Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

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mercoledì 9 settembre 2015

"Non ci sarà nessun gay pride nella mia Venezia". Firma per sbugiardarlo.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro
Ha vietato i libri gay. 
Sta cercando di vietare il Pride.
Il sindaco anti-gay di Venezia è sempre più fuori controllo.

Firma la petizione per 

reagire.
SIGN


 Costui sta cercando di riportare indietro l'orologio sulla parità e l'unico modo per fermarlo è quello di mostrare che sta umiliando la sua città a livello internazionale.

Sabato  a Venezia ci sarà una manifestazione di protesta contro il sindaco anti-gay.

Se costruiamo una grande petizione prima di allora,  si rafforzerà la copertura mediatica della protesta e  potremo obbligare il sindaco a fare marcia indietro. 

Si chiede che ripristini i libri pro-parità e che si scusi di aver cercato di vietare il Pride:

go.allout.org/en/a/venice-mayor

mercoledì 11 dicembre 2013

AMORE CIVILE è - ancora - una priorità

 Era il 1 marzo 2008  quando la neocostituita Associazione radicale Certi Diritti nel suo I° Congresso ha approvato il  Manifesto che segue.
 Siamo ormai al termine dell'anno 2013, ovvero son passati da allora 5 anni. 
Vi chiedo di leggere e di riflettere su cosa sia o no stato modificato rispetto a quanto in esso viene denunciato. 
 Chiedo a tutti i cittadin** che HANNO INTELLETTO D'AMORE  di attivarsi senza indugio singolarmente e collettivamente per rendere pienamente operativa la Costituzione della Repubblica, rimovendo gli ostacoli che impediscono di attuarne i principi e la Legge, e proseguire in tale azione non ulteriormente procrastinabile con tutti i metodi nonviolenti disponibili fino al perseguimento pieno e paritario di tali diritti inalienabili

 Alba Montori

Noi sottoscritti,

• Riteniamo che l'amore tra due persone sia un'esperienza fondamentale e caratterizzante della vita di tutti i cittadini al di là di qualsiasi morale o religione. Per questo motivo rivendichiamo un "Amore civile", che sia posto al centro di leggi che tutelino e garantiscano le istanze e i diritti delle persone che vivono oggi una identità di genere e un orientamento sessuale soggette a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche.

• Consideriamo la libera espressione della personalità in base al genere, all'identità, ai comportamenti e alle scelte sessuali una condizione essenziale che ciascun Paese dell'Unione Europea laica e democratica deve garantire, impedendo ogni forma di discriminazione.

• Siamo consapevoli della rilevanza che i principi di uguaglianza e pari dignità sociale, sanciti dalla Costituzione Italiana, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea e dalle Convenzioni internazionali hanno per il libero e pieno sviluppo delle persone.

Denunciamo la gravità della situazione italiana:

• In Italia si perpetuano discriminazioni e compressioni dei diritti umani e civili fondate sull'identità di genere e sull'orientamento sessuale che compromettono il diritto ad una piena cittadinanza, da parte di chi tali discriminazioni subisce, giacché ai doveri non corrispondono le necessarie tutele da parte dell'ordinamento statuale;

• La sfera affettiva è quella dove le discriminazioni si fanno evidenti e odiose: pur in assenza di un divieto espresso, di fatto in Italia viene impedito l'accesso all'istituto matrimoniale per le coppie formate da persone dello stesso sesso, l'accesso, per le stesse, all'adozione e alla fecondazione medicalmente assistita, oltre che alcune forti limitazioni nel godimento dei diritti genitoriali;

• Non esistono istituti giuridici che riconoscano e tutelino ufficialmente forme di unione familiare diverse da quella fondata sul matrimonio;

• Nonostante i richiami delle istituzioni europee, l'Italia non ha ancora adottato una legislazione in materia di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza omofobica e transfobica.

Il Congresso dell'Associazione, ritiene dunque urgente:

• promuovere forme di lotta non violenta per stimolare un dibattito all'interno del nostro Paese sulla necessità di rimuovere ogni forma di discriminazione, sostenendo tutte le iniziative politiche, sociali e culturali che rafforzino la coscienza civile e politica sui temi dei diritti civili;

• creare una rete di informazione per la divulgazione a tutti i livelli delle proposte legislative e dei processi giudiziari per il riconoscimento di nuovi diritti;

• cercare collaborazioni con le realtà che operano per il riconoscimento e l'affermazione dei diritti delle persone che vivono una identità di genere e un orientamento sessuale soggette a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche, per consolidare e appoggiare gli obiettivi comuni, condividendo con gli stessi soggetti aspirazioni inclusive e laiche, fondate sulla parità dei diritti proprie di un'Europa che già esiste e che anche noi vogliamo.

