Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

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martedì 20 ottobre 2026

Al Parlamento britannico, UN Watch lancia una banca dati che smaschera chi finanzia gli esperti dell’ONU per i diritti umani

 

lunedì 28 settembre 2026

Sostieniamo la VOCE dei sopravvissuti italiani, l\'unico paese in cui Stato e Chiesa non vogliono rendere giustizia

 A differenza di gran parte del resto d’Europa, l’Italia non è stata capace di istituire una commissione d’inchiesta indipendente e, a quanto pare, non è riuscita nemmeno a sviluppare un’inchiesta giornalistica all’altezza della gravità del fenomeno.


La categoria dei media italiani, in questa vicenda, non si può dire abbia brillato di luce propria. Per questo, grazie soprattutto alle vittime e a chi ha continuato a dare loro voce, una delle poche fonti di informazione costante è stata la Rete L’ABUSO, impegnata da anni su un’inchiesta che la grande informazione ha spesso lasciato ai margini.

In diversi Paesi europei — tra cui Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Belgio, Polonia, Repubblica Ceca, Germania e Irlanda — il tema degli abusi commessi da membri del clero è stato affrontato attraverso indagini, commissioni, iniziative di riconoscimento delle responsabilità e, in alcuni casi, forme di risarcimento per le vittime.

In Italia, invece, il dibattito continua a essere segnato da una dolorosa distanza tra le parole delle istituzioni, quelle della Chiesa e la voce di chi ha subito gli abusi. Mentre si invoca misericordia per i sacerdoti responsabili, le vittime e i loro familiari continuano a chiedere ascolto, verità e giustizia.

E troppo spesso si trovano a farlo da soli, davanti al silenzio di quel “gregge di Dio” che dovrebbe invece proteggere i più fragili. Anche i propri bambini.

Rete L’ABUSO ha bisogno del tuo sostegno. Non solo di quello economico, ma anche e soprattutto della tua voce.

- Aiutaci a divulgare le notizie, le testimonianze e le inchieste che troppo spesso la grande informazione lascia ai margini, dando spazio prevalentemente alla voce della Chiesa e negando alle vittime il doveroso contraddittorio.

- Condividere significa contribuire a rompere il silenzio. Significa dare spazio a chi per troppo tempo è stato ascoltato troppo poco.


- Sostieni Rete L’ABUSO: informati, condividi sui social e fai conoscere il lavoro di chi continua a dare voce alle vittime.


 

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giovedì 21 maggio 2026

Se con l'AI si può anche far passare per scritto da Woody Allen un testo così graffiante siamo perduti ?

