Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

Visualizzazione post con etichetta UAAR. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta UAAR. Mostra tutti i post

giovedì 19 dicembre 2013

italialaica news n. 126/2013


italialaica.it

Il sito dei laici italiani vi segnala:

Gocce


Editoriale
Articoli

Notizie

Eventi

Eventi

Eventi



e molto altro ancora su: italialaica.it  sito dei laici italiani

domenica 14 aprile 2013

Inchiesta UAAR sui fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la Chiesa cattolica

L’Uaar par­te dall’as­sun­to che le re­li­gio­ni (tut­te) do­vreb­be­ro es­se­re so­ste­nu­te da chi le pro­fes­sa. Ciò non ac­ca­de, quan­to­me­no in Ita­lia, gra­zie a un nu­me­ro con­si­de­re­vo­le di leg­gi e nor­ma­ti­ve ema­na­te in fa­vo­re del­le co­mu­nità di fede. Nes­su­no è al cor­ren­te dell’enti­tà dei fon­di pub­bli­ci e del­le esen­zio­ni di cui, an­nual­men­te, be­ne­fi­cia la re­li­gio­ne che ne gode in­com­pa­ra­bil­men­te più del­le al­tre, la Chie­sa cat­to­li­ca nel­le sue ar­ti­co­la­zio­ni (San­ta Sede, Cei, or­di­ni e mo­vi­men­ti re­li­gio­si, as­so­cia­zio­ni­smo, ec­ce­te­ra). Non la ren­do­no nota né la Con­fe­ren­za Epi­sco­pa­le Ita­lia­na, né lo Sta­to. È per que­sto mo­ti­vo che l’Uaar ha de­ci­so di dar vita alla piat­ta­for­ma I co­sti del­la Chie­sa: l’obiet­ti­vo è di pre­sen­ta­re una sti­ma di mas­si­ma che sia la più at­ten­di­bi­le e ac­cu­ra­ta pos­si­bi­le, ci­tan­do este­sa­men­te le fon­ti e uti­liz­zan­do me­to­do­lo­gie tra­spa­ren­ti.

Il com­pi­to non è per nul­la fa­ci­le, per­ché la ci­fra rea­le e pre­ci­sa è qua­si si­cu­ra­men­te igno­ta sia allo Sta­to, sia alla Chie­sa. Oc­cor­re­reb­be in­fat­ti esa­mi­na­re, de­li­be­ra per de­li­be­ra, ca­pi­to­lo di spe­sa per ca­pi­to­lo di spe­sa, il bi­lan­cio del­lo Sta­to e quel­li di tut­te le Re­gio­ni, le Pro­vin­ce, i Co­mu­ni, gli enti pub­bli­ci, le so­cietà a par­te­ci­pa­zio­ne pub­bli­ca. Oc­cor­re­reb­be inol­tre di­spor­re di tut­ti i bi­lan­ci del­le dio­ce­si, del­le par­roc­chie, de­gli enti ec­cle­sia­sti­ci, del­le as­so­cia­zio­ni cat­to­li­che. Un’im­pre­sa im­pos­si­bi­le per chiun­que.
An­che per l’Uaar, ov­via­men­te. An­che per­ché non di­spo­ne cer­to di som­me rag­guar­de­vo­li da in­ve­sti­re nell’in­chie­sta. Cio­no­no­stan­te, ab­bia­mo ri­te­nu­to che fos­se pos­si­bi­le, con ra­gio­ne­vo­le ap­pros­si­ma­zio­ne, cer­ca­re di quan­ti­fi­ca­re la ci­fra. An­che al­tri ci han­no pro­va­to nel re­cen­te pas­sa­to: Pier­gior­gio Odi­fred­di (Per­ché non pos­sia­mo es­se­re cri­stia­ni, 2007) l’ha sti­ma­ta in 9 mi­liar­di di euro l'an­no, Cur­zio Mal­te­se (La que­stua, 2008) in 4,5 mi­liar­di, l’Ares (La ca­sta dei ca­sti, 2008) in 20 mi­liar­di. Da par­te sua, il mon­do cat­to­li­co fa qua­si sem­pre ri­fe­ri­men­to alla re­pli­ca al li­bro di Mal­te­se, in­ti­to­la­ta La vera que­stua, scrit­ta dal gior­na­li­sta di Av­ve­ni­re Um­ber­to Fo­le­na e li­be­ra­men­te sca­ri­ca­bi­le on­li­ne, la qua­le non con­tie­ne però al­cun to­ta­le.
A dif­fe­ren­za dei pre­ce­den­ti sfor­zi, I co­sti del­la Chie­sa rap­pre­sen­ta il ten­ta­ti­vo da par­te dell’Uaar di rag­giun­ge­re lo stes­so ob­biet­ti­vo in modo ap­pro­fon­di­to, at­ten­di­bi­le e di­na­mi­co. Per­ché di ogni sin­go­la voce pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne spie­ghia­mo la sua ori­gi­ne nor­ma­ti­va, qua­li sono i dati a no­stra di­spo­si­zio­ne e qua­li sono sta­te le va­lu­ta­zio­ni che ci han­no spin­to ad at­tri­bui­re loro un cer­to va­lo­re. Tut­to que­sto, es­sen­do pub­bli­ca­to on­li­ne, è al­tresì a di­spo­si­zio­ne di chiun­que, an­che del­la stes­sa Con­fe­ren­za Epi­sco­pa­le, vo­glia in­te­gra­re i dati, cri­ti­car­li o com­men­tar­li. I co­sti del­la Chie­sa co­sti­tui­sce anzi uno sti­mo­lo per tut­ti a ef­fet­tua­re le pro­prie va­lu­ta­zio­ni e, di con­se­guen­za, a di­spor­re nel tem­po di una piat­ta­for­ma, e del­le sti­me che con­tie­ne, sem­pre più af­fi­na­te. Se poi la Chie­sa e/o lo Sta­to pre­sen­te­ran­no i pro­pri con­teg­gi sa­re­mo an­co­ra più con­ten­ti: vorrà dire che l’ini­zia­ti­va av­via­ta dall’Uaar ha rag­giun­to il suo sco­po, quel­lo di di­scu­te­re e con­fron­tar­si sui co­sti pub­bli­ci del­la Chie­sa cat­to­li­ca.
Ri­cor­dia­mo che il bi­lan­cio dell’UAAR è pub­bli­ca­to on­li­ne.

