Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

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giovedì 28 gennaio 2010

SE BURQA DEV'ESSERE CHE SIA UGUALE PER TUTTI

http://www.libertiamo.it/2010/01/27/non-mettiamo-il-burqa-allislam/

La religione non c’entra, ma c’entra il rispetto della persona umana, di tutti, a cominciare dalle donne, che sono le uniche condannate dagli islamisti a cancellare la propria faccia pubblicamente, contrariamente agli uomini.
Perchè mai dovrebbe esser consentito che un “precetto religioso”possa contravvenire alle leggi di uno stato civile, l’Italia, o la Francia o l’UE ?
Per la Costituzione della Repubblica Italiana i diritti delle donne sono uguali a quelli degli uomini ( art.3) e a quanto mi risulta ci troviamo nella Repubblica Italiana, appartenente all’Unione europea.
Per non parlare della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ( inteso come persona umana), che anche se risalente alla metà del secolo scorso, mi risulta sia sempre valida per i paesi ONU.

La religione non c’entra un accidente coi vestiti.

Alba Montori

martedì 19 febbraio 2008

ATTENZIONE ATTENZIONE

IL SIT-IN NON C'E' PIU'....
... non sapremo mai come mai...
sul sito dei Giovani Socialisti tutto tace
menomale che l'UAAR,
invece,
ha avvisato....
..

domenica 3 febbraio 2008

settimana anticoncordataria

SETTIMANA ANTICONCORDATARIA 2008
8-18 febbraio 2008

Venerdì 8
ore 12, Sala degli Arazzi in Campidoglio.
Presentazione alla stampa dell’iniziativa Roma Reale, Roma Plurale.

Sabato 9
ore 14, Porta San Paolo.
Partecipazione alla manifestazione “NO VAT 2008” promossa da FacciamoBreccia: partenza del corteo dalla Piramide, arrivo a Campo de’ Fiori.
ore 16-21, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.

Domenica 10
Poggio Mirteto (RI).
Stand UAAR al Carnevalone Liberato.

ore 11-20, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.

Martedì 12
ore 18, Libreria Feltrinelli, via Vittorio Emanuele Orlando 78/81.
Darwin Day.
Incontro sul tema Evoluzionismo, cultura, religione, con presentazione del libro
Perché ci piace la musica: orecchio, emozione, evoluzione.
Interverranno: Silvia Bencivelli (autrice dell’opera), Mario De Caro (docente di filosofia, università Roma Tre) e Raffaele Carcano (segretario nazionale UAAR).

Mercoledì 13
ore 18, Libreria Rinascita, viale Agosta 36.
Incontro sulla laicità, con Gianluca Santilli (presidente del Consiglio Municipale Roma VI);
prof. Piergiorgio Donatelli e Francesco S. Paoletti ( Circolo UAAR di Roma).
Proiezione del video 2500 anni (e più) di libero pensiero.

Sabato 16
ore 16-20, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.

Domenica 17
ore 10-13:30, Campo de’ Fiori.
Commemorazione del 408° anniversario del rogo di Giordano Bruno.
ore 11-20, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.
ore 18-20, Libreria Croce, c.so Vittorio Emanuele II 156.
I FISICI, ATTO SECONDO.
Dopo la mancata visita del Papa all’università “La Sapienza” di Roma, tre fisici, Carlo Bernardini , Carlo Cosmelli e Andrea Frova, tornano sul palco per rispondere alle domande di Marco Cattaneo (direttore responsabile de Le Scienze) e del pubblico.
L’incontro è organizzato dall’UAAR e presentato dal segretario nazionale Raffaele Carcano.

Lunedì 18
ore 15, viale delle Belle Arti angolo viale Tiziano.
Partecipazione al “Sit-in contro il Concordato”, promosso dalla Federazione Giovanile Socialista romana, di fronte all’ambasciata d’Italia presso la S. Sede.
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Per informazioni: 06 45443949 - 346 0227998E-mail: roma@uaar.itSito Web: www.uaar.it/roma

lunedì 21 gennaio 2008

il papa e la sapienza ... la storia continua

La presente è un invito ad aderire alla raccolta di firme a sostegno dei 67 docenti di Fisica dell'Università di Roma.
Non lasciamoli soli e firmiamo l'Appello che segue:

SETTIMANA ANTICONCORDATARIA: programma

8 FEBBRAIO (ore 12,00)

- CAMPIDOGLIO (Sala degli Arazzi)

Presentazione alla stampa dell’iniziativa Roma Reale, Roma Plurale

9 FEBBRAIO (ore 14,00)

- adesione alla manifestazione NO VAT 2008 promossa da FACCIAMOBRECCIA (clicca qui per andare al sito) : partenza del corteo da PIRAMIDE (P.zzale Ostiense), arrivo a Campo De Fiori

- stand UAAR a Campo de Fiori dalle ore 16,00 alle ore 21,00

10 FEBBRAIO

- Stand UAAR al CARNEVALONE LIBERATO DI POGGIO MIRTETO (prov. di Rieti)

- stand UAAR a Campo de Fiori (in Roma) dalle ore 11,00 alle ore 20,00

12 FEBBRAIO (h 18.00)

- DARWIN DAY presso la libreria FELTRINELLI di Via Vittorio Emanuele Orlando 78/81

13 FEBBRAIO (ore 18,00)

- libreria RINASCITA di Viale Agosta 36 (Roma): incontro sulla laicità con Gianluca Santilli (Presidente del Consiglio del Municipio VI), con il Prof. Piergiorgio Donatelli e Francesco Paoletti (Circolo UAAR di Roma)

-proiezione del video 2500 ANNI DI LIBERO PENSIERO

16 FEBBRAIO

- stand UAAR a Campo de Fiori dalle ore 16,00 alle ore 20,00

17 FEBBRAIO

- Commemorazione dell'anniversario del rogo di Giordano Bruno in Campo De Fiori (h 10,00 - 13,30)

- stand UAAR a Campo de Fiori (in Roma) dalle ore 11,00 alle ore 20,00

- "Inquisizione : la storia e gli studi"

Incontro presso l'antica libreria CROCE di Corso Vittorio Emanulele II, 156 (h 18.00 - 20.00)

18 FEBBRAIO (ore 15,00)

- adesione al "SIT IN contro il Concordato" promosso dalla FGS Roma in Viale delle Belle Arti di fronte all'ambasciata italiana presso la S. Sede

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Per informazioni : 06 45443949 - 346 0227998 - roma@uaar.it - www.uaar.it/roma

mercoledì 21 novembre 2007

Manifesto delle donne di FB per la manifestazione del 24 novembre

Un solo paese extracomunitario rappresenta, nella sua totalità, un pericoloso nemico per tutte le donne: il Vaticano.

Con le sue battaglie patriarcali contro l'autodeterminazione e i diritti delle donne e delle lesbiche in tutto il mondo; con le sue incontenibili ingerenze nei confronti del governo italiano, sempre prono ai diktat papali; con il suo continuo ribadire l'indissolubilità e centralità della famiglia, luogo primario della violenza contro donne e contro bambine/i; con le sue posizioni sempre più integraliste (e filo-fasciste), il Vaticano sta cercando di affossare il percorso di liberazione intrapreso dalle donne e dalle lesbiche in tutti i continenti, allo stesso tempo ridimensiona o nasconde la realtà degli stupri di donne e bambini/e da parte dei preti.

Il governo Prodi, incapace di qualunque scelta dignitosa di sinistra, si fa esecutore delle imposizioni papali in tema di diritti di tutte/i e nella difesa dei privilegi vaticani.
Allo stesso tempo usa i corpi delle donne violati e massacrati dalla violenza maschile per legittimare una repressione di stato che è l'esatta riproposizione di quella violenza: ridurci tutte al ruolo di vittime bisognose di protezione, giustificare derive securitarie e fasciste, legittimare la logica razzista delle deportazioni di massa di donne e uomini migranti.

Non ci lasciamo abbindolare dall'ipocrisia criminale di chi parla di sicurezza delle donne, mentre combatte guerre nelle quali le donne sono le prime vittime: stuprate, ammazzate dai bombardamenti umanitari, massacrate dagli occupanti e dagli occupati.

Aderiamo al corteo del 24 novembre "Contro la violenza maschile sulle donne" anche per testimoniare la nostra volontà di non essere complici della degenerazione sociale e politica in cui vorrebbero trascinarci.

Più autodeterminazione, meno Vaticano!

Le compagne del coordinamento Facciamo Breccia
http://www.facciamobreccia.org

giovedì 27 settembre 2007

togliere i privilegi alla Chiesa Cattolica ?

Campagna di Axteismo per togliere i privilegi alla Chiesa Cattolica

Lo Stato Italiano discrimina i cittadini: Segnalazione alle commissioni d’Europa


Segnalazione alla Commissione Europea e al Consiglio d’Europa

di atti e comportamenti discriminatori posti in essere dallo Stato Italiano. Migliaia di lettere inviate alle Commissioni d’Europa. Chiesto l’intervento di Bruxelles e Strasburgo.

