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martedì 14 gennaio 2025

Un’opera cinese che altera la rotazione della Terra: La Diga delle Tre Gole



 La Diga delle Tre Gole, situata sul Fiume Azzurro nella provincia cinese dell’Hubei, non è soltanto una delle più grandi opere di ingegneria mai realizzate dall’uomo ma anche una struttura che incarna il complesso rapporto fra tecnologia e natura. Questo colosso dell’idroelettrico, in grado di generare fino a 22.500 megawatt di energia, provoca infatti un ‘effetto collaterale’ imprevisto: con una lunghezza di oltre 2,3 chilometri e un’altezza di 185 metri, il suo impatto ambientale si estende persino alla rotazione terrestre.

 Secondo gli scienziati della Nasa l’enorme massa d’acqua contenuta nel bacino della diga, che può raggiungere i 39,3 miliardi di metri cubi, influenza la dinamica della massa terrestre. Sebbene impercettibile agli esseri umani, questa situazione rallenta la rotazione della Terra allungando la durata di un giorno di circa 0,06 microsecondi. 

Il fenomeno può essere spiegato attraverso un principio fisico che avviene negli spettacoli di pattinaggio: quando una pattinatrice estende le braccia rallenta la sua rotazione poiché la distribuzione della massa influenza la velocità angolare. Allo stesso modo la massa d’acqua trattenuta dalla diga modifica la distribuzione del peso sulla superficie terrestre alterando la dinamica della rotazione.

 Ma non solo: oltre al rallentamento della rotazione, l’accumulo di acqua nella diga modifica leggermente la forma del pianeta. La Terra non è solida al suo interno e per questo motivo non è una sfera perfetta ma un geoide. Questa alterazione della dinamica rotatoria provoca un ulteriore aumento del rigonfiamento all’equatore con lo spostamento dei poli geografici di circa 2 centimetri.

 Anche se tali variazioni non influenzano direttamente la vita sulla Terra, rappresentano un esempio straordinario di come ormai le attività umane possano influenzare il nostro pianeta su scala globale.  

 Bisogna però considerare che anche alcuni fenomeni naturali possono avere impatti simili. Ad esempio, lo tsunami dell’Oceano Indiano del 2004 (con una magnitudo di 9,1) ha spostato una quantità di massa sufficiente a ridurre la durata del giorno di 2,6 microsecondi. Allo stesso modo il terremoto del 2011 in Giappone ha accorciato il giorno terrestre di 1,8 microsecondi. Tutti fenomeni rilevanti ma temporanei, a differenza di quello provocato della diga delle Tre Gole. 

 Sempre nell’ambito della ridistribuzione della massa che influenza la velocità angolare del pianeta dobbiamo anche considerare lo scioglimento dei ghiacciai provocato dal riscaldamento globale. L’aumento delle temperature contribuisce infatti a ridistribuire le masse d’acqua dai poli verso gli oceani, accentuando il rigonfiamento equatoriale e influenzando ulteriormente la rotazione del pianeta, anche in questo caso in maniera permanente: la durata del giorno potrebbe così allungarsi di 1,33 millisecondi per secolo.

 Oltre agli effetti sulla rotazione terrestre, la Diga delle Tre Gole ha generato ulteriori controversie. La sua costruzione ha portato al trasferimento di oltre 1,3 milioni di persone, molte delle quali hanno perso non soltanto le loro case ma anche il loro patrimonio culturale, poiché decine di siti storici e archeologici sono stati sommersi. Inoltre, l’alterazione del flusso del fiume Yangtze ha avuto impatti significativi sugli ecosistemi locali con conseguenze per la biodiversità, inclusa la possibile estinzione di alcune specie acquatiche.

 La Diga delle Tre Gole è quindi un simbolo del progresso tecnologico della Cina ma rappresenta anche una lezione sulla necessità di bilanciare le ambizioni umane con le limitazioni imposte dalla natura. Gli effetti sul pianeta, seppur minimi, ci ricordano che ogni azione su larga scala può avere ripercussioni inaspettate e durature. Progetti come la Diga delle Tre Gole evidenziano quindi l’importanza di una pianificazione sostenibile e consapevole. La scienza e la tecnologia devono essere accompagnate sempre da una profonda riflessione etica per garantire che le soluzioni innovative non compromettano il futuro del nostro pianeta.

di Massimiliano Fanni Canelles su     Quotidiano  La Ragione. 14 Gennaio



sabato 30 ottobre 2021

INVENZIONI GIAPPONESI ...

  Intelligenza e tecnologia al servizio della vita quotidiana ?

Geniali invenzioni

Mascherina Intelligente che Traduce

Cos’è: Una mascherina che traduce la lingua
Inventato: 2020
Prezzo Medio: $50* 

Le coperture per il viso e le mascherine ora sono comuni in tutto il mondo, quindi ha senso che un’azienda faccia profitto di questa necessità. La C-Face Smart Mask copre il volto di chi l’indossa, amplificando e traducendo la voce della persona in otto lingue diverse. 

Translating Smart Mask @Sharjah24 News / Youtube.comTranslating Smart Mask @Sharjah24 News / Youtube.com

I potenziali usi di questa geniale invenzione sono davvero infiniti (e ne vale il prezzo). Dalla diplomazia al turismo, una mascherina che traduce attivamente le tue parole non è solo un modo intelligente per aggiornare la tua mascherina facciale, ma potrebbe anche aiutarti ad interagire con tutti i tipi di nuove persone lungo il cammino.

 Barattolo Giapponese per Urlare

Cos’è: Barattolo insonorizzato in cui puoi urlare per scaricare lo stress
Inventato: 2016
Prezzo Medio: $81.72*

Tutti sono stressati, ma non tutti sono nelle possibilità d’urlare a qualcuno quando sono stressati. Il Banraishop Scream Jar Voice Silencer è pronto per alleviare lo stress. Porta il barattolo alla bocca e urlaci dentro. È insonorizzato, pertanto ne esce solo un piccolo sussurro.

