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giovedì 31 agosto 2023

LA CHIESA CATTOLICA ROMANA HA LA RISERVA D'ORO PIU' RICCA DEL MONDO.

 Un articolo del 2012, ma non credo che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana da allora si sia impoverita  ;)

"Maggiore e singolo detentore di lingotti (lingot/bullion) rispetto a qualsiasi altra organizzazione nel corso dei trascorsi 1.000 anni è, ed è sempre stato, il Culto Romano che controlla la Chiesa Cattolica.
La Chiesa Cattolica Romana controlla approssimativamente 60.350 tonnellate d’oro, due volte la dimensione delle riserve ufficiali totali di oro di tutto il mondo, o approssimativamente il 30,2% di tutto l’oro mai estratto/prodotto. A prezzi correnti, è possibile stimare il valore di tali beni che costituiscono il più grande tesoro della storia dell’umanità in oltre 1.245 miliardi di dollari statunitensi ($).


Ai nostri giorni, la Chiesa Cattolica Romana è tornata a numeri che l’hanno condotta nuovamente ad una posizione dominante nel settore dell’oro di cui non si era testimoni dalla caduta del Sacro Romano Impero (intorno al 1100), fase in cui Essa controllava poco meno del 30% dell’oro complessivamente presente nel mondo.
Per la maggior parte dei trascorsi 1.000 anni, la Chiesa Cattolica ha assunto una posizione dominante che gli ha permesso di controllare i mercati dell’oro a livello mondiale, in relazione al fatto di aver posseduto oltre il 50% di tutto l’oro, ed in una posizione talmente dominante, a partire dal XIV secolo fino a giungere al XVII secolo, da controllare oltre il 60% di tutto l’oro mai estratto.
Tale tesoro nella sua totalità è stato suddiviso tra numerose riserve dichiarate ed altrettanto numerose riserve non dichiarate. Soltanto il 20% delle riserve d’oro totali è immagazzinato tramite ‘partiti terzi’ in riserve ufficiali, la maggiore riserva dichiarata è rappresentata dalla Federal Reserve Bank, seguita dalle riserve presenti in Italia, Svizzera, Germania e Francia. Le più importanti riserve private non dichiarate sono sconosciute, ma paiono essere collocate anche in paesi dell’Occidente e a quanto pare risulterebbero associabili alle più importanti riserve private delle più antiche banche private e società finanziarie d’Europa. Potrebbero inoltre esistere riserve private gestite direttamente dal Vaticano, seppure quest’ultima resti un’ipotesi poco probabile.
Mi nasce spontaneo un pensiero: con tutto l’oro che il Vaticano quindi l’Italia possiede, si riuscirebbe ad azzerare il deficit pubblico, e con gli avanzi si potrebbe sfamare intere nazioni bisognose, a cosa serve accumulare queste enormi quantità di oro?
….nella parola di Dio in Luca 9 : 25 sta scritto: Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?"

sabato 4 marzo 2023

italialaica news n.01/2023

 .it

Il sito dei laici italiani vi segnala:

Editoriale

BENEDETTO XVI E L’AZIONE DEL DIAVOLO

Attilio Tempestini 09.02.2023

La notizia, della morte dell’ex pontefice, è stata data da “La repubblica” con come vistoso sottotitolo, l’affermazione di monsignor Georg: “Ho sentito l’azione del diavolo contro di lui”. Scalfari, cioè il fondatore di tale quotidiano, aveva anni fa curato un volumetto dal…


Articoli

LA PEDOFILIA NELLA CHIESA

Ileana Montini 07.02.2023

Trentanove sono le pagine dello speciale pubblicato dal quotidiano Domani il 6 gennaio sulla pedofilia nella Chiesa Cattolica, con un dettagliato riferimento alla situazione italiana. Il direttore Stefano Feltri nell’editoriale “Il momento di far cadere il muro dell’omertà” accusa…


Articoli

L’ASSISTENZA SESSUALE PER LE PERSONE CON DISABILITÀ: UN AMORE IMPOSSIBILE UN DIRITTO NEGATO

Alessandro Giacomini 07.02.2023

Che fine ha fatto il disegno di legge 1442 del 2014 in materia di sessualità assistita per persone con disabilità?

Perché non è stato dibattuto in senato, ove giace da quasi dieci anni?

