nascita del FUORI insieme a Pezzana e delle tante azioni che hanno contraddistinto quei memorabili anni di impegno.

Quando ho deciso di ricominciare a lavorare in prima linea per il movimento, sono stato orgoglioso di entrare a far parte di un’associazione come Certi Diritti in cui a militare, oltre a Sergio Rovasio ed Enzo Cucco, c’era proprio quell’Enzo Francone di cui già conoscevo le gesta.

Lo conobbi di persona al II° Congresso di CD, quando fu eletto tesoriere; mi colpirono moltissimo la sua energia e voglia di fare per risanare le esangui finanze della nostra associazione. Aveva idee modernissime, legate alla pluridecennale esperienza e ci stimolò tutti a fare di più per aumentare gli iscritti a Certi Diritti.

Lo incontrai poi a Roma prima del Gay Pride, quando venne a consegnarci lo striscione nuovo che lui aveva fatto fare, spendendo la metà di quanto avremmo speso qui, così come per le bandiere, grazie ai suoi mille contatti, patrimonio che speriamo non vada perduto.

Il giorno del Pride di Genova fece impressione a tutti la sua vitalità e per giorni agli incontri dell’associazione e nelle nostre mailing list non si parlò altro che della sua mitica danza sul carro, da lui allestito, sulle note di YMCA, canzone che probabilmente amava tanto poiché gli ricordava gli anni d’oro della sua militanza.

Purtroppo poco dopo arrivò come un fulmine a ciel sereno la notizia della sua malattia, molto più grave di quanto si pensasse all’inizio, e oggi questo dolorosissimo evento.

Ti saluto Enzo, un saluto affettuoso da me e da tutti i membri di Certi Diritti Roma; da laico ed ateo l’unico augurio che mi sento di farti è che le generazioni future non scordino mai il tuo nome, cosicché tu possa continuare ad essere un esempio per tutti noi.

Ci mancherai.



Luca “Lucky” Amato

Coordinatore di Certi Diritti Roma

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Noi della Fondazione Massimo Consoli abbiamo appreso con dolore della
morte di Enzo. Anche se sapevamo delle sue condizioni di salute, è
sempre triste dover apprendere che non c'è più l'amico e compagno con
cui per lunghi anni, fin dalla fondazione del F.U.O.R.I.!, abbiamo
condiviso tante battaglie per la dignità e i diritti della gente LGBT
.

Non dimenticheremo le nostre ultime pazze, allegre danze nel gaypride
genovese e le sue risate affettuose, come non dimenticheremo il suo
impegno, il suo rigore e la sua onestà profusi nel lavoro comune con
semplicità, indomita passione politica e affetto, condivisi così
solidalmente.


Alba Montori, Claudio Mori, Riccardo Peloso
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Su ogni cosa è possibile raggiungere la sicurezza, ma riguardo alla morte tutti viviamo in una città senza mura (Epicuro). Il movimento omosessuale in Italia ha perso oggi uno dei suoi piú importanti e validi esponenti; Enzo Francone è morto nel tardo pomeriggio di domenica 29 novembre a Torino per gli esiti di un tumore incurabile. Francone si adoperò sin da giovane per i diritti delle persone omosessuali; il suo nome si evidenziò nel FUORI, il primo movimento omosessuale italiano, in cui fu impegnato in tutte le iniziative, dalla fondazione alla manifestazione di Sanremo del 1972 contro i medici cattolici che reclamavano capacità di cura dell'omosessualità.

Nel 1979, sullo schema di quanto fatto due anni prima da Angelo Pezzana in Unione Sovietica, Enzo Francone organizzò e attuò da solo un'azione di protesta in Iran contro il regime di Khomeini, che gli costarono tre giorni di carcere durissimo. L'intento era di sensibilizzare, attraverso la denuncia della condizione delle persone omosessuali, sulle terribili condizioni di vita che non solo gli omosessuali, ma anche le donne e alla fine tutta la popolazione avrebbe dovuto subire.