La stima aggiornata dei costi annui della Chiesa è

€ 6.277.375.437 


Tabella riepilogativa

Clicca sulle singole voci per espanderle ed ottenere maggiori informazioni!

vers. 2.0 (27/01/2013)

Riferimenti

Leggi statali a favore della Chiesa
Leggi locali a favore della Chiesa

mercoledì 23 gennaio 2013

Il nero del Vaticano con i soldi di Mussolini

 RINGRAZIO UAAR DELLA PUBBLICAZIONE DI QUESTE NOTIZIE CHE RILANCIO
AMg

 

UAAR Ultimissime

Il nero del Vaticano con i soldi di Mussolini

Ci voleva un’in­chie­sta del Guar­dian per far luce sulla storia di parte dell’im­men­so pa­tri­mo­nio im­mo­bi­lia­re del Va­ti­ca­no. E per sve­lar­ne le im­ba­raz­zan­ti quanto oscure ori­gi­ni. Tutto è par­ti­to da alcuni edi­fi­ci nelle zone più in di Londra, come la sede dell’Altium Ca­pi­tal tra Pall Mall e St. James Square e la gio­iel­le­ria Bul­ga­ri a Bond Street. I re­por­ter del quo­ti­dia­no bri­tan­ni­co hanno sco­per­to, scon­tran­do­si con il muro di gomma del Va­ti­ca­no, che questi due im­mo­bi­li fanno capo pro­prio alla Santa Sede. Come anche altri a Co­ven­try, a Parigi e in Sviz­ze­ra.
For­mal­men­te la pro­prietà è di una società off­sho­re, la Bri­tish Grolux In­vest­ment Ltd, che vede come azio­ni­sti due gi­gan­ti della fi­nan­za iglese, en­tram­bi cat­to­li­ci: John Varley, am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to della Bar­clays Bank, e Robin Her­bert, ex re­spon­sa­bi­le della banca d’affari Leo­pold Joseph. La società ha un pa­tri­mo­nio di 500 mi­lio­ni di ster­li­ne, cioè circa 650 mi­lio­ni di euro.
I re­spon­sa­bi­li si sono chiusi nel si­len­zio, senza ri­la­scia­re in­di­scre­zio­ni
I re­spon­sa­bi­li si sono chiusi nel si­len­zio, senza ri­la­scia­re in­di­scre­zio­ni. Ma da ri­cer­che d’ar­chi­vio emerge che la società è nata dalla fu­sio­ne di altre due, le cui azioni erano de­te­nu­te da una com­pa­gnia sviz­ze­ra: la Pro­fi­ma Sa, re­gi­stra­ta presso la banca JP Morgan di New York. Viene fuori che la Pro­fi­ma era pro­prio una hol­ding del Va­ti­ca­no, come emer­ge­reb­be da do­cu­men­ti ri­sa­len­ti alla Se­con­da guerra mon­dia­le. L’in­tel­li­gen­ce bri­tan­ni­ca, in­vi­schia­ta nel con­flit­to contro Hitler e Mus­so­li­ni, ac­cu­sa­va la Pro­fi­ma di “im­pe­gnar­si in at­ti­vità con­tra­rie agli in­te­res­si degli Al­lea­ti”.
L’allora mi­ni­stro della Guerra cri­ti­ca­va inol­tre Ber­nar­di­no Nogara, l’av­vo­ca­to romano che teneva le fila delle fi­nan­ze papali. Nel 1945 di­spac­ci dei ser­vi­zi dal Va­ti­ca­no a Gi­ne­vra par­la­va­no di “at­ti­vità losche” di Nogara. E per questo la Pro­fi­ma venne in­se­ri­ta nella blac­kli­st fi­nan­zia­ria. Ma già nel 1943 sempre gli in­gle­si ri­te­ne­va­no che Nogara fa­ces­se del “lavoro sporco”: in pra­ti­ca far ac­ca­par­ra­re a Pro­fi­ma quote azio­na­rie di banche ita­lia­ne per ri­ci­cla­re denaro e far cre­de­re che così la banca fosse ge­sti­ta dagli sviz­ze­ri, no­to­ria­men­te neu­tra­li du­ran­te il con­flit­to.
Da dove ve­ni­va­no i soldi della Pro­fi­ma che ge­sti­va in ma­nie­ra così di­sin­vol­ta Nogara, pro­prio negli anni ter­ri­bi­li della Se­con­da guerra mon­dia­le? La que­stio­ne è spi­no­sis­si­ma, perché rivela gli in­trec­ci pro­fon­di tra Santa Sede e regime fa­sci­sta: si tratta di un ca­pi­ta­le in con­tan­ti che oggi var­reb­be ben 65 mi­lio­ni di euro, elar­gi­to da Benito Mus­so­li­ni al Va­ti­ca­no nel 1929.
Al tempo della sti­pu­la dei Patti La­te­ra­nen­si il regime si accordò quindi con la Chiesa per ot­te­ner­ne il con­sen­so e per ri­sar­ci­re gli espro­pri subiti dallo stato pon­ti­fi­cio. Fu pro­prio il fa­sci­smo, con questo denaro, a sta­bi­liz­za­re le fi­nan­ze del Va­ti­ca­no e a per­met­ter­ne il ri­lan­cio, il con­so­li­da­men­to delle sue ric­chez­ze e mas­sic­ci in­ve­sti­men­ti. Non è az­zar­da­to ri­te­ne­re che nel cambio il Va­ti­ca­no ci abbia no­te­vol­men­te gua­da­gna­to, ben oltre il for­ma­le ri­sar­ci­men­to. Lo stato uni­ta­rio l’ha in­fat­ti pa­ra­dos­sal­men­te li­be­ra­to degli asset vecchi e poco red­di­ti­zi (im­mo­bi­li sto­ri­ci e pro­prietà ter­rie­re per la mag­gior parte im­pro­dut­ti­ve) in cambio dei titoli e del denaro so­nan­te ne­ces­sa­ri per pro­iet­tar­si nelle pra­te­rie ine­splo­ra­te della spe­cu­la­zio­ne fi­nan­zia­ria. Grazie a questa li­qui­dità ha potuto fa­cil­men­te ri­con­qui­sta­re nel giro di pochi de­cen­ni scon­fi­na­te pro­prietà im­mo­bi­lia­ri. Si stima in­fat­ti che la Chiesa de­ten­ga oggi circa il 20% del valore im­mo­bi­lia­re in Italia.
Pio XI, Mussolini
Non è un caso che Nogara già nel 1931 avesse fon­da­to una com­pa­gnia off­sho­re in Lus­sem­bur­go, dal 1929 pa­ra­di­so fi­sca­le, per co­strui­re il pic­co­lo impero. Con la guerra la società venne poi spo­sta­ta negli Usa e infine in Sviz­ze­ra.