Japanese Scream Jar @John P. McCartney / Pinterest.comJapanese Scream Jar @John P. McCartney / Pinterest.com

Il Voice Silencer è anche buono per il karaoke o per cantare, ma, a giudicare dalle recensioni, le persone lo usano per lo più per urlare di rabbia. Oppure lo danno ai loro figli per urlare in modo che non siano così fastidiosi. Costa circa $ 82 ed è disponibile su Amazon

sabato 15 luglio 2017

AIUTARLI A CASA LORO?

Condivido il metodo e il merito e diffondo questo post in cui l' autore spiega dettagliatamente un modo LEGALE, ECONOMICAMENTE ACCETTABILE , e sopra tutto UMANO, per affrontare degnamente la "questione emigrazione ".
______________
AIUTARLI A CASA LORO.
L'errore che fate tutti, nessuno escluso, é di considerare le fughe dal proprio Paese qualcosa che può avvenire SOLO in quel modo: su un gommone!
Eppure vivete nel XXI secolo e ormai da quasi un ventennio!
Se questi afroasiatici hanno deciso in massa di venire in Europa, verranno, verranno comunque.
Si potrà rallentare il flusso, si potranno rimpatriare, ma continueranno a venire: se rendi più difficile una cosa, la rendi più appetibile.
Da anni spiego che vanno aperti uffici Alitalia/Ministero Interni in ogni città fornita di aeroporto internazionale e situata in zone vicine o facilmente raggiungibili dalle zone di partenza dei flussi.
  Il migrante si reca negli uffici, compra un charter Alitalia con biglietto A/R, versa il contante che ha preventivato per gli scafisti, una cifra congrua, su un conto bancario on line italiano, esigibile SOLO in Italia.
Poi sale su un comodo volo per la città italiana prescelta.
Arriva e attiva il suo conto solo dopo essere passato ad ottenere un permesso di soggiorno temporaneo per cercare lavoro se é migrante economico.
Oppure chiede aiuto come profugo, ma come tale perde il proprio denaro e va a carico dello Stato fino a fine emergenza nel luogo da cui proviene.
Chi invece decide di dichiararsi migrante in cerca di lavoro, viene autorizzato ad usare I propri soldi per un periodo congruo, utile a trovare soluzioni di sopravvivenza autonome.
Quindi spende liberamente I suoi soldi, in affitti, in supermarket, in vestiario.
E cerca lavoro.
Al termine del periodo concesso ha già un biglietto di ritorno aereo già pagato, può rifare la trafila quante volte vuole, se raggranella il contante necessario.
Questo per me é AIUTARLI DA LORO

domenica 10 luglio 2016

Il giorno più romantico della mia vita si è trasformato in un incubo

Ho ricevuto questo appello e devo assolutamente aderire e farlo circolare al più presto.
Mi auguro che chi legge faccia altrettanto.
La Cina è vicinissima !
AMg

Alba,
Il giorno più romantico della mia vita si è trasformato in un incubo.
La mia ragazza mi ha chiesto in moglie il giorno in cui ci siamo laureate alla Guangdong University of Foreign Studies, una delle scuole più rispettati in Cina. Questa è una tradizione qui - ma non se sei lesbica.
Dopo che le foto della nostra proposta son o andate a finire sul web, i funzionari di partito della Guangdong University of Foreign Studies hanno minacciato di trattenersi il mio diploma, dicendo che dobbiamo "mantenere la nostra omosessualità per noi stessi e non importunare gli altri."
E non si sono fermati lì. Mi hanno denunciata ai miei genitori e hanno effettuato una perquisizione di polizia nel mio appartamento per raccogliere appunti personali come "prova".
Sono devastata e umiliata, ma sto combattendo e ho bisogno del tuo aiuto.
descrizione dell'immagine
La Guangdong University of Foreign Studies ha partnership con 192 scuole in tutto il mondo, tra cui la Georgetown University, la Columbia University, le scuole CUNY, l? Università delle scuole della California, e l'Università del Wisconsin *. Se vedono migliaia di persone al di fuori della Cina condividere la nostra storia, sapranno che ne va della reputazione dell'intera Guangdong University.

La discriminazione fa del male a così tanti giovani nelle scuole e nelle università in tutta la Cina e non è giusto. Usano anche  libri di testo omofobici nelle loro classi, che descrivono l'omosessualità come un "disturbo psicologico." 
Nessuna scuola dovrebbe intimidire gli studenti per chi sono o chi amano. 
Il mio caso è solo uno tra molti, ma potrebbe innescare un cambiamento.
La Guangdong University of Foreign Studies ha cercato di rappresentarmi  come una poveraccia, una ragazza perduta, che ha bisogno di una rigorosa disciplina. Stanno cercando di farmi tacere, così le loro malefatte non possono danneggiare la loro reputazione.
Ma sono stufa di stare in silenzio: nessuna scuola dovrebbe mai discriminare i suoi studenti, ne in Cina né altrove. 
Grazie 
Xiaoyu Wang, con la squadra All Out
* Se sei uno studente o ex allievo delle scuole su elencate,  sei pregato di inviare la mia petizione alla tua Università e sollecitare la tua scuola a scrivere una lettera pubblica a Guangdong University of Foreign Studies.

mercoledì 19 novembre 2014

RNN 45: Una settimana Radicale: XX° anniversario di NPSG; NTCaino in Africa, il direttivo di "Turchia in Europa Subito"

Radical Nonviolent News n. 45
18 novembre 2014
A causa di problemi tecnici
questo numero di RNN è consultabile interamente all'interno della mail
RNN 45: Una settimana Radicale: XX° anniversario di NPSG; NTCaino in Africa, il direttivo di "Turchia in Europa Subito"

In questo numero:

Risultati della Conferenza “XX anniversario di Non c’è Pace Senza Giustizia: sfide e opportunità per la Corte Penale Internazionale”
Sabrina Gasparrini @Sabrins

Due punti di ordine generale e tre specifiche raccomandazioni sono emerse dalla Conferenza dello scorso 13 novembre al Senato, cui hanno partecipato rappresentanti degli Stati, della Corte Penale Internazionale, magistrati, avvocati, esperti, parlamentari.

