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martedì 9 luglio 2024

Il reato universale di surrogazione di maternità è inutile, inapplicabile e costoso

 



Car** amic** 


come anticipato nella nostra ultima email, in questi giorni la Commissione Giustizia del Senato ha approvato il testo di legge che vuole rendere la maternità surrogata reato universale e che andrà in votazione in Aula al Senato. 

Se il disegno di legge Varchi diventerà legge gli italiani che, nel rispetto della legge straniera, ricorreranno alla gravidanza per altri (GPA) al ritorno in Italia saranno puniti con carcere e multe elevatissime.

Non siamo dinanzi  a un reato universale ma solo a un manifesto politico che determinerà incertezza di diritti per tante famiglie, anni nei tribunali per difendersi e per far cancellare anche questa legge – se diverrà tale.

Questo significa che oltre alle sanzioni penali ci saranno gravi ripercussioni anche sullo stato giuridico dei figli.

 

La legge Varchi avrà dunque l’effetto di privare i nati della loro identità e del loro diritto a essere riconosciuti come figli dei propri genitori.


Attualmente con i colleghi e le colleghe del team legale stiamo aiutando decine di coppie che per motivi di salute o di condizione hanno fatto ricorso alla gravidanza per altri all’estero e che si vedono già negare il diritto alla trascrizione del certificato di nascita validamente e legalmente prodotto dall’autorità straniera. Questo avviene in alcune regioni italiane, e avviene anche in assenza del divieto universale, che ancora non è legge.

 

Non possiamo immaginare cosa accadrà se questa legge verrà approvata. 

 

DONA ORA per aiutare le famiglie e i bambini privati del diritto a essere riconosciuti, legalmente anche in Italia, figli dei loro genitori. Grazie ad un tuo contributo ci aiuterai a coprire le spese di giudizio di cui attualmente ci stiamo facendo carico.

Grazie per tutto quello che potrai fare.

Un caro saluto,

 

Filomena Gallo e Francesca Re

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lunedì 22 maggio 2023

Oggi la legge 194 compie 45 anni: firma ora la petizione al Parlamento!


A 45 anni dall’approvazione della legge 194 per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza, non è possibile conoscere lo stato reale della sua applicazione, non sappiamo come e dove si possa accedere all'erogazione di servizi previsti per legge nelle singole Regioni italiane.

L’ultima relazione del Ministro della Salute riguarda il 2020. 

Il governo Meloni non fornisce dati aperti, utili e aggiornati, ignorando l'indagine tramite accesso agli atti "Mai Dati"  di Sonia Montegiove e Chiara Lalli resa nota con l'associazione Luca Coscioni. E non tutti i metodi contraccettivi continuano a essere conosciuti e resi accessibili come in altri Paesi europei.

Per applicare correttamente e aggiornare la legge 194/1978, e poter garantire a tutte le donne, senza ostacoli di alcun tipo, il rispetto del diritto alla salute riproduttiva, l'Associazione Luca Coscioni la promosso la costituzione di di un

Sottoscrivi anche tu la nostra petizione depositata in Parlamento per ottenere la pubblicazione di dati aperti sull'applicazione della legge 194 e per rendere gratuiti tutti i moderni metodi contraccettivi!

venerdì 11 luglio 2014

“La legalizzazione in 3 minuti”

I dati sul consumo e i guadagni delle narcomafie. I danni prodotti da un secolo di politiche proibizioniste e la strada possibile della legalizzazione. Tutto illustrato in modo semplice e in soli 3 minuti, con un'accattivante animazione grafica in 3D.

Immagine in linea 2


“La legalizzazione in 3 minuti”, video prodotto da Radio Radicale per FaiNotizia.it, mostra le conseguenze della caccia alle streghe che vede nel mirino i consumatori di marijuana in Italia, circa 3 milioni, e che oggi si traducono in oltre 800 mila procedimenti per possesso di droga e in almeno 28 mila detenuti in carcere per violazione della legge sugli stupefacenti.