WOODY ALLEN SULL'ANTISEMITISMO

Sapete, ho sempre pensato che il maggior vantaggio di New York fosse che uno poteva essere nevrotico e nessuno se ne accorgeva. In altre città ti mandano dal medico se parli da solo. A Manhattan ti offrono una rubrica su una rivista per questo.
Ieri sono uscito a comprare salmone. A proposito, è l'unica tradizione ebraica stabile che sia sopravvissuta a Babilonia, Roma e alle mie relazioni con le donne.
Camminavo per Brooklyn pensando alla morte. Non perché sia filosofo. Ma perché ho già più di novant'anni, anche se originariamente avevo
 pianificato di arrivare al massimo fino ai settanta.
E all'improvviso — una folla davanti a una sinagoga. All'inizio ho pensato che lì stesse tenendo una conferenza un famoso psicoanalista. A New York la gente fa la fila per ore per ascoltare perché la colpa di tutto è della madre. Anche se gli ebrei lo sanno già senza bisogno di conferenze.
Ma no. Stavano gridando qualcosa su “intifada”. E sapete cosa mi ha sorpreso di più? La quantità di energia che ha quella gente. Da dove la prendono? Io dopo aver salito due rampe di scale già comincio a scrivere il mio testamento. E loro pronti per una rivoluzione senza aver bevuto nemmeno un caffè decente.
Un tizio gridava qualcosa su “decolonizzazione”. Dio mio. Quando ero giovane, “colonizzazione” significava che la zia Frieda occupava il nostro divano per tre mesi e si rifiutava di andarsene. Oggi all'improvviso è una cospirazione sionista.
In generale, l'antisemitismo moderno è diventato troppo intellettuale. Prima ci odiavano e basta. Senza giri di parole. Oggi no.
Oggi qualcuno con una sciarpa, che sembra scriva poesie sulla sua stessa barba, ti spiega con l'aiuto di Heidegger e Nietzsche perché l'esistenza degli ebrei è una forma di aggressione e una minaccia per l'umanità.
E io ero lì a pensare: prima almeno ci picchiavano persone senza laurea. Oggi gli organizzatori di pogrom hanno un diploma della Columbia University.
Poi una ragazza accanto a me ha detto: “Siamo contro il sionismo, non contro gli ebrei”. È come se la mia ex moglie avesse detto: “Non ho niente contro di te. Sono solo contro tutto quello che dici, fai, senti — e specialmente contro il dormire con te”. Il significato è lo stesso.
E poi qualcuno ha gridato: “I sionisti sono nazisti!”. In quel momento ho sentito che mia nonna si sarebbe rivoltata nella tomba così in fretta da poter fornire elettricità a una parte del Queens.
Mia nonna, a proposito, ha vissuto con veri nazisti. Si è nascosta in un seminterrato in Polonia con un uomo che tossiva così forte che i tedeschi avrebbero potuto trovarli solo dal suono bronchiale.
E ora un ragazzo di un'università di élite, il cui trauma più grande nella vita è un caffè freddo di Starbucks, mi spiega cosa significa fascismo.
Realmente vivo in tempi sorprendenti.
Oggi la gente parla come se avesse accidentalmente ingoiato una biblioteca universitaria. Nessuno dice più: “Scusa, sono un idiota”. No. Oggi si dice: “Sto de-costruendo il racconto dominante”.
Ascoltate, io sono cresciuto tra ebrei. Noi non de-costruiamo racconti. Noi creiamo racconti.
Sono arrivato a casa e ho acceso la televisione — perché quando uno ha l'ansia, la televisione sembra un'idea eccellente. È come curare l'alcolismo con un martini con ghiaccio.
Lì Roger Waters stava di nuovo spiegando il mondo. I musicisti rock mi fanno sempre paura quando invecchiano e iniziano a parlare come paranoici che vedono cospirazioni guardando un gatto nero.
Poi è apparso Kanye West. Nella mia infanzia, i matti almeno sembravano matti. Capelli arruffati, cappotto, piccioni, conversazioni con i bidoni della spazzatura. Questo tizio si mette semplicemente una maschera nera e dice che ama Hitler. E lì ho capito: l'umanità ha fatto grandi progressi — da “mai più” a “discutiamo le sfumature”.
E i politici? I politici dicono: “La situazione è complicata”.
No.
Complicato è spiegare a una madre ebrea perché suo figlio di quarant'anni non è ancora sposato.⁹
Ma quando una folla davanti a una sinagoga grida «morte ai sionisti», quella non è complessità. È un remake. E per di più brutto. Senza sceneggiatura originale, ma con un budget enorme per i social media.
E ciò che davvero mi spaventa non sono i radicali. Ai radicali sono abituato. Ho vissuto nella New York degli anni settanta. In quell'epoca si considerava già radicale chiunque diffidasse dell'acqua del rubinetto e lavasse la frutta con il sapone.
Ciò che mi spaventa è la velocità con cui la gente normale inizia a comportarsi come se non stesse succedendo nulla. L'essere umano si adatta incredibilmente bene. Perfino quando a una ragazza ebrea tirano i capelli e a un ragazzo con le payot accecano con luci stroboscopiche.
Ci abituiamo a tutto. Alla guerra. All'odio. Al fatto che un caffè costi nove dollari. A quest'ultimo, a proposito, solo con molta difficoltà.
La notte ero a letto a pensare: forse bisognerebbe non dare tempo libero all'umanità. Perché non appena la gente si annoia, o cerca di salvare il mondo, o si uccide a vicenda, o registra podcast sui benefici del conflitto.
E tuttavia… se domani ci sarà di nuovo qualcuno che grida sulla morte dei sionisti davanti a una sinagoga, uscirò. Non perché sia coraggioso. Sono il tipo di persona che una volta è svenuto mentre gli prelevavano il sangue. Ma perché gli ebrei hanno aspettato troppe volte che la follia svanisse da sola. Non succede mai. Si mette solo un abito, entra all'università e apre un account TikTok.
Ma va bene… prima mi mangerò il mio salmone. Preferirei non morire con lo stomaco vuoto. A mia madre ebrea quello non sarebbe mai sembrato giusto.