Oggi, purtroppo, il paese sotto lo stesso implacabile regime marcia a passo spedito verso l'atomica e non ha affatto smesso di perseguitare gay e lesbiche. Negli anni 2000, raggiunta la pensione, rinnovò il suo impegno nelle associazioni LGBT torinesi, in particolare con l'impegno nel Pride nazionale del 2006, con l'associazione CertiDiritti, con la Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni e in tante altre iniziative. Nell'ultimo anno aiutò anche il comitato organizzatore del Pride di Genova del 2009, fino alla giornata della sfilata in cui l'impegno per guidare fino alla fine il corteo fra le strette strade della Superba non faceva prevedere il triste epilogo avvenuto soli cinque mesi dopo.

La sua scomparsa lascia un grande vuoto fra tutti coloro che hanno a cuore i diritti civili, un vuoto che però il ricordo di tutto ciò che Enzo ha fatto e di ciò che ancora avrebbe voluto fare deve essere un motivo in piú per continuare.

Grazie Enzo, non ti dimenticheremo.

Mario Moisio
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Conosco la sua storia politica, fondamentale per tutto ciò che è successo
dopo. Mi unisco col cuore e con voi nell'impegno del suo ricordo...

Laura
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Domenica sera Enzo Francone ci ha lasciato.

Vogliamo ringraziarti, caro Enzo, per averci insegnato tanto in questi anni.

Per non aver mai smesso di lottare, neanche quando la malattia era già in
fase avanzata, volevi sapere tutto quello che accadeva nel movimento che hai
contribuito a far nascere.
Il tuo riuscire sempre a stemperare le situazioni anche più difficili, il
saper vedere il lato positivo di ogni esperienza, il sorriso che ti portavi
sempre dietro ci mancheranno.
Il tuo coraggio, l'incoscienza, la caparbietà, la passione, la favolosità
che hai sempre dimostrato resteranno l'eredità più preziosa che cercheremo
di valorizzare e utilizzare nella tante battaglie che ancora ci aspettano.
Vorremmo non piangere in questo momento ma riuscire a sorridere nel tuo
ricordo.

Il tuo Coordinamento Torino Pride
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Condoglianze affettuose e tristi. Ho assistito al suo malore durante
il Torino Pride di quest'anno.
Un abbraccio a Torino da parte mia con sincerità.

Cristiana
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Enzo era una persona splendida, che pur intraprendendo azioni
straordinarie, sviluppando riflessioni sempre attente e obiettive, si
schermiva, faceva calare la tensione con salaci battute e riportando tutte
e tutti, a una dimensione umana, vera. Un vero maestro, un grande leader
del movimento lgbt, che mi mancherà, che ci mancherà.
Ciao Enzo!
Aurelio Mancuso

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L'associazione i Ken esprime cordoglio per la morte di Enzo Francone.
Il suo impegno è il nostro, continueremo senza tregua a perseguire la
ricerca della felicità di chi verrà dopo di noi convinti di consegnare, un
giorno, un mondo migliore e più giusto.
il Suo insegnamento deve essere per tutti e tutte noi elemento da cui trarre
sempre maggiore passione e vitalità.
Napoli e la Campania così lo vogliono ricordare e condividere con chi non
l'ha conosciuto.

i Ken ONLUS

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Non conoscevo personalmente Enzo ma conosco il suo ruolo nel movimento lgbtqi. E' più facile dimenticare che ricordare. Spesso i più giovani non sanno nulla della storia del movimento italiano e di quello internazionale. Dovremmo fare qualcosa, la memoria è importante. Ciao Enzo.

Saverio Aversa

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io lo conoscevo, non tanto, abbiamo lavorato assieme al pride di
biella di Enzo ho un ricordo dolce, lo ricordo al banchetto in centro
a Biella e poi al Bar ad allestire gli addobbi per l'aperipride,
bicchiere in mano e cicca sempre accesa sono pochi flash ma ricordo
anche la capacità di sdrammatizzare le cose e la lucidità con cui
analizzava tutto senza sconti neppure per lui.....