I due punti cruciali con riferimento alla complementarietà e alla cooperazione sono: A) questi due principi cardine devono essere considerati congiuntamente, poiché spesso sono le due facce di una stessa medaglia. Questo è importante specie quando si tratta di traslare lo Statuto di Roma nell’ordinamento interno e di eseguire il lavoro attinente alla giustizia penale internazionale e alla CPI. B) La sensibilizzazione da parte della CPI dei vari attori rilevanti è fondamentale per far funzionare la complementarietà e la cooperazione. Il coinvolgimento delle persone su tali tematiche è importante per promuoverne la comprensione e quindi rafforzarne l’impegno.

In particolare, la Conferenza ha formulato le seguenti raccomandazioni: 1) incoraggiare maggior sostegno per la CPI da parte del Consiglio di Sicurezza delle NU, soprattutto rispetto ai casi ad essa deferiti (attuali o futuri che siano); 2) incoraggiare meccanismi nei rapporti tra Stati, e tra Stati Assemblea degli Stati Parte, per supportare i Paesi nell’adempiere all’obbligo di cooperare con la CPI, che sia in quanto Stati Parte o con riferimento ai casi deferiti dal Consiglio di Sicurezza delle NU; 3) incoraggiare il supporto da parte di vari attori - inclusa la CPI, i governi, la società civile - agli Stati per adempiere all’obbligo di investigare e perseguire i crimini a livello nazionale.
«Turchia in Europa da Subito» denuncia la decisione irresponsabile della Commissione Juncker che blocca gli ingressi nell'UE fino al 2019
Mariano Giustino* @MarianoGiustino

Il 12 novembre si sono svolti a Roma i lavori del primo Consiglio direttivo di Turchia in Europa da Subito, organizzazione transnazionale di cittadini e parlamentari che persegue lo scopo di sostenere e promuovere l’immediato ingresso della Turchia nell’Unione Europea. La riunione è stata preceduta da un incontro tra i dirigenti dell’associazione Turchia in Europa da Subito e il nuovo ambasciatore della Repubblica turca in Roma, S.E. Aydın Adnan Sezgin, l'11 novembre.

Il Consiglio direttivo ha denunciato come scandalosa e politicamente sbagliata la dichiarazione della Commissione europea Juncker, la quale afferma che prima del 2019 non avverrà alcun ingresso nell’Unione Europea. La decisione è stata recepita da tutti i paesi candidati, e dai paesi che aspirano alla candidatura, come un congelamento di fatto dei negoziati.

Ciò significa che i processi di riforma che sono stati avviati tra molte difficoltà, come è avvenuto per la Turchia, rischiano di restare paralizzati fino al 2019 venendo meno il carattere di urgenza delle riforme necessarie da intraprendere per l’allineamento con l’acquis comunitario.

È' ancora più grave il fatto che la presa di posizione della Commissione Juncker non abbia suscitato alcuna reazione, non solo nel Parlamento europeo, ma anche nel governo italiano, che deve respingere con fermezza questa irresponsabile posizione. L’associazione Turchia in Europa da Subito ne denuncerà la gravità in tutte le sedi istituzionali sia italiane che europee.

È possibile ascoltare integralmente i lavori del Consiglio direttivo di Turchia in Europa da Subito sul sito di Radio Radicale: http://www.radioradicale.it/scheda/426008/consiglio-direttivo-dellassociazione-turchia-in-europa-da-subito

* Direttore della rivista «Diritto e Libertà»
marianogiustino@dirittoeliberta.it
@TURKEYEUROPENOW
@AntennaAnkara
Continua la missione di Nessuno Tocchi Caino in Africa
Nessuno Tocchi Caino @HandsOffCain_IT

Dopo la tappa in Zimbabwe, la missione di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è continuata nelle Comore, con l’obiettivo di trovare sostegni alla Risoluzione ONU per la moratoria delle esecuzioni che andrà al voto all’Assemblea Generale a metà dicembre.

Il 17 novembre la delegazione dei Radicali, composta da Sergio D’Elia, Marco Perduca e Marco Maria Freddi, insieme all’Ambasciatore d’Italia Luigi Scotto, ha incontrato il Ministro degli Esteri delle Comore El-Anrif Said Hassan per discutere la posizione di voto, in passato di astensione, sulla risoluzione ONU pro-moratoria.

“L’abolizione della pena di morte ha un valore umanitario, perché consente alle persone di vivere e riabilitarsi”, ha detto il Ministro Said Hassan, il quale ha aggiunto che il Governo ha approvato una proposta di riforma abolizionista del Codice Penale e di Procedura Penale che però non è passata in Parlamento. “Ci proveremo col prossimo Parlamento la cui elezione è prevista a gennaio 2015”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda il voto sulla Risoluzione ONU, il Ministro degli Esteri ha detto che sta preparando una nota che verrà discussa nel Consiglio dei Ministri che dovrà decidere se passare dal voto di astensione, come negli anni precedenti, al voto a favore. La delegazione di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale aveva fatto visita in mattinata al carcere della capitale delle Comore, Moroni, una struttura fatiscente che risale all’epoca del dominio coloniale francese.

La missione si concluderà a Niamey, capitale del Niger, con la partecipazione anche del membro del direttivo di NTC Matteo Angioli e il Presidente Marco Pannella.
Presentata denuncia alla Commissione europea sull’acqua al tallio
Massimiliano Iervolino @iervolino_m

Il tallio è un elemento chimico altamente tossico utilizzato nel passato per topicidi e insetticidi. L’unico organismo ufficiale che ha preso in considerazione la pericolosità del tallio è stata l’EPA, prevedendone un limite massimo di presenza nelle acque potabili di 2 µg/l. Ebbene, l’11 settembre di quest’anno alcuni docenti dell’Università di Pisa, hanno inviato una lettera agli organi competenti per segnalare la presenza di tallio nelle acque ad uso pubblico distribuite nell’abitato del Comune di Pietrasanta.