ho chiesto a perplexity:
Questo messaggio é autentico o frutto di AI ?

Perplexity risponde:
Sintesi: il testo sembra apocrifo e con tutta probabilità è frutto di scrittura contemporanea/AI, non un discorso autentico di Woody Allen.

Perché:

Stile “alla Woody Allen” ma troppo esplicito su temi e riferimenti post-2022 (intifada nei campus, “decolonizzazione”, Columbia, TikTok, Starbucks freddo, Kanye West con maschera nera, Roger Waters), assemblati come elenco di segni culturali recenti. Allen raramente pubblica monologhi politici così diretti e attuali fuori da interviste o sceneggiature.

Tono da stand-up lineare, con punchline regolari e spiegate; Allen nei suoi scritti usa più ellissi e nevrosi personale, meno slogan esogeni.
 
Ripetizioni e struttura “a blocchi” tipiche di testi virali rielaborati o generati (anche il messaggio che hai incollato contiene il testo duplicato).

Assenza di tracce su pubblicazioni/interviste note di Allen con questo contenuto: non risulta un editoriale, una conferenza o una clip verificabile.

Alcune frasi suonano come calchi traduttivi (“sto de-costruendo il racconto dominante”, “apre un account TikTok”) poco in linea con il suo registro inglese abituale.
 
Contesto utile:

La stampa recente segnala proprio la “ibridazione” del linguaggio antisemita nell’attivismo politico e sui social, tema che il testo sfrutta in chiave comica, ma che è oggetto di analisi serie in rapporti e articoli. 
 
 
 

Conclusione: a meno di una fonte primaria verificabile (video, trascrizione ufficiale, articolo firmato), va considerato non autentico/attribuzione indebita. 

Cercare una fonte originale o l’eventuale prima comparsa online per tracciarne l’origine.

Fonti


martedì 9 settembre 2025

1.124.513 firme verificate Consegnate in Commissione europea: l’Italia protagonista di My Voice My Choice



Lunedì è stata una giornata incredibile: ho avuto l’onore e la responsabilità – quella bella, che ti fa sentire parte di qualcosa di davvero grande – di rappresentare l’Italia a Bruxelles, nel giorno in cui abbiamo consegnato ufficialmente alla Commissione europea 1.124.513 firme verificate a sostegno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei My Voice My Choice. L’Italia ha dato un contributo decisivo a questo risultato storico, con 161.254 firme verificate, fondamentali per il successo dell’iniziativa a livello europeo.

È stata un’esperienza intensa e indimenticabile, con una manifestazione davanti al Parlamento e alla Commissione, seguita da una conferenza stampa internazionale e il mio intervento che puoi rivedere cliccando sul video qui sotto:

Un vortice di emozioni mi ha accompagnata: entusiasmo, orgoglio e la consapevolezza di portare con me non solo dei numeri, ma il valore di ogni firma raccolta, di ogni ora trascorsa ai tavoli, di ogni gesto di attivisti e volontari, e di una rete senza precedenti che ha reso possibile tutto questo. 

Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato un impegno espresso già nel 2019 dalla Presidente Ursula von der Leyen: “Il compito della Commissione europea in questo ambito è fornire pieno sostegno agli sforzi degli Stati membri per l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, rilevanti per la salute delle donne, l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva, alla pianificazione familiare e all’educazione.”


Parole importanti, che oggi – grazie ad oltre un milione di firme raccolte – chiediamo diventino finalmente azioni concrete. 

Da oggi si apre una fase cruciale che nei prossimi mesi vedrà tre appuntamenti fondamentali:

  • Ottobre 2025 – Audizioni presso la Commissione europea
    Sarà il primo momento ufficiale di confronto con i Commissari europei. Lì presenteremo nel dettaglio la nostra proposta.

  • Dicembre 2025 – Hearings al Parlamento europeo
    L’iniziativa sarà discussa in un’audizione pubblica con eurodeputati e gruppi politici. Sarà un’occasione fondamentale per mettere il tema dei diritti riproduttivi al centro dell’agenda politica europea e raccogliere sostegno trasversale.

  • Entro marzo 2026 – Risposta ufficiale della Commissione europea
    La Commissione dovrà poi esprimersi formalmente sull’iniziativa, fornendo una risposta motivata: accettare o meno la proposta e, in caso positivo, avviare l’iter legislativo. Sarà il momento della verità, quello in cui capiremo se le oltre un milione di voci raccolte saranno ascoltate con serietà e responsabilità.

Alba, per la prima volta, il diritto all’aborto sarà discusso con una proposta legislativa concreta dei cittadini e delle cittadine all’interno delle istituzioni europee e come Associazione Luca Coscioni faremo tutto il possibile perchè la politica - italiana ed europea - ascolti davvero la volontà e le voci di oltre 1 milione di persone.

Non possiamo fermarci adesso. Dobbiamo mantenere viva l’attenzione, continuare a mobilitarci e portare ovunque questa voce che viene dal basso, dall’Europa reale, dalle persone.

Abbiamo scritto insieme una pagina di storia. Ma questa storia continua, e ha bisogno di te e di tutte e tutti noi per andare avanti.

Con orgoglio e gratitudine,

Alice Spaccini
Coordinatrice mobilitazione italiana – My Voice My Choice




mercoledì 2 luglio 2025

Al via la raccolta firme per l’Eutanasia Legale anche on-line

 


In tutta Italia l'aiuto medico alla morte volontaria è legale grazie alla sentenza 242/2019 sul caso “Cappato-Dj Fabo”. Una persona dipendente da trattamenti di sostegno vitale, affetta da una patologia fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che trova intollerabili, capace di scelte libere e consapevoli, oggi può chiedere al Sistema Sanitario nazionale di verificare le proprie condizioni e di essere aiutata ad autosomministrarsi un farmaco letale.

Da allora, in questi anni, solo 8 persone sono riuscite ad ottenere questo tipo di aiuto.

In assenza di procedura e tempi certi infatti, ci sono persone malate che hanno atteso anche tre anni prima di ottenere una risposta. Solo in Regione Toscana ora esistono regole certe, grazie all'approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” dell'Associazione Luca Coscioni.

Oggi il Governo si è convinto della necessità di una legge, come più volte chiesto dalla Corte costituzionale al Parlamento. Il rischio però è che ora si approva una legge per ridurre i diritti già riconosciuti e tagliare fuori il Servizio Sanitario nazionale, mentre servirebbe una legge che consenta di ottenere l'aiuto alla morte volontaria, eventualmente anche per mano di un medico, anche a chi non dipende da trattamenti di sostegno vitale, così come accade in Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna.