gianni pink Verona


Il conoscevo Enzo da molti anni, dal 1976 congresso radicale a NA ,quindi fu
uno dei primi omosessuali dichiarati e militante che conobbi, la sua
determinazione e orgoglio mi hanno fatto capire che la strada che avrei
percosso. TI RINGRAZIO INFINITAMENTE. Ti ho sempre considerato uno dei
padri del movimento GLBT italiano. Grazie x quello che hai fatto x tutti
noi e per il paese. Buon viaggio

valerie taccarelli

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Segretaria Torino Pride

Domani 1 dicembre 2009, dalle 11 alle 14,30 camera ardente presso la
Fondazione Sandro Penna, Via Santa Chiara 1 a Torino. Alle 15,30 cerimonia
funebre presso il Tempio crematorio del Cimitero monumentale, ingresso
principale.
Vi preghiamo di non inviare fiori ma, per chi volesse ricordarlo, donazioni
alla Fondazione Sandro Penna.

Per informazioni
347.0431401

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trovo un secondo solo per ringraziarvi tutti e tutte. Vi sento molto vicini e questo è di grande conforto, credetemi.
non mi dilungo su quello che vorrei dire anche perche' ci sono le cose da preparare per domani.
una cosa pero' ve la dico: Enzo è stato lucidissimo fino alla fine, ed abbiamo avuto modo di parlare di tutto, ma proprio di tutto tutto, compresa la festa con musica anni 60 e 70 e vino rosso che devo organizzare in suo onore a breve. Tra le tante cose che mi ha detto, mi ha chiesto di chiedere a tutti di non inviare fiori ma fare donazioni per iniziative per i diritti delle persone omosessuali. Non riesco a riflettere con calma adesso sulla proposta di Matteo di intitolare il Fondo a lui, ma avremo modo di parlarne in seguito. Sicuramente sarebbe una cosa molto apprezzata da Enzo stesso se la prima donazione al Fondo fosse intestata alla sua memoria.

facciamo passare domani, e poi ci pensiamo

vi abbraccio uno a uno

Enzo Cucco
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il Roma Raimbow Choir questa sera terrà un concerto in occasione della giornata mondiale della lotta contro l'Aids
Il Coro dedicherà il concerto Rainbow Music Against Aids alla memoria di Enzo Francone.

Inizio alle ore 20.30 presso la Chiesa All Saints, Via del Babuino, 153 - Roma.
Ci vediamo lì ragazzi.

lunedì 22 giugno 2009

GIOVANARDI LA SMETTA DI OFFENDERE LE PERSONE GAY

CHE PARTECIPANO AI GAY PRIDE E DI DISCRIMINARE LE PERSONE STERILI. COMINCI ANCHE LUI A FREQUENTARE I LOCALI GAY E INCONTRERA’ TANTI SUOI COLLEGHI DEL PPE. I CONTROLLI ANTIDROGA LI FACCIA FARE NEGLI HOTEL DI VIA VENETO.

Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti:

Il Senatore Carlo Giovanardi ha perso un’altra occasione per starsene zitto. Sostenere che il Gay Pride offende il sentimento religioso di tanti italiani dimostra come egli sia distante dalla realtà e dai nuovi fenomeni sociali italiani. Considerare poi la centralità della riproduzione di coppia come strumento di contrapposizione alla lobby gay, oltre che ridicolo è pure offensivo per le decine di migliaia di coppie sterili che ci sono in Italia.

Le forze politiche di destra che si sono affermate in Europa, ad eccezione dell’Italia, sono quelle che hanno legiferato quasi ovunque in favore delle unioni civili. Invitiamo Giovanardi a frequentare i locali gay di Bruxelles e Strasburgo, troverà molti deputati europei del PPE, gruppo che secondo lui ‘arginerà la lobby dei gay in Europa’. Da quelle parti si fa tutto alla luce del sole, o dei neon, altro che qui in Italia dove, di nascosto, si pecca in qualche albergo di Via Veneto, e poi comunque si è assolti o rieletti in qualche istituzione. Riguardo i controlli antidroga da fare addirittura all'ingresso delle discoteche, consigliamo al Senatore Giovanardi di promuoverli piuttosto davanti agli Hotel di Via Veneto".