Ma l'aspetto forse più sconvolgente è quello dei costi delle politiche di repressione e il volume del business garantito alla criminalità organizzata: 60 miliardi di euro l’anno con gravi effetti sull'economia legale.

La parte finale del video è dedicata ai benefici possibili, in termini di risparmio e guadagno per lo Stato, di un provvedimento di legalizzazione da sempre sostenuto dai Radicali. Ipotesi che sta prendendo piede in molti Paesi e che appare sempre più come la sola strada percorribile.

sabato 8 marzo 2014

8 Marzo festa delle donne. Ipazia e le donne per la religione cristiana.

 I laici hanno l'occasione di poter ricordare oggi il martirio di Ipazia (o Ipatia o Hypatia) di Alessandria del marzo 415, (giorno esatto non conosciuto).

 IPAZIA (nata fra il 370 ed il 375). 
Figlia dell'astronomo e matematico Teosone (detto anche Teone) e moglie del filosofo Isodoro, fu filosofa matematica e astronoma e fu un'ardente cultrice della cultura classica. Invento' un aerometro, un astrolabio piatto, un idroscopio. Per istigazione del Vescovo Cirillo venne assalita mentre tornava a casa da una torma di monaci guidati da un "lettore", Pietro, linciata e fatta a pezzi con cocci o conchiglie. I suoi resti furono dati alle fiamme in un immondezzaio, il Cinerone. Il Patriarca Cirillo fu ovviamente fatto santo.

I primi a scrivere di Lei furono Socrate Scolastico e Filostorgio, cristiani storici della Chiesa che rischiarono di grosso accusando, seppur velatamente, Cirillo di essere il mandante di quel delitto, dato che scrivevano mentre molti dei responsabili erano ancora in vita.
 Ne scrisse Damascio, 80 anni dopo la di lei morte.
 In epoca moderna l'irlandese John Toland nel 1720 scrisse un libro "Ipazia" , poi ne scrissero Voltaire nelle Questions sur l'Encyclopedie (1772)  nonche' Gibbon in Decline and Fall  of Roman Empire: "Ipazia fu disumanamente macellata dalle nude mani di Pietro il lettore e da quella ciurma di selvaggi e implacabili fanatici [...] ma l'assassinio di Ipazia impresse un marchio indelebile sul carattere della religione di Cirillo d'Alessandria." 
Monti scrisse: "La voce alzate, o secoli caduti, / Gridi l'Africa all'Asia e l'innocente / Ombra d'Ipazia il grido orrendo aiuti".
 Ne scrissero Wolff (1879) e Meyer (1886); su di essa compose la contessa Diodata Saluzzo Rosero.
 "La profonda impressione che la sua morte suscitò ad Alessandria indusse alcuni ad assumere tale anno (415) per marcare la fine della matematica antica"
 (da  STORIA DELLA MATEMATICA di Carl B. Boyer 1968).
 Il martirio di Ipazia è considerato il primo martirio avvenuto espressamente per colpire la libertà di pensiero.

Un altro fanatico cristiano di Alessandria il vescovo Teofilo incendiò poco dopo, nel quinto secolo, lo splendido tempio di Serapide presso il quale era la famosissima ed insostituibile biblioteca di Alessandria che
conservava tutta la grande cultura dell'antichità classica. Il tempio fu distrutto con tutti gli arredi e parte della biblioteca danneggiata e bruciata. Un successivo incendio appiccato dagli Arabi invasori guidati alla guerra santa dal primo successore di Maometto, il bigotto Califfo Omar, distrusse definitivamente quanto restava dopo la conquista arabo-islamica della città il 17/9/642.