Roma -

Basta coi privilegi politici ed economici dati dallo Stato Italiano a mani piene alla Chiesa Cattolica-Stato Vaticano. Basta, è ora di finirla. Quattro volte basta.

commenta Ennio Montesi, scrittore e fondatore di Axteismo, movimento internazionale di libero pensiero http://nochiesa.blogspot.com


Considerato che i ‘Pappamentari’ di Montecitorio e dintorni, tranne rare eccezioni, non muovono un dito a difesa dei cittadini e a salvaguardia della laicità dello Stato, abbiamo deciso di agire da soli, come liberi cittadini, rivolgendoci direttamente alla Commissione Europea e al Consiglio d’Europa.

Sono privilegi insopportabili che discriminano i cittadini di altre religioni, gli atei e gli agnostici”.


E’ partita una grande campagna di informazione che sta investendo le Commissioni di inchiesta e di vigilanza internazionali di Bruxelles e di Strasburgo.


Privilegio 1: il solo simbolo del “Crocifisso” viene affisso in Italia in tutti i Tribunali, negli Ospedali pubblici, nelle Scuole pubbliche di qualsiasi grado, nelle Amministrazioni Pubbliche, sia centrali che periferiche, come Comuni, Province, Prefetture. Perché gli altri simboli religiosi e i simboli atei non possono essere affissi negli stessi luoghi accanto al Crocifisso?


Privilegio 2: nelle Scuole Pubbliche materne (bambini dai 3 ai 5 anni), elementari (dai 6 ai 10 anni), medie (dagli 11 ai 13 anni) e superiori (dai 14 ai 18 anni), viene insegnata la sola religione “cattolica” mentre le altre religioni e l’ateismo non vengono insegnati.


Privilegio 3: alla Chiesa Cattolica-Stato Vaticano, attraverso il prelievo coatto dell’8 x 1000 dalle entrate fiscali, viene accordato un privilegio economico che ammonta, attualmente, a circa 2.000 (duemila) milioni di euro: alle associazioni degli atei e degli agnostici e alla maggior parte delle altre confessioni religiose (salvo l’ebraica, la valdese, i testimoni di geova) è stato espressamente negato lo stesso diritto.


Privilegio 4: la Chiesa Cattolica e lo Stato Vaticano beneficiano di esenzioni fiscali relative alla tassa dell’ICI per gli immobili e di altre esenzioni, anche relative al pagamento di somministrazione di beni e servizi che tutti gli italiani, invece, sono costretti a pagare.


La cosa è semplice e pratica: è stata preparata la ‘Lettera Bastaprivilegichiesacattolica’ che illustra privilegi e dettagli.

Ogni cittadino è sufficiente che stampi due copie della lettera, metta i propri dati, firmi e spedisca la lettera in busta chiusa agli indirizzi.


Niente email per questa campagna, ma lettere cartacee tradizionali che saranno protocollate e inoltrate alle varie commissioni internazionali.


Abbiamo elencato solo quattro punti di privilegi” sottolinea Montesi, “anche se sono molti di più ma, per ora, ci accontentiamo che vengano eliminati questi quattro vergognosi. Inutile perdere tempo aspettandoci sostegno dalla casta della politica impegnata a tenersi forte dalla storica onda Anti-tumorale Grillo, il Beppe Garibaldi d’Italia.

Noi cittadini possiamo scavalcare da soli la chiavica del ‘Pappamento’ italiano affidando la situazione alle varie commissioni internazionali.

I cittadini sono sovrani e non sudditi dello Stato Italiano e non possono essere costretti con l’arroganza e la violenza a sopportare e subire le imposizioni elencate.

Lo Stato Italiano concede alla Chiesa Cattolica-Stato Vaticano privilegi discriminando e ledendo i diritti di tutti i cittadini, diritti che sono inviolabili e sanciti dalla Costituzione Italiana e dalla Carta per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo. La situazione è insostenibile ed è opportuno che le Commissioni internazionali si attivino obbligando lo Stato Italiano a cancellare i privilegi discriminatori.


Chiunque può richiedere la ‘Lettera Bastaprivilegichiesacattolica PDF’ scrivendo a: axteismo@yahoo.it

La Lettera BASTAPRIVILEGICHIESACATTOLICA
è qui allegata in formato PDF già pronta.
Richiedi gratis la Lettera BASTAPRIVILEGICHIESACATTOLICA in formato PDF già pronta a: axteismo@yahoo.it

Interviste, commenti, conferenze pubbliche e altro tel. 3393188116

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

Diffusione:

Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

http://nochiesa.blogspot.com


Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni
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Dateci spazio in Tv per parlare e la Chiesa chiuderà bottega.
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Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

lunedì 17 settembre 2007

a proposito di preti pedofili...

da Radicali.it 15 sett 07
Prete pedofilo, scandalo a Ratisbona
• da Il Messaggero del 14 settembre 2007, pag. 21
di Walter Rahue

Cosa sapeva il vescovo? Perché non ha infor­mato i cittadini di Riekofen che nella loro parrocchia lavo­rava un parroco già condan­nato in precedenza per reati di pedofilia? Perché ha snobbato per­fino una di­rettiva dell' episcopato te­desco per­mettendo ad un prete con un simile pas­sato di torna­re ad esercitare la sua missione pastorale a contatto con bambini ed ado­lescenti?

Domande che al più tardi dal 31 agosto stanno letteral­mente sconvolgendo la catto­licissima diocesi di Ratisbo­na, l'antica città bavarese pa­tria adottiva di Papa Benedet­to XVI (per lunghi anni fu professore di Dogmatica all'Università) e di suo fratello Georg.

Cosa è accaduto?
Lo scor­so 31 agosto la polizia tedesca arresta il prete della parroc­chia di San Giovanni di Riekofen, un borgo di 800 anime non lontano da Rati­sbona, con l'accusa di abuso sessuale su di "almeno" un ragazzo minorenne. Le vio­lenze di Peter K. (39 anni), questo il nome dell'arrestato, si sarebbero protratte per di­versi mesi, forse anni, e sono venute a galla solo dopo che il padre di un altro giovane abu­sato sessualmente dallo stes­so prete nel lontano 1999 a Viechtach (altro borgo bava­rese) ha deciso di mettere in guardia le famiglie di Rieko­fen inviando loro una lettera.

Nel 2000 Peter K. era già stato condannato ad una pe­na di un anno con la condizio­nale e ad una multa di allora 5.000 marchi per molestie ses­suali nei confronti di un suo alunno di catechismo.
Tre anni più tardi il vescovo di Ratisbona Gerhard Ludwig Mueller decide ugualmen­te di mandare nella piccola parrocchia di Riekofen il pre­te condannato per pedofilia e «guarito» nel frattempo, al­meno secondo un attestato psichiatrico, dalle sue inclinazioni pedofile. Nessuno però informa le famiglie del picco­lo centro bavarese dei trascor­si penali del prete e nessuno all'interno della diocesi di Ra­tisbona si prende la briga ne­gli anni che seguono di tener­lo almeno sotto sorveglianza: Peter K., così raccontano oggi gli abitanti esterefatti di Riekofen, voleva in effetti confessare solo i maschietti della sua parrocchia, con loro organizzava gite e feste, scam­pagnate e pie nic. La perpe­tua proposta­gli dalla dio­cesi non l'ha accettata e ha preferito vivere da so­lo in parroc­chia.

Uno scan­dalo bello e buono, sostengono in Bavie­ra, dove, sindaco di Riekofen in testa, chiedono spiegazioni al vescovo che per anni, dico­no, avrebbe coperto il prete pedofilo e senza ancora chie­dere pienamente perdono ai suoi fedeli ammettendo gli errori e le omissioni nella sua diocesi. Col suo comporta­mento il vescovo non solo ha violato gli stessi regolamenti della chiesa tedesca, ma ha anche impedito che la verità venisse prima a galla e che genitori, parenti o insegnanti di Riekofen si accorgessero in tempo del rischio di molestie sessuali nei confronti dei loro bambini.

Il caso è particolarmente imbarazzante perché getta nuovi sospetti sulla Chiesa, su di una diocesi così cara e vicina all'attuale Pontefice, e su di un vescovo che ha appe­na finito di scrivere un libro sulla teologia di Papa Bene­detto.

lunedì 10 settembre 2007

a proposito di don Gelmini... santo sùbito?

DON GELMINI "IL SANTO VIVENTE"

ROMA-ADISTA.

Ha detto di essere vittima della "lobby ebraica-radical-chic" (ritrattando poi lo scivolone, costatogli una valanga di critiche e la rinuncia dell'avvocato Franco Coppi a difenderlo), della massoneria, dei gay, del laicismo radicale, della magistratura anticlericale.
*[forse qualcuno si ricorda quando i nazisti se la prendevano con la "lobby pluto-massone-ebraica" per giustificare (!) le loro persecuzioni razziali...ndr]

Ma la vicenda di don Pierino Gelmini,indagato dai pm di Terni per presunti abusi sessuali nei confronti di alcuni ragazzi della Comunità Incontro (ad accusarlo, diversi ex ospiti della struttura da lui fondata e diretta) parte da lontano.

