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Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

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mercoledì 9 settembre 2015

"Non ci sarà nessun gay pride nella mia Venezia". Firma per sbugiardarlo.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro
Ha vietato i libri gay. 
Sta cercando di vietare il Pride.
Il sindaco anti-gay di Venezia è sempre più fuori controllo.

Firma la petizione per 

reagire.
SIGN


 Costui sta cercando di riportare indietro l'orologio sulla parità e l'unico modo per fermarlo è quello di mostrare che sta umiliando la sua città a livello internazionale.

Sabato  a Venezia ci sarà una manifestazione di protesta contro il sindaco anti-gay.

Se costruiamo una grande petizione prima di allora,  si rafforzerà la copertura mediatica della protesta e  potremo obbligare il sindaco a fare marcia indietro. 

Si chiede che ripristini i libri pro-parità e che si scusi di aver cercato di vietare il Pride:

go.allout.org/en/a/venice-mayor

sabato 6 settembre 2014

Una festa per l'uguaglianza delle donne...

Ecco, lo sapevate che negli USA c'è una giornata in cui si festeggia la parità tra uomini e donne ?
E ci si preoccupa perché ancora non c'è la piena uguaglianza di diritti tra donne e  uomini ?

Quando ho letto questo messaggio targato The White House mi sono chiesta: ma come mai a nessuno dei nostri amati governanti passa neanche per l'anticamera del cervello di proporre alcunché del genere?  
Sono ...seccata, davvero molto, perché non posso fare a meno di constatare, nel piccolo come nel grande, che qui, in Italia, ancora chi comanda è il maschile e maschista, alla faccia della parità che quando c'è è quasi solo di numeri, e di facciata.  Se le donne vogliono raggiungere e conservare posizioni di rilievo DEVONO comportarsi come maschi, anche se preferibilmente con un aspetto da pin up. 

 Siamo proprio a livelli di arretratezza culturale difficili da tollerare in un paese che pretenda di esser civile per non dire pure democratico e rispettoso dei diritti di tutti, donne comprese. 
E ci meravigliamo, ci adontiamo se i diritti delle persone gay o trans ( per non parlare dell'intero panorama dei generi)  sono nella migliore delle ipotesi graziosamente ignorati ? 

Ma come potrebbero non esserlo, se gli "eletti" che dovrebbero pilotare il Paese verso la civiltà dei pari si ostinano a mantenere le disuguaglianze?
 Leggete, così sarete un po' invidiosi assieme a  me...

La Casa Bianca, Washington
Ciao a tutti -

Nel 1776, Abigail Adams scrisse a John Adams, allora in servizio al Congresso Continentale di Filadelfia, e gli ricordò di "non mettere un potere così illimitato nelle mani dei mariti."

Settantadue anni dopo, nel 1848, le donne in tutto il paese si sono riunite insieme per la prima convenzione dei diritti delle donne a Seneca Falls, New York. E non è stato che 72 anni dopo, nel 1920, che le donne negli Stati Uniti si sono guadagnato ufficialmente il diritto di voto.

Cerchiamo di essere onesti: Il cambiamento non è mai arrivato esattamente veloce per le donne in questo paese. E 94 anni dopo,  pur se è innegabile che le donne hanno fatto passi da gigante in ogni aspetto della vita americana, dall'aula alla sala del consiglio, non è sufficiente.

Oggi, nell'anniversario del 19 ° emendamento, si celebra Festa dell'uguaglianza della Donna. E oggi, giorno per giorno le attività  di troppe aziende ed istituzioni ancora non riflettono la vera parità tra i sessi. Abbiamo i dati per dimostrarlo.

Durante tutto il giorno, ho postato grafici che raccontano la storia dei progressi che abbiamo fatto e le sfide che le donne devono ancora affrontare nel mondo del lavoro.

Date un'occhiata - e poi condividetele con qualcuno che pensate che avrebbe bisogno di vederle.