Dai campionamenti effettuati, è emerso che le concentrazioni di tallio variano da 1,77 µg/l fino a 10,1 µg/l. A seguito di tale denuncia, il 23 settembre 2014 si è tenuta una riunione alla presenza dei vari organi competenti in materia. Al verbale di questo incontro è stata allegata una tabella di misurazioni prodotta dal Laboratorio di Sanità Pubblica di Lucca, da dove si evince che la presenza di tallio nell’acqua era già nota nel 2011. Sulla base di queste analisi, il sindaco del comune di Pietrasanta, il 3 ottobre 2014 ha emanato un’ordinanza sindacale con cui viene vietato l’utilizzo dell’acqua.

Per questo ho deciso di presentare una denuncia alla Commissione europea per la violazione da parte dell’Italia della direttiva 98/83/CE (art.4 comma 1 lettera a).

La documentazione inviata alla Commissione europea è disponibile al seguente linkhttp://www.massimilianoiervolino.it/comunicati-stampa/225-acqua-al-tallio-iervolino-presentata-denuncia-alla-commissione-europea.html
Certi Diritti a congresso
Leonardo Monaco* @Monaco_Leonardo

Si avvicina la tre giorni congressuale dal 21 al 23 novembre dell’Associazione Radicale Certi Diritti , soggetto costituente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito. L’adunanza avrà luogo al Grand Hotel Lamezia (Piazza Lamezia, Sant’Eufemia di Lamezia Terme, CZ) e sarà preceduta nel pomeriggio del venerdì da una sessione sulla promozione dei diritti delle persone LGBTI nell’ambito della PA e delle aziende private, per poi entrare nel vivo del dibattito congressuale da sabato con le abituali relazioni di Segretario e Tesoriere, con le relazioni tematiche diFilomena Gallo (Segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Ottavia Voze (attivista trans), Alessandro Comeni (attivista intersex), Sergio Lo Giudice (Senatore PD iscritto all’Associazione) e i contributi del Segretario di Radicali Italiani Rita Bernardinie di Marco Pannella.

Sono solo alcuni degli interventi che caratterizzeranno un appuntamento congressuale che si svolgerà in concomitanza delle elezioni regionali in Calabria e del Transgender Day of Remembrance, nella cornice di un Paese che prosegue a rilento sul fronte delle riforme per l’affermazione della libertà e della responsabilità sessuale delle persone e con uno sguardo fisso a quello che succede oltre i confini italiani, dove sempre più ordinamenti vedono sbocciare leggi che criminalizzano in base all’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Un fine settimana di ricerca e dibattito, dove disegnare la strategia di Affermazione Civile per il prossimo anno e costruire le nuove iniziative transnazionalidell’Associazione. Informati su come raggiungerci e preannuncia la tua presenza .

* Segretario di Certi Diritti
OSCE #BerlinPlus10: Antisemitismo a 70 anni da Auschwitz e Birkenau
Ilari Valbonesi @ ilarzip

Il 12 e 13 novembre si è tenuta a Berlino la decima conferenza OSCE #BerlinPlus10 dedicata a fare il punto sull'antisemitismo in Europa a dieci anni dalla Dichiarazione di Berlino . La conferenza ha registrato la partecipazione di circa due terzi dei 57 Stati membri, in un momento in cui l'antisemitismo si riaccende in diversi paesi.

70 anni dalla liberazione dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, l'antisemitismo ha infatti assunto forme che fanno ricordare la persecuzione organizzata: il partito neo-nazista tedesco Die Rechte ha chiesto alle autorità municipali gli indirizzi degli ebrei che vivono a Dortmund, e i tentativi di rimuovere la memoria della Shoah non sono più l'esclusivo strumento di propaganda di stati islamici integralisti. "Se nel 1945 mi avessero detto che da anziano avrei ancora combattuto contro l'antisemitismo, non ci avrei mai creduto. Ora il pericolo è tornato". Sono le parole del premio Nobel per la pace Elie Wiesel , sopravvissuto all'Olocausto, ricordate in apertura di conferenza dal ministro degli esteri tedesco Frank Walter Steinmeier che ha lanciato l'allarme contro "l'antisemitismo, una pugnalata nel cuore della nostra società".

"Una minaccia per il grande progetto del liberalismo europeo e il pluralismo" ha ribadito con forza Samantha Power, ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite. La necessità di condannare la propaganda razzista, xenofoba e antisemita, e sviluppare programmi di formazione per le nuove generazioni, costituisce il messaggio complessivo della conferenza, nelle parole del Presidente dell'OSCE Didier Burkhalter.
Le elezioni in Bahrein non possono nascondere le violazioni dei diritti umani
Gianluca Eramo @gianlucaeramo

Il 22 novembre i cittadini del Bahrein saranno chiamati a votare alle elezioni legislative, le prime dopo le dimostrazioni di massa del 2011. Da allora, il governo ha represso con la forza qualunque denuncia della situazione in cui versano i diritti umani nel paese e impedito ogni tentativo di stabilire un dialogo politico significativo e inclusivo con le forze di opposizione.

Le elezioni del 2014 saranno sicuramente usate come copertura per l’attuale crisi dei diritti umani; e non potranno essere considerate né inclusive né un segnale di riforma politica. Il parlamento del Bahrein rimane un semplice salotto, con scarso potere legislativo e ancor meno capacità di controllare il governo. Allo stesso tempo gli abusi dei diritti umani continuano, come si evince dalle recenti detenzioni dei difensori dei diritti umani Nabeel Rajab, Zeinab Alkhawaja e Ghada Jamsheer. Le maggiori forze di opposizione hanno deciso di non partecipare a queste elezioni. La non partecipazione a queste elezioni farsa è diritto politico fondamentale delle forze di opposizione bahreinite, nonché metodo non violento di protesta politica, tramite cui esprimono il loro forte
dissenso nei confronti della situazione dei diritti umani in Bahrein.