La "vocazione" dei fratelli Gelmini Quella dei Gelmini è infatti una biografia lunga e con diverse zone d'ombra. Nato nel 1925 inprovincia di Milano, ha vissuto e studiato in Lombardia. Ma è stato ordinato prete nel 1949 lontano dalla sua zona di origine, nella diocesi di Grosseto. Circostanza curiosa, che le note biografiche riportate sul sito web della Comunità Incontro spiegano così: da Milano, Gelmini si presenta al vescovo di Grosseto, "diocesi bisognosa di clero", e "si prepara al sacerdozio "

A quell'epoca il vero "don Gelmini", quello famoso, non era lui, ma il fratello padre Eligio, esuberante frate minore che preferiva il cachemire al ruvido panno francescano, precursore di tante figure di preti mediatici e mondani che frequentano salotti, feste e studi televisivi.


Padre Eligio era confessore e assistente spirituale di vip e calciatori (era, tra l'altro, il "cappellano" del Milan, oltre che amico intimo di Gianni Rivera), l'unico prete al mondo a poter vantare di aver concesso un'intervistaal settimanale sexy Playboy, frequentatore di eventi mondani, nonché fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti «Mondo X» e del Telefono Amico.

Particolarmente dettagliata nel raccontare i primi anni di sacerdozio di don Pierino - che negli anni '60 diventa segretario del card. Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires fino al 1959, passato poi in forze alla Curia vaticana come Cancelliere di Santa Romana Chiesa -, la sezione del sito internet della "Comunità Incontro" dedicato alla biografia di Gelmini omette del tutto gli eventi che caratterizzano il periodo che va dalla metà degli anni sessanta al 1979.

Sono infatti gli anni in cui per don Pierino inizianoi problemi con la giustizia e le vicissitudini giudiziarie.



I primi guai giudiziari.

Già nel 1965 - racconta Marco Lillo in un articolo pubblicato dall'Espresso il 16/8 - un anno prima di darsi ai tossicodipendenti, il sacerdote aveva comprato la splendida tenuta di Caviggiolo con tanto di maniero e riserva di caccia a Barberino del Mugello, sull'Appennino toscano. I giornali dell'epoca raccontano che gli assegni per 200 milioni di lire (del 1965) consegnati alla Società Idrocarburi per l'acquisto erano scoperti e il tribunale inflisse tre mesi di galera a don Pierino.

Nel 1969 il prete acquista un'altra villa all'Infernetto, zona Casal Palocco, una delle più "in" dell'hinterland romano.

La biografia ufficiale di Gelmini si limita ad accennare all'abitazione definendola "una casa più "ampia" di quella dove don Pierino aveva sino ad allora vissuto. Per la precisione si trattava invece di una villa in cortina a due piani protetta da un largo muro di cinta con ringhiera di ferro battuto, un vasto giardino in cui era custodita una Jaguar, piscina, due cani, tre persone a servizio: un autista, una cuoca e una cameriera.

Insomma, se al fratello Eligio piaceva la bella vita, don Pierino non era da meno.

Ma il tenore di vita di don Pierino viene compromesso dalla magistratura: il 13 novembre 1969 i carabinieri lo arrestano nella sua abitazione (grande scalpore sui giornali dell'epoca suscitò la notizia che i carabinieri avevano trovato una Jaguar nel giardino di don Pierino) per emissione di assegni a vuoto, truffa e fallimento di una cooperativa di costruzioni collegata con le Acli di cui il sacerdote era tesoriere e che doveva costruire palazzine all'Eur.

Gelmini viene anche coinvolto in un inchiesta che riguarda la ditta di import-export tra Italia e Argentina che aveva costituito sfruttando - si disse - le buone entrature ottenute attraverso i servizi resi al card. Copello.

Nel 1970 il prete ripara quindi all'estero, nel Vietnam del Sud, dove fa amicizia con l'ex arcivescovo della cittadina di Huè, mons. Pierre Martin Ngo Danh Thuc, fratello di Jean Baptiste Ngo Danh Diem, dittatore del Vietnam del Sud, assassinato nel 1963, ormai caduto in disgrazia presso gli Stati Uniti.

Ma anche in Vietnam Gelmini ha grane con la giustizia: proprio dall'ex-arcivescovo di Hué, insieme a madame Nhu, vedova del fratello minore del presidente Diém e per anni sua first lady, viene denunciato per appropriazione indebita.

Nel 1971 torna in Italia. Ed entra in carcere.

Il processo a suo carico si era infatti concluso con la condanna a quattro anni, che don Pierino sconterà interamente.

Uscito di prigione - dopo aver trascorso un breve periodo di ritiro in Maremma per volontà delle autorità ecclesiastiche - nel 1976 don Gelmini torna in cella, ad Alessandria.
Insieme al fratello Eligio è infatti accusato di aver ricevuto una bustarella di 50 milioni da Vito Passera, imprenditore in difficoltà che puntava sui buoni uffici dei fratelli Gelmini per diventare console onorario della Somalia e ottenere facilitazioni nel commercio di burro tra gli Usa e il Paese africano.

Stavolta però in prigione don Pierino ci rimane poco tempo. Assieme al fratello, viene prosciolto dalle accuse e nel '77 è di nuovo nella sua villa romana a Casal Palocco.

Nel 1979 don Pierino, sulle orme del fratello (che nel 1974 era riuscito a farsi assegnare gratuitamente dal conte Lodovico Gallarati Scotti l'uso del suo castello di Cozzo Lomellina come sede del suo "Mondo X"), dà inizio al business antidroga



1979: nasce la holding della tossicodipendenza"Don Gelmini Spa", titola il 16 agosto l'Espresso, ricostruendo la nascita dell'impero economico del prete antidroga.

La prima comunità di recupero nasce ad Amelia, in provincia di Terni. Don Pierino si fa assegnare in comodato d'uso per 40 anni un frantoio abbandonato, il Mulino Silla, in una piccola valle chiamata delle Streghe, facendone la sede della sua nuova attività.

Nel 1988 sindaco di Amelia diviene il leader della Cgil Luciano Lama. E' lui a segnalare alla procura il fatto che a don Pierino i vincoli del piano regolatore stavano stretti e i piccoli casali abbandonati che andava acquisendo si trasformavano in enormi strutture senza le necessarie autorizzazioni.

"Alla fine - racconta l'Espresso - tutto fu sanato, grazie anche ai socialisti della giunta".

Così le proprietà immobiliari della Comunità Incontro hanno potuto estendersi senza sosta, al punto da comprendere, nella sola provincia di Terni, boschi, uliveti, vigneti e pascoli per una ventina di ettari, oltre a diversi fabbricati sparsi tra Cenciolello, Porchiano e la strada di Orvieto.

Oggi la Comunità di don Gelmini conta ufficialmente 164 sedi in Italia e 74 nel mondo.

Dati contestati però da Stefania Nardini in un articolo comparso su Gente d'Italia, quotidiano italiano delle Americhe.

La giornalista, che ha passato un periodo presso la Comunità Incontro, racconta di culto della personalità, di body guard armati di pistola, di macchinoni di lusso (un vizio antico), di disparità nel trattamento degli ospiti, ma anche di cifre gonfiate a beneficio della sua immagine pubblica:

"Si parla di 164 sedi residenziali in Italia - scrive la Nardini - e invece sono 64, di 180 gruppi d'appoggio che in realtà sono una ventina, di un turnover residenziale di 12 mila persone (turnover in cui sono comprese semplici richieste di informazioni), di 126.624 ingressi in comunità tra il 1990 e il 2002, mentre attualmente si registrano non più di 20 o 30 colloqui al mese, il che significa al massimo 360 ingressi all'anno, cifra che si riduce alla metà considerando coloro che rinunciano".
Anche sui cospicui introiti delle Comunità i numeri sono incerti: "La trasparenza amministrativa - racconta l'Espresso - non è mai stata una priorità della comunità.

Sul sito internet non c'è traccia del bilancio.
Bisogna andare alla Camera di commercio a Roma per scoprire che la Comunità Incontro, organizzazione non lucrativa a fini sociali, è presieduta da una sconosciuta: Umbertina Valeria Mosso, avvocato di 86 anni.
Il comitato direttivo è composto dalle persone più vicine a don Pierino,come Claudio Legramanti e Claudio Previtali e dal "don", che è il segretario generale, ma con ampi poteri di gestione".


La politica: un ritorno di "fiamma"

In ogni caso, il suo piccolo impero don Gelmini lo ha realizzato anche in virtù delle sue ottime entrature politiche, oltre che alle cospicue donazioni che il suo carisma ha saputo intercettare.

Solo in occasione della megafesta per gli 80 anni di don Pierino, nel 2005, Berlusconi dichiarò di volergli devolvere 10 miliardi delle vecchie lire.
Alla mega kermesse in onore del prete ottuagenario c'era anche un altro grande amico di Gelmini, l'allora ministro Maurizio Gasparri.

Insieme ad altri rappresentanti del governo, come Rocco Buttiglione e Pietro Lunardi, oltre a Gustavo Selva e ad una sfilza di sottosegretari. E ad un esponente della "Prima Repubblica", l'ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, da anni tra i volontari della "Comunità Incontro".