Di Ipazia i cristiani hanno fatto sparire le opere, ci resta solo qualche frase a lei attribuita: 
 [A proposito dell'educazione dei giovani:]

"La giovane mente e' plastica, impressionabile ed accetta senza dubbi tutto cio' che le viene detto. Percio' le favole dovrebbero essere insegnate come favole, i miti come miti, ed i miracoli come fantasie poetiche. Insegnare superstizioni come verita' e' la cosa piu' terribile. La mente infantile le accetta e le crede e solo con grande pena dopo anni egli puo' esserne sollevato, forse anche dopo tragedie. In realta' l'uomo sara' pronto a combattere per una superstizione tanto quanto per una realta' viva, e spesso anche di piu', dato che una superstizione e' così eterea che non si puo' neanche riuscire a confutarla, mentre la verita' e' un punto di vista, e dunque e' mutevole. "


Ecco alcuni pensierini della sera, riguardo alla donna nella teologia Cristiana.


"La sola consapevolezza del proprio essere dovrebbe costituire una vergogna per le donne."
 Clemente Alessandrino, padre della chiesa secondo - terzo secolo prima del 215.


"Le donne servono soprattutto per soddisfare la libidine degli uomini." -
"Tutto il sesso (femminile) è debole e sventato. Esse giungono alla salvezza solo tramite i figli."
 S. Giovanni Crisostomo, 349-407, dottore della Chiesa


"La donna è un essere inferiore, che non fu creato da Dio a Sua immagine. Secondo l'ordine naturale, le donne devono servire gli uomini."
Sant'Agostino, 354-430, padre e dottore della Chiesa fra i più importanti.


"Il valore principale della donna è costituito dalla sua capacità di partorire e dalla sua utilità nelle faccende domestiche." - 
"La donna è un errore della natura ... con la sua eccessiva secrezione di liquidi e la sua bassa temperatura essa è fisicamente e spiritualmente inferiore ... è una specie di uomo mutilato, fallito e mal riuscito ... la piena realizzazione della specie umana è costituita solo dall'uomo."
 "Un feto maschile diviene un essere umano dopo 40 giorni, uno femminile dopo 80 giorni. Le femmine nascono a causa di un seme guasto o di venti umidi."
 S. Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa, patrono delle università cattoliche 1225-1275.


"La donna deve velarsi il capo perché non è l'immagine di Dio". 
S.Ambrogio da MI dottore della Chiesa, 339-397.


"La donna ha il diritto di vestirsi solo a lutto. Non appena ha raggiunto l'età adulta, dovrà 'coprire il suo viso che è fonte di tanti pericoli, altrimenti rischia di perdere la beatitudine eterna."
 Il padre della Chiesa Tertulliano


"Le donne non possono cantare in chiesa."
 S.Bonifacio, missionario benedettino e apostolo dei tedeschi, 675-754


"Quando vedi una donna, pensa che si tratti del diavolo! Essa è come l'inferno!" 
Papa Pio II, 1458-1464


"Le donne sono destinate di natura al comune godimento."
 Carpocrate, fondatore di un convento e condannato come eretico gnostico da Eusebio di Cesarea


"Nessuna donna può entrare dove si intrattiene un sacerdote." 
Sinodo di Parigi, 846


"Vicino alle chiese non possono abitare donne." 
Sinodo di Coyaca, 1050. -


"I sacerdoti che ospitano donne sospette dovranno essere puniti. Il vescovo dovrà vendere le donne come schiave." 
2° sinodo di Toledo, 589 . -


"Le donne non possono né scrivere, né ricevere lettere a proprio nome."
Sinodo di Elvira, 4° sec.


"Le ragazze che portano la minigonna finiranno all'inferno."
 Il gesuita Wild nel XX° secolo


"In nessuna religione o cultura la donna viene rispettata e onorata come nel cristianesimo!"
Il teologo cattolico Bernhard Häring nel XX° secolo.

LA LOTTA DELLE DONNE NON è FINITA 

domenica 2 marzo 2014

EMOZIONIAMOCI! Sesso, amore...relazioni. Un invito dal Circolo Mario Mieli

Giovedì 6 marzo, dalle 17:00 alle 19:00

EMOZIONIAMOCI! 
Sesso, amore...relazioni
 a Largo Appio Claudio.

