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lunedì 11 ottobre 2010

133018/P/10 – 017351/10 da Peter BOOM

Lettera al Direttore
133018/P/10 – 017351/10

Questo numero vuol dire che non potrò più andare con la macchina nel centro storico di Viterbo, nemmeno con il mio contrassegno di handicappato bene esposto sul parabrezzo. 
Ero andato al concerto di Harold Bradley dentro il bellissimo cortile del Comune, i posti per gli handicappati erano tutti
occupati ed ho parcheggiato accanto alla macchina dell'organizzazione dell'evento che sul parabrezza teneva esposta l'autorizzazione del Comune.

Alle 21.50, come sta scritto sulla multa, l'A.P.L. il signor M.G. ha fatto la multa a me e anche agli organizzatori, i quali gentilmente hanno preso la multa mia dicendomi che l'avrebbero fatto levare dal sindaco Marini. 

Già martedì 21 settembre, esterrefatto dal trattamento riservato agli invalidi in questa città, scrissi un lungo articolo pubblicato su alcuni quotidiani e su una dozzina di siti internet. Soltanto la dittà Stannah indignata mi ha telefonato da Milano, ma l'indifferenza degli amministratori, forse impegnati in ben altri
affari, è enorme.

Ho chiesto al sindaco di farmi annullare la multa, altrimenti l'ingresso in città per fare compere nei negozi, che già stanno in crisi, diventerebbe troppo rischioso ed oneroso, come per andare allo Schenardi (dove ho saltato la presentazione del libro “L'ho buttato giù con un pugno” degli scrittori Emanuela Moroni e Roberto Pomi; volevo andare ad altre manifestazioni, ad una libreria e ad un negozio di articoli sanitari per il mio
handicap. 

Potevo andare a rischiare un'altra volta? NOOOOOOOOOO!!!
 

Si può anche fare ricorso contro la multa ma già una volta l'ho fatto e costa moltissimo tempo e noie e malgrado il mio handicap ho ben altro da fare. Una multa, anzi una multona, la farei al Comune di Viterbo che è gravemente carente ed incapace per quanto riguarda il controllo sui posti riservati agli handicappati; ho diverse volte ribadito il pericolo a causa delle tante macchina senza alcun permesso parcheggiate, di giorno e di notte, nel centro storico di Bagnaia che impediscono il passaggio di Vigili del Fuoco, ambulanze, Polizia e Carabinieri. Ho fatto notare tante volte che le strisce pedonali non si vedono più (vedasi articolo del 21 settembre).
 

Vorrei far presente agli amministratori che la parola Comune (di tutti) vuol dire agire nell'interesse di tutti, appunto della Comunità e non contro la Comunità. Il Sindaco deve vigilare sui vigili come in questo caso. Se ci sono enti che non funzionano a dovere come l'Enel (continui black out), come certe compagnie telefoniche e/o di internet che lasciano per mesi persone e
addirittura ditte senza telefono (dopo anni di lamentele Bagnaia è ancora senza ADSL che forse tra pochi mesi arriverà), come le Belle Arti che hanno reso quasi impossibile alle produzioni cinematografiche di girare a Villa Lante da dove hanno fatto scappare anche la bellissima mostra “La conserva della neve”.
 

Ora ho appreso che il Festival Barocco non si fa più. Tutto questo con gravi danni per l'economia locale. Dello scandaloso malfunzionamento della ASL pure ho parlato e scritto ampiamente.
Il sindaco di tutta la COMUNITA', magari in collaborazione con la Prefettura, dovrebbe chiamare i dirigenti di questi Enti per farli funzionare in modo più efficiente e comunque nell'interesse di tutta la Comunità. 

 Altri Comuni hanno dimostrato che questo è possibile e allora perché a Viterbo no? 
Oggi ho pagato la multa! Ma che “Guadagno” è???
 

Peter Boom  -
 http://digilander.libero.it/pboom - http://www.pansexuality.it

giovedì 1 aprile 2010

Esiti elettorali: no, non ci arrendiamo, continuiamo a lottare!

Ricevo da Marco (Pannella) queste valutazioni sull'esito elettorale che condivido.

Ciao Alba,
avevo premesso questa estate a più riprese che ritenevo che l'inverno che si avvicinava sarebbe stato sicuramente il più duro dei 50 anni di lotte che abbiamo percorso.