A tanta benevolenza da parte del leader e degli esponenti della Casa della Libertà, Gelmini ha sempre risposto con una indefessa militanza a destra, che -oltre ad intercettare verso Berlusconi il consenso di migliaia di visitatori ed ospiti (nonché delle loro famiglie) passati in comunità negli ultimi 30 anni - si è più volte caratterizzata con la presenza di Gelmini a manifestazioni politiche ed elettorali. Lo si è visto spesso con esponenti di An (lo scorso anno, in campagna elettorale, era a fianco del candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno).
Nel 2006 don Pierino fu uno dei maggiori sostenitori della nuova legge sulla droga che ha eliminato la differenza tra droghe leggere e pesanti.

"Grazie, Gianfranco, per la legge contro la droga, affido a voi di An il compito di difendere i principi cristiani", disse don Gelmini ai delegati di An presenti alla conferenza programmatica del partito, il 5 febbraio 2006.


Le accuse a don Gelmini: nella Chiesa, qualcuno sapeva

Le recenti accuse di molestie sessuali hanno - per la verità - qualche precedente negli anni d'oro della Comunità Incontro.

Come quando, il 23 novembre 1991, venne ritrovato morto sgozzato a Rimini Fabrizio Franciosi, cittadino di San Marino, anni prima ospite della Comunità del Mulino Silla.

Durante le indagini, il fratello della vittima raccontò che poco tempo prima di morire Fabrizio gli aveva raccontato di aver subito da don Gelmini abusi sessuali in una casetta nel parco della comunità.

Nel 2003 don Antonio Mazzi, animatore della comunità per tossicodipendenti Exodus, ricevette la lettera di un ragazzo che raccontava di aver subito molestie sessuali da parte di don Gelmini nel 1993, quando aveva trascorso un periodo di sei mesi ad Amelia. Poi il giovane si era trasferito in una struttura di don Mazzi, con il quale si era confidato ed aveva continuato a mantenere rapporti epistolari.

Ma Mazzi ha raccontato questi fatti solo nelle scorse settimane, quando il caso don Gelmini era già scoppiato. Sentito dal procuratore di Terni CarloMaria Scipio e del pm Barbara Mazzullo, Mazzi ha comunque ribadito punto per punto ciò che aveva già rivelato circa il contenuto della missiva.

Nel 2004, un libro di Marco Salvia, Mara come me, racconta la vita all'interno di una comunità di recupero di tossicodipendenti, delineata nei termini di un lager gestito da un prete bigotto e fanatico e da responsabili violenti.
La storia è romanzata, ma il 23 gennaio 2005 il quotidiano Il Manifesto pubblica una lettera con cui l'autore usciva allo scoperto, dichiarando che i fatti narrati nel libro erano reali e che dietro la figura di don Luigi, il padre-padrone della comunità, si celava don Pierino Gelmini.
E poi ci sono le accuse fatte da Bruno Zanin nel suo libro-autobiografia Nessuno dovrà saperlo, in cui afferma di aver subito abusi sessuali da Don Gelmini all'età di 13 anni
(il capitolo che parla dell'abuso è stato messo online dall'autore all'indirizzo internet: www.bispensiero.it/documents/DonGiustino.pdf).

Nel libro, Zanin, che è stato negli anni '90 collaboratore di Radio Vaticana, racconta anche di aver parlato degli abusi all'allora direttore dei programmi dell'emittente, p. Federico Lombardi (oggi direttore della Sala Stampa vaticana) ed a mons. Giovanni d'Ercole, religioso orionino, capo ufficio della sezione affari generali della segreteria di Stato del Vaticano, da sempre amico di don Pierino e da qualche mese direttore responsabile della rivista della comunità "Il Cammino" e dell'emittente Tele Umbria Viva, di cui Gelmini èproprietario.



Titoli e sottotitoli

Anche con la Chiesa cattolica i rapporti, a dispetto delle difese d'ufficio che oggi vengono fatte di don Pierino come dell'ennesimo prete vittima delle persecuzioni mediatiche e laiciste, sono piuttosto tesi.

Fin dal 1963, quando don Pierino iniziò a fregiarsi del titolo di monsignore, senza esserlo, il Vaticano ha iniziato a diffidarlo dall'utilizzare quel titolo e in seguito lo ha anche sospeso a divinis. Sospensione poi ritirata, ma il titolo tanto agognato non arrivava.

Nel 1988 Gelmini risolse allora il problema con un abile éscamotage: pur essendo un prete di rito latino, aderì ad una Chiesa cattolica di rito orientale, quella melkita, e si fece insignire del titolo di Esarca Mitrato della Chiesa cattolica greco-melkita. Titolo onorifico che non equivale certo a quello di vescovo. E nemmeno a quello di monsignore.

Nelle biografie "ufficiali" di don Gelmini però il titolo ottenuto dalla Chiesa melkita è messo in grande evidenza insieme ad un'altra lunghissima sequela di bizzarri riconoscimenti: da "maggiore garibaldino e primo cappellano della Legione Garibaldina" a "gran comandante dell'Ordine di Géorge Washington".
Non solo per la sua altisonanza, ma perché dà all'esuberante prete il diritto all'uso dell'anello, della mitra, della croce e del pastorale quando celebra la messa con rito greco (o avendo ottenuto dal Vaticano uno speciale permesso a celebrare con il doppio rito).

Ma a don Gelmini certe sottigliezze liturgiche vanno strette e la messa continua a celebrarla in rito romano, vestendo però i sontuosi paramenti greco-cattolici.

Una piccola rivincita con la gerarchia che tanto lo ha bistrattato don Pierino se l'è presa il 20 ottobre del 2000, quando Wojtyla ricevette in piazza San Pietro trentamila rappresentanti delle Comunità Incontro.

La benedizione del papa polacco non ha però migliorato i difficili rapporti con la Curia, che continua a non amarlo.

Recentemente, al card. Francesco Marchisano, presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, che gli ha chiesto di fare un passo indietro per meglio difendersi dalle accuse, don Pierino ha risposto: "Mi chiede di fare un passo indietro? Lo faccia lui in avanti, in un burrone".

" E comunque", ha tenuto a precisare don Pierino, "io non guido un'associazione religiosa, ma laica".

(valerio gigante).



FONTE ADISTA ROMA inviato su Gaya CsF news da Anna Maria Angelitti Gaya CsF

martedì 4 settembre 2007

Bagnasco, le tasse e l'UE

Il Vaticano per voce del sig. Bagnasco esprime indignazione e sconcerto e lancia alti lai di lesa santità, poichè l'UE vuole veder chiaro nelle esenzioni fiscali alle proprietà ecclesiastiche e nei conseguenti finanziamenti ( obbligatori), quindi tartassamenti, dei cittadini italiani.

Dalla newsletter di Ecumenici ho qui un riassuntino illuminante sull'argomento, che può anche spiegare a chi ancora non se n'è accorto come mai chi paga le tasse dovute sia un tantino scocciato che la finanza statale sia così avida con lui/lei e così poco coi preti e affini, anche se imprenditori....
alba


"Le religioni e i governi sanno meglio di chiunque altro che il loro potere ha per base assoluta la scuola! La chiesa ha consolidato il suo potere sull'ignoranza delle genti, sulla paura dell'ignoto e
della morte. Oggi che la cultura e l'istruzione sono alla portata di tutti cerca di egemonizzarla con la creazione di scuole e università private (clericali); in tutti i modi cerca di sopravvivere consapevole di essere alla fine, è come un drago ferito a morte che agita la coda, ma il progresso, la civiltà e la scienza saranno la loro pietra tombale."
Francisco Ferrer y Guardia


La Chiesa possiede il 20% del patrimonio immobiliare italiano.
Nel corso della passata legislatura le attività commerciali della Chiesa cattolica sono state esentate dal pagamento dell'Ici.
Ma anche la legislatura attuale ha fatto del suo meglio per mantenere l'esenzione e i privilegi!

Maurizio Turco, deputato della Rosa nel Pugno, ha presentato un emendamento nella legge finanziaria contro l'esenzione, che è stato votato in Parlamento.

A votare a favore dell'emendamento anti privilegi di Maurizio Turco solo 29 deputati mentre 435 hanno fotato contro.

La gran parte dello schieramento che aveva chiesto il provvedimento nella passata legislatura (Berlusconi), anche nella cosiddetta sinistra "radicale", nel governo Prodi si è omologata alla perpetuaziobe dei privilegi fiscali per le proprietà ecclesiastiche.
Tra gli altri hanno votato per la conservazione dei privilegi fiscali per le proprietà dei cattolici vaticani e contro l'emendamento Turco:

Khaled Fouad Allam, deputato musulmano dell'Unione, che ha spiegato così la sua scelta: «voterò contro questo emendamento per la pacifica convivenza tra cattolicesimo e islam ».

Contro l'emendamento di Maurizio Turco (la rosa nel pugno) ha votato anche Vladimir Luxuria di Rifondazione Comunista.