La comunità internazionale ha la responsabilità di assicurare che le autorità del Bahrein smettano di utilizzare questo gioco di specchi e utilizzare la sua influenza per porre una fine alle violazioni dei diritti umani, a partire dal rilascio dei prigionieri politici, per poi spingere affinché avvenga un dialogo reale e inclusivo. Le prossime elezioni in Bahrein non potranno e non dovranno essere usate
come una copertura delle violazioni dei diritti umani.
La rivolta nonviolenta dei lavoratori cinesi
Matteo Ariano

Il China Labour Bullettin è stato fondato da Hang Dongfan , uno dei protagonisti della rivolta di piazza Tiananmen, promotore del primo sindacato cinese libero e indipendente, poi sciolto dall’Autorità.

Il Bollettino è una preziosa miniera di notizie provenienti dal mondo del lavoro cinese, con l’occhio particolarmente attento alle crescenti rivendicazioni dei lavoratori. Significativa è una mappa interattiva , costantemente aggiornata, in cui sono riportate informazioni relative a manifestazioni e scioperi in corso in tutta la Repubblica Cinese, da cui si può verificare come siano decine e decine le azioni di lotta avviate da centinaia o, addirittura, migliaia di lavoratori.

In un articolo apparso lo scorso luglio si mette in luce l’evoluzione della protesta dei lavoratori cinesi: nel luglio del 2009, il manager di un’azienda metalmeccanica veniva linciato dai lavoratori inferociti perché la società era stata acquisita da un’altra compagnia. Dopo quell’episodio si scelse il ripudio del metodo violento e l’uso di scioperi e cortei quali unici strumenti nonviolenti di rivendicazione dei propri diritti. Così, nel maggio di quest’anno 40.000 lavoratori di una fabbrica di scarpe hanno dato origine alpiù grande sciopero degli ultimi anni in Cina e ottenuto il riconoscimento di diversi diritti.

La rivolta nonviolenta, quindi, non passa solo da Hong Kong (non a caso sede del Bollettino); un’altra rivolta, silenziata perché più ampia, sta avvenendo nel resto del Paese, anch’essa con possibili ripercussioni a livello mondiale, in particolare rispetto all’attuale dumping sociale praticato dalle aziende cinesi.
FOTO DELLA SETTIMANA
Roma, 13 novembre 2014: Emma Bonino interviene alla Conferenza tenuta al Senato in occasione del ventennale della fondazione di Non c'è Pace Senza Giustizia 
Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito
ONG con Status Consultivo Generale di prima categoria presso l'ECOSOC delle Nazioni Unite 
NONVIOLENTO-GANDHIANO • TRANSNAZIONALE • TRANSPARTITO • DEMOCRATICO • AMBIENTALISTA • ECOLOGISTA • FEDERALISTA DEMOCRATICO • LAICO • FEDERALISTA EUROPEO • LIBERALDEMOCRATICO • LIBERALSOCIALISTA • LIBERTARIO • ANTIAUTORITARIO • ANTIPROIBIZIONISTA • ANTIPARTITOCRATICO • ANTIMILITARISTA • ANTICLERICALE • ESPERANTISTA
Coordinatore newsletter: Matteo Angioli SEGUI @MATTEO_ANGIOLI | SEGUI @RADICALPARTY

lunedì 17 febbraio 2014

Vladimir Luxuria libera subito.

Chiediamo l'immediata liberazione di Vladimir Luxuria !

Potete mandare direttamente i tweet  a  Vladimir Putin   


Let it free Vladimir Luxuria !
Владимир Luxuria пусть его бесплатно !

Nel pomeriggio il tweet qui sotto da Sochi  poi l'arresto

Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!



giovedì 6 febbraio 2014

Ma come si fa a parlare di "ONORE" ? Attenzione, l'Afghanistan è più vicino di quanto sembri...

Una nuova legge, appena approvata dal parlamento afghano, permetterà agli uomini di picchiare mogli, bambine e sorelle senza paura di poter finire in prigione. Un passo indietro dopo anni di progressi nel combattere la violenza domestica in un Paese dove i delitti d’onore, i matrimoni forzati e gli abusi in famiglia sono all’ordine del giorno. Il provvedimento modifica il codice penale vietando ai parenti degli imputati di violenze domestiche o di matrimoni forzati di testimoniare contro di loro nei tribunali. In questo modo le vittime vengono costrette al silenzio e non possono denunciare la loro sofferenza.

Perché la legge entri in vigore manca solo la firma del presidente Karzai  ed è proprio a lui che si appellano le associazioni per i diritti umani locali e internazionali sperando che replichi il gesto compiuto nel 2009 quando aveva bocciato in extremis una legge che legalizzava lo stupro compiuto dal marito perché suo “diritto nuziale”.

“E’ pazzesco quello che sta succedendo. Non si potrà più perseguire chi compie violenza sulle donne in famiglia. Le persone più vulnerabili non otterranno mai giustizia” dice Manizha Naderi, direttrice dell’Ong Women for Afghan Women.

Non ci sarà più giustizia per le spose bambine come Sahar Gul (nella foto) che fu torturata e tenuta per mesi in un seminterrato dal marito e dai suoi parenti  perché non voleva prostituirsi. La sua storia ha commosso il mondo ed è stata una delle più lette del nostro blog.  Né potrà più raccontare il suo calvario Sitara, la donna di 31 anni cui il marito ha tagliato naso e labbra in un accesso d’ira.
Afghanistan Womens Rights
 In un Paese in cui gli abusi sono già per la maggior parte impuniti (gli aguzzini di Sahar  sono stati liberati lo scorso luglio perché colpevoli solo di “violenze familiari”) diventa ora impossibile arrivare anche all’incriminazione di fratelli e padri che massacrano in nome dell’onore o che vendono le loro figlie/sorelle per mettere fine a una faida o per azzerare un debito. Tutto questo finirà fuori dal controllo della legge

Per Human Rights Watch la nuova norma “lascia impuniti i picchiatori di donne e bambini “.

