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domenica 14 aprile 2013

Inchiesta UAAR sui fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la Chiesa cattolica

L’Uaar par­te dall’as­sun­to che le re­li­gio­ni (tut­te) do­vreb­be­ro es­se­re so­ste­nu­te da chi le pro­fes­sa. Ciò non ac­ca­de, quan­to­me­no in Ita­lia, gra­zie a un nu­me­ro con­si­de­re­vo­le di leg­gi e nor­ma­ti­ve ema­na­te in fa­vo­re del­le co­mu­nità di fede. Nes­su­no è al cor­ren­te dell’enti­tà dei fon­di pub­bli­ci e del­le esen­zio­ni di cui, an­nual­men­te, be­ne­fi­cia la re­li­gio­ne che ne gode in­com­pa­ra­bil­men­te più del­le al­tre, la Chie­sa cat­to­li­ca nel­le sue ar­ti­co­la­zio­ni (San­ta Sede, Cei, or­di­ni e mo­vi­men­ti re­li­gio­si, as­so­cia­zio­ni­smo, ec­ce­te­ra). Non la ren­do­no nota né la Con­fe­ren­za Epi­sco­pa­le Ita­lia­na, né lo Sta­to. È per que­sto mo­ti­vo che l’Uaar ha de­ci­so di dar vita alla piat­ta­for­ma I co­sti del­la Chie­sa: l’obiet­ti­vo è di pre­sen­ta­re una sti­ma di mas­si­ma che sia la più at­ten­di­bi­le e ac­cu­ra­ta pos­si­bi­le, ci­tan­do este­sa­men­te le fon­ti e uti­liz­zan­do me­to­do­lo­gie tra­spa­ren­ti.

Il com­pi­to non è per nul­la fa­ci­le, per­ché la ci­fra rea­le e pre­ci­sa è qua­si si­cu­ra­men­te igno­ta sia allo Sta­to, sia alla Chie­sa. Oc­cor­re­reb­be in­fat­ti esa­mi­na­re, de­li­be­ra per de­li­be­ra, ca­pi­to­lo di spe­sa per ca­pi­to­lo di spe­sa, il bi­lan­cio del­lo Sta­to e quel­li di tut­te le Re­gio­ni, le Pro­vin­ce, i Co­mu­ni, gli enti pub­bli­ci, le so­cietà a par­te­ci­pa­zio­ne pub­bli­ca. Oc­cor­re­reb­be inol­tre di­spor­re di tut­ti i bi­lan­ci del­le dio­ce­si, del­le par­roc­chie, de­gli enti ec­cle­sia­sti­ci, del­le as­so­cia­zio­ni cat­to­li­che. Un’im­pre­sa im­pos­si­bi­le per chiun­que.
An­che per l’Uaar, ov­via­men­te. An­che per­ché non di­spo­ne cer­to di som­me rag­guar­de­vo­li da in­ve­sti­re nell’in­chie­sta. Cio­no­no­stan­te, ab­bia­mo ri­te­nu­to che fos­se pos­si­bi­le, con ra­gio­ne­vo­le ap­pros­si­ma­zio­ne, cer­ca­re di quan­ti­fi­ca­re la ci­fra. An­che al­tri ci han­no pro­va­to nel re­cen­te pas­sa­to: Pier­gior­gio Odi­fred­di (Per­ché non pos­sia­mo es­se­re cri­stia­ni, 2007) l’ha sti­ma­ta in 9 mi­liar­di di euro l'an­no, Cur­zio Mal­te­se (La que­stua, 2008) in 4,5 mi­liar­di, l’Ares (La ca­sta dei ca­sti, 2008) in 20 mi­liar­di. Da par­te sua, il mon­do cat­to­li­co fa qua­si sem­pre ri­fe­ri­men­to alla re­pli­ca al li­bro di Mal­te­se, in­ti­to­la­ta La vera que­stua, scrit­ta dal gior­na­li­sta di Av­ve­ni­re Um­ber­to Fo­le­na e li­be­ra­men­te sca­ri­ca­bi­le on­li­ne, la qua­le non con­tie­ne però al­cun to­ta­le.
A dif­fe­ren­za dei pre­ce­den­ti sfor­zi, I co­sti del­la Chie­sa rap­pre­sen­ta il ten­ta­ti­vo da par­te dell’Uaar di rag­giun­ge­re lo stes­so ob­biet­ti­vo in modo ap­pro­fon­di­to, at­ten­di­bi­le e di­na­mi­co. Per­ché di ogni sin­go­la voce pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne spie­ghia­mo la sua ori­gi­ne nor­ma­ti­va, qua­li sono i dati a no­stra di­spo­si­zio­ne e qua­li sono sta­te le va­lu­ta­zio­ni che ci han­no spin­to ad at­tri­bui­re loro un cer­to va­lo­re. Tut­to que­sto, es­sen­do pub­bli­ca­to on­li­ne, è al­tresì a di­spo­si­zio­ne di chiun­que, an­che del­la stes­sa Con­fe­ren­za Epi­sco­pa­le, vo­glia in­te­gra­re i dati, cri­ti­car­li o com­men­tar­li. I co­sti del­la Chie­sa co­sti­tui­sce anzi uno sti­mo­lo per tut­ti a ef­fet­tua­re le pro­prie va­lu­ta­zio­ni e, di con­se­guen­za, a di­spor­re nel tem­po di una piat­ta­for­ma, e del­le sti­me che con­tie­ne, sem­pre più af­fi­na­te. Se poi la Chie­sa e/o lo Sta­to pre­sen­te­ran­no i pro­pri con­teg­gi sa­re­mo an­co­ra più con­ten­ti: vorrà dire che l’ini­zia­ti­va av­via­ta dall’Uaar ha rag­giun­to il suo sco­po, quel­lo di di­scu­te­re e con­fron­tar­si sui co­sti pub­bli­ci del­la Chie­sa cat­to­li­ca.
Ri­cor­dia­mo che il bi­lan­cio dell’UAAR è pub­bli­ca­to on­li­ne.