Solo a Roma gli enti religiosi che non pagano tasse in base al Concordato e dalle leggi successive sono (arrotondando il numeroper difetto visto che ne manca un reale censimento):

istituti di suore 400
parrocchie 300
scuole cattoliche 250
chiese non parr. 200
case generalizie 200
istituti religiosi 90
missioni 50
case di cura 55
collegi 43
monasteri 30
case di riposo 20
seminari 20
ospedali 18
conventi 16
oratori 13
confraternite 10
case procure 10
ospizi 6

TOTALE 1731 (da arrotondare a 2000 considerando il sommerso)

Da notare che fra i 2000 immobili sono ricompresi il vastissimo Ospedale Gemelli con annessa Università, nonché l'enorme complesso di Radio Vaticana attualmente sotto processo a
causa dei danni elettromagnetici provocati dalle sue antenne di Cesano.
Tenendo presente l'incidenza della popolazione di Roma in relazione al totale della popolazione italiana, abbiamo quindi stimato approssimativamente in circa 50.000 il numero degli
immobili ecclesiastici presenti in tutta Italia, cifra che è puramente indicativa ma che è certamente più vicina alla realtà della cifra data dal Ministero.

Da rilevare soprattutto che ciascun ente ecclesiastico può essere titolare di più immobili.
Pur essendo arduo calcolare esattamente gli stabili irregolari in base alla sentenza di Cassazione citata, anche perché molti non risultano neanche censiti dal catasto, si è stimata una cifra
sicuramente non lontana dalla realtà, di circa 30.000 stabili sparsi in tutta Italia, che hanno eluso illegittimamente l'ICI perché vi si esercitava un'attività commerciale.

Ebbene, l'ICI evasa dai 30.000 enti ecclesiastici che esercitavano ed esercitano anche altre attività di tipo commerciale o imprenditoriale risulterebbe di circa 2 miliardi e 400 milioni di euro, cifra media ottenuta moltiplicando gli 80.000 euro (richiesti da qualche Comune dopo la famigerata sentenza della Cassazione) per 130.000 stabili considerati.
Ma naturalmente non c'è soltanto l'ICI.
All'ICI bisognerebbe aggiungere l'ammontare dovuto per tutte le altre imposte evase legalmente, sia statali, che comunali (irpef, iva, imposta comunale incremento di valore aggiunto
ecc.) nonché per tutte le altre deduzioni benevolmente concesse ad enti ecclesiastici riconosciuti e non riconosciuti.
(Si precisa che in questo caso abbiamo tenuto conto della cifra di circa 40.000, inferiore a 50.000 che riguardava il numero degli immobili).
Certamente allora, la somma complessiva dell'evasione illegale e di quella legalizzata, considerando soltanto gli ultimi dieci anni, e per 4.000 euro ad istituto, non sarebbe inferiore a 3 miliardi e 600.000 milioni di euro (pari a circa 6000 miliardi di lire).

domenica 6 maggio 2007

"Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)"

Ricevo questo messaggio e lo faccio mio, con l'annesso estratto da Odifreddi

Personalmente penso che quando l'informazione è chiara, documentata,
aperta alle verifiche non possa dirsi contro-informazione ma semplice
(buona) informazione tout court; semmai, qualora consenta di mettere
in dubbio o di falsificare l'informazione ufficiale fallace, lacunosa,
fumosa, ecc., può essere considerata contro-propaganda, non per sua
volontà ma per gli effetti che dispiega.
Per questo motivo vi propongo un estratto da un libro molto valido che
ho appena terminato di leggere, e che consiglio vivamente, appunto, a
tutti gli uomini e le donne di buona "ragione".
Vi chiedo inoltre, nel caso lo riteniate opportuno, di farlo "girare
in rete".

Grazie

Davide B.

"I Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929 fruttarono alla Chiesa un
Trattato, una Convenzione finanziaria e un Concordato. Il Trattato
riconobbe la sovranità della Santa Sede e l'indipendenza dello Stato
della Città del Vaticano, e la Convenzione finanziaria elargì una
ricompensa per i <> subiti dopo la conquista di Roma
nel 1870 da parte dello Stato italiano.
Prima del 1929, infatti, i rapporti con la Santa sede erano regolati
dalla cosiddetta Legge delle Guarentigie del 1871, che non concedeva
alcun diritto territoriale: soltanto la disponibilità dei palazzi del
Vaticano e del Laterano, e della residenza estiva di Castel Gandolfo.
La legge istituì comunque unilateralmente una serie di privilegi per
il papa e il clero, tra i quali una donazione annuale di 3.225.000
lire dell'epoca (pari a una decina di milioni di euro di oggi)
[tabella di rivalutazione della lira dal 1861 al 2004, basata sui dati
dell'Istat].
La Santa Sede non rinunciò formalmente alla somma, ma non la incassò
mai per non accettare informalmente lo status quo stabilito dalla
legge. Nel 1929 il debito dello Stato italiano ammontava dunque, con
gli interessi, a 3.160.105.113 lire (oggi circa dieci miliardi di
euro). La Convenzione finanziaria, <del Sommo Pontefice>>, acconsentì a pagarne più o meno la metà: <<750
milioni in contanti e un miliardo in consolidato 5 per cento al
portatore>>.
Il Concordato vero e proprio, infine, stabilì che le candidature
vescovili dovevano essere sottoposte all'approvazione del governo
italiano, e che i vescovo nominati dovevano giurare fedeltà al regime:
l'unica eccezione era il Cardinale Vicario di Roma, come
rappresentante del papa. Quanto ai preti, essi non potevano far
politica, ma venivano esentati dal servizio militare e ricevevano una
prebenda chiamata <>.
Da parte sua, lo Stato acconsentì a rendere le leggi matrimoniali
conformi ai pregiudizi della Chiesa Cattolica: in particolare, a
proibire il divorzio, con disposizioni che rimasero anacronisticamente
in vigore fino al 1970. Quanto al Cattolicesimo, esso diventava
religione di Stato e doveva essere insegnato in tutte le scuole: un
insegnamento che rimane in vigore anche oggi, benché il Cattolicesimo
abbia cessato di essere religione di Stato nel 1984.
Il soddisfatto Pio XI iniziò fin da subito a pagare il suo debito nei
confronti del fascismo e già il 14 febbraio 1929, in un discorso
all'Università del Sacro Cuore, rilasciò a Mussolini la famosa patente
di < >:

Forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza ci ha
fatto incontare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola
liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, diciamo, e
tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come
feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi.

Quanto a Mussolini, nel suo discorso alla Camera del 5 maggio 1929
spiegò candidamente i motivi per cui un politico si allei col papa,
ieri come oggi:

Le idee religiose hanno ancora molto impero, più di quanto non si
creda da taluni filosofi. Esse possono rendere grande servizio
all'umanità. Essendo d'accordo col papa si domina ancora la coscienza
di 100 milioni [oggi un miliardo] di uomini.

Nel 1947 i Patti Lateranensi, lungi dall'essere abrogati dopo la
caduta del fascismo, furono annessi alla Costituzione repubblicana
tramite il famigerato articolo 7, grazie al tradimento di Palmiro
Togliatti. I comunisti votarono infatti a favore, insieme a
democristiani e qualunquisti, mentre socialisti, repubblicani e
azionisti votarono contro, e i liberali si divisero fra i due
schieramenti: fu il primo caso, anche se purtroppo non l'ultimo, degli
sciagurati compromessi antistorici che una sinistra <> ha
più volte regalato ai clericali, per il loro interesse e la sua
vergogna. Come degno ringraziamento a Togliatti, un decreto del
Sant'Uffizio del 1° luglio 1949 vietava ai cattolici, pena la
scomunica, di aderire a (o anche solo collaborare con) partiti o
movimenti di ispirazione comunista.
L'assurda situazione venutasi a creare con l'inserimento di un patto
catto-fascista, stipulato <> e
aperto da un richiamo allo Statuto Albertino del 1848, in una
Costituzione repubblicana che all'articolo 9 proclama l'uguaglianza di
tutte le confessioni davanti alla legge, è stato oggetto di esame nel
1971 da parte della Corte Costituzionale. Essa ha stabilito che i
Patti Lateranensi sono fonti atipiche dell'Ordinamento italiano, nel
senso che hanno meno forza delle disposizioni costituzionali, ma più
forza delle leggi ordinarie: sono infatti modificabili col mutuo
consenso di Stato e Chiesa, ma non sono sottoponibili al sindacato di
costituzionalità e non sono abrogabili per volontà popolare, né in
maniera referendaria, né attraverso una proposta di legge.
Dopo sette tentativi falliti, tra il 1967 e il 1983, il Concordato del
1929 è stato finalmente riveduto nel 1984 dal governo Craxi. E'
ovviamente caduto l'obbligo per i vescovi di giurare fedeltà allo
Stato, e anche quello di far politica per i preti. Il matrimonio
civile è stato svincolato da quello religioso, benché quest'ultimo
continui a mantenere validità civile anche senza una doppia cerimonia.
Il Cattolicesimo ha cessato di essere religione di Stato, ma ciò
nonostante l'articolo 9 stabilisce:

La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa
e tenendo conto che i principi del Cattolicesimo fanno parte del
patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel
quadro delle finalità della scuola, l'insegnamento della religione
cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.