Se­con­do il Guar­dian, gli in­ve­sti­men­ti della fa­mi­glia Mus­so­li­ni oggi sa­reb­be­ro ge­sti­ti anche da Paolo Men­ni­ni, fun­zio­na­rio e ban­chie­re del Va­ti­ca­no. Che è pro­prio l’at­tua­le de­le­ga­to della se­zio­ne straor­di­na­ria dell’Am­mi­ni­stra­zio­ne del Pa­tri­mo­nio della Sede Apo­sto­li­ca (Apsa), ovvero l’or­ga­ni­smo che ge­sti­sce il pa­tri­mo­nio eco­no­mi­co della Santa Sede. Il solo Men­ni­ni, se­con­do un report del Con­si­glio d’Europa, ge­sti­reb­be un asset di almeno 680 mi­lio­ni di euro (570 mi­lio­ni di ster­li­ne). Sarà un caso che l’at­tua­le nunzio apo­sto­li­co a Londra, chiu­so­si in un com­pren­si­bi­le ri­ser­bo, sia l’ar­ci­ve­sco­vo An­to­nio Men­ni­ni, fra­tel­lo di Paolo?
Siamo di fronte all’en­ne­si­mo scan­da­lo va­ti­ca­no sul fronte della tra­spa­ren­za fi­nan­zia­ria
Siamo di fronte all’en­ne­si­mo scan­da­lo va­ti­ca­no sul fronte della tra­spa­ren­za fi­nan­zia­ria. Ultimo di una lunga serie, come di­mo­stra il re­cen­te blocco dei ban­co­mat di­spo­sto dalla Banca d’Italia. Dif­fi­cil­men­te sen­ti­re­mo par­la­re di questa no­ti­zia nei te­le­gior­na­li na­zio­na­li, con­si­de­ra­to lo stret­to legame tra Rai e Va­ti­ca­no e il rigido con­trol­lo che eser­ci­ta­no sull’in­for­ma­zio­ne ad ma­io­rem Dei glo­riam. Non è un caso che, no­no­stan­te si abbia il Va­ti­ca­no in casa, lo scoop non sia stato fatto da gior­na­li­sti ita­lia­ni. E nem­me­no molto ri­lan­cia­to da questi ultimi.
In sin­te­si una storia non molto edi­fi­can­te: un fiume di denaro di pro­ve­nien­za im­ba­raz­zan­te usato in ma­nie­ra poco tra­spa­ren­te e in­trec­ci po­li­ti­ci ed eco­no­mi­ci tra fa­sci­smo e Santa Sede. Ri­ve­la­zio­ni che ci spin­go­no ancora una volta a ri­pro­por­re la ne­ces­sità di un con­cre­to su­pe­ra­men­to di Con­cor­da­to e Patti La­te­ra­nen­si. Eredità di un pas­sa­to che l’Italia do­vreb­be la­sciar­si de­fi­ni­ti­va­men­te alle spalle, ma che ancora in­fluen­za pe­san­te­men­te il nostro Paese con­dan­nan­do­lo al de­cli­no. Ma solo il go­ver­no e il Par­la­men­to, visto che non è pos­si­bi­le alcun re­fe­ren­dum per un trat­ta­to con uno stato “estero”, pos­so­no com­pie­re questo passo do­ve­ro­so.
È tra­gi­co­mi­co che siano pro­prio le ge­rar­chie ec­cle­sia­sti­che a cri­ti­ca­re le de­ge­ne­ra­zio­ni della fi­nan­za in­ter­na­zio­na­le, la sua vo­la­ti­lità e la sua di­su­ma­nità. Pro­prio il Va­ti­ca­no che con­te­sta le di­su­gua­glian­ze eco­no­mi­che a parole, nei fatti è sempre stato all’avan­guar­dia nell’uti­liz­zo spre­giu­di­ca­to di hol­ding, società off­sho­re, banche e sca­to­le cinesi e nella col­lu­sio­ne con il potere po­li­ti­co au­to­ri­ta­rio.
Non pago, il por­ta­vo­ce della Sala stampa va­ti­ca­na padre Fe­de­ri­co Lom­bar­di è riu­sci­to per­si­no a re­pli­ca­re. Di­cen­do­si “stu­pe­fat­to” perché sa­reb­be­ro “cose note da 80 anni, con il Trat­ta­to del La­te­ra­no e chi voleva una di­vul­ga­zio­ne del tema a li­vel­lo po­po­la­re si poteva leg­ge­re Fi­nan­ze Va­ti­ca­ne di Benny Lai”. Pec­ca­to che il patto tra Italia e Va­ti­ca­no non parli certo dell’uti­liz­zo off­sho­re dei fondi e che il libro di Lai sia uscito solo nel 2012. Lo stesso gior­na­li­sta in­ter­vi­sta­to da Re­pub­bli­ca nel luglio scorso ri­mar­ca­va così la novità della sua opera: “nes­su­no finora ha dato il giusto peso alla lunga trat­ta­ti­va che ci fu tra regime fa­sci­sta e Santa Sede per ar­ri­va­re alla sti­pu­la dei patti”.
Una trat­ta­ti­va “svolta esclu­si­va­men­te su que­stio­ni fi­nan­zia­rie, con Mus­so­li­ni in­ten­to a ri­dur­re quanto più pos­si­bi­le i costi della Con­ci­lia­zio­ne e con papa Ratti deciso ad ot­te­ne­re un’in­den­nità di due mi­liar­di di lire”, ha ri­cor­da­to Lai. Si arrivò poi ad un com­pro­mes­so, con “un mi­liar­do e 750 mi­lio­ni di lire, pagati parte in con­tan­ti e parte in titoli al por­ta­to­re”. Soldi uti­liz­za­ti poi anche per far de­col­la­re l’Isti­tu­to Opere di Re­li­gio­ne (non a caso isti­tu­to da Pio XII nel 1942) e per le spe­cu­la­zio­ni di Nogara. Sa­ran­no cose note di certo note da ot­tan­ta anni, ma nelle se­gre­te stanze del Va­ti­ca­no. E che solo di re­cen­te ini­zia­no a venir fuori. Lom­bar­di invoca la pre­scri­zio­ne sto­ri­ca, ma il suo è solo un ri­si­bi­le ten­ta­ti­vo di smar­car­si da ri­ve­la­zio­ni che stanno fa­cen­do il giro del mondo.
La re­da­zio­ne

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 23 gennaio 2013 alle 15:44 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
 Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
La scelta delle notizie e i commenti eventualmente espressi dai curatori o dai visitatori non rappresentano necessariamente l’opinione dell’UAAR.
UAAR Ultimissime è basato su piattaforma WordPress.

sabato 4 febbraio 2012

SAVONA, PEDOFILIA; Scattano le manette per il PRETE CRIMINALE PEDOFILO Nello GIRAUDO.