Inoltre, impegna gli iscritti:

• a partecipare attivamente ai lavori della Conferenza Permanente per la riforma del Diritto di Famiglia con particolare attenzione alle tematiche lgbt (lesbiche, gay, bisessuali,transgender);

• a diffondere il Manifesto per l'eguaglianza dei diritti (www.matrimoniodirittogay.it) e forme di collaborazione con le associazioni lgbt;

• a collaborare strettamente con l'Avvocatura per i Diritti GLBT - "Rete Lenford", promuovendone e diffondendone l'attività, tesa a formare professionisti del settore nell'ottica di una cultura dell'azione legale in difesa e promozione dei diritti civili;

• a promuovere forme di collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni volte alla promozione della libertà di ricerca scientifica contro i dogmi, gli integralismi e i fanatismi ideologici e religiosi;

• a promuovere a Roma una giornata dedicata all'amore civile per il 12 maggio prossimo;

• a promuovere una azione collettiva di affermazione dei diritti di uguaglianza.

Dà mandato, infine, agli organi di rigenti di preparare proposte di legge sui temi che formano il centro dell'iniziativa dell'Associazione, da proporre nella prossima legislatura e per una campagna di iniziativa popolare.

Roma, il 1 marzo 2008

venerdì 18 maggio 2012

Arcigay Trieste denuncia: omofobia istituzionale in Friuli

 dal sito  di Arcigay
" All’indomani dell’importante Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, dobbiamo purtroppo constatare che anche le istituzioni non sono immuni da posizioni omofobe. 
Il 17 maggio a Trieste il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica ha organizzato insieme al Gruppo Interistituzionale contro la violenza ai minori (di cui fanno parte tra gli altri il Comune di Trieste, l’Azienda per i Servizi Sanitari Triestina, l’Ospedale pediatrico Burlo Garofolo, il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Istruzione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia), un INCONTRO DI FORMAZIONE su OMOFOBIA: CONTESTI EDUCATIVI, SOCIO SANITARI E MONDO DEL LAVORO.
Tutti gli enti coinvolti hanno diffuso la notizia tra i propri dipendenti affinché potessero iscriversi e partecipare. E così è stato: 100 operatori (infermieri, psicologi, assistenti sociali, educatori, ginecologi,) hanno potuto seguire il corso e formarsi sui percorsi preventivi e di contrasto della violenza omofobica. Ma non c’era alcun insegnante! "
 [  continua  a leggere ]

Posso dispiacermi, indignarmi, ma non posso meravigliarmi del comportamento del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, dott.ssa Beltrame. La mia esperienza di 45 anni nella scuola Pubblica italiana a vario titolo  mi ha insegnato che lo zoccolo duro della mala/educazione prospera indisturbato proprio nella scuola, privata e confessionale o pubblica e "laica" che sia.  In particolare a partire dagli anni ottanta, poiché prima il livello educativo medio delle famiglie verso i propri figli in età scolare ignorava o stigmatizzava comunque ogni riferimento alla sessualità, o al genere
Questa mala-educazione, tollerata e anzi sempre più incrementata negli ultimi trent'anni troppo spesso da insegnanti e dirigenti scolastici nell'acquiescenza generale, porta i giovani ad alimentare ed esprimere fin da giovani violenza, odio discriminatorio, attraverso ciò che chiamiamo volgarmente comportamenti bullisti. Ma tale mala-educazione, già coltivata dall'ignoranza nella famiglia, si è venuta sempre più alimentando e per così dire perfezionando attraverso i messaggi dis-educativi di tanti, troppi docenti  di entrambi i sessi, magari falsamente progressisti, ma affetti da maschismo e sessismo,  a cominciare da quelli di religione cattolica, i quali così continuano a trasmettere come un virus il pregiudizio e l'odio di cui sono portatori.
 Docenti e organi scolastici sono divenuti di fatto negli ultimi trent'anni i responsabili di una operazione sempre più  DIS-educativa che tende a diventare pericolosa non solo per le persone catalogate come diverse - gay/lesbiche o trans, stranieri, disabili - ma per l'intera società.  Ed essa disgraziatamente ha avuto il suo punto pressoché inamovibile di forza sia nel progressivo impoverimento qualitativo della  professionalità educativa media dei docenti, sia nella impossibilità tecnica di correggerne o sanzionarne l'operato.
 Ben ha fatto il "tecnico" Ministro della P.I. Profumo  a iniziare a scardinare tale pericolosa situazione con il suo appello/invito alla dirigenza della scuola a celebrare adeguatamente la Giornata Mondiale contro l'omofobia. Evento di portata storica nella storia della Repubblica.
 C'è da chiedersi cosa succederà a chi non si adeguerà.  Perchè non è accettabile che un educatore si adoperi per DIS-educare, per giunta contravvenebdo alle indicazioni governative...
Alba Montori