Agli insegnanti di religione delle proprie scuole lo Stato richiede un
certificato di idoneità da parte dell'ordinario diocesano, ma non una
laurea: basta un diploma di magistero in scienze religiose rilasciato
da un istituto approvato dalla Santa Sede [Intesa tra il ministro
della Pubblica Istruzione e il presidente della Commissione Episcopale
Italiana, resa esecutiva con Decreto del Presidente della Repubblica
n°751 del 1985]. Ciò nonostante, il governo Berlusconi ha creato nel
2003 un organico di 15.507 posti che li immette in massa in ruolo, e
permette loro un successivo passaggio ad altre cattedre [Legge n°186
del 2003]: 9.222 sono stati assunti nel 2005 e 3.077 nel 2006, mentre
gli altri precari (regolarmente laureati) della scuola attendono da
anni l'assunzione a tempo indeterminato.
Per quanto riguarda il clero, la revisione del Concordato sostituisce
la congrua di sostentamento col finanziamento < > dell'8
per mille sul gettito dell'IRPEF. L'ammontare della cifra intascata
annualmente dal vaticano è di circa un miliardo di euro (2.000
miliardi di vecchie lire): una somma che non è affatto destinata a
opere di carità, come la pubblicità clericale cerca di far credere
ogni primavera, nel periodo della dichiarazione dei redditi.
Piuttosto, come ammettono le cifre ufficiali della CEI relative al
triennio 2002-2004, in media i fondi vengono destinati a interventi
caritativi soltanto per il 20 per cento, mentre al sostentamento del
clero va il 34 per cento e alle <> il 46 per cento.
Tra l'altro, il meccanismo del finanziamento è furbescamente
truffaldino. Solo un terzo degli italiani sceglie infatti a chi
devolvere l'8 per mille del proprio reddito: se allo Stato, alla
Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose. Ma l'articoo 37
della legge di attuazione [Legge n°222 del 1985] recita: <scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si
stabilisce in proporzione alle scelte espresse>>. E poiché, nella
minoranza che sceglie, la maggioranza opta a favore della Chiesa
Cattolica, questa ottiene la maggioranza (circa l'85%) dell'intero
gettito dell'8 per mille dell'IRPEF.
Al miliardo di euro dell'8 per mille dei contribuenti, va aggiunta
ogni anno una cifra dello stesso ordine di grandezza sborsata dal solo
Stato (senza contare regioni, province e comuni) nei modi più
disparati: nel 2004 [Secondo Rapporto sulla Laicità, in Critica
Liberale, vol. XIII, nn. 123-124, gennaio-febbraio 2006, pp. 31-33],
ad esempio, sono stati elargiti 478.000.000 di euro per gli stipendi
degli insegnanti di religione, 258.000.000 per i finanziamenti alle
scuole cattoliche, 44.000.000 per le cinque università cattoliche,
25.000.000 per la fornitura dei servizi idrici alla Città del
Vaticano, 20.000.000 per l'Università Campus Biomedico dell'Opus Dei,
19.000.000 per l'assunzione in ruolo degli insegnanti di religione,
18.000.000 per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche,
9.000.000 per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e
dei loro familiari, 9.000.000 per la ristrutturazione di edifici
religiosi, 8.000.000 per gli stipendi dei cappellani militari,
7.000.000 per il fondo di previdenza del clero, 5.000.000 per
l'Ospedale di Padre Pio a S.Giovanni Rotondo, 2.500.000 per il
finanziamento degli oratori, 2.000.000 per la costruzione di edifici
di culto, e così via.
Aggiungendo a tutto ciò una buona fetta del 1.500.0000.000 di euro di
finanziamenti pubblici alla sanità, molta della quale è gestita da
istituzioni cattoliche, si arriva facilmente ad una cifra complessiva
annua di almeno 3.000.000.000 di euro (circa 6.000.000.000. 000 di
lire). Ma non è finita, perché a queste riuscite uscite vanno aggiunte
le mancate entrate per lo Stato dovute a esenzioni fiscali di ogni
genere alla Chiesa, valutate attorno ad ulteriori 6.000.000.000 di
euro (12.000.000. 000.000 di lire) [Enti ecclesiastici: le cifre
dell'evasione fiscale, Ares-agenzia di ricerca economica e sociale,
Rapporto 7 settembre 2006]. Infatti, gli enti ecclesiastici sono
circa 59.000 e posseggono 90.000 immobili per vari scopi: oratori,
parrocchie, conventi, seminari, case generalizie, missioni, scuole,
collegi, istituti, case di cura ,ospizi, ospedali, ecc. Il loro valore
ammonta a non meno di 30.000.000.000 di euro, ma sono esenti dalle
imposte sui fabbricati, sui terreni, sulle compravendite, sul reddito
delle persone giuridiche e sul valore aggiunto (IVA).
Per capire l'entità di questa cifra complessiva enorme di
9.000.000.000 di euro (18.000.000. 000.000 di lire) basterà notare che
corrisponde a circa il 45% della manovra della Finanziaria del 2006
(20.000.000. 000): in altri termini, senza i privilegi economici della
Chiesa, lo Stato potrebbe fin da subito praticamente dimezzare le
tasse a tutti i suoi cittadini.
Ma non è finita perché bisogna ancora aggiungere le esenzioni fiscali
comunali: per es., dell'ICI, dato che gli enti ecclesiastici si
autocertificano come < >. A tal proposito, va notato
che una sentenza della Cassazione dell'8 marzo 2004 ha stabilito che
un centro di assistenza per bambini ed anziani gestito dalle suore del
Sacro Cuore dell'Aquila non andava esentata dall'imposta ICI, perché
aveva fatto pagare regolari rette ai suoi ospiti: per cui le suore
dovevano versare al Comune 70.000 euro di imposte arretrate. Poiché il
precedente esponeva la Chiesa Cattolica a simili rischi ovunque, i
governi Berlusconi e Prodi sono corsi ai ripari: il primo allegando un
temporaneo provvedimento alla Finanziaria per il 2006; e il secondo
approvando un provvedimento definitivo [Legge n°248 del 2006] che
garantisce l'esenzione dall'ICI agli enti <commerciali> >. Il che significa: a tutte le imprese commerciali che
hanno una cappella…
In questo modo, i Comuni perdono un gettito valutabile intorno ai
2.250.000.000 di euro annui. La Santa Sede possiede, infatti, un
enorme patrimonio immobiliare anche fuori della Città del Vaticano:
per es., il palazzo del Sant'Uffizio a piazza S.Pietro, il palazzo di
Propaganda Fide a piazza di Spagna, l'Università Gregoriana, il
Collegio Lombardo, la basilica di S.Francesco ad Assisi e di S.Antonio
a Padova, Villa Barberini a Castel Gandolfo, l'area di S.Maria di
Galeria che ospita Radio Vaticana (44 ettari), ecc. E questi sono solo
i gioielli di una multinazionale che, stando ad una stima recente
[Secondo Rapporto sulla Laicità, in Critica Liberale, vol. XIII, nn.
123-124, gennaio-febbraio 2006, pp. 52-57], nel 2003 disponeva,
soltanto in Italia, di: 504 seminari, 8779 scuole (6228 materne, 1280
elementari, 1136 secondarie, 135 universitarie o parauniversitarie) ,
6105 centri di assistenza (1853 case di cura, 1669 "centri di difesa
della vita e della famiglia", 729 orfanotrofi, 534 consultori
familiari, 399 nidi d'infanzia, 136 ambulatori e dispensari, 111
ospedali, più 674 di altro vario genere.
E' naturalmente ironico che, a possedere un tale tesoro, valutabile
globalmente in Italia in alcune centinaia di miliardi di euro, oltre a
non pagarci sopra nemmeno le tasse, siano proprio coloro che dicono di
ispirarsi agli insegnamenti di qualcuno che predicava: <poveri>> [Matteo, XVII, 24-27]".

Piergiorgio Odifreddi
"Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)"
Longanesi, 2007; € 14,60 (molto ben spesi)

Piergiorgio Odifreddi (1950) ha studiato matematica in Italia e in
Unione Sovietica, e insegna Logica c/o l'Università di Torino e la Cornell University.
ciò suddetto a beneficio di chi potrà così inanellare i vari luoghi comuni della giaculatoria:
----allora è comunista!
-----quindi è un mangiapreti!
------ è ateo e ce l'ha con la Chiesa
-------- è ovvio che dice cose non vere, animate da pregiudizi, ecc.

domenica 22 aprile 2007

da ALTEREDO l'opinedo

www.alteredo.org
L'opinedo

Teodem in autoanalisi
La replica più piccata arriva da Luigi Bobba. «Non vorrei esse considerato uno scolaretto a cui si danno lezioni di laicità dalla cattedra del cattolicesimo democratico», dice l´ex presidente delle Acli. «Non basta esibire i santini della laicità e della mediazione. Né mi interessa misurare l´indice di laicità con un metro che nessuno conosce», conclude Bobba.
Più pacato l´intervento della Binetti che rivendica: «Non credo di essere intollerante, e neppure mi piace essere tollerata. Mi piace sentirmi integrata, non integralista».
(tratto da un articolo di Silvio Buzzanca pubblicato su Repubblica di domenica 22 aprile 2007, a pagina 6)
Lo vedi che alla fine coi teodem si può pure andare d'accordo! Bobba ammette di non conoscere il metro di misura della laicità e la Binetti rinuncia all'utopica speranza di poter venire tollerata. È già un bel passo avanti… Vuoi vedere che questo Partito Democratico non è poi così male come lo dipingono?