Siamo stati sul punto di vincere in Lazio e in Piemonte, si è vinto in Puglia. Questo è un dato che occorre tenere presente. Questa forza ci sarà se ne siamo consapevoli anche domani, e abbiamo il problema di proseguirla, perché è stata la forza che stava per tradursi in un successo per lo schieramento meno antidemocratico del nostro paese.

Questo è stato possibile grazie alla rottura con la politica infausta di Veltroni, Franceschini e D’Alema e con una maturazione di autonomia da parte di Bersani. Infatti in Puglia le cose sono andate bene perché è finita la situazione dalemiana. Al segretario del Pd va riconosciuto anche il merito di essersi assunto la responsabilità di una scelta difficile come quella della Campania, che può essere fioriera di una alternativa politica. Per il resto Bersani ha scelto di valorizzare l’alleanza politica con i radicali in Piemonte e in Lazio e di combattere con noi questa battaglia.

Nel valutare gli esiti elettorali, dobbiamo tenere presente che per far fuori la Bonino si sono mossi uno Stato, la città del Vaticano, e il presidente del Consiglio ufficialmente. Il presidente del Consiglio, che facendo strame di diritto, come al solito, ha fatto un'azione davvero inaudita per constrastare la candidatura di Emma, ha occupato da solo mediamente il 50% degli spazi dei telegiornali di Rai e Mediaset. Quando mai è accaduta una cosa del genere?

Siamo arrivati a pochissimo dalla vittoria, considerando anche di dover scontare l'eredità Marrazzo e quella del Pd romano.

Quindi complimenti e auguri a Renata Polverini. Complimenti perché ha lottato, ci ha sperato, ci ha creduto. Auguri perché dobbiamo renderci conto che alla presidenza della Regione ci sarà una persona oggettivamente debole rispetto alle forze vere che hanno consentito di battere in queste condizioni Emma.

La nostra è stata una sconfitta elettorale, ma non politica. Il patrimonio c'è, tanto che deve iniziare oggi un dibattito tanto difficile, quanto necessario sulle sorti dei democratici in Italia, dell'area democratica, quindi anche del Partito democratico.

http://www.boninopannella.it/sostienici


La linea Bersani è fondamentale, ma va valorizzata, spiegata politicamente. Occorre chiedere che il dibattito si apra. Se solo ci sarà questa discussione, io personalmente tornerò a chiedere la tessera del Pd.

Vogliamo giudicare Berlusconi che sceglie di proporre come ministro degli esteri di mezzo miliardo di europei Massimo D'Alema, il comunista? E che subita questa sconfitta a livello europeo, subito nomina lo stesso D'Alema presidente della Commissione di vigilanza sui servizi segreti, che tutti noi sappiamo costituiscono una struttura di riserva della politica estera di un paese? Possibile che di questo non si discuta nel Partito democratico?

La Peste italiana sarà tra poco il dossier ufficiale giuridico con cui coinvolgeremo la giustizia europea, quella internazionale e ogni altra. Magari anche quella di altri Stati europei, con quella seria trovata della richiesta di asilo politico in un altro paese europeo. Questo può consentirci seriamente di far giudicare la realtà costituzionale e giuridica italiana, alla luce degli accordi costituitivi dell'Unione europea negli altri 26 stati.

Tutti sappiamo che dove c'è strage di democrazia c'è strage di popoli. Questo la gente lo comincia a capire in Italia, se si pensa che in questi sessant'anni siamo riusciti ad arrivare a una situazione di disastro e di dissesto idrogeologico per il quale il 58% del territorio nazionale è in serio pericolo costante. Lo vediamo e lo leggiamo sempre più costantemente, e cominciamo probabilmente a renderci conto di quanti muoiono davvero per tumore e altre malattie in altre zone precise del nostro territorio. Si tratta già probabilmente di molte migliaia di persone.

E' grazie alla nostra forza militante che abbiamo un dossier con un insieme di iniziative giudiziarie in corso. Conosco centinaia di compagni avvocati, giuristi democratici che potrebbero essere davvero una forza temibile nell'oggi. Avete visto per le nostre due o tre iniziative sul piano delle liste quello che è successo, sono venute fuori 25 anni di illegalità. Hanno avuto un effetto dirompente.