sabato 20 febbraio 2010

Amicus curiae - Ferrara, 26 febbraio 2010, ore 10.30


Il 23 marzo prossimo la Corte costituzionale dovrà stabilire se sia costituzionalmente legittimo vietare il matrimonio omosessuale.
All’attesa pronuncia – il cui esito farà in ogni caso discutere – è dedicato il tredicesimo appuntamento dei Seminari preventivi ferraresi di *Amicus curiae*, intitolato

“La società naturale e i suoi nemici. Sul paradigma eterosessuale del matrimonio”.

L’incontro – a cui parteciperanno studiosi e avvocati provenienti da tutta Italia – si svolgerà il 26 febbraio, con inizio alle ore 10.30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, in Corso Ercole d’Este n. 37.

Com’è ormai noto, le iniziative di *Amicus curiae*, organizzate dai costituzionalisti dell’Ateneo ferrarese, ogni anno si concentrano su una questione di legittimità pendente davanti alla Corte
costituzionale.

Gli atti del Seminario vengono quindi pubblicati dalla casa editrice Giappichelli e messi a disposizione dei giudici di Palazzo della Consulta prima della data fissata per la loro decisione.
Anche quest’anno l’affluenza al Seminario si preannuncia molto alta.

Per ogni informazione si veda il sito www.amicuscuriae.it.
Ringrazio Francesco Bilotta per il suo lavoro !

mercoledì 27 gennaio 2010

Nel GIORNO DELLA MEMORIA 2010 molto c'è ancora da fare perchè una parte della popolazione non sia più discriminata

ALLE ASSOCIAZIONI LGBT ITALIANE E A TUTTE LE ASSOCIAZIONI E PERSONE IMPEGNATE PER L'AFFERMAZIONE DEI DIRITTI CIVILI IN ITALIA

Leggete questo manifesto.Diffondetelo, fatelo leggere.
Se lo condividete sono certa che aderirete.

Abbiamo bisogno dell'appoggio dei cosiddetti "etero" di buona volontà che non vogliono privilegi ma diritti uguali per tutti.
Grazie
alba


-------iscrivetevi inviando una mail a silovoglio@googlegroups.com
oppure su Facebook