Rimpiangendo la Breccia
Dal blog Clerofobia
Attraverso questo varco nelle mura di Roma, presso la celebre Porta Pia, i bersaglieri del Regio esercito italiano, il 20 settembre 1870 posero fine al potere temporale del Papa Pio IX. Successivamente i beni della chiesa furono confiscati da re Vittorio Emanuele II.
Oggigiorno abbiamo restituito tutti i beni alla chiesa con tanto di interessi, abbiamo la Repubblica e un Papa che la comanda a bacchetta... Continua a leggere

La Minchionata
Ultimissime dall'Uaar -
De Mita: "Politica e laicità devono confrontarsi con il senso del sacro". […]
La mattinata di Francesco Rutelli all´ultimo congresso del suo partito è fatta di precisazioni e ammonimenti. […] Ma tra gli esponenti del suo partito, oltre alla presunta disattenzione, serpeggiano perplessità.
Ciriaco De Mita, ammonito per il dilungarsi del suo intervento, implora qualche minuto in più: «Lasciatemi finire, potrebbe essere l'ultima volta che parliamo insieme… ». Leggi tutto

Cattosociali alla riscossa in Parlamento
Da Guido Allegrezza di Lampi di pensiero: Il 17 aprile alla Camera dei Deputati, in aula, si è svolta l'informativa urgente del Governo sulle iniziative assunte a seguito delle scritte ingiuriose e delle minacce nei confronti di monsignor Bagnasco, Presidente della Conferenza episcopale italiana, apparse in alcune città d'Italia. Continua a leggere su Lampi di pensiero

Frà Bertinotti
Da Giulio Cesare Vallocchia di NO GOD:
Bertinotti in ritiro spirituale. Prove di conversione? Leggi su Apcom

sabato 21 aprile 2007

Non è mai esistito un Gesù figlio di Giuseppe e Maria

Non è mai esistito un Gesù figlio di Giuseppe e Maria
di Giancarlo Tranfo

Da radio Vaticana:
La pseudo scoperta della “tomba di Gesù” è fanta-archeologia: così, il prof. Fabrizio Bisconti, segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra
Fonte testo e audio qui:
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=120495

Antefatto flash

L’amico Giancarlo Tranfo, attento studioso di cristologia, dopo aver letto e ascoltato le assurdità di Bisconti su radio Vaticana, si è sentito toccare il nervo scoperto della “non storicità di Cristo”, nervo sensibilissimo anche per tutti noi.
Tranfo, dopo avere sollevato il quesito e averlo posto a Bisconti, ci ha scritto (a Luigi Cascioli e a me) per farci partecipi di ventura dell’importante tema.
Eccomi pronto al fronte.
E’ ora che gli uomini con le gonne, del Vaticano, diano a tutti una risposta invece di fingere di non sentire.
Invitiamo chiunque a scrivere e telefonare loro affinchè ci diano la risposta che attendiamo.
In molti hanno telefonato in Vaticano (tel. 06698921) per chiedere spiegazioni senza ottenere nulla: una voce femminile, forse una suora novizia, ha detto, impassibile, di chiedere alla Cei al telefono: 06663981.
Abbiamo cambiato sportello. Sembra che siano loro, la Cei, i deputati a poter parlare e fornire prove dell’esistenza storica di Cristo. Magari facendoci passare al telefono il sig. Bagnasco (ma va bene chiunque di loro) forse potremmo avere l’agognata risposta.

Per chiamare gratis la Cei e il Vaticano tutti i giorni a tutte le ore basta usare il sistema gratis www.jajah.com . Il Vaticano dovrebbe dotarsi di un Numero Verde e di un Call center così da occuparsi dei clienti “soddisfatti-o-rimborsati” come fanno le altre multinazionali. Con tutti i miliardi di euro e di dollari di cui dispone il Vaticano, uno straccio di linea telefonica gratis potrebbe pure metterla!
Ma ora godiamoci il prezioso documento di Tranfo, da stampare e appendere al muro, una fosforescente pennellata di intelligenza nel mare buio dell’oscurantismo.
Ennio Montesi

Giancarlo Tranfo scrive a Bisconti
attraverso Radio Vaticana

Al prof. Fabrizio Bisconti
Il messaggio sotto è stato inviato a radio Vaticana agli indirizzi:
sic8@vatiradio.va
sic14@vatiradio.va
sic21@vatiradio.va
Da: Giancarlo Tranfo

Vi prego di inoltrare questa mia direttamente al prof. Fabrizio Bisconti, segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.
Egregio professore,
Ho letto l’intervista da lei rilasciata in merito alla scoperta definita di “fanta archeologia” della presunta tomba di Gesù di Nazaret.

Concordo pienamente con Lei sugli evidenti fini mediatici e sensazionalistici (con conseguente ritorno in termini commerciali) sia della notizia della scoperta (per altro non recente) che dell’annunciata realizzazione cinematografica di un documentario.

Innanzitutto, mi presento, non per sfoggiare titoli accademici che non ho, ma semplicemente per darle modo di cogliere il motivo e il senso di questa mia.
Mi chiamo Giancarlo Tranfo e sono l’autore di una ricerca storica (mi autorizza a definirla tale anche se la mia storia non collima con la sua?) o pseudo storica come lei preferisce, sul personaggio di Gesù di Nazaret e sulla nascita del cristianesimo
(il mio lavoro è consultabile al sito web www.yeshua.it ).
Per farle, poi, ben comprendere la portata dell’abisso ideologico posto tra me, studioso dilettante, e lei, stimato professore dai titoli roboanti, le accenno al percorso storico e culturale (scusi, pseudoculturale) che mi porta a ritenere “fantascientifica” la scoperta, esprimendo quindi un giudizio finale conforme al suo (quale onore…).

Partiamo dalla fine: la scoperta secondo me non è attendibile perché non è mai esistito un Gesù figlio di Giuseppe e Maria ma sono esistiti, semmai, combattenti messianisti, ai quali veniva riconosciuta dal popolo ebraico dignità profetica e regale, che, nel nome della legge mosaica, spesero la propria vita per combattere contro Roma e riscattare la propria libertà!
Uno di questi (che fu poi usato come controfigura storica nella costruzione del mito di Gesù di Nazaret, una volta ripulito dalla matrice storica giudaico eversiva), fu il figlio primogenito di Giuda il Galileo, discendente davidico e fondatore della setta degli zeloti.

A parlarci di Giuda e dei suoi figli è Flavio Giuseppe ed è grazie a lui che ci accorgiamo che i fratelli del “messia” ribelle avevano gli stessi identici nomi degli apostoli (strano…vero?).
Il resto del mito di Gesù di Nazaret, viene dall’assemblaggio (evidentissimo) della figura di questo “re che non regnò” con gli archetipi appartenenti agli antichi culti misterici (dallo zoroastrismo e dal mitraismo al culto di Iside/Osiride/Horus, dai misteri dionisiaci a quelli eleusini, dal culto di Soter a quello di Attis ecc. ecc.), con le filosofie spirituali di stampo ellenistico (Platone, Pitagora ecc.): il tutto calato in un “minestrone” sincretico conciliato in un “unicum” reso a tutti i costi armonico, coerente e credibile dall’impostazione letteralista della cultura farisaica di Paolo di Tarso, dal suo immaginario teosofico e dalla zelante opera di “costruzione mirata” e “demolizione censoria” di “tutto ciò che non quadrava” (leggi eresie) da parte dei ”padri della chiesa” nei primi secoli.

Abbandoniamo “la coda” del discorso e torniamo alla “testa”.

In passato ero un fervente cattolico con il pallino dello studio storico.

Anni fa, indignato per le blasfemie provenienti dall’ambiente dello scetticismo laico, decisi di addentrarmi nello studio delle antiche fonti e dei più significativi riscontri di archeologia cristiana, allo scopo di realizzare una ricerca tesa a confermare la storicità del Gesù dei vangeli.
Con infinita delusione, mi resi presto conto che più cercavo riscontri alle mie aspettative, più mi imbattevo nella fragilità delle argomentazioni storiche a sostegno della storicità di Gesù, sostenute dall’ambiente accademico del quale Lei fa parte nonché dagli apologisti cristiani di tutti i tempi.

Senza entrare a fondo nella mia ricerca (se vuole… divertirsi è a portata di mano), Le rammento (perché tanto già lo sa) che:
1) non sono “storia” i vangeli in quanto narrano vicende terribilmente inconciliabili tra loro.

Non ci crede? Bene. Un austrolopiteco sottoculturato come me, può permettersi di suggerirle un esercizio dal “banco degli asini” in fondo alla classe?
Provi a conciliare tra loro i seguenti passi neotestamentari:
- Mt. 3 : 13 -17 + Mr. 1 : 9 -11 + Gv. 1 : 29 - 34 + 3 : 25 – 30
con: Mt. 11 : 2 -3 + Lc. 7 : 18 -20
- Mt. 26 : 32 + 28 : 7, 10, 16 + Mr. 14 : 28 + 16 : 7
con: Mr. 16 : 15, 20 + At. 1 : 4
-Mt. 10 : 21 – 23
con: Mt. 16 : 21 + Mr. 9 : 30 - 32 + 12 : 10
- Mr. 15 : 24 – 25
con: Gv. 19 : 14
- Mt. 28 : 1 + Mr. 16 : 1 – 2
con: Gv. 20 : 1
- Mr. 16 : 5
con: Mt. 28 : 2 - 4 + Gv. 20 : 11 – 12
Se ci riuscirà mi leverò il cappello, mi inchinerò e la ossequierò fino a che avrò vita!
2) è, invece, storia IL SILENZIO dei quaranta e più storici del tempo (primo tra tutti Flavio Giuseppe) che pur avendo assistito (loro o i loro padri) agli straordinari miracoli del vostro Gesù, non ne hanno fatto cenno alcuno: erano ciechi o non c’era niente da vedere e riportare…?
Pare che nessuno abbia visto nemmeno strane stelle comete, straordinarie resurrezioni o spaventosi terremoti con epicentro il Golgota e conseguenti eclissi.