Dobbiamo cominciare a parlare, all'interno del patto di consultazione che abbiamo con il Pd, dell'organizzazione militante di una forza nonviolenta di massa. Fintanto che la lotta non diventa nonviolenta non solo per i radicali, noi andiamo a sbattere dinanzi al degrado che sta distruggendo il nostro paese a tutti i livelli.

Abbiamo un bisogno estremo dei versamenti e delle iscrizioni. Perché potremo magari ancora andare avanti nell'attuale situazione, ma non possiamo continuare a sfidare il destino ritenendo davvero che mille, duemila, tremila persone per sessant'anni, riescono a salvare il loro paese da sole.

Puoi farlo subito, tramite internet, seguendo il link qui sotto:

http://www.boninopannella.it/sostienici


Ho voluto condividere con te queste mie valutazioni sull'esito elettorale. Spero che vorrai continuare a sostenerci nelle proposte di lotta per l'alternativa democratica che credo saremo all'altezza di continuare a proporre e incardinare.

Grazie per l'attenzione

venerdì 26 marzo 2010

Emma Bonino ha deciso di concludere la sua campagna elettorale con i cittadini, via Internet, televisione, satellite e radio.

Lo farà in diretta dagli studi di Radio Radicale venerdì 26 marzo, dalle ore 16.00

Webtv

PER PARTECIPARE ALLA DIRETTA:

Inviaci la video-domanda che potrà durare al massimo 30 secondi.

Segui la trasmissione sulla web TV Radicale e scrivi le tue domande in chat

Sintonizzati sulle frequenze di Radio Radicale

Il filo diretto verrà trasmesso da:

  • Radio Radicale
  • WebTV Radicale
  • TeleAmbiente
  • Red Tv
  • Radio Città Futura
  • Radio Popolare Roma
  • Eco Radio

Nel corso della trasmissione si collegheranno:
  • Current Tv
  • Radio Radio
  • You Dem

domanda

sabato 6 marzo 2010

La Ballata di EMMA

scritto da Antonio Giua e Maurizio Angeloni
prodotto da Paola Cossu
diretto da Maurizio Angeloni



PER UNA VISIONE OTTIMALE cliccare:

mercoledì 24 febbraio 2010

Attenzione! Senza democrazia non vi sono “elezioni”, ma solo violente finzioni contro diritti civili




Leggete e diffondete il comunicato e tutto il dossier

Chi non si precipita alla segreteria del comune o del municipio al più presto ( vale a dire domattina o al massimo domani pomeriggio) a firmare per la presentazione delle liste Bonino-Pannella nelle poche regioni dove ha la fortuna che ci siano, si merita almeno altri quarant'anni di regime berlusconiano appoggiato dal PD e sostenuto dal vaticano.


IL CASO BONINO, secondo Furio Colombo

24 febbraio alle ore

C’ è dell’assurdo in ciò che sta succedendo intorno a Emma Bonino dopo che la candidata del Pd in una regione chiave come il Lazio ha fatto sapere di avere iniziato lo sciopero della fame e della sete. Il problema è dove e a carico di chi collocare questo assurdo che graficamente si potrebbe rappresentare solo con “L’ Urlo” di Munch. Ci guida dentro l’assurdo la frase di Rosy Bindi che ha detto, più o meno: “Ma questa è matta, fa la radicale invece di fare la candidata del Pd. Avevo ragione io a non fidarmi”. Questa frase è come la Bibbia incisa su una capocchia di spillo. In miniatura si trova tutta la storia.

Primo. La Bonino fa la radicale (tavolini, raccolta di firme, ostinazione su battaglie della legalità, tipo trovare i verificatori di firme, l’ossessione un po’ noiosa d’informare su chi e perché si candida) in quel paesaggio tipo San Fratello che è la vita pubblica italiana. In esso la comune saggezza suggerisce di non insistere (vedi il conflitto d’interessi, vedi il trattato di alleanza militare con la Libia) e di cercare benevolenza invece che la soluzione del problema.

Secondo. La Bonino adesso è la candidata del Pd. Ha ben altri doveri. Si adegui se non vuole che si dica che ha già rotto il patto.
Qui c’è un vistoso errore, che persino gli elettori distratti avranno notato. Non è la Bonino che, nascondendo il saio dei radicali penitenti, è andata dal Pd a vedere se c’era un posto. È il Pd che si è recato dalla candidata radicale alla presidenza della regione Lazio per chiedere (ottima idea, continuo a pensare): vuoi essere la candidata del Pd? Vero, c’è stato chi si è dichiarato sospettoso, ansioso e scontento (Franceschini). Ma un nome alternativo non è mai stato proposto. Ed Emma Bonino è sembrata subito la soluzione (forse vincente ma certo unica) al problema del Pd nel Lazio, dopo la vicenda Marrazzo.