Nel 2014, ancora esistono la disuguaglianza e la discriminazione . Le donne, in media, continuano a guadagnare meno dei loro colleghi maschi (e questo accade 51 anni dopo che è passato l'Equal Pay Act ), e il divario è ancora maggiore per le donne di colore. Le nostre politiche sul posto di lavoro, nel complesso, costringono molte madri che lavorano a scegliere tra il loro lavoro e la loro famiglia e questo è sbagliato.

Questa Amministrazione ha una lunga pratica di frantumare i nostri soffitti di vetro che ancora rimangono, e la difesa dei diritti delle donne, ma la parità di genere reale sta guadagnando di  più di quel che il Presidente mette in atto da sé.

In questo momento, non c'è una proposta di legge davanti al Congresso che renderebbe più facile consentire alle donne di discutere del proprio salario, e di fare qualcosa al riguardo.

Quindi, se siete pronti a vedere più in grande, come azioni significative su questi temi, è necessario riuscire a ottenere i cambiamenti e contribuire a diffondere le informazioni.

Nessun risultato importante per i diritti delle donne in questo paese è stato ottenuto con facilità. Ed è sempre dipeso da un  gruppo determinato di donne e uomini, che hanno fatto tutto il possibile per organizzarsi, protestare, e mettere in crisi il sistema che cercavano di cambiare.

Il 2014 non è diverso. Quindi, se siete pronti per la vera parità per le donne, bisogna assicurarsi che tutti quelli che conoscete abbiano i dati  di fatto

- Betsey

Betsey Stevenson
Membro  del Consiglio dei consulenti economici
CEABetsey

lunedì 9 giugno 2008

ROMAPRIDE'08 :UN SUCCESSONE ! GRAZIE...

Gli amici e le amiche dell'Associazione "Fondazione Luciano Massimo Consoli" ringraziano

il Coordinamento "RomaPride '08",

i volontari e le volontarie del Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli"

per un pride riuscito: festoso, colorato, civile, laico, testardo.

Apostrofiamo questo pride come il "massimo pensiero" della comunità varia.

Il prodotto di un lavoro che continua.


I "fondaroli" abbracciano la Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" Rossana Praitano, per aver conferito l'apertura del pride allo storico striscione dell' "Archivio Massimo Consoli".


Tutt* dell'Associazione "Fondazione Luciano Massimo Consoli" proseguiranno con gli strumenti della politica, della cultura, del dialogo e del dibattito a sostegno delle nostre battaglie sui diritti civili e sociali.


I soci fondatori dell'Associazione "Fondazione Luciano Massimo Consoli" danno appuntamento alla Comunità varia il 31 agosto prossimo a L'Aquila.


Occasione per ricordare e festeggiare il "nonno" del movimento omosessuale Karl Heinrich Ulrichs.


I "fondaroli" vi danno appuntamento ogni giorno su www.fondazionemassimoconsoli.com e su Omodiario.


Potete sostenere le attività dell'Associazione "Fondazione Luciano Massimo Consoli"

attraverso il sistema di donazione on-line "pay pal".


I "Fondaroli "

[Claudio Mori, Alba Montori, Paolo Violi, Riccardo Peloso, Daniele Priori, Barbara Torselli, Maya Checchi]

domenica 8 giugno 2008

Roma, 7 giugno 2008 Da piazza della Repubblica a piazza Navona.

(Adnkronos/Ign) -

Gay Pride, in 500.000 sfilano per le vie di Roma

Gli organizzatori: "Siamo mezzo milione".

La parata fino a piazza Navona tra musica, carri, bandiere e striscioni.

Grillini: "Riaffermare la laicità dello Stato".

Luxuria: "Presto anche l'omosessualità sarà considerata un reato".

Radicali stasera imbavagliati per protestare contro il divieto di passaggio a San Giovanni.

Fotogallery

(*)nota bene:
le foto pubblicate da ADNKronos sono (guarda caso) SOLO E UNICAMENTE di trav/trans o giovinotti/giovinotte in pose e mise sexy.
A parte Luxuria con l'ombrellino....
ce ne fosse una di tutta quella stragrande maggioranza dei 500.000 che erano vestit** come al solito si fa per uscire con gli amici...