Savona; 4-2-12 ore 6,40
Da alcuna settimane, voci di corridoio segnalavano l'imminente arresto del pedo-criminale Nello Giraudo, un criminale che negli ultimi 40 anni nel savonese ha rovinato la vita di decine di minori, tutto grazie al sostegno di vescovi senza scrupoli che hanno preferito sacrificare vite umane, anche quelle dei vostri figli se fosse stato necessario,  per il buon nome della chiesa cattolica.

Mons. Giulio Sanguineti, mons. Dante Lafranconi, Cardinal Domenico Calcagno, mons. Vittorio Lupi, questi i nomi dei prelati senza Dio che hanno non solo permesso al pedofilo di crearsi condizioni agiate e luoghi dove poter abusare indisturbato di minori, ma hanno anche agito in modo criminale per intimidire, distruggere le vittime e i testimoni, molte di loro, dopo gli abusi hanno perso tutto, per mano consapevole dei vescovi che hanno applicato la direttiva Vaticana criminale meglio conosciuta come "Crimen Sollicitazionis" e adesso chi risarcirà le vittime ? O solo chi li aiuterà ad avere una vita al limite della dignità ? Forse la chiesa e il vescovo Vittorio Lupi ? O forse l'omertoso vicario Antoni Ferri, quello che diceva di non aver mai avuto sentore !!!

Al momento essendo stato anche io una vittima di Giraudo sono piuttosto scosso e preferisco non rilasciare altre dichiarazioni a riguardo, lo farò alle 11 a Genova, Palazzo Ducale al termine della conferenza stampa di Democrazia Atea.

Voglio lanciare ancora un messaggio forte ai genitori, NON MANDATE I VOSTRI FIGLI IN PARROCCHIA. Quello che ho scritto non vuol dire che tutti i preti sono pedofili, purtroppo però non si può ignorare che i preti non denunciano i pedofili alla magistratura, ma ai vescovi che non denunciano e coprono, questa di Giraudo è l'ennesima conferma di come funziona il sistema criminale organizzato della chiesa cattolica.


Francesco Zanardi
Portavoce "Rete L'abuso"




giovedì 22 aprile 2010

AGORÀ, il film su Ipazia di Alessandria di Alejandro Amenábar, 2009.

 La trama -
Ipazia (Hypatia; Alessandria d'Egitto, circa 370 – Alessandria d'Egitto, marzo 415) è stata una matematica, astronoma, filosofa e sacerdotessa pagana greca. La sua fama deriva soprattutto dalla sua uccisione da parte dei cristiani, che l'ha fatta considerare una martire del paganesimo e della liberta di pensiero.

Nel marzo del 415, su ordine del vescovo Cirillo di Alessandria, un gruppo di cristiani fanatici sorprese la filosofa mentre ritornava a casa, la tirò giù dalla lettiga, la trascinò nella chiesa costruita sul Cesareion e la uccise brutalmente, scorticandola fino alle ossa (secondo alcune fonti utilizzando ostrakois - letteralmente "gusci di ostriche", ma il termine era usato anche per indicare tegole o cocci), e trascinando i resti nel Cinerone, dove furono bruciati.

 ------------------------------
Accolto ovunque con grande interesse, in Italia la Mod Producciones (http://www.modmedia.es/), compagnia produttrice del film, ha trovato enormi difficoltà di acquisto e distribuzione, dato l'argomento, il doppiaggio è stato a lungo bloccato per timore di irritare le gerarchie vaticane. In evidente spregio della libertà di pensiero, di opinione, di espressione in questo Paese.
Alcune persone  hanno creato un gruppo Facebook come punto d'incontro  per far conoscere "Agorà" agli italiani che ne ignorano l'esistenza, e soprattutto per costituire un movimento di opinione che potesse far pressione affinché la pellicola trovasse distribuzione in Italia,  promuovendo anche una PETIZIONE PER LA DISTRIBUZIONE DEL FILM IN ITALIA:
http://www.petitiononline.com/agorait/petition.html
rivolta a Canal + España, Cinebiss, Himenóptero, Mod Producciones, Telecinco Cinema, e alla Twentieth Century-Fox Film Corporation.


E FINALMENTE DAL 23 APRILE, OVVERO DOMANI,  LA STORIA DI IPAZIA SARA' NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE ITALIANE
Ma è importante che il pubblico si rechi a vedere il film, soprattutto nel week-end, per evitare che venga immediatamente tolto di circolazione...