Ora tutti gli occhi sono puntati su Karzai. “Chiederemo al presidente di non firmare finché quell’articolo della legge n on sarà cambiato” dice convinta al britannico The Guardian Selay Ghaffar di un’associazione che fornisce rifugio e assistenza legale alle donne e ai bambini afghani. Ma non siamo più nel 2009, Karzai  da aprile non sarà più presidente  e le sue priorità sono altre: in primis i difficili negoziati con gli Usa sulla fase successiva al ritiro dei soldati stranieri a fine 2014.

Negli ultimi anni le forze conservative hanno ripreso vigore. Nel 2013 sono state bocciate la legge contro la violenza sulle donne e quella sulle quota rosa. A novembre si è tornati addirittura a riproporre la lapidazione in pubblico per gli adulteri.

Dalla caduta del mullah Omar a oggi per le donne afghane è cambiato poco. “All’inizio, subito dopo la sconfitta dei talebani  - racconta ancora Ghaffar – tutti avevano paura del nuovo governo e dei media. Ma poi hanno capito che possono fare quello che vogliono perché il governo non è molto a favore dei diritti delle donne”.

Dal Corriere della Sera blog le persone e la dignità
http://lepersoneeladignita.corriere.it/2014/02/06/afghanistan-una-legge-permettera-ai-mariti-di-picchiare-le-mogli/

domenica 15 dicembre 2013

Nessuno che lotta per l'uguaglianza in India dovrebbe stare da solo. Firma un messaggio di sostegno e di amore. ORA !

l'India appena reso illegale di nuovo essere gay 
Nessuno che lotta per l'uguaglianza in India dovrebbe stare da solo. Firma un messaggio di sostegno e di amore adesso:
L'India ha appena fatto diventare di nuovo un crimine  l'essere gay Dopo quattro anni dalla sospensione della sua legge anti-gay  la Corte Suprema ha portato indietro le lancette dell'orologio. Ogni lesbica, persona gay, bi e trans in India è ora in pericolo di galera, ricatto o peggio.
La lunga lotta degli attivisti indiani sulla questione andrà avanti. E 'un momento spaventoso per le persone in India, tra cui i membri indianidi AllOut. Ma le giornate come questa sono fatte per stare insieme, e c'è forza e speranza nei numeri.
Vuoi firmare un messaggio di speranza e di amore? Tutti i nomi saranno inviati a gruppi LGBT in tutta l'India. Chiunque leggendo i messaggi saprà  che nessuno di noi lotta da solo.
L'India è la patria del 17% della popolazione del mondo, un così gran numero di persone - milioni - è appena stato spogliato dei  suoi diritti. Nelle proteste in tutta l'India, c'è stato un messaggio di speranza e di sfida: Ladenge, Jeetenge. Vuol dire 'noi lotteremo e vinceremo'.
Ci sono stati anni di lavoro dedicato dai gruppi indiani, combattendo attraverso il sistema giuridico indiano, ma questa lotta ha ancora una lunga strada da percorrere. Si potrebbe presentare appello attraverso i tribunali, o il parlamento potrebbe scegliere di abrogare la legge anti-gay del tutto.
Il percorso migliore  per l' approccio non è sicuro. E in tempi di incertezza, massicce manifestazioni di sostegno e di amicizia possono portare nuova forza e coraggio per proseguire. Ad esempio, un sacco dimembri russi di AllOut di fronte ad una nuova legge anti-gay dicono che i messaggi di amore e di speranza da tutto il mondo li aiutano a mantenerviva la lotta e li spronano.
E 'semplice e veloce  aggiungere il proprio nome, ed è possibile aggiungere il proprio messaggio, se si vuole:
https://www.allout.org/india
Grazie per uscire Tutti Fuori ,
Andre, Daniel, Hayley, Jeremy, Marie, Marie-Marguerite, Mike, Sara e il resto della squadra All Out.
PS: A volte la cosa migliore da fare è unirsi assieme gli uni agli altri, per sentire che non siamo soli in un mondo dove a volte le cose sembrano scivolare all'indietro. Siamo tutti insieme. Firmate un messaggio di amore e di speranza per l'India: https://www.allout.org/india
PPS: Conosci un gruppo LGBT in India, che avrebbe piacere di ricevere migliaia di messaggi di sostegno dai  membri in India e in tutto il mondo di AllOut ? Email Daniel a info@allout.org
FONTI
Giudice top India ripristina gay divieto di sesso - BBC, 11 Dicembre 2013
http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-india-25329065
Suresh Kumar Kaushal v Naz Foundation - La Corte Suprema della decisione dell'India
http://orinam.net/377/wp-content/uploads/2013/12/Naz-judgement-SC.pdf
"E, infine, gli attivisti in Russia hanno registrato le immagini solo per dire 'grazie'" - Buzzfeed, 4 settembre 2013
http://www.buzzfeed.com/lilyhiottmillis/the-world-speaks-out-against-russia




lunedì 25 novembre 2013

Delegazione di Radicali Roma e Radicali italiani stasera attenderà l'arrivo di Vladimir Putin

Ricevo da  Paolo Izzo e Gionny D'Anna, 
rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'associazione Radicali Roma 
e membri del Comitato nazionale di Radicali italiani

Una delegazione di militanti e dirigenti dell'associazione Radicali Roma e di Radicali italiani sarà questa sera ad attendere l'arrivo di Vladimir Putin nei pressi di Palazzo Grazioli, dove il presidente russo sarà a cena dall'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.  
Putin deve rispondere delle gravi limitazioni alle libertà personali che ancora vigono nel suo Paese, a cominciare dall'omofobia imperante e dal pesante trattamento riservato a tutte le persone LGBTI, per proseguire con i casi delle Pussy Riot, tuttora in carcere per aver espresso a modo loro una irriducibile libertà di pensiero, nonché degli attivisti di Greenpeace denominati Arctic30, in attesa di giudizio e forse di pesanti condanne, per aver manifestato pacificamente in difesa del Polo artico.
 