Da piazza della Repubblica a piazza Navona. Questo il percorso del Gay Pride 2008 di Roma, dopo il 'no' dell'arrivo della parata a San Giovanni. Secondo gli organizzatori i partecipanti sono 500.000 che stanno sfilando tra musica, carri, striscioni, tantissime bandiere e palloncini bianchi.

Il corteo è partito verso le 16.30 da piazza della Repubblica con la celebrazione di due matrimoni simbolici sul carro itinerante dell'Arcigay. Confetti, fiori rosa, torta nuziale e persino il lancio di riso hanno accompagnato il rito celebrato dalla deputata del Pd Paola Concia e dal giornalista del Tg1 Stefano Campania, che hanno suggellato la promessa di unione simbolica alle prime due coppie omosessuali della giornata: Domenico e Jeff, da 20 anni insieme, e Annalisa e Susy.

"Chiunque altri vorrà celebrare l'unione simbolica -aveva detto il presidente dell'Arcigay Fabrizio Marrazzo- potrà farlo su questo carro. Fino ad ora abbiamo ricevuto richiesta da 80 coppie". E così è stato: nel corso della sfilata tanti i matrimoni simbolici celebrati. Diversi i carri allegorici presenti, tra cui anche quello che porta la scritta 'Gorgeus', quello della Cgil e quello di 'No Vat'.

E non solo da Firenze o Bologna, ma c'è addirittura chi è arrivato dalla Spagna per partecipare al corteo di Roma dove la musica a tutto volume ha fatto scatenare alcuni sui camion allestiti a carri itineranti tra cui anche quello limousine bianco con vetri neri. Sul camion dell'Arcigay, inoltre, insieme a bandiere colorate, è stata affissa una maglietta con su scritto 'meglio frocio che fascista'.

Secondo il leader storico dell'Arcigay Franco Grillini che ha preso parte al corteo, "questo Pride si svolge in un clima politico particolare quindi è più che necessario per riaffermare l'idea di uno stato laico, dove la laicità rappresenta lo spazio neutrale e dove la libertà e l'uguaglianza garantiscono i diritti per tutti".

Presente anche l'ex parlamentare Vladimir Luxuria. "Finalmente su questi temi l'Italia si sta muovendo ma all'indietro -ha detto-, perché non solo dopo 14 anni che facciamo il Gay pride discutono se farlo o no ma ora mettono bocca anche sulle modalità in cui deve essere fatto". E ha aggiunto: "Ora la prostituzione viene considerata una manifestazione contro la moralità presto anche l'omosessualità sarà considerata un reato".

Intanto, proprio per protestare contro la decisione della Prefettura e della Questura di Roma di non far terminare la parata a piazza San Giovanni, radicali, esponenti di Rifondazione e del movimento lgbt, sono pronti a imbavagliersi stasera davanti alle Basilica di San Giovanni . "Giudichiamo questo diktat imposto dalle autorità un pericoloso precedente che nega il diritto costituzionale a manifestare liberamente il proprio pensiero", hanno dichiarato Rita Bernardini, deputata radicale del Pd e segretaria di radicali italiani e Sergio Rovasio, segretario dell'associazione radicale.

Solidarietà alle manifestazioni di Roma e Milano è stata espressa anche dai Verdi. "La 'marcia' verso il riconoscimento dei diritti civili -hanno scritto in un comunicato -, che già sono una realtà in moltissimi Paesi europei, non deve avere battute d'arresto, ma, anzi, deve vedere tutte le forze progressiste e laiche unite e determinate: si tratta di una questione di civiltà".