per ulteriori notizie consultare su Facebook

sabato 6 marzo 2010

Matrimonio gay davanti alla Consulta

Il 23 marzo 2010, cioè tra 19 giorni, la Corte Costituzionale è chiamata a decidere sulla questione di illegittimità costituzionale delle norme civilistiche che vietano ai gay e alle lesbiche di contrarre matrimonio, qui in Italia.
Questo evento è circondato da uno strano quanto assordante silenzio, dietro il quale covano “grandi manovre” clerico-fascio-leghiste.
D’altro canto, se una sentenza della Corte Europea che ha condannato l’Italia a rimuovere i crocifissi dalle aule pubbliche ha scatenato un putiferio di gran lunga superiore al terremoto dell’Aquila, c’è da chiedersi cosa accadrà se la Corte, malauguratamente, dovesse accogliere l’eccezione di incostituzionalità.
Si vocifera che le truppe Pontificie si stiano ammassando ai confini della propria Colonia, pronte ad invaderla se la Consulta osasse condividere le censure sollevate dal Tribunale lagunare di Venezia. Cataste di legna si stanno ammassando in tutta segretezza in Campo dei Fiori per far cristianamente ardere i giudici comunisti che infestano la Corte Costituzionale (Benedetto 16 ha già depositato la lista degli eretici). Vittorio Feltri sta febbrilmente consultando il Dizionario del perfetto oltraggiatore per coprire di ingiurie gli “ubriaconi” giudici costituzionali che osassero intaccare i dictat di Santa Mamma Chiesa sul matrimonio e sulla sacra famiglia cattolica. Pierferdinando Casini, Silvio Berlusconi ed Umberto Bossi hanno già steso la modifica della Costituzione per ribaltare, con decreto-legge, qualsiasi deprecabile pronuncia che sancisca che “anche gli omosessuali appartengono alla specie umana degli homo sapiens”.
Ma di che stiamo parlando? Quale sarebbe l’evento epocale così tanto temuto da Santa Mamma Chiesa?
Cercherò di essere chiaro e sintetico, narrandovi questo breve “nanetto”.
Immaginate che vi siano tre coppie, legate sentimentalmente, che convivano in tre casette a schiera affiancate: la prima è formata da Mario e Giovanna, due eterosessuali; la seconda da Edoardo e Walfrido, due gay; la terza da Katia e Layla, due lesbiche.
Orbene, a nessuno -salvo che al Filosofo Buttiglione- verrebbe in mente di obiettare che SOLO la coppia eterosessuale abbia il “diritto” di convivere e che, per contro, alle due coppie omosessuali sia “VIETATA” la pari opportunità: non esiste, infatti alcuna norma che giustifichi una discriminazione del genere e, al contrario, l’art. 3 della Costituzione sancisce la pari dignità e la piena eguaglianza dei cittadini senza distinzione di “sesso”, sicché a nulla rileva, dunque, che una persona, per natura, indole o tendenza, sia uomo o donna o omosessuale.
Immaginate ora che dopo circa 8 anni Mario e Giovanna decidano di sposarsi per “regolarizzare” la loro convivenza, volendo così tutelare i propri diritti ereditari e di assistenza reciproca. Essendo di fedi diverse (Mario è islamico e Giovanna è cattolica) si rivolgono all’Ufficiale di Stato civile del Comune di residenza e gli chiedono se questa “diversità” rappresenti un impedimento al matrimonio.
L’Ufficiale di Stato civile li tranquillizza immediatamente dicendo: “Ma per carità!! Lo Stato Italiano non è mica la Chiesa Cattolica, che impedisce i matrimoni tra cittadini di fede diverse! Noi siamo in Italia, e in Italia vige il principio fondamentale dell’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, senza distinzioni -tra l’altro- di razza, sesso e, per l’appunto, di religione! L’Italia, poi, a differenza del Vaticano ha sottoscritto la Convenzione per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo e l’art. 12 di tale Trattato consacra come “diritto inviolabile” dell’uomo e della donna quello di “sposarsi e formare una famiglia”: e si tratta di un diritto del “singolo” “individuo” che, in base all’art. 14, “deve essere garantito senza alcuna distinzione, fondata soprattutto sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione etc.”, sicché sarebbe incostituzionale e lesivo del diritto “inviolabile” al matrimonio precludere ad un singolo uomo o ad una singola donna la facoltà di formarsi una famiglia per motivi di discriminazione sessuale, razziale o religiosa.”
Rassicurati da questa risposta, Mario e Giovanna convolano rapidamente a nozze.
Ritornati dal viaggio nuziale, i due novelli sposi incontrano Edoardo, Walfrido, Katia e Layla, di cui sono amici, e raccontano loro di essersi sposati per “regolarizzare” la loro oramai decennale convivenza.
Le due coppie omosessuali, invogliate da questo racconto, decidono anch’esse di sposarsi e, dunque, si presentato davanti allo stesso Ufficiale di Stato civile. Quando questi, però, capisce di trovarsi di fronte a due coppie omosessuali, oppone un garbato ma netto rifiuto alle pubblicazioni.
Al che i quattro omosessuali obiettano: “Perché mai non ci sarebbe consentito sposarci? Ma non è stato lei a riferire ai nostri due amici che “tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali senza distinzione di sesso” e che il “matrimonio è un diritto inviolabile di ciascun uomo e di ciascuna donna e che, dunque, deve essere garantito senza alcuna discriminazione (tra l’altro) di “sesso”? E non è forse discriminatorio privare ciascuno di noi del “diritto inviolabile di matrimonio” per ragioni legate alla nostra “sessualità”? Ma se è vero -come Lei ha solennemente affermato ai nostri amici- che “ciascun uomo e ciascuna donna ha il diritto, a partire dall’età maritale, di sposarsi e di formare una famiglia” -come sancisce l’art. 12 della Convenzione sui diritti dell’uomo- perché mai Lei nega ai qui presenti Edoardo, Walfrido, Katia e Layla questo diritto? Forse gli omosessuali sono esclusi dal genere umano? Ma non è stato forse Lei a dire ai nostri amici che l’art. 14 della Convenzione sancisce che “il godimento dei diritti inviolabili -tra i quali rientra quella al matrimonio- deve essere garantito a qualsiasi essere umano, senza distinzione di religione e di sesso”? E allora, per quale oscuro motivo Edoardo e Walfrido -che si amano e convivono da dieci anni come Mario e Giovanna- e Katia e Layla -che si amano e convivono anch’essi da undici anni- dovrebbero vedersi precluso il diritto di sposarsi e di formare delle famiglie?”
E l’Ufficiale di Stato civile, con prontezza clerico-fascio-leghista, ribatte: “Ma per carità, nessuno vi vuole privare del vostro sacrosanto diritto di matrimonio e di formarvi delle famiglie. Basta soltanto che Edoardo decida di sposarsi con Katia -anziché con Walfrido- e che Laila decida, a sua volta, di sposarsi con Walfrido, anziché con Katia: così il problema è "risolto", io posso fare le pubblicazioni e nessuno di voi potrà mai lamentarsi di essere stato “discriminato”, perché in realtà il “diritto di sposarvi” lo Stato italiano ve lo concede”.
“Ma io non amo Katia”, obietta Edoardo, “ed io non amo Walfrido”, obietta Layla.
“Ma cosa volete, non potete mica avere tutto e pretendere di essere “uguali” alle persone “normali”, voi “omosessuali” di merda!! Ma non lo sapete che la Chiesa sino a due secoli or sono vi bruciava sui roghi e ancora oggi vi considera dei peccatori e dei depravati?? Qui in Italia comanda la Chiesa, non potete mica pretendere di venire a dettare legge proprio voi, che siete dei depravati peccatori!!!
Se volete sposarvi, PENTITEVI, CURATE le vostre DEVIANZE e la vostra DEPRAVAZIONE e, poi, ritornate davanti a me con la “sessualità corretta” e con il partner giusto
”.
Questo è quello di cui -in estrema sintesi- si dovranno occupare i giudici “ubriaconi” della Consulta: leggeremo una sentenza presa in nome della Giustizia e dell’Uguaglianza -ancor prima che “In nome del Popolo-bue Italiano”- oppure una sentenza presa “In nome di Santa Mamma Chiesa”?