Tutto in una piazza: 
workshop, box informativi, discussioni e confronti aperti su autodeterminazione, diritti e libertà di scelta. 

- a scuola di sesso
- informati che cresci
- dimmi cosa vuoi, ti dirò chi sei
- la salute sta nelle relazioni
- laboratori ludico-formativi
- creazione collettiva dello slogan per lo striscione dell'8 marzo

Promuovono l’iniziativa:
Casa delle donne Lucha Y Siesta
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Centro giovanile Batti il Tuo Tempo
Spazio 136
Associazione LILA

Largo Appio Claudio è a pochi passi dalla Metro Linea A Giulio Agricola (Mappa )

martedì 10 dicembre 2013

Giustizia/Carcere, Bernardini: per la neo-nominata responsabile Giustizia del PD i trattamenti inumani e degradanti sono rieducativi.

 Ecco il nuovo che avanza, con Renzi

 da Radicali.it 10/12/2013

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria Nazionale di Radicali italiani

La neo-nominata  -da Matteo Renzi- responsabile Giustizia del PD spiega ai giornali che amnistia e indulto non risolvono il problema del sovraffollamento carcerario e creano nei cittadini l’idea che non esistono pene certe e fanno venire meno la funzione fondamentale del carcere, cioè la rieducazione.

Per Alessia Morani, evidentemente, la “rieducazione” consiste nei trattamenti inumani e degradanti che, attualmente e da anni, vengono praticati nelle nostre carceri. Non deve essersi letta né il messaggio del Presidente della Repubblica alle camere né quanto affermato dalla Corte costituzionale in una recente sentenza: di fronte a tali trattamenti – che secondo l’art. 3 della Cedu vanno sotto il nome di “tortura” - c’è l’OBBLIGO di intervenire per rimuoverli. Lo dice anche la sentenza Torreggiani della Corte EDU, che impone all’Italia di rimuovere questo stato di flagrante illegalità entro il prossimo 28 maggio.

Figuriamoci poi se l’on Alessia Morani si sia presa la briga di documentarsi sulle condanne trentennali della stessa Corte di Strasburgo inflitte all’Italia per l’”irragionevole durata dei processi”, violazione cronica che secondo il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa mette in pericolo lo “stato di diritto” nel nostro Paese! D’altra parte, cosa pretendere da una responsabile “giustizia” che nel suo mandato si è limitata a co-firmare atti parlamentari (disegni di legge, interrogazioni, ordini del giorno e mozioni) nessuno dei quali riguardanti il carcere o la giustizia?

Il giorno di Natale, marceremo “per l’amnistia, la giustizia e la libertà, con Don Antonio Mazzi e tanti altri (vedi elenco adesioni), da San Pietro a Palazzo Chigi, per rispondere ad un “imperativo categorico morale” – come ha definito l’amnistia la guardasigilli Cancellieri - e per rispettare la Costituzione italiana, la più “bella del mondo” e la più violata nei suoi principi fondamentali.