Terzo. Adesso la Bonino fa sapere due cose: che il rappresentare il Pd (che sta facendo da subito e bene) non la separa da vita, legami, impegni, militanza, passato e visione su ciò che accade in Italia; e che, certe volte, questo legame chiede la tenacia e l’ostinazione di non lasciar perdere. Esattamente ciò che ha indotto il Pd a decidere: ecco la persona giusta. Bene. Ma come si esce dalla contraddizione di fare una simile campagna elettorale continuando lo sciopero della fame e della sete? Domanda ansiosa e ragionevole, vista l’importanza di vincere in questa regione e in queste elezioni. Però, benché estranea alla consueta vita italiana, la Bonino non sta chiedendo la luna.

Volete dire che è impossibile oggi in Italia, raccogliere firme, candidarsi, informare, essere informati, votare con piena coscienza di causa, partiti grandi e partiti piccoli, un paese in cui la Costituzione c’è e vale per tutti?

un articolo di Furio Colombo
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DEMOCRAZIA A DIGIUNO
http://www.radicali.it/view.php?id=153377

"IL PD SOSTENGA LA BATTAGLIA DELLA BONINO"
http://www.radicali.it/view.php?id=153342

BONINO: SE SARÒ ELETTA TAGLIERÒ GLI STIPENDI AI CONSIGLIERI REGIONALI
http://www.radicali.it/view.php?id=153319

INT. A EMMA BONINO «MARRAZZO UN HANDICAP? STORACE HA GOVERNATO PEGGIO»
http://www.radicali.it/view.php?id=153217

QUELLI CHE... I RADICALI IMPEGNO CIVILE A 360 GRADI
http://www.radicali.it/view.php?id=153216

INT. A EMMA BONINO «STRAGE DI LEGALITÀ SENZA PRECEDENTI»
http://www.radicali.it/view.php?id=153347


REGIONALI, I BIG DEL PD IN CAMPO PER LA BONIN
http://www.radicali.it/view.php?id=153210


"DOBBIAMO AIUTARE EMMA A VINCERE". BERSANI IN CAMPO PER LA SFIDA DEL LAZIO
http://www.radicali.it/view.php?id=153161


Apertura della campagna elettorale di Emma Bonino a Latina
http://www.radioradicale.it/scheda/297437/apertura-della-campagna-elettorale-di-emma-bonino-a-latina

Emma Bonino incontra i cittadini della Provincia di Latina presso l'Hotel Fagiano
http://www.radioradicale.it/scheda/297520/emma-bonino-incontra-i-cittadini-della-provincia-di-latina-presso-lhotel-fagiano

Emma Bonino apre la campagna elettorale per la Regione Lazio a Roma con le donne di Roma e del Lazio.
http://www.radioradicale.it/scheda/297423/emma-bonino-apre-la-campagna-elettorale-per-la-regione-lazio-a-roma-con-le-donne-di-roma-e-del-lazio

Emma rilancia con gli infermieri di quartiere
http://www.radicali.it/view.php?id=152920

CATTOLICI-BONINO, CONVIVENZA POSSIBILE
http://www.radicali.it/view.php?id=153114

Tv politica, politica tv
http://www.radicali.it/view.php?id=152916

martedì 23 febbraio 2010

Zanardi Francesco, Silvio Viale e i Radicali Liguria appoggiano Emma Bonino

Zanardi denuncia nuovamente l'assenza delle istituzioni e ricomincia lo sciopero della fame.

Al Presidente della Repubblica.
Al Presidente del Consiglio della Camera e del Senato.
A Emma Bonino.
Al Parlamento Europeo
chiedendo che verifichi se in Italia esistono ancora condizioni di “democrazia tali per poter rimanere nell’U.E.” e che in caso contrario intervenga.
Agli stati membri dell’U.E.

Lo scrivente: Francesco Zanardi
Candidato per le liste Bonino Pannella per la Regione Liguria, e per le province di Savona Genova Imperia, e Silvio Viale primo candidato per le liste della Liguria.