Luigi Tosti, magistrato rimosso (*),
4 marzo 2010.

dal Blog del Giudice Luigi Tosti

(* ricordo che il giudice Luigi Tosti è stato rimosso dalla sua carica dopo una lunga battaglia con la giustizia Italiana sulla questione del crocifisso negli uffici pubblici, comprese le aule giudiziarie.
( ma non è finita, c'è la Corte Europea)

sabato 19 settembre 2009

"LIBERI DI NON CREDERE"

Sabato 19 settembre ore 15.00
Piazza Ankara (Stadio Flaminio)
Primo Meeting Nazionale per un Paese Laico e Civile
"LIBERI DI NON CREDERE"

Info e dettagli qui http://www.uaar.it/uaar/19-settembre

domenica 21 giugno 2009

DEMOCRAZIA ATEA: IL PRIMO PARTITO LIBERO DAI DOGMI


Liberiamo l'Italia dall'oscurantismo medievale imposto dalla religione.

ROMA - Si chiama "Democrazia Atea"

http://democrazia-atea.blogspot.com il nuovo movimento politico che sta entrando nel panorama sociale italiano. Fondatori e leader del partito verranno comunicati prossimamente, e si annunciano delle sorprese. I "demoatei" sono numerosissimi, e molti altri lo sono senza sapere d'esserlo: altri "demoatei" sanno d'esserlo ma, per via della dottrina plagiante diffusa dalla religione nel tessuto sociale, sono indecisi se manifestarsi prendendo posizione.

L'Italia è alla canna del gas. Il parlamento italiano è morto. Molti politici sono percepiti dal Cittadino come i principali nemici dai quali tenersi alla larga o addirittura da combattere, essendo visti come i responsabili della giungla di problemi che si trova a dover affrontare da solo. Molti parlamentari incapaci vengono associati a parassiti ed amebe della società; altri parlamentari sono attenti e abili solo per i propri tornaconti personali, fingendo di non vedere i veri problemi che affliggono la società e che continuano a crescere sulle spalle dei Cittadini.

Ne è conseguito che le Istituzioni dello Stato, da immobili e rinchiuse in sé stesse che erano, sono passate alla decomposizione. Democrazia, Libertà e Diritti Umani sono quotidianamente violentati ed aggrediti dalla discriminazione, dall'intolleranza, dalle ingiustizie, dagli abusi, dalle leggi-porcata. Molti mass-media italiani, invece che informare i Cittadini sul come stanno le cose, hanno preferito chiudere il rubinetto dell'informazione: la censura e auto-censura approdata nel giornalismo è a livelli talmente elevati, da far bollare l'Italia come una nazione in stato di dittatura a regime totalitario! L'impalcatura dello Stato Italiano sembra stia per crollare: oppure è già crollata, ma non lo si vuole accettare.

Ormai è chiaro ed evidente che il Parlamento Italiano prenda ordini dai monarchi del Vaticano, ubbidendo ai voleri della Conferenza Episcopale Italiana, ubbidendo all'Opus Dei, ubbidendo ai gerarchi della Chiesa. L'Italia è agli effetti una miserevole colonia del Vaticano, ed i suoi Cittadini sono coloni di monarchi religiosi. Il Vaticano tiene in perenne scacco l'Italia ledendo i diritti democratici inviolabili dei Cittadini italiani. CEI, Opus Dei, Chiesa cattolica e Vaticano hanno preso il posto delle Istituzioni Italiane, hanno preso il posto della Camera dei Deputati, hanno preso il posto del Senato della Repubblica, hanno preso il posto dei Ministeri. È il Vaticano e le organizzazioni ad esso affiliate che decidono, da dietro le quinte, quali leggi vanno legiferate e quali non vanno legiferate per i Cittadini italiani. Il Parlamento Italiano esegue a testa bassa, timoroso e genuflesso ai voleri del Vaticano, andando spesso contro la Costituzione della Repubblica Italiana e contro la Carta Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo.

Ad ogni elezione, i Cittadini assistono inermi al buffonesco carosello elettorale che si protrae a spada tratta come se ci fossero davvero partiti diversi che si fronteggiano su diversi programmi! I simboli dei partiti in lizza vengono stampati sulla scheda elettorale; tuttavia, mai viene stampato il simbolo del più grande e potente partito che la fa da padrone nella politica italiana, e che sempre vince le elezioni malgrado nessuno lo abbia mai votato: il partito del Vaticano! Qualsiasi sia lo schieramento politico, vincitore o perdente, il Vaticano avrà sempre vinto. Sempre! È questo il problema centrale, politico e fondamentale, dell'Italia; e finché questo problema non sarà definitivamente rimosso alla radice, non esisteranno mai partiti liberi e democratici dalla parte dei Cittadini, non esisterà mai la vera Democrazia, non esisterà mai la vera Libertà, non esisterà mai il vero Stato Italiano Laico Repubblicano.

Nel manifesto politico del movimento Democrazia Atea si legge: «Sebbene il Movimento adotti nella sua denominazione il termine "ateo", ciò non implica che voglia imporre politicamente l'ateismo all'interno della società o dello Stato Italiano. Sono le religioni, ad imporsi con violenza ed arroganza nelle società, ma non certo l'ateismo, che è essenzialmente strumento di risposta proprio alle imposizioni religiose: destituite le quali, si può tornare ad una società libera, tranquilla, serena, progredita e democratica. È stato scelto il vocabolo "ateo" perché il termine "laico" è stato ormai strapazzato, svuotato e prosciugato dal suo profondo e reale significato primigenio, ed abusato come arma mediatica dai soliti volponi per mantenere saldi i privilegi della Casta: risulterà difficile agli imbonitori manipolare il termine "ateo", essendo la sua accezione molto più pregnante rispetto al vulnerabile termine "laico": l'ateo è un "laico DOC", un laico a "denominazione di origine controllata"».

Primo obiettivo prioritario assoluto di Democrazia Atea sarà quello di attivarsi politicamente e con notevole determinazione affinché sia cancellato il "Concordato", sciaguratamente e irresponsabilmente regalato dallo Stato Italiano a quello Vaticano (Art. 7 della Costituzione della Repubblica Italiana), in modo tale che i Cittadini Italiani non siano più obbligati né direttamente - e nemmeno con camuffate tecniche subdole e ingannevoli - a versare ogni anno 9.000 (novemila) milioni di Euro, ovverosia 9.000.000.000.000 di Euro, nelle tasche della Chiesa cattolica, cioè allo Stato Vaticano.