Forse la risposta la si trova rileggendo l’aberrante reazione dell’agenzia di informazione cattolica…


Articoli

LE CROCIATE MODERNE TRA BENEDETTO XVI E KIRILL

Marco Comande' 06.01.2023

La vigilia dell’epifania cristiana cattolica potrebbe incastrarsi in un tempismo involontario perfetto.

Mentre era in corso il funerale di Papa Benedetto XVI, il Patriarca moscovita Kirill aveva lanciato un appello agli altri fronti del cristianesimo occidentale, affinché potessero tacere le…


Rassegna stampa

16.02.2023, LAICITÀ DELLA SCUOLA news, febbraio 2022

Coordinamento per la laicità della Scuola 16.02.2023

Notiziario on line del Coordinamento per la laicità della scuola

Editoriale: DOCUMENTI DI AMPIO RESPIRO PER RESPIRARE MEGLIO

Quando abbiamo sentito un ministro dire che in fondo Dante è di destra (una insulsaggine che applica al nostro sommo poeta concetti politici che hanno senso da poco più…


Forum

RATZINGER: FEDE, RAGIONE, PEDOFILIA. UN PAPA CON DEMERITO

Alessandro Giacomini 07.02.2023

Ratzinger viene ritratto dalla stampa italiana come il papa del dialogo, della comprensione, animato da una ricerca teologica il cui filo conduttore è appunto l’armonia tra ragione e fede.

Ma al contrario, andando a rileggere molti dei suoi scritti e delle sue dichiarazioni pubbliche emerge…


Lo Scaffale

Domenico Felice (a cura di) VOLTAIRE, OPERE STORICHE

Domenico Felice 08.02.2023

Casa editrice Bompiani 2022, pagine 3200, € 90,00

Nel vasto orizzonte degli interessi di Voltaire lo studio della storia ha sempre avuto un’importanza che è impossibile sopravvalutare. Fin dagli anni giovanili, in cui Voltaire si dedicava alla composizione del poema epico La Henriade,…


Lo Scaffale

Ileana Montini, LIDIA MENAPACE DONNA DEL CAMBIAMENTO

Redazione 07.02.2023

Gabrielli editori, Verona 2022, pagine 176, € 11,99 – € 17,00

Prefazione di Corradino Mineo

«Da decenni le lettere – qualche altro scritto, qualche copia delle mie – erano riposte in una cartella azzurra della libreria. Le ho riprese in mano una alla volta, lette una dopo l’altra e…


Eventi

NEL NOME DI GIORDANO BRUNO

Roma, venerdì 17 febbraio 2023, ore 17,00, Campo de' Fiori

 L'Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” Fondata nel 1906, www.periodicoliberopensiero.it organizza

Laicità Diritti Dignità Uguaglianza - Per una democrazia applicata

Cerimonia

Deposizione corone di…


 



e molto altro ancora su: italialaica.it  sito dei laici italiani

martedì 20 settembre 2022

XX SETTEMBRE 2022

Siamo arrivati malgrado pandemia e conflitti ancora una volta alla data storica del XX Settembre.   Per me è una giornata da sempre dedicata al ricordo di coloro che liberarono Roma dal potere papale e permisero che mia nonna potesse finalmente rientrare nella sua città, quella in cui era nata e da cui aveva dovuto per anni vivere lontana, praticamente esiliata nella sua stessa terra, dato che era parte integrante e attiva di una famiglia di ferventi repubblicani romani, perseguitati dal Papa Re  e i primi ricordi che ho di questo luogo risalgono alla mia primissima infanzia, per mano con mio padre, davanti alla lapide col nome degli eroi.

Sono certa che fin dal mattino e per l'intera giornata si svolgeranno commemorazioni e omaggi presso la Breccia di Porta Pia, e relativo monumento che ricorda  la  Liberazione di Roma dal potere temporale dello Stato teocratico pontificio, a testimonianza della scelta di laicità e libertà dello Stato Italiano e dei suoi cittadini, contro ogni forma di fondamentalismo ideologico e religioso.     Scommetto che anche quest'anno ci sarà oltre all'omaggio dei Massoni, a quello della Comunità Ebraica e (forse) a quello del Comune di Roma, anche quello clerical-revisionista in memoria degli zuavi pontifici, mercenari al soldo del Papa-Re, che il XX Settembre 1870 assassinarono 49 bersaglieri ma furono sconfitti. 

La Storia è e deve essere patrimonio di tutti, vinti e vincitori, sopra tutto dopo 152 anni, ma penso che la diffusa ignoranza favorisca sempre più i gravi tentativi di revisionismo storico che tendono a cancellare i valori del Risorgimento ed esaltare una concezione politica clerical-nazionalista.