Oggetto: Denuncia alle istituzioni. Appoggio lo sciopero della fame e della sete di Emma Bonino, denuncio per la seconda volta nel 2010 l’assenza di istituzioni in Italia e il regime antidemocratico al quale siamo costretti.

Ho sentito ieri Marco Pannella e alle 12,00 su Radio Radicale il triste e desolante appello di Emma Bonino che annuncia uno sciopero della fame e della sete, con l’obbiettivo dell’immediato rientro nella legalità costituzionale, pre elettorale ed elettorale, per la mancata garanzia delle più elementari regole che formano una democrazia, regole sulle quali si dovrebbe basare il nostro paese e sulle quali è basata l’intera Costituzione Italiana, purtroppo svanite e da nessuno tutelate.
Questo comportamento da parte delle istituzioni nei confronti dello stato italiano, non è così isolato, tutt’altro, io e il mio compagno Manuel ne siamo la prova, 35 giorni di sciopero della fame e sei mesi di appelli, non solo da parte nostra ma anche da parte di tantissimi cittadini e delle associazioni, nella più totale censura ed indifferenza delle istituzioni italiane, mentre del triste caso se ne parlava scandalosamente in tutti i paesi civilizzati del globo. Persino l’U.E. è intervenuta, alcuni Europarlamentari hanno appoggiato il nostro sciopero della fame, tutto inutile, le istituzioni sempre latitanti.
Queste le accuse, che a soli 15 giorni dalla fine della mia protesta, reclama anche Emma Bonino denunciando l’antidemocraticità del paese.

Le istituzioni devono garantire la presenza di autenticatori che invece non c’è stata, neppure a pagamento, tutt’altro siamo stati boicottati, gli organi di stampa che dovrebbero garantire uguale diritto di informazione, invece dedicano enormi spazi ai partiti che non hanno necessità di raccogliere firme, che godono di finanziamento pubblico, che sono su tutti i manifesti, non come tanti piccoli partiti che invece sono costretti ad auto finanziarsi , e vengono boicottati a livello di informazione giornalistica e in base ai diritti democratici che la Costituzione impone.

Non esiste più alcuna possibilità di comunicazione civile in questo paese, le istituzioni sono totalmente sorde ed esiste uno stato di regime politico ed informativo che fa si che l’Italia non possa più essere considerato un paese democratico. Questo è imposto in un paese che si dichiara civile, dalla nostra Costituzione e da quella Europea. Paghiamo continuamente enormi sanzioni per il mancato rispetto delle regole della comunità, l’ultima entrata in vigore nel dicembre scorso e mai rispettata, il trattato di Lisbona.

Cordialmente
Francesco Zanardi e Silvio Viale.
Regione Liguria.

L' intervista rilasciata ieri a RadicalWeb da Francesco Zanardi

http://radicalweb.org/2010/02/francesco-zanardi-diritti-gay-omosessuali-radicali/

venerdì 19 febbraio 2010

Francesco e Manuel, l'altro ieri...



SAVONA, LISTA BONINO-PANNELLA: SABATO 20 FEBBRAIO,

ALLE ORE 10:30, CONFERENZA STAMPA DI SILVIO VIALE,

CANDIDATO GOVERNATORE PER LA REGIONE LIGURIA, E

FRANCESCO ZANARDI, CAPOLISTA A SAVONA

Savona, sabato 20 febbraio 2010, ore 10:30

presso il tavolo di raccolta firme

di via Paleocapa angolo corso Italia


Per informazioni e contatti:

Francesco Zanardi, f.zanardi@gayitaliani.eu, 3927030000

Veronica Parusso, veroviola@hotmail.it, 3478077636

venerdì 12 febbraio 2010

Ieri sera ho sentito e visto a Spaziozero da parte dell'intero staff della trasmissione, più altri RAI, attacchi durissimi, al limite dell'insulto, contro il nuovo regolamento sulla par condicio proposto da Marco Beltrandi alla Commissione di Vigilanza sulla Rai e e che la Commissione Parlamentare di Vigilanza ha approvato.
Una vittoria per me sorprendente, anche se sapevo bene quanto attento lavoro per la correttezza, la completezza e la parità di presenza informativa nel servizio pubblico sia stato profuso da Beltrandi e non solo, nella stesura del documento poi approvato.
L'assurdità degli attacchi di cui è stata fatta oggetto, in mancanza in loco di Beltrandi, Emma Bonino in quanto radicale, e in quanto candidata presidente della Regione Lazio alle prossime regionali hanno, credo, consentito di presentare agli occhi degli spettatori una realtà ben diversa da quella che gli era stata sempre presentata come il massimo possibile di correttezza in regime Rai-Mediaset.
Attacchi ancora più assurdi poichè provenienti da una parte dei "professionisti dell'informazione" che almeno a parole non perdono da anni occasione per sostenere la necessità di rispettare la par condicio senza rispettarla praticamente se non per caso, ma che di fronte alle nuove regole appena approvate non si sono neanche preoccupati di andarsi a leggere il provvedimento e hanno preteso di s-parlarne solo per sentiti dire ricchi di pregiudizi e disinformazione.
Una vera figuraccia per loro sentirsi chiedere da Bonino di andarsi a leggere almeno il provvedimento, prima di voler contestarlo.
Una vittoria, quella della Commissione di Vigilanza con il documento Beltrandi, che è davvero dalla parte dei cittadini, inaspettatamente, sorprendentemente.
Starmeritatamente.

La battaglia dei radicali per il diritto dei cittadini ad essere informati di tutte le proposte delle diverse componenti della politica, specie in campagna elettorale, e con tempi uguali per tutti, non è una novità, ma è quasi sempre stata frustrata, e oscurata sotto la censura pressoché totale dei media di stato e non solo.
Battaglia radicale per eccellenza, quella per la libertà e la completezza dell'informazione in un servizio pubblico lottizzato da sempre, che si è sviluppata fin dalla campagna elettorale per le politiche del 1976 attraverso le forme anche più estreme di lotta nonviolenta, come il digiuno, ma anche attraverso il monitoraggio degli spazi e dei tempi dedicati alla proposta politica dei vari esponenti dei partiti dalle reti pubbliche e private, la pressante richiesta, la proposta di regole rispettose della completezza e della pluralità sempre sbandierate da tutte le posizioni politiche e anche attraverso l'azione giudiziaria nei confronti di chi le violava e malgrado le conseguenti ripetute condanne le continuava a violare imperterrito, perchè, di fatto, immune da sanzioni.
E la stragrande maggioranza dei cittadini italiani, a meno di non riuscire ad ascoltare i notiziari di Radio Radicale, ne sono rimasti per anni accuratamente e assolutamente tenuti all'oscuro, alla faccia della "pluralità e completezza" dell'informazione pubblica, pagata coi soldi dei cittadini medesimi.
Un bel risultato, che mi auguro permetterà finalmente una campagna elettorale di informazione plurale e non di propaganda parziale.
Grazie Marco Beltrandi, grazie a coloro che hanno collaborato con te, nella stesura e nell'approvazione della "par condicio" alla pari.
Alba Montori

p.s. stamane ricevo questa lettera di FAQ al riguardo da Marco Beltrandi e la posto qui di seguito, invitando chi mi legge a leggerla a sua volta e a diffonderla. Perchè l'informazione e la conoscenza devono circolare, il più possibile, per produrre consapevolezza e libertà.


-"Alba
in queste ore sono volate dichiarazioni di condanna da ogni parte nei confronti del regolamento sulla par condicio che ho proposto e fatto approvare dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai. Questo testo rappresenta una conquista storica per il movimento radicale, e per le battaglie condotte sul fronte dell'informazione degli ultimi 40 anni.

Tutte le opinioni sono legittime, purché basate sui fatti. Per questo è bene chiarire che la norma approvata non “sospende” i talk show, non li “taglia”, non li “oscura”, tantomeno li “censura”.

Per chiarire le ragioni per cui abbiamo proposto questo regolamento, alcuni compagnio hanno realizzato queste domande & risposte che spero troverai utili.

Se così sarà ti chiediamo di aiutarci a chiarire la questione, condividendo questa email con i tuoi contatti o pubblicandola su Facebook.
*****

Il regolamento approvato dalla Commissione di vigilanza su proposta del parlamentare radicale Marco Beltrandi sopprime i talk show politici?