Per dare un'idea del buco totale nelle tasche del Cittadino, basti dire che dalla firma del Concordato ad oggi lo Stato Italiano abbia inondato le casse del Vaticano regalandogli una somma che si aggira intorno ai 220.000 (duecentoventimila) milioni di Euro, ovverosia 220.000.000.000.000 di Euro: più che di una montagna di soldi succhiati a tutti i Cittadini, bisognerebbe parlare di una intera catena montuosa di soldi estorti agli Italiani, e che a tutt'oggi si continua a spremere in maniera antidemocratica, subdola e vergognosa.


Il simbolo grafico di Democrazia Atea: due geometriche parabole bianche stilizzate e complementari che si intersecano su sfondo blu, e nel centro della cui elisse è incastonata la bandiera italiana. Tale simbologia richiama grande apertura verso l'esterno politico, sociale democratico, civile e liberale, e una seconda apertura che, seppure posizionata in senso contrapposto, va a comporre comuni ideali di libertà e democrazia.


Il manifesto ufficiale della visione politica di Democrazia Atea è disponibile sul sito ufficiale http://democrazia-atea.blogspot.com

contatti: democrazia.atea@yahoo.it

telefono 3393188116.

Richiedi a: democrazia.atea@yahoo.it

il Manifesto Ufficiale della visone politica

martedì 24 febbraio 2009

ultime da NoGod

24/02/09 - Mentre nel suo Vicereame vaticaliano SS B16 trova solo sudditi compiacenti e acclamanti (con poche eccezioni), all'estero lo coprono di critiche. Tiziana Ficacci ce ne da una panoramica aggiornata. LEGGI http://www.nessundio.net/tiziana2009.htm
Povero PD-Partitus Dei, è malato terminale di vaticanite e non può nemmeno ricorrere all'eutanasìa.
I guastatori agli ordini del generale-cardinale Bagnasco minano dall'interno le difese immunitarie laiche del PD che si spacca sul dirito dei cittadini a decidere sulla propria salute, sul proprio corpo e sulla propria vita. Per gli zuavi del Papa Re che presidiano il parlamento vaticaliano la legge deve rispecchiare fedelmente le direttive tracciate dai gerarchi della SS vaticana. LEGGI http://www.nessundio.net/blog/2009/02/24/950/
Giulio C.Vallocchia

martedì 17 febbraio 2009

"L'INGERENZA NON ERA NEI PATTI"

Movimento liberale, liberista e libertario
Soggetto costituente del Partito Radicale Transnazionale

Via di Torre Argentina, 76 – 00186 Roma e-mail: segreteria.roma@radicali.it
Tel. (39) 06.68.97.91 – Fax: (39) 06.68.80.53.96
www.radicali.it


ANNIVERSARIO PATTI LATERANENSI: IL 18 FEBBRAIO I RADICALI, INSIEME A DECINE DI ASSOCIAZIONI LAICHE, RICORDERANNO IN PIAZZA LA FIRMA DEL CONCORDATO

Domani, mercoledì 18 febbraio, in occasione dell'80° anniversario della firma dei Patti Lateranensi, e della revisione del Concordato tra Stato italiano e Chiesa Cattolica, del 18 febbraio 1984, diverse Associazioni e personalità, promuovono dalle ore 15 alle ore 19 un Sit-in a Roma, davanti alla sede dell'Ambasciata italiana presso la Santa Sede in Viale delle Belle Arti, 2, dove è previsto un ricevimento delle massime autorità clericali e vaticane con i massimi rappresentanti dello Stato italiano.

Alla manifestazione "L'ingerenza non era nei Patti" hanno finora aderito e parteciperanno:

Radicali Italiani, l'Associazione Radicale Certi Diritti, Radicali Roma, l'Associazione Luca Coscioni, l'Associazione per il Divorzio Breve, insieme alla Federazione romana del Partito Socialista, il Forum delle Donne Socialiste, l'Associazione Rosarcobaleno, il Circolo Mario Mieli e il Circolo UAAR di Roma. Alla manifestazione hanno assicurato la loro presenza dirigenti e parlamentari radicali insieme a personalità che si battono per la libertà e la laicità dello Stato.

Molto probabilmente parteciperà anche Marco Pannella.

lunedì 16 febbraio 2009

Domani, a Genova, la partenza del primo ateobus

dal Gruppo Facebook

Vogliamo i Bus Atei in tutta Italia !!!!

L’ateobus riscalda i motori: parte domani, a Genova, e attraversa il centro città

Sarà il 36: passerà da via XX settembre e sbucherà nella centralissima piazza De Ferrari di buon mattino. Per l’ateobus è finalmente arrivato il semaforo verde: partirà quindi domani pronto a dire ai genovesi che
“La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima è che credono nella libertà di espressione”.
Ad attenderlo, in piazza de Ferrari, un infopoint dell’Uaar riceverà giornalisti e curiosi per spiegare il senso della campagna.
L’ateobus 36 porta sulle fiancate il secondo degli slogan in favore della incredulità, dopo che il primo (”La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”) era stato bloccato dalla concessionaria degli spazi pubblicitari.
«Questo slogan è stato scelto per restituire visibilità ad atei e agnostici, che sono circa un italiano su sette. - spiega Raffaele Càrcano, segretario generale dell’Uaar - La nostra è una campagna per la loro visibilità, perché più visibilità significa meno discriminazione e più rispetto.
Ma anche per la libertà di espressione, in cui gli atei credono fermamente, a differenza, evidentemente, della diocesi di Genova che aveva chiesto il ritiro del vecchio slogan».

Intanto sono stati raccolti 27.013,79 euro e il gruppo Facebook che sostiene gli ateobus ha 4500 sostenitori. Per il primo slogan, «siamo in trattative con alcune concessionarie di pubblicità in giro per l’Italia, - prosegue Carcano - e aspettiamo risposte. Non desistiamo perché è in gioco la libertà di espressione: dobbiamo ribadire che, per la nostra Costituzione, credenti e non credenti hanno uguali diritti, compreso quello di dire “Dio c’è” o “Dio non c’è”».

www.uaar.it

lunedì 19 gennaio 2009

"Mese Bruniano a Viterbo"

E' stata consegnata alla Provincia ed al Comune di Viterbo la richiesta di patrocinio e collaborazione per una manifestazione dedicata alla laicità ed al libero pensiero, denominata "Mese Bruniano a Viterbo" in onore a Giordano Bruno. La richiesta è stata redatta a nome dell'Associazione Nazionale Libero Pensiero Giordano Bruno, sezione di Viterbo e Rieti, i membri del direttivo dell'Associazione stessa, Osvaldo Ercoli, Peter Boom, Gianfranco Paris e Paolo D'Arpini, hanno chiesto collaborazione alle Istituzioni ed una sede al Consorzio Biblioteche per l'organizzazione di un mese di lettura e divulgazione dei testi presenti in Biblioteca su Giordano Bruno e di un concorso letterario sulla figura del pensatore, nonché una mostra d'arte sul tema della laicità.