Tutti coloro che hanno intelletto d'amore e hanno a cuore la libertà e la Storia sono invitati a ricordare in questa giornata  quanto è costata in vite umane la libertà in cui vivono oggi i cittadini romani e italiani, magari recandosi a regalare un pensiero davanti a quella lapide che ricorda chi perse la propria vita per liberare Roma dal potere papale proprio in quella data,  sul luogo della Breccia (Corso d'Italia - monumento ai caduti della Breccia).

Sarà particolarmente importante esserci, in questo Paese che continua ancora a dover subire, a 161 anni dalla nascita dello Stato Italia e 76 anni dalla proclamazione della Repubblica Italiana, la vergogna di vedere le proprie istituzioni laiche ancora succubi del potere vaticano, cosicché ci ritroviamo in questa difficilissima congiuntura economica persino a veder vessare soprattutto le classi meno abbienti e più deboli, piuttosto che smettere una buona volta di dover finanziare la Chiesa cattolica apostolica romana e il suo clero, le sue banche le sue multinazionali, addirittura le sue attività palesemente commerciali, attraverso privilegi ed esenzioni che aumentano a dismisura il carico fiscale dei cittadini italiani, neonati compresi.

Chi è contro l'aberrante (in)cultura del privilegio legalizzato, che la chiesa cattolica continua imperterrita a mantenere e a diffondere nel nostro Paese e dovunque nel mondo, non può e non deve mancare di far sentire chiaro, forte e deciso il proprio dissenso e la propria ferma e chiara opposizione democratica, anche col proprio voto,  il 25 prossimo.

Un primo, concreto passo, per riprendersi la libertà di coscienza, di pensiero e anche di religiosità, da parte dei cittadini dello Stato Italiano, un modo semplice e diretto per ricordarci e ricordare a chi si ritiene al di sopra della democrazia e della volontà popolare, che così non è.

Vi ringrazio e vi prego di estendere l'invito a tutt** i vostr** amic** !


Alba Montori

 [Segretaria Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’]


sabato 27 marzo 2021

PARLAMENTO SENZA IDEALI...

Questo scritto è  di  Mauro Mellini, amico, giurista, laico  fino al midollo, italiano, che se n'è andato l'estate scorsa alla veneranda età di 93 anni, dopo una vita intera spesa per la giustizia giusta.

Mi mancano le sue discussioni sulla nostra giustizia e le nostre istituzioni politiche di cui lo ringrazio, dedicandogli un pensiero affettuoso.