venerdì 30 maggio 2008

Lettera al Presidente

Signor Presidente della Repubblica Italiana,
Sig.Giorgio Napolitano,
nell’ormai lontano 1974,neo nominata docente s.m.s. giurai solennemente di osservare,difendere e insegnare la Costituzione della nostra Repubblica assieme alla Storia e all'arte. Sapevo bene che è la Legge di tutti i cittadini dello Stato Italia, il patto fondante a cui tutte le altre leggi e regolamenti devono coerentemente riferirsi. Ancora ho ricordo dell’emozione grande, che mi ha preso il cuore e la voce nel pronunciare la formula, consapevole della responsabilità che mi stavo assumendo pubblicamente.
Tra le molte difficoltà, ho trascorso la mia intera vita e spero quel che ne rimane, a spendere esperienza, conoscenze ed energie per la crescita umana, civile e culturale dei cittadini dell’Italia presente e futura, perché e i principi costituzionali possano diventare parte integrante e vitale della vita quotidiana di ciascuno, nella nostra terra e oltre, come certo desideravano coloro che fortemente li vollero e democraticamente li promulgarono.
Ma la nostra Costituzione è ancora purtroppo poco nota a tutti i livelli e ancor meno applicata nella vita civile. Cosi ignorandola si ritiene necessario ri-scriverli falsandone addirittura il significato. "Innovazioni costituzionali" ( con relative leggi e regolamenti applicativi), inutili, anzi che possono generare confusione e disagio poiché i principi sono già tutti scritti, in forma chiara, semplice, inequivocabile, negli articoli relativi della Costituzione.
Faccio solo un esempio: cos'è per lo Stato Italiano una famiglia ?
"società naturale fondata sul matrimonio" ovvero sull'impegno reciproco liberamente scelto e pubblicamente testimoniato, tra persone, secondo la loro natura, a con-dividere la loro quotidianità, con tutto ciò che comporta, cioè aiutarsi nelle avversità come condividere le gioie, per e con amore e rispetto vicendevoli.Dichiararlo e solennemente annotarlo su un atto pubblico "di Stato" è quindi una pura "formalità contrattuale", per rendere gli interessati titolari, civilmente, dei diritti, dei doveri e delle responsabilità che ne derivano. E lo Stato dovrebbe essere ben felice di esserne garante. Per tutti.
Ma quanti cittadini sono discriminati, esclusi, umiliati proprio in ciò rispetto a una parte della popolazione dell'Italia, ed anche della Comunità Europea?
Dopo sessant'anni non è forse improrogabile attualizzare il "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua o religione"? Anche nell'organizzarsi la propria "famiglia" e la vita civile in base alle personali scelte di vita e di affetti, e non solo di norme religiose, senza ulteriori discriminazioni.
Non è rimandabile oltre l'applicazione in Italia di quanto già vigente in Europa nostra "patria allargata", in difesa della vita civile, culturale e socio-affettiva, dell'incolumità psico-fisica, del lavoro. Per le donne, gli omosessuali, i transgender, è urgente ed ineludibile difenderne il rispetto umano, il diritto ad essere pienamente in una società di pari, a collaborare ciascuno secondo le proprie capacità alla sua realizzazione.
Lei, Signor Presidente, rappresenta tutti i cittadini italiani, anche quelli a cui parità di diritti è ancora negata di fatto e che, come in un passato non troppo lontano, è ancora oggetto di discriminazioni e violenza.
Le chiedo perciò di compiere un atto simbolico positivo di attenzione nei confronti della annuale celebrazione del GayPride Nazionale 2008, certa che la Sua sensibilità potrà consigliarLe i modi e i mezzi più opportuni ed efficaci.
Ringraziando per l'attenzione
Alba Montori


lunedì 26 maggio 2008

Roma Pride 2008: piattaforma e richiesta adesione

Richiesta di adesione alla Manifestazione "Roma Pride 2008".

Nel periodo 29 maggio - 08 Giugno 2008 si svolgerà a Roma la Manifestazione culturale e politica denominata “RomaPride 2008”. La manifestazione ha come scopo principale quello di diffondere la cultura lesbica, gay, bisessuale e trans attraverso la realizzazione di eventi cinematografici, letterari, musicali e fotografici e di creare e condividere spazi e luoghi relativamente alle tematiche culturali, politiche e sociali della comunità lgbt.