 Dal momento che riteniamo non siano questi ultimi i temi che saranno oggetto della conversazione prevista stasera, né delle altre che Putin ha programmato per la sua odierna visita nella Capitale e per quella successiva a Trieste (da papa Francesco a Romano Prodi fino a Enrico Letta), proveremo a ricordarglielo noi, direttamente nella sua lingua madre, aspettandolo fuori dalla residenza dell'amico Silvio Berlusconi con semplici questioni come: 
 
 “Свобода для всех из PUSSY RIOT a ARCTIC 30 как для вашего друга BERLUSCONI, господин PUTIN"  
 
(Tutte le Pussy Riot e tutti gli Arctic 30 liberi come il suo amico
  Berlusconi, presidente Putin);
 
 
 “Нет гомофобическому насилию, господин PUTIN" 
 
(No alla violenza omofoba, presidente Putin); 
 
 
"Cвобода A Ненасилие" 
 
 (Libertà e nonviolenza); 
 
"А права LGBTI, мистер PUTIN?" 
 
 
(E i diritti LGBTI, mister Putin?)

domenica 21 aprile 2013

DOVE SONO FINITE UMANITA' E AMORE ?

Ricevo da Doriana Goracci che ringrazio della passione, della ricerca e collezione delle notizie, e rilancio nel web.
Nessuno deve dire IO NON SAPEVO.
E soprattutto nessun uomo può anche solo pensare di non essere coinvolto.

Dobbiamo assolutamente trovare, donne e uomini di buona volontà e intelletto d'amore, il modo per interrompere questa scia di violenza, orrore e morte che attraversa i paesi come le città, le metropoli come le campagne, accomunando nella violenza contro le donne i maschi tutte le etnie, le religioni, i continenti.

Siamo tutti coinvolti, certo,  ma I MASCHI lo sono DUE VOLTE perché maschi sono i carnefici.

E LA PRATICA ABOMINEVOLE DI FAR PASSARE LA VIOLENZA, FISICA E PSICOLOGICA, LO STUPRO E L'OMICIDIO per PASSIONE AMOROSA DEVIATA e INCONTENIBILE  DEVE CESSARE ASSOLUTAMENTE, sui media, nel costume sociale, nell'azione delle forze di pubblica sicurezza e della magistratura.

Siete tutti coinvolti: ricordate che  sono LE DONNE, LE FEMMINE DA 0 A 100 ANNI, ad esser VITTIME.

TUTTO QUESTO DEVE CESSARE. Ne va della vita del genere umano, oltre che della civiltà.
Noi donne non smetteremo di denunciare le violenze e di chiedere giustizia per le vittime, finchè non riusciremo a ottenere un mondo in cui le donne, tutte le donne, possano circolare e vivere in tutto il pianeta senza temere un solo attimo per il loro corpo e per la loro libertà di pensiero ed azione.
 
Alba Montori



Non possiamo andare avanti così , noi da sole e voi peggio. Ditemi se c'è una strada su cui incontrarci e darci una mano. Non sono solo notizie ma drammi che incombono sulle nostre famiglia, vicine e lontane.
Vorrei tanto dire e pensare che gli Uomini sono cambiati.
Doriana Goracci

In India: Una bambina di cinque anni è in fin di vita dopo essere stata brutalmente violentata e mutilata a New Delhi. Lo riferiscono oggi le televisioni indiane. Ieri nello stato dell'Uttar Pradesh, un'altra bimba di sei anni era stata trovata morta in una discarica con segni di strangolamento e di sospetto stupro. La piccola era stata rapita dalla sua casa di Gandhi Nagar, nel sud est della capitale alcuni giorni fa. E' stata trovata solo oggi con i genitali mutilati e diverse ferite sul corpo. Si trova in sala di rianimazione in gravissime condizioni. I medici hanno riferito che ha riportato profonde lesioni interne per essere stata violentata con una spranga e che l'asportazione delle parti intime ha causato una grave infezione.I genitori, che provengono da una famiglia molto povera, hanno accusato la polizia di inerzia per non aver agito prontamente quando la bambina è scomparsa di casa. Dopo aver interrogato i residenti della zona, gli investigatori sono alla ricerca di un sospetto che è un vicino di casa della famiglia e che è sparito dopo l'accaduto. Sempre ieri, a New Delhi, un maestro d'asilo ha abusato di un bambino di 5 anni che si trova in serie condizioni all'ospedale…Febbraio del 2013: Tre sorelline di undici, nove e sei anni sono state rapite, violentate e uccise in un villaggio dello Stato centrale indiano di Maharashtra.Lo riporta The Indian Express. I genitori hanno denunciato l'improvvisa scomparsa delle bimbe che, giovedì scorso, non erano tornate a casa da scuola. Due giorni dopo la polizia ha trovato i cadaveri delle piccole all'interno di un pozzo.L'autopsia ha confermato lo stupro prima dell'uccisione.

Un uomo di 25 anni sospettato di aver stuprato e mutilato una bambina di 5 anni a New Delhi e' stato arrestato nella nottata nello stato settentrionale del Bihar. Lo ha riferito la polizia. Il giovane, che si chiama Manoj Kumar, e' stato catturato nel villaggio di Chiknuota, a 50 chilometri dal capoluogo di Patna, dove abitano i suoi suoceri. Era arrivato con il treno dopo essere scappato dalla capitale in seguito al ritrovamento della bimba in fin di vita nella sua stanza chiusa a chiave dall'esterno.