Allegato
Comitato Promotore della III Marcia di Natale per l’AMNISTIA, la GIUSTIZIA, la LIBERTA’:
Don Antonio Mazzi, fondatore delle comunità Exodus, Marco Pannella, Emma Bonino, Don Ettore Cannavera, Presidente dei cappellani penitenziari sardi, Eugenio Sarno, Segretario della Uil penitenziaria, Luigi Manconi, Presidente Commissione Diritti Umani del Senato, Patrizio Gonnella, Presidente Associazione Antigone, Salvo Fleres, già Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Siciliana, Angiolo Marroni, Garante diritti dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia, Presidente onorario Associazione Antigone, Sandro Gozi, Presidente delegazione italiana presso Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Valerio Spigarelli, Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI), Luigi Amicone, Direttore di Tempi, Enrico Sbriglia, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria Piemonte; Marco Arcangeli, Presidente Camere Penali di Rieti; Rosario Tortorella, Segretario Nazionale SI.DI.PE (Sindacato Direttori Penitenziari); Nitto Palma, già Ministro della Giustizia, Presidente della Commissione Giustizia del Senato; Sen. Franco Marini; Mario Marazziti, Deputato, portavoce della Comunità di Sant’Egidio; Don Vincenzo Russo, responsabile Casa Caciolle (FI); Leo Beneduci, Segretario OSAPP (Organizzazione Autonoma Polizia Penitenziaria), Antonio Savino, Segretario SNALPE (Sindacato Autonomo Lavoratori Polizia penitenziaria); Padre Massimiliano Sira, Cappellano carcere di Buoncammino, Suor Fabiola Catalano, volontaria del Carcere Velletri; Luigi Compagna, senatore
 Organizzazioni promotrici della III Marcia di Natale per l’AMNISTIA, la GIUSTIZIA, la LIBERTA’
Partito Radicale, Radicali italiani, Unione della Camere Penali Italiane (UCPI); Ristretti Orizzonti, Nessuno Tocchi Caino, SI.DI.PE (Sindacato Direttori Penitenziari); Non c’è Pace Senza Giustizia, Settimanale Tempi, Detenuto Ignoto, Associazione Luca Coscioni, Radio Radicale, Esperanto Radikala Asocio; Cooperativa PID – Roma (Pronto Intervento Disagio); Cooperativa Sociale Arte Integrale – Roma; Radicali per Sant’Ambrogio; @.r.a., Associazione Radicale Antiproibizionisti; DI Gay Project

La III Marcia per l’AMNISTIA, la GIUSTIZIA, la LIBERTA’ partirà alle ore 10.00 del 25 dicembre da San Pietro (il raduno dei marciatori inizierà dalle 9.30 in Piazza Pia, all’inizio di Via della Conciliazione) per arrivare davanti la sede del Governo a Palazzo Chigi in Piazza Colonna. Durante la marcia saranno fatte brevi soste davanti al Carcere di Regina Coeli, al Ministero della Giustizia (Via Arenula), al Senato (Corso Rinascimento) e alla Camera dei Deputati (Piazza Montecitorio). Finito il corteo e la manifestazione davanti a Palazzo Chigi, i marciatori si saluteranno nella vicina Piazza San Silvestro, dove si terranno gli interventi conclusivi di saluto e di augurio.

giovedì 8 marzo 2012

Donne coraggio ricorrenza 8 Marzo

Una bella comunicazione " di servizio" dall'indomita Antonella Faiella cui mando un grazie e un grande bacio.
E un abbraccio grande e affettuosissimo per tutte le donne che lottano ogni giorno per rendere questo nostro mondo un posto vivibile !
alba


Questo è il mio articolo sulla ricorrenza dell'8 marzo,
 da dare massima divulgazione.

 Essere donne è una forza coraggio che giorno per giorno ci mette alla prova anche come madri, mogli, compagne, amiche, sorelle, cognate ecc. di tanti bravi uomini che ci portano rispetto e per i quali siamo pronte a combattere a denti stretti come solo noi sappiamo fare...
e magari qualcuna di voi oggi si affiancherà al dolore delle mamme, mogli, sorelle,
figlie ecc. che non festeggeranno niente col cuore amaro per i loro due
ragazzi del Battaglione S. Marco ingiustamente e vigliaccamente detenuti in
India.
Se vorrete dargli un po di calore scrivete o allegate questo messaggio e il volantino qui sotto ai seguenti indirizzi :
inostrifucilieri@gmail.com
,
mariugp.urp@marina.difesa.it ,  gen.email@indianembassy.it .

Grazie di cuore,
 Antonella Lucia Faiella daTaranto,
Amministrativa Marina Militare
 antonella_faiella@marina.difesa.it.