No, devono solo rispettare le regole che la legge prevede, e cioè dare parità di spazio ai diversi candidati presidente ed ai diversi partiti. Potranno organizzare i faccia a faccia tra i candidati Presidenti di Regione; i confronti tra i partiti; le interviste dei leader. L’unica cosa vietata è favorire un partito (invitandolo più volte di altri) o un candidato (organizzando una puntata solo per lui)

Il regolamento è un ennesimo attacco alla libertà di informazione, a favore di Berlusconi?

Il regolamento stabilisce soltanto che le trasmissioni di maggiore ascolto non potranno invitare solo chi vogliono loro, dando più spazi ad un partito/leader o ad un altro a seconda dell’orientamento di ciascuna, il motivo per cui finora sono state condannate in ogni campagna elettorale, per decine di volte. I dibattiti tv delle presidenziali americane, le trasmissioni politiche più seguite al mondo, sono regolati nei minimi dettagli: dalla posizione che assumono i candidati (sul podio o seduti intorno a un tavolo), al tempo di risposta dopo ogni domanda, alla possibilità o meno di ribattere alle risposte del contendente, agli argomenti dei vari dibattiti. In occasione delle primarie, quando i candidati arrivano ad essere anche più di 6 o 7, sono invitati tutti su un piano di parità.

Le trasmissioni saranno ingestibili, con decine di partiti e partitini?

No, perché sono ammessi a livello nazionale solo i candidati Presidente ed i partiti che saranno presenti in un numero di Regioni che rappresentano almeno dell’elettorato coinvolto. I partiti non devono essere presenti tutti insieme ma anche distribuiti in più puntate.

Report, Che tempo che fa, Domenica In dovranno chiudere?

No. Come da sempre accade in periodo elettorale, semplicemente non potranno ospitare politici. Se lo fanno, devono dare spazio uguale a tutti

Si vuole cancellare l’audience dei talk show?

Falso. Quando si fecero i faccia a faccia all’americana, ad esempio tra Prodi e Berlusconi, con Mentana e con Minum moderatore, furono seguiti dai più di dieci milioni di persone.

Mediaset e le altre tv private saranno invece libere?

No. La legge prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni faccia un regolamento analogo a quello della Commissione di vigilanza.

Cosa potrebbe accadere

  • Porta a Porta: 4 trasmissioni settimanali, adatte per i confronti tra partiti (4 a puntata ad esempio). Possibili anche (come già fatto alle elezioni Regionali del 2000) che si tengano all’interno della stessa puntata due o tre sessioni, ciascuna con un faccia a faccia tra i candidati Presidente di una Regione
  • Annozero e Ballaro: mantenendo una sola puntata a settimana (quindi 4 ciascuna nei 30 giorni finali), potrebbero organizzare confronti tra partiti, 4 esponenti per puntate ad es. (come già fa Ballaro). Con due puntate settimanali ciascuna, potrebbero anche dedicarsi ai faccia a faccia tra Presidenti Regioni
  • Vespa, Santoro, Floris: potrebbero anche condurre le interviste ai leaders previste per gli ultimi 15 giorni, in spazi ad hoc

Commenta su internet:
Regole per i talk show: domande, risposte & i tuoi commenti

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On Marco Beltrandi,
parlamentare radicale, membro della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai-tv

martedì 19 gennaio 2010

di Pier Paolo Segneri "La candidatura centrale di Emma Bonino"

da NOTIZIE RADICALI 19 gennaio 2010

“Chi cerca di realizzare il paradiso in terra, sta in effetti preparando per gli altri un molto rispettabile inferno”, asseriva Paul Claudel con laica lucidità. Questa frase è, forse, una delle sintesi più suggestive e raffinate con cui si è soliti spiegare, in modo semplice, la complessità del pensiero e del metodo liberale. Vi aderisco, perciò, convintamente. Tanto più che ben si adatta alla consapevolezza dei limiti umani di ciascuno di noi. Ma andiamo per ordine: l’aforisma di Claudel ci fa comprende, innanzitutto, che la pretesa umana di realizzare astratti paradisi terrestri porta sempre a conflitti e rigidità tali da provocare disastri. Le imperfezioni e i difetti, invece, appartengono al mondo liberale. Nel senso che trovano cittadinanza proprio in una visione liberale della società e sono riconosciuti come possibili, a volte addirittura probabili, dalla pratica e dalla politica liberale. Perché il pensiero liberale è una filosofia, non un’ideologia né, tanto meno, un dogma.