La stima aggiornata dei costi annui della Chiesa è

€ 6.277.375.437 


Tabella riepilogativa

Clicca sulle singole voci per espanderle ed ottenere maggiori informazioni!

vers. 2.0 (27/01/2013)

Riferimenti

Leggi statali a favore della Chiesa
Leggi locali a favore della Chiesa

mercoledì 23 gennaio 2013

Il nero del Vaticano con i soldi di Mussolini

 RINGRAZIO UAAR DELLA PUBBLICAZIONE DI QUESTE NOTIZIE CHE RILANCIO
AMg

 

UAAR Ultimissime

Il nero del Vaticano con i soldi di Mussolini

Ci voleva un’in­chie­sta del Guar­dian per far luce sulla storia di parte dell’im­men­so pa­tri­mo­nio im­mo­bi­lia­re del Va­ti­ca­no. E per sve­lar­ne le im­ba­raz­zan­ti quanto oscure ori­gi­ni. Tutto è par­ti­to da alcuni edi­fi­ci nelle zone più in di Londra, come la sede dell’Altium Ca­pi­tal tra Pall Mall e St. James Square e la gio­iel­le­ria Bul­ga­ri a Bond Street. I re­por­ter del quo­ti­dia­no bri­tan­ni­co hanno sco­per­to, scon­tran­do­si con il muro di gomma del Va­ti­ca­no, che questi due im­mo­bi­li fanno capo pro­prio alla Santa Sede. Come anche altri a Co­ven­try, a Parigi e in Sviz­ze­ra.
For­mal­men­te la pro­prietà è di una società off­sho­re, la Bri­tish Grolux In­vest­ment Ltd, che vede come azio­ni­sti due gi­gan­ti della fi­nan­za iglese, en­tram­bi cat­to­li­ci: John Varley, am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to della Bar­clays Bank, e Robin Her­bert, ex re­spon­sa­bi­le della banca d’affari Leo­pold Joseph. La società ha un pa­tri­mo­nio di 500 mi­lio­ni di ster­li­ne, cioè circa 650 mi­lio­ni di euro.
I re­spon­sa­bi­li si sono chiusi nel si­len­zio, senza ri­la­scia­re in­di­scre­zio­ni
I re­spon­sa­bi­li si sono chiusi nel si­len­zio, senza ri­la­scia­re in­di­scre­zio­ni. Ma da ri­cer­che d’ar­chi­vio emerge che la società è nata dalla fu­sio­ne di altre due, le cui azioni erano de­te­nu­te da una com­pa­gnia sviz­ze­ra: la Pro­fi­ma Sa, re­gi­stra­ta presso la banca JP Morgan di New York. Viene fuori che la Pro­fi­ma era pro­prio una hol­ding del Va­ti­ca­no, come emer­ge­reb­be da do­cu­men­ti ri­sa­len­ti alla Se­con­da guerra mon­dia­le. L’in­tel­li­gen­ce bri­tan­ni­ca, in­vi­schia­ta nel con­flit­to contro Hitler e Mus­so­li­ni, ac­cu­sa­va la Pro­fi­ma di “im­pe­gnar­si in at­ti­vità con­tra­rie agli in­te­res­si degli Al­lea­ti”.