Certo è molto strano se pensiamo che storici come Filone d’Alessandria o Giusto di Tiberiade, che avrebbero potuto inciampare con le vesti di Gesù di Nazaret, non abbiano notato nulla…
3) non esiste un solo riscontro archeologico, degno di essere considerato tale, a conferma della storicità di Gesù.
Le risparmio l’elenco (tanto conosce anche quello…) degli improbabili reperti provenienti da scavi e di quelli (più o meno riconosciuti come storici dal vaticano) passati di mano in mano nei secoli (detti reliquie). Non le parlo, dunque, della lancia di Longino, del velo della Veronica, delle pietre che compongono la casa di Loreto, dell’ urna di Giacomo, dei frammenti di legno della croce con i quali è stato calcolato che se ne possono costruire circa una trentina e di tutte le altre centinaia di “bufale” (perfino il santo prepuzio!!!) sulle quali si fonda la vostra … “scienza” (sic!).


Mi soffermo soltanto su quello che fu per secoli l’oggetto più venerato dai fedeli in quanto considerato prova autentica della storicità della passione e del martirio di Cristo: la sindone. La datazione inconfutabilmente espressa dalla prova del carbonio 14 ha posto la parola “fine” su ogni vostra speranza!

Un discorso a parte andrebbe fatto per i ritrovamenti di Qumran e Nag Hammadi che vi sono caduti sulla testa come docce gelate (avreste fatto carte false per ricacciarli sotto terra…) e sui quali vi siete affannati (come padre de Vaux insegna), attraverso le vostre commissioni di studio, a stendere un improbabile velo di tranquillizzante “normalizzazione” facendo passare per pazzo chiunque avesse visto, in tali documenti,… quello che c’era effettivamente da vedere (leggi R. H. Eisenmann).
C’è dell’altro? Non mi sembra. Se mi sbaglio me lo rammenti.

Potrei continuare per ore, visto che la mia confutazione “pseudo storica” stampata su carta occupa circa 400 pagine… ma mi fermo qui.
Ora, egregio Professore, tutto ciò premesso, mi consenta di citare un passo della sua intervista:
“Sì! In passato si ritenne di aver trovato l’Arca di Noè, altre scoperte così... “fantasmagoriche”... Io credo che il fenomeno vada inquadrato nel momento storico, no? Ora è il momento dei grandi “scoop”, delle grandi ricostruzioni, restituzioni pseudo-storiche, ma si tratta di fanta-archeologia! Questo fenomeno di dire altro rispetto alla verità storica, è un fenomeno che incomincia con il cristianesimo, praticamente. Quindi, dobbiamo abituarci a queste false scoperte, a queste false notizie...”

Mi sa dire, per cortesia, a quale “verità storica” si riferisce parlando del suo cristianesimo? Quali sono, invece, le “false notizie” e le “restituzioni pseudo storiche” considerate “altro” rispetto alla sua “verità storica”?
Egregio Professore, il “fenomeno di dire altro rispetto alla verità storica” non “incomincia con il cristianesimo”.
Diciamo che è più corretto rovesciare questo periodo: il (vostro) cristianesimo incomincia con la pretesa di santa romana chiesa di dire altro rispetto alla verità storica, per poi distruggere con ogni mezzo tutto ciò che non “faceva quadrato” con quanto essa andava costruendo!

Egregio professore, se lei avesse parlato di “fede” nessuno avrebbe potuto dirle niente in quanto chiunque è libero di credere a ciò che vuole: si può credere a Cappuccetto rosso come a Pinocchio purchè si abbia il buon gusto di non parlare di storicità di questi personaggi.
Lei invece, non solo considera “storia” incontestabile la sua, ma denigra quella degli altri definendola “pseudo storia”.
Benissimo, scendiamo dal piano della “fede” a quello della “storia” e sentiamo quali prove può esibire a sostegno delle sue “verità”!
Non voglio, infatti, mancare di rispetto alla sua straordinaria preparazione, ma devo rammentarle che quando si parla di “verità storiche” si deve anche essere pronti a dimostrarne la fondatezza abbandonando i modelli fideistici ed accostandosi a quelli della metodologia scientifica.
In tal senso, può fornirmi, per favore, UNA SOLA PROVA seria dell’esistenza storica del suo Gesù di Nazaret tra quelle a sua disposizione che, a giudicare dalla certezza che ostenta, dovrebbero essere migliaia?
Me ne lanci una (una qualsiasi) con distacco, come farebbe con un “osso al cane”, e vedrà che finirò di abbaiare.
Immagino che Lei pensi “ma chi se ne importa se uno sconosciuto abbaia, tanto, diversamente da me non ha il “megafono” della notorietà accademica, quindi anche se abbaia nessuno lo sente…”.
Se pensa questo, egregio professore, si sbaglia.
Il suo silenzio (del quale sono quasi certo) suonerà come una tromba assordante in tutto il mondo web dei siti laici e anticlericali.

Migliaia di persone leggeranno questa mia (avendo io intenzione di dare ad essa la massima diffusione e il massimo risalto) e tireranno le loro somme dall’assenza di una sua risposta.
Il mio sito, sul quale questa mia sarà pubblicata, in due anni ha ricevuto 77.000 visite, mentre gli altri, ai quali invierò questa lettera, vantano mailing list con decine di migliaia di iscritti.
La sa una cosa professore? Alla fine saranno più le persone che leggeranno questa mia e tireranno le somme dal suo silenzio che quelle che leggeranno la sua intervista sulla “pseudo” storia e la fanta archeologia.
Ha mai sentito parlare dello storico Luigi Cascioli?
Sono anni che vi provoca lanciandovi la stessa sfida che io sto lanciando adesso a lei: avesse mai incontrato un accidenti di qualcuno che abbia quantomeno tentato di metterlo a tacere!!!!
Adesso vi ha addirittura trascinato dinnanzi alla corte europea a Strasburgo dove, a questo punto per forza, sarete prima o poi chiamati a fornire uno straccio di prova storica sull’esistenza di Cristo, altrimenti, caro professore, per voi verranno tempi duri: se Cascioli otterrà la condanna per abuso della credulità popolare del parroco del suo paese che ha affermato la storicità di Cristo sul giornale parrocchiale, quello che ne conseguirà potrebbe essere per voi disastroso e perfino la somministrazione dell’eucarestia potrebbe diventare un atto illecito in quanto fondato sulla pretestuosa esistenza concreta (il corpo e il sangue) di un personaggio che una sentenza avente valore di legge considera mai esistito!

Ecco perché io penso che lei non mi risponderà mai!
Non perché non mi consideri degno (anche se le piacerà pensare questo) ma perché proprio non saprebbe come farlo se non citando inutilmente fonti estranee alla storia e alla scienza quali gli scritti dei padri della chiesa (dal II- III secolo in poi) o al massimo il “testimonium Flavii” che è ormai universalmente ritenuto un falso di Eusebio o, ancora, il passo degli Annali di Tacito che, seppure lo vogliamo considerare autentico, non attesta l’esistenza di Cristo se non sul piano del “sentito dire” ma, casomai, quella di un movimento ad esso ispirato durante gli anni di Nerone (comunque lontani da quelli dell’autore)...

Se, invece, dovessi sbagliarmi e un giorno, aprendo le email yeshuamail@yeshua.it dovessi trovare una sua, mi impegno fin d’ora a dare ad essa la stessa risonanza che per ora darò a questa mia.
Se poi saprà essere anche convincente fìnirò di abbaiare… finiremo tutti di abbaiare… e ci inginocchieremmo dinnanzi al tabernacolo!
Glielo prometto solennemente per me e mi permetto di farlo anche a nome di tutti coloro che pubblicheranno questa mia negli spazi web (siti, blog e forum) e nelle newsletters di loro pertinenza.

La ossequio.

dott. Giancarlo Tranfo
(pseudo storico a tempo perso)

yeshuamail@yeshua.it
www.yeshua.it

Per sapere del caso di Luigi Cascioli, autore del libro denuncia
"La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù" , il cristologo che ha denunciato la Chiesa cattolica nella persona di un suo ministro per i reati di "abuso della credulità popolare" e "scambio di persona" e del processo al Tribunale dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo vai su www.luigicascioli.it

Per avere il libro gratis "Le religioni plagiano - Lettera agli intellettuali"
di Vittorio Giorgini in formato digitale scrivi a: axteismo@yahoo.it

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Fonte:
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