A tal proposito, Pier Luigi Bersani ha giustamente dichiarato nei giorni scorsi che Emma Bonino “è una fuoriclasse” e che, perciò, bisogna guardarla fuori da quegli stereotipi con cui viene sistematicamente attaccata dagli avversari politici: anticlericale, laicista, abortista, femminista. Stavolta, però, Giuliano Ferrara deve aver preso alla lettera la dichiarazione del segretario del Pd e, rispondendo a una missiva del senatore Lucio d’Ubaldo, il direttore ha risposto, sul Foglio di giovedì 14 gennaio, che Emma è sì “abortista”, ma lo stereotipo non basta: è anche “una prepotente, vittimista, innamorata di sé”. Insomma, Ferrara ha voluto farne un ritratto che evitasse, almeno un po’, i vecchi stereotipi di cui sopra. Anzi, è andato oltre: ha evitato sia gli stereotipi elogiativi espressi dagli estimatori della Bonino sia quelli propinati dai soliti detrattori. E l’ha resa simpatica. Tanto che anche lunedì 18, sempre dalle pagine de il Foglio, il direttore è ritornato sull’argomento. Un successo!

Il pensiero liberale si fonda - da sempre - sulla capacità di ciascuno di migliorare, sulla possibilità di correggere gli errori superando i vecchi limiti o imparando a rispettarli. E’ proprio questo ciò che mi ha sempre colpito di Emma Bonino, come donna e come politico: la forza di comprendere i propri limiti e di saperli superare. Anzi, di più: Emma non conosce limiti, ma li rispetta. E’ una donna di governo. Sembra nata apposta per fare questo. E’ pragmatica, concreta, risolutiva. E non le mancano certo i difetti. La perfezione appartiene agli assolutismi. Ma Emma ha anche il pregio o il difetto di parlare con franchezza e non si nasconde mai dietro all’ipocrisia. Qualità rarissima tra i politici nazionali. E’ così.

Insomma, da Emma Bonino ho imparato che dentro una concezione liberale del mondo - sempre nel rispetto della persona e dello Stato di diritto - possono trovare cittadinanza i difetti, le imperfezioni e gli errori. Invece, in una visione ideologica, totalitaria, integralista, fanatica, dogmatica o assolutista, questo non è possibile: la condanna cala non sull’errore, ma sulla persona. E il peccato diventa reato. La differenza sta nel fatto che, in un sistema liberale, i difetti e gli errori si correggono o almeno si tende e si tenta di correggerli mentre, in un sistema assoluto o autoritario o illiberale, i giudizi affibbiati restano addosso alle persone come un pregiudizio. E sono definitivi. Mi vengono in mente, allora, le sue mille battaglie contro ogni tipo di violenza sulle donne, la lotta senza quartiere nei confronti di tutte le pratiche illiberali dettate dai fondamentalismi religiosi o politici, l’ostinazione di Emma nel tentativo concreto di debellare l’orrenda pratica delle mutilazioni genitali femminili, l’impegno con e per le donne africane, l’attenzione per le questioni legate al clima e all’ambiente, il suo lavoro per le imprese italiane oltre i confini nazionali per rafforzare il commercio con l’estero. E poi, la mano tesa ai detenuti, agli ultimi, ai diseredati, ai malati. Laicamente.

E’ come se, in ogni nuova battaglia politica, Emma dicesse: non c’è libertà senza legalità. I diritti umani e civili, come pure i doveri di ciascuno, vanno conosciuti e conquistati. Quindi, rispettati. Poi, ci sono anche i limiti umani, che però si superano. E’ come se Emma esclamasse: “Guardate me! Sono nata a Bra, sono una persona comune e non mi sono arresa. Ho visto i limiti dentro cui il Potere ci voleva confinare e ho i visto anche i limiti del Potere. Ho sempre creduto che i limiti si potessero cambiare: millimetro per millimetro, giorno per giorno. Ma senza Marco Pannella e i compagni Radicali sarei finita a fare l’insegnante di inglese a Cuneo e, invece, testarda come sono… Ora mi candido pure alla presidenza della regione Lazio!”.

Emma Bonino è una delle figure centrali dell’attuale panorama politico italiano ed europeo, riesce a conquistare l’interesse e il plauso oltre i confini di appartenenza perché è liberale. Si pone al centro della scena, ma non è centrista. E’ centrale.