Care amiche e cari amici,
i tempi sono maturi per proporvi la creazione di un fronte comune a favore del riconoscimento del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Come sapete, con l’iniziativa denominata Affermazione Civile, cui hanno giá aderito alcune decine di coraggiose e responsabili coppie italiane, alcune associazioni hanno messo al centro della loro azione politica questa richiesta.
Pur essendo consapevoli che essa non esaurisce l’elenco delle richieste di uguaglianza e pari opportunità della comunità e delle persone LGBT italiane, riteniamo che la battaglia per il riconoscimento del diritto al matrimonio rappresenti un importante strumento per la crescita sociale e culturale del nostro Paese, e non solo l’ottenimento di un diritto negato.
Questa battaglia rappresenta, infatti, un potentissimo strumento di dibattito e riforma del modello sociale e familiare che nel nostro Paese appare come intoccabile, e che rappresenta, insieme al tabù della omogenitorialità e della transessualità autentica, l’ostacolo più grande alla piena ed effettiva parità - morale e culturale, prima ancora che giuridica.
Affermazione Civile ha già raggiunto alcuni, limitati ma significativi, traguardi: quattro sentenze di rinvio all’esame della Corte Costituzionale delle questioni sollevate dagli Avvocati della Rete Lenford di fronte ai Tribunali; e le dichiarazioni di alcuni Sindaci, segnatamente quelli di Torino e Bologna, che stanno rompendo il fronte della negazione e dell’omertà sull’assenza di tutele per le coppie di persone dello stesso sesso.
Portare il dibattito sul diritto al matrimonio fuori le mura di Tribunali e Istituzioni é un compito importante e impegnativo, e il prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale é un’occasione unica e difficilmente ripetibile. Le stesse associazioni promotrici di Affermazione Civile, l’Associazione Radicale Certi Diritti e l’Avvocatura per i diritti LGBT - Rete Lenford, sono coscienti che se questo compito rimarrá limitato alle loro energie e possibilitá, si sará trattato di un’occasione perduta.
E’ giunto il momento di fare il salto di qualità: dobbiamo attrezzarci per i prossimi mesi e per il prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale, affinché nessuna delle prossime opportunità di parlare all’Italia e alla sua classe dirigente su questo tema venga sprecata.
Per fare questo sono necessarie risorse umane ed economiche consistenti, che vanno molto al di là delle forze di ogni singola organizzazione.
Ecco perché vi proponiamo la costituzione di un Comitato nazionale, che raccolga tutte le realtà e le singole persone che in Italia credono in questo obiettivo e che vogliono impegnarsi per raggiungerlo.
Un Comitato che lavori in assoluta trasparenza per unire paritariamente tutte e tutti coloro che credono in questa battaglia, offrendo uno strumento di lavoro che vada oltre le singole bandiere di ciascuna delle nostre associazioni. E che sappia svolgere quella funzione di continuo stimolo e promozione, che furono la missione vincente della Lega Italiana per il Divorzio e della Lega Obiettori di Coscienza, nei primi anni di lotta per la legge sul divorzio e il riconoscimento dell’obiezione di coscienza.
Vi proponiamo, quindi, una prima bozza di Statuto che ha come unici vincoli quelli previsti dalla normativa nazionale per la costituzione di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS).
Ritenetevi libere e liberi di proporre modifiche e integrazioni. Noi promotori dell’iniziativa, senza per questo arrogarci alcun merito o posizione di privilegio, vi contatteremo per parlarne, per confrontarci e per arrivare -veramente al più presto- alla costituzione del Comitato, con tutte e tutti coloro che ci staranno. Vi invitiamo intanto a rispondere a questo messaggio, speriamo, con urgenza ed entusiasmo, scrivendo all’indirizzo silovoglio@googlegroups.com

Il tempo é poco e le cose da fare tante, speriamo davvero che l’unione faccia la forza!

Enzo Cucco
Carlo D’Ippoliti
Gian Mario Felicetti

mercoledì 16 dicembre 2009

FIRENZE, MATRIMONI GAY: LA CORTE D'APPELLO SI RIVOLGE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

DICHIARAZIONE DI ANTONIO ROTELLI, PRESIDENTE DI AVVOCATURA PER I DIRITTI LGBT - RETE LENFORD

"La Corte d'appello di Firenze, in data 3 dicembre 2009, ha depositato un'ordinanza di remissione alla Corte costituzionale sul caso di una coppia di persone dello stesso sesso che si era vista rifiutare dal Comune di Firenze la richiesta di pubblicazioni matrimoniali.

Smentendo il Tribunale di primo grado - precisa Antonio Rotelli, presidente di Avvocatura per i diritti LGBT Rete Lenford - la Corte d'appello fiorentina ha affermato che il diritto di sposarsi è un diritto fondamentale, manifestazione della dignità umana e come tale riconosciuto dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea resa vincolante dal Trattato di Lisbona, in vigore dal primo dicembre scorso.
"Il progresso della sensibilità comune -si legge tra l'altro nell'ordinanza - ha ormai felicemente emancipato l'omosessualità dal ghetto dell'emarginazione, se non di aperta repressione, in cui ideologie autoritarie del passato l'avevano confinata, facendo comprendere e rispettare alla generalità dei consociati un modo di essere che risponde a moti insindacabili dell'animo umano.
Riconoscere dignità alle famiglie omosessuali - conclude l'avvocato Rotelli - è un passo fondamentale verso il rispetto dei singoli cittadini italiani gay e lesbiche, troppo spesso vittime di discriminazioni e violenze."

Avvocatura per i diritti LGBT - Rete Lenford che sostiene la difesa della coppia fiorentina, invita tutti le coppie omosessuali a presentare presso il loro Comune di residenza una richiesta di pubblicazioni matrimoniali per poterla impugnare dinanzi ai tribunali in caso di rifiuto.
www.retelenford.it