Inviamo qui di seguito il documento politico e la piattaforma rivendicativa politica nazionale della Manifestazione "RomaPride 2008". Crediamo che la sua adesione rappresenterebbe il gesto di ulteriore supporto alla visibilità delle persone lgbt e alla lotta contro il pregiudizio e le discriminazioni.

Restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro e a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Segreteria Organizzativa RomaPride 2008



www.romapride.it

www.myspace.com/romapride08



Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A - 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
3487708437


PIATTAFORMA POLITICA RIVENDICATIVA NAZIONALE

UNIONI DI FATTO

Chiediamo che sia data applicazione alla Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000 che chiede di garantire «alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali». È una misura di civiltà cui anche l’Italia si deve adeguare per non restare ai margini del cammino di allargamento dei diritti civili intrapreso dall’Europa.

Dopo la proposta di legge governativa della precedente legislatura, il Parlamento deve tornare ad affrontare il tema delle unioni di fatto. Consideriamo il livello del confronto tra le forze politiche del tutto arretrato. Le esigenze e i bisogni delle coppie lesbiche, gay e trans, comunque escluse dall’accesso al matrimonio per un’ingiusta discriminazione, non vengono tenuti nella dovuta considerazione.

Chiediamo, quindi la parità dei diritti, attraverso l’estensione del matrimonio civile o istituto equivalente. Nel rispetto delle differenti modalità di legami sentimentali, e in linea con ciò che è avvenuto in Europa chiediamo inoltre la creazione di istituti differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico pubblico delle unioni civili.

Andrà affrontato con un’apposita legge il tema della responsabilità genitoriale dei partner di fatto, anche dello stesso sesso, nell’interesse delle migliaia di figli di lesbiche e gay presenti nel paese.

LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI

La Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 ha chiesto di «assicurare che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender siano protette da violenze e dichiarazioni di odio omofobico». La sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996, ha esteso alle persone “che transitano da un sesso all’altro” l’applicazione della Direttiva Europea 76/207, e delle leggi nazionali ad essa ispirate, sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne.

In Italia per le persone lgbt continuano le discriminazioni sul lavoro, nella scuola, nella società.

Chiediamo una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender italiane e migranti e che recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207/1976 e 78/2000.

In particolare chiediamo:

· l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;

· l’applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne anche alle persone che transitano da un sesso all’altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996;

· la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 “Attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”, anche per eliminare le nuove discriminazioni che comporta, come quelle contro gay e lesbiche in divisa;

. un adeguamento della normativa italiana affinchè sia possibile il reale recepimento della direttiva europea 38/2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei e dei loro familiari extracomunitari in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;

Chiediamo inoltre che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico lesbofobico e transfobico e contro le discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, buone pratiche.

L’Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo, per la depenalizzazione dei reati di omosessualità e transessualità presenti nelle legislazioni di decine di paesi, e che continui il positivo impegno per l’abolizione della pena di morte.

SALUTE E BENESSERE DELLE PERSONE LGBT

Chiediamo che sia garantito il diritto alla salute delle persone lgbt ponendo fine alle discriminazioni in ambito sanitario anche attraverso un'adeguata formazione del personale sanitario.

E’ importante attivare corrette campagne di informazione sulla prevenzione primaria e secondaria dall'HIV/AIDS e dalle malattie a trasmissione sessuale. Vanno altresì garantiti i diritti delle persone sieropositive anche attraverso la lotta contro lo stigma sociale legato all'infezione da HIV.

È necessario favorire l'effettiva attivazione della "Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender", presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri" - Dipartimento per i diritti e le pari opportunità e del "Forum permanente contro le molestie gravi e la violenza alle donne, per orientamento sessuale e identità di genere".

Chiediamo l’effettiva applicazione del protocollo d’intesa siglato nell’ottobre 2007 dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni di genitori che comprende le misure di contrasto a bullismo e omofobia nella scuola e in tutto il mondo giovanile.

Chiediamo l’abrogazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, e la revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di intervento chirurgico genitale.

Chiediamo la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affrontino non coercitivamente i casi di intersessualismo.