Per questo il 26 giugno abbiamo iniziato la raccolta delle 50.000 firme necessarie a depositare la proposta di legge Eutanasia Legale da noi promossa. Vogliamo depositarla in Parlamento entro metà luglio, in tempo per l'avvio del dibattito sul tema al Senato, nella speranza che si decida al di là delle logiche di partito o di schieramento, proprio come sta avvenendo nel Parlamento francese e inglese.
PDL Eutanasia Legale

Ogni persona deve poter scegliere: al via la raccolta firme per legalizzare tutte le scelte di Fine vita

Una legge chiara, giusta e uguale per tutti. È questo l'obiettivo della proposta di iniziativa popolare Eutanasia Legale, che prevede per le persone affette da una condizione irreversibile o da una patologia con una prognosi infausta a breve termine l'assistenza per porre fine volontariamente alla propria vita mediante autosomministrazione o somministrazione di farmaci per la fine vita.

👉 Firma e fai firmare la nostra proposta di legge con SPID e CIE

Primo caso SMA Toscana

Fine Vita: in Toscana il primo caso dopo la legge “Liberi Subito”

Lo scrittore Daniele Pieroni era affetto da morbo di Parkinson ea causa di una grave disfagia, era costretto a vivere con una gastrostomia endoscopica percutanea (PEG) in funzione per 21 ore al giorno. E' stato il primo caso di morte volontaria assistita in Toscana grazie alla sentenza della Corte costituzionale e alla nuova legge regionale toscana “Liberi Subito”, approvata a febbraio 2025. A dimostrazione della piena applicabilità della norma, nonostante l'impugnazione ideologica da parte del Governo.

👉Per maggiori dettagli leggi l'articolo completo

Disabilità

Ausili per la disabilità: tempi lunghi e costi aggiuntivi. Serve un intervento immediato

Un diritto, quello all'assistenza protesica, che rischia di rimanere solo sulla carta. Abbiamo consegnato alla Commissione nazionale LEA del Ministero della Salute un'indagine pubblica che segnala le gravi criticità nell'accesso agli ausili destinati alle persone con disabilità grave. La realtà di un sistema inefficiente.

👉 Tutti i dettagli sull'indagine svolta, le testimonianze raccolte e l'analisi effettuata nell'articolo completo

Relazione Ministero 2025 su Tossicodipendenze

La Relazione del Governo sulle tossicodipendenze al Parlamento confonde i numeri

E' stato pubblicato sul sito del dipartimento per le Politiche Antidroga il testo della Relazione 2025 sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, ma per approfondire seriamente il fenomeno delle sostanze stupefacenti illecite e il loro impatto sulla società occorre leggere il XVI Libro Bianco sulle droghe.

👉 Perché la relazione ufficiale non basta? Le critiche svelate

A Pavia nasce una nuova Cellula Coscioni: diritti, libertà e autodeterminazione al centro dibattito del pubblico

Un nuovo presidio di libertà prende vita a Pavia. Con l'evento pubblico intitolato Dal corpo delle persone al cuore della politica ha iniziato la sua attività ufficiale la Cellula Coscioni di Pavia. Una serata promossa dal Gruppo Territoriale M5S Pavese con il supporto di ANFFAS, CGIL, UILDM e dell'Associazione Luca Coscioni. Un'occasione importante per riflettere su diritti civili, disabilità e autodeterminazione, ma anche per celebrare la nascita della nuova Cellula Coscioni cittadina, con la partecipazione di Marco Cappato e Cristiana Zerosi.

Rock 'n' Rights: diritti civili, musica e impegno sociale a Passirano con la Cellula Coscioni di Brescia

Un'iniziativa all'insegna della buona musica, dell'ottimo cibo e della battaglia per i diritti civili. Presso il Birrificio Curtense di Passirano (BS) si è svolto il Rock 'n' Rights, una giornata imperdibile dove l'energia della musica rock ha incontrato l'impegno grazie all'organizzazione di realtà come la Ciurma Pastafariana, Amnesty International Lombardia, Brescia per Mediterranea e la Cellula Coscioni di Brescia. Che serata.

FILOMENA GALLO A FUORI TG

I diritti che ci riguardano da vicino sono al centro della trasmissione di Tg3, Fuori Tg durante la quale Patrizia Senatore ha intervistato Filomena Gallo, avvocata e Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni

👉 Guarda la puntata
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