AMg

PARLAMENTO SENZA IDEALI
La prima volta che vidi l’aula di Montecitorio ero uno studente venuto a Roma, un po’ impacciato ma con un bagaglio forse troppo pesante e confuso di ideali, di convinzioni, di speranze. Non c’era ancora la Costituente. C’era in aula una seduta della Consulta, una specie di palestra per l’esercizio dei futuri deputati, i cui componenti erano stati nominati dal Governo su designazione del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) dai partiti e dai sindacati ed associazioni varie. Qualcosa che assomigliava, perciò, un po’ troppo ad una variante “democratica” della Camera dei Fasci e delle Corporazioni che vi era stata insediata dal regime da poco rovesciato e bandito.
Ricordo che quell’aula che l’arroganza provocatoria di Mussolini aveva definito “sorda e grigia” e che, in realtà non è un capolavoro di buon gusto, mi apparve come un tempio, un luogo sacro alle libertà che avevo viste sprezzate e conculcate. E la mia presenza lì, consentitami da un biglietto per le tribune passate per più mani, la sentii come un pellegrinaggio laico.
Devo dire che altrettanta commozione non provai quando nel 1976 tornai in quell’aula da deputato (ero tornato da spettatore in tribuna quando era in corso l’Assemblea Costituente).
Credo che nessuno di quanti leggeranno queste righe riconoscerà in quella commozione di un ragazzo nel 1946 altro che un moto dell’animo ancora quasi adolescenziale. Ma, a parte il fatto che allora si poteva avere (e qualcosa io ne avevo) una esperienza ed una storia personale anche ad un’età considerata “immatura”, quella sensazione della sacralità del Parlamento e della sua stessa sede non era affatto da ritenersi puerile o propria di persone facilmente portate all’emozione.
Benedetto Croce, che non era un “credente”, riconoscendosi nel Cristianesimo solo come in una delle componenti essenziali della nostra storia (di qui il suo “Perché non possiamo non dirci cristiani”) disse nel suo discorso di apertura della Costituente che in quel momento l’animo dei Costituenti, di fronte al compito ad essi assegnato dalla storia, dovesse levarsi ad una invocazione, quella della frase liturgica “Veni creator spiritus”.
Se vado oggi rovistando nel mio passato e riflettendo su quegli eventi della storia di cui sono stato testimone, è perché la legislatura inaugurata nei giorni scorsi ed il contesto e l’atmosfera stessa della nostra vita odierna, segnano l’opposto, il fondo del pozzo (e sperabile) non tanto e non solo della disgregazione di partiti e, benché nessuno voglia ammetterlo, di istituzioni, e non solo come ipotetici “templi della libertà”, ma della stessa concezione della vita pubblica come contesto in cui emozioni profonde, senso della “società civile”, ideali ed idee e dedizione ad esse di vita di giovani e di anziani sembrano addirittura inconcepibili, magari false o risibili.
Giorni fa il Segretario della C.E.I., ha commentato l’esito delle elezioni italiane, rilevando che per la prima volta in Parlamento non esiste una rappresentanza che si qualifichi cattolica.
La considerazione è in verità meno significativa e tempestiva di quanto sembri perché è stato proprio l’abuso della qualifica di partiti cristiano e cattolico di quella che fu la D.C. e poi del gruppo che con varia denominazione volle presentarsi come suo erede, a dare il colpo più grave alla struttura ideologica della costituzione dei partiti ed a rendere vaga ed inconsistente la qualificazione ideologica che essi si davano. Per troppo lungo tempo il partito della Democrazia Cristiana non fu che un camuffamento di un partito neotemporalista, appoggiato e reso potente dalla struttura organizzativa della Chiesa Cattolica. Quando, dopo il referendum sul divorzio e dopo la progressiva “internazionalizzazione” del papato, venne meno il carattere neotemporalista, la qualificazione “cristiana” non ebbe più reale valore.
Contemporaneamente o quasi, si spensero le luci della ideologica comunista. Lo spegnimento di quella socialista fu invece traumatico, operato secondo la strategia che il Partito Comunista Sovietico aveva imposto ai “confratelli europei”.
Ma non è qui ed ora il caso di soffermarsi sulla storia della fine delle ideologie come forze portanti dei partiti italiani.
Certo è che, dopo “Mani Pulite” una differenziazione ideologica non esiste più e la stessa fantasia nella ricerca di nuove denominazioni conferma che le divisioni in fazioni contrapposte (in realtà non è neppure esatto parlare di contrapposizione) è più o meno casuale. Senza ideologie e senza ideali. E poi, inevitabilmente senza idee coerenti.
E’ inutile dire, quindi che l’appartenenza a siffatti partiti non può essere, a sua volta che casuale o di convenienza contingente. E che parlare di passione per la politica in tale situazione è poco meno che risibile.
Che l’”antipolitica” e la politica più rozza e corrotta si diffonda e diventi “normale” è in certa misura inevitabile.
Una politica senza ideali e senza passioni non sa essere figlia e momento della storia né espressione di una cultura.
E attira più gli ignoranti che le persone colte, mentre favorisce, al più, la nascita e la crescita di corporazioni di tecnocrati nonché di “signori della legge” (magistrati come partito).
Abbiamo parlato, poc’anzi, della scomparsa dei partiti “ideologici” comunista, socialista e cattolico.
Quanto al Partito Liberale esso era stato già marginalizzato e schiacciato proprio dalla tenaglia cattocomunista. Paradossalmente di esso ne è forse rimasto qualcosa più degli altri partiti. Confusa un’idea liberale, con le “regole del giuoco” che i suoi nemici hanno accettato o finto di accettare per fare la loro politica illiberale e di demonizzazione di quanti il liberalismo ci ha dato ed ha dato alle formazioni di questa società è ciò che ne rimane.
Talvolta si ha la sensazione che la distruzione del partito, delle idee e delle culture liberali, essendo compito politico di altre forze che ha contraddistinto un’epoca, sia stata meno integrale e profonda della distruzione per consunzione delle ideologie dei suoi carnefici. Può darsi che ciò sia anche più vero e rilevante di quanto possa apparire.
E può darsi che proprio in questo le future generazioni possano sperare.
Mauro Mellini
26.03.2018