La manifestazione è prevista da venerdì 6 marzo 2009 sino al 3 aprile 2009 e prevede all'inizio ed alla fine due tavole rotonde, la prima del 6 marzo più specifica sulla figura storica e sul pensiero di Giordano Bruno, partecipe la professoressa Maria Mantello, in modo da poter anche introdurre la bibliografia presente presso la biblioteca e lanciare la proposta di un concorso, dedicato agli allievi delle scuole superiori e dell'Università di Viterbo, ma anche ai semplici cittadini, per un breve saggio su Giordano Bruno. I temi dovranno essere consegnati entro il 1 aprile 2009. I premiati riceveranno da parte dell'Associazione Giordano Bruno un congruo numero di libri sul pensatore, eventualmente il numero può essere corroborato dal Consorzio Biblioteche stesso.

Una mostra di disegni e bozzetti per un monumento dedicato al pensatore nolano ed opere d'arte ispirate alla figura di Giordano Bruno si tiene durante l'intero periodo del Mese Bruniano nel locale indicato dal Consorzio Biblioteche e realizzata a cura dell'Associazione per la Promozione delle Arti in Italia (APAI), diretta da Laura Lucibello.


Il Mese Bruniano a Viterbo terminerà venerdì 3 aprile 2009 ed ancora una volta si terrà una tavola rotonda sul tema della laicità nelle Istituzioni e della Spiritualità Laica, verranno inoltre premiati i saggi letterari più significativi e cerniti i bozzetti e disegni più interessanti per la realizzazione del monumento a Giordano Bruno.


Per partecipazioni:

Aspetto culturale: Osvaldo Ercoli - 0761-341145

Aspetto logistico: Peter Boom – liberopensierovt@libero.it

Aspetto artistico: Laura Lucibello – info.apai@virgilio.it - 333.5994451

Aspetto organizzativo: Paolo D'Arpini – 0761-587200 – spirito.laico@libero.it

Ogni collaborazione è benvenuta!

Paolo D'Arpini - www.circolovegetarianocalcata.it

martedì 30 dicembre 2008

RELIGIONI O DIRITTI UMANI?

di Peter Boom

Chi crede nelle religioni e chi crede nel valore dei diritti civili ed umani.

La "Nuova Religione" è quella dei diritti civili ed umani che devono valere in modo uguale per tutti.

Non sono più accettabili religioni che si arrichiscono ed accumulano enormi ricchezze ritenendo con ciò di poter governare e controllare le masse. Religioni oramai ammuffite da pregiudizi, corruzione ed insegnamenti che vanno contro i diritti ed alcuni addirittura criminali.

Nei paesi musulmani regna la giustizia della sharia, legge di un Dio che permette di assassinare uomini di idee più libere, donne per sospetta infedeltà coniugale con la lapidazione sulla pubblica piazza, omosessuali con l'impiccagione,etc.

Certamente i petrodollari per minima parte vengono spesi per migliorare i diritti umani e civili di questi popoli magnifici e di una cultura molto più antica della nostra.

La sessuofobia regna sovrana nelle religioni, la vera "natura" dell'essere viene appositamente misconosciuta in modo da far sentire colpevoli e peccaminosi e ... per il peccato bisogna pagare. La moderna sessuologia ha oramai ampiamente provato che il sesso fa benissimo ed è sano, fa malissimo reprimerlo salvo nei casi di violenza e pedofilìa.

La chiesa cattolica è tra quelle più sessuofobe e si è impadronita anche della morte che come il sesso è fenomeno naturalissimo ed ineluttabile.

Si usano bellissime omelie inneggianti ad altissimi ideali che invece sono mistificanti e che non rispondono alla realtà dei fatti. Le religioni dicono di predicare il bene, la parola di un dio del quale solo loro sono interpreti su questa terra. Bisogna sempre tener ben presenti che anche la parola di dio, quale anche esso sia, è frutto della mente umana.

Il potere che certe religioni detengono dà a coloro anche l'illusione di poter truffare (IOR -Istituto Opere Religiose, caso Calvi, banda della Magliana, soldi neri, etc..), ha incoraggiato una massiccia pedofilia dei preti, i quali, grazie ad una vergognosa imposizione del segreto su questi crimini rimasti impuniti, si sono sentiti incoraggiati a continuare coll'abuso su bambine e bambini, cosa che legalmente è risultato in un "plurifavoreggiamento della pedofilia". Ultimamente la chiesa cattolica ha, presso le Nazioni Unite, deciso di non votare a favore della depenalizzazione dell'omosessualità in pieno accordo con l'Islam.

Ma quanta gente dovrebbero allora assassinare (milioni e milioni!), tra i quali una grandissima percentuale dei preti stessi. Basta studiare il già invecchiato rapporto Kinsey (anni '50) per rendersene conto.

Ad un convegno tra un vescovo cattolico ed un professore di diritto islamico sono intervenuto con le seguenti parole: "Da voi ho sentito molte belle parole, ma la realtà è ben diversa. La globalizzazione ci ha regalato la Carta dei Diritti Umani. Le vostre due religioni hanno calpestato questi diritti e dovreste, se volete salvarvi, cambiare radicalmente. Se questo non succede dico a coloro che fanno parte dell'Islam, usando le parole del Corano: "Castigo cocente Vi coglierà". Alla chiesa cattolica dico che è l'Anticristo". (Applausi).

La gente sente il bisogno di credere in qualcosa, qualcosa di buono, qualcosa di naturale che non crea ansie disumane ed ipocrisia. Perché allora non credere nei valori dei diritti umani e civili?

Peter Boom.

http://digilander.libero.it/pansexuality

Questo articolo e molti altri scritti dello stesso autore si possono leggere sul sito:

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it
(
spostando la barra a destra in alto su "La Teoria della Pansessualità di Peter Boom" )