Martedì 26 marzo Shahnaz Nazli, maestra pachistana di 41 anni, è stata assassinata mentre si recava nella scuola femminile in cui insegnava. Gli assassini l'avrebbero brutalmente abbattuta da una motocicletta in corsa con ripetuti colpi di arma da fuoco.

In Italia: Omicidio e tentato suicidio a Roma. Un romano di 42 anni ha ucciso la sua ex-moglie, dopo averla inseguita e affiancata con l'auto in strada, sparando, prima di tentare il suicidio. L'episodio e' avvenuto in via Ostiense, a due passi da Ostia. L'uomo, una guardia giurata che era a bordo della propria auto, ha sparato contro la donna, al volante di un'altra macchina. Poi si è inferto un colpo alla tempia. La vittima, una romana di 41 anni, è morta mentre il 42/enne è in gravi condizioni. Sul posto i carabinieri di Ostia.Durante l'inseguimento, avvenuto sul viadotto Zelia Nuttal, la guardia giurata ha affiancato più volte la ex moglie, con la quale aveva avuto l'ennesima lite. La donna ha prima tentato di scappare, poi è stata costretta a fermarsi ed è stata raggiunta, attraverso il finestrino, da sei colpi, sparati dall'uomo con la sua pistola di ordinanza. La vittima è stata ferita a morte al torace e al collo. Poi l'uomo si è allontanato in auto e si è sparato alla tempia.A dare l'allarme è stato un automobilista che li precedeva ed ha assistito alla scena. L'uomo è stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale San Camillo: a quanto si è appreso il proiettile avrebbe trapassato la testa. I due erano separati e in passato si erano già verificate liti ed episodi di violenza. Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Ostia.

Il 17 aprile:  Aggredita e sfigurata. Lucia Annibali, avvocato di 35 anni originaria di Urbino, appena rientrata in casa ha trovato un uomo che le ha gettato in faccia un contenitore pieno di acido. Prima di essere trasportata all'ospedale di Parma, la donna ha però sussurrato un nome. Un indizio che i carabinieri di Pesaro hanno seguito fino a trovare un uomo, Luca Varani, 35 anni, anche lui avvocato e collega di Lucia. Ora Varani è in stato di fermo per concorso in lesioni volontarie gravissime. L'accusa è di aver chiesto a un altro uomo di gettare l'acido in faccia alla collega con la quale Varani aveva avuto una relazione sentimentale, poi troncata dalla donna. In realtà, le forze dell'ordine cercano due complici, due albanesi ritenuti esecutori materiali dell'aggressione…
E per chiarire a tutti e tutte il termine femminicidio, riscrivo quanto bene argomentato su Wikipedia:In lingua inglese il termine femicide (femicidio) veniva usato già nel 1801 in Inghilterra per indicare "l'uccisione di una donna".Il termine è stato utilizzato dalla criminologa Diana Russell nel 1992, nel libro scritto insieme a Jill Radford Femicide: The Politics of woman killing. La Russell identificò nel femmicidio una categoria criminologica vera e propria: una violenza estrema da parte dell'uomo contro la donna «perché donna», in cui cioè la violenza è l'esito di pratiche misogine.Un anno dopo, nel 1993, l'antropologa messicana Marcela Lagarde utilizza il termine femminicidio per comprendere:
« La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine – maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria o anche istituzionale – che comportano l'impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l'uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all'insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia »Il termine è stato ripreso e diffuso da numerosi studi di sociologia, antropologia, criminologia e utilizzato negli appelli internazionali lanciati dalle madri delle ragazze uccise a Ciudad Juárez. "Nuestras Hijas de regreso a casa" è il movimento cofondato fondato da Marisela Escobedo Ruiz, uccisa nel gennaio 2010 in Messico nel corso della sua protesta per ottenere la verità sulla morte della figlia. A un anno di distanza Norma Andrade, altra fondatrice di Nuestra Hijas, subisce un attentato. È proprio dall'analisi dei crimini di massa compiuti contro le donne che la Lagarde propone la sua definizione.

Da pochi anni in Italia si parla di questo problema ed esiste una percezione sociale di questo problema. Esiste una oggettiva difficoltà di rilevare in fenomeno e la sua diffusione anche perché a livello istituzionale non vengono raccolti i dati in modo sistematico. Dal 2005 i Centri antviolenza raccolgono i dati delle donne uccise dai casi riportati dalla stampa. Solo nel 2012, secondo l'indagine svolta dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna i femicidi in Italia sono stati 124, i tentati omicidi di donne 47. Il 70% circa delle donne è stata uccisa da uomini con cui le donne avevano una relazione sentimentale (mariti, compagni, ex mariti, ex compagni etc.); la maggior parte degli omicidi vengono compiuti nella casa delle coppia, della vittime o dell'autore, circa 80% delle donne sono italiane, come anche gli autori sono italiani; la maggior parte di loro vive nelle Regioni del Nord. La stessa Rashida Manjoo, Special Rapporteur delle Nazioni Unite, nel rapporto sulla visita effettuata nel gennaio 2012 nel nostro paese per verificare l'applicazione della CEDAW denuncia l'elevato numero di femicidi in Italia e richiama il governo a politiche in contrasto a questo fenomeno.
Solo negli ultimi anni è nata una certa attenzione soprattutto nei mass-media con trasmissioni televisive come Amore criminale si è potuto notare l'impegno di giornalsiti come Riccado Iacona, è nato uno spettacolo teatrale sull'omicidio di donne Ferite a morte, di Serena Dandini. I Centri antiviolenza ma anche molti Comuni e altri Enti pubblici per il 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza alle donne e 8 marzo, Giornata internazionale della donna, organizzano flash mob, convegni, seminari, eventi pubblici di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne e il femminicidio. L'EU.R.ES, che da diversi anni svolge ricerche sugli omicidi volontari in Italia, solo nel 2012 ha pubblicato la prima ricerca specifica sul femminicidio dal titolo "Il femminicidio in Italia nell'ultimo decennio".