L’allora mi­ni­stro della Guerra cri­ti­ca­va inol­tre Ber­nar­di­no Nogara, l’av­vo­ca­to romano che teneva le fila delle fi­nan­ze papali. Nel 1945 di­spac­ci dei ser­vi­zi dal Va­ti­ca­no a Gi­ne­vra par­la­va­no di “at­ti­vità losche” di Nogara. E per questo la Pro­fi­ma venne in­se­ri­ta nella blac­kli­st fi­nan­zia­ria. Ma già nel 1943 sempre gli in­gle­si ri­te­ne­va­no che Nogara fa­ces­se del “lavoro sporco”: in pra­ti­ca far ac­ca­par­ra­re a Pro­fi­ma quote azio­na­rie di banche ita­lia­ne per ri­ci­cla­re denaro e far cre­de­re che così la banca fosse ge­sti­ta dagli sviz­ze­ri, no­to­ria­men­te neu­tra­li du­ran­te il con­flit­to.
Da dove ve­ni­va­no i soldi della Pro­fi­ma che ge­sti­va in ma­nie­ra così di­sin­vol­ta Nogara, pro­prio negli anni ter­ri­bi­li della Se­con­da guerra mon­dia­le? La que­stio­ne è spi­no­sis­si­ma, perché rivela gli in­trec­ci pro­fon­di tra Santa Sede e regime fa­sci­sta: si tratta di un ca­pi­ta­le in con­tan­ti che oggi var­reb­be ben 65 mi­lio­ni di euro, elar­gi­to da Benito Mus­so­li­ni al Va­ti­ca­no nel 1929.
Al tempo della sti­pu­la dei Patti La­te­ra­nen­si il regime si accordò quindi con la Chiesa per ot­te­ner­ne il con­sen­so e per ri­sar­ci­re gli espro­pri subiti dallo stato pon­ti­fi­cio. Fu pro­prio il fa­sci­smo, con questo denaro, a sta­bi­liz­za­re le fi­nan­ze del Va­ti­ca­no e a per­met­ter­ne il ri­lan­cio, il con­so­li­da­men­to delle sue ric­chez­ze e mas­sic­ci in­ve­sti­men­ti. Non è az­zar­da­to ri­te­ne­re che nel cambio il Va­ti­ca­no ci abbia no­te­vol­men­te gua­da­gna­to, ben oltre il for­ma­le ri­sar­ci­men­to. Lo stato uni­ta­rio l’ha in­fat­ti pa­ra­dos­sal­men­te li­be­ra­to degli asset vecchi e poco red­di­ti­zi (im­mo­bi­li sto­ri­ci e pro­prietà ter­rie­re per la mag­gior parte im­pro­dut­ti­ve) in cambio dei titoli e del denaro so­nan­te ne­ces­sa­ri per pro­iet­tar­si nelle pra­te­rie ine­splo­ra­te della spe­cu­la­zio­ne fi­nan­zia­ria. Grazie a questa li­qui­dità ha potuto fa­cil­men­te ri­con­qui­sta­re nel giro di pochi de­cen­ni scon­fi­na­te pro­prietà im­mo­bi­lia­ri. Si stima in­fat­ti che la Chiesa de­ten­ga oggi circa il 20% del valore im­mo­bi­lia­re in Italia.
Pio XI, Mussolini
Non è un caso che Nogara già nel 1931 avesse fon­da­to una com­pa­gnia off­sho­re in Lus­sem­bur­go, dal 1929 pa­ra­di­so fi­sca­le, per co­strui­re il pic­co­lo impero. Con la guerra la società venne poi spo­sta­ta negli Usa e infine in Sviz­ze­ra.
Se­con­do il Guar­dian, gli in­ve­sti­men­ti della fa­mi­glia Mus­so­li­ni oggi sa­reb­be­ro ge­sti­ti anche da Paolo Men­ni­ni, fun­zio­na­rio e ban­chie­re del Va­ti­ca­no. Che è pro­prio l’at­tua­le de­le­ga­to della se­zio­ne straor­di­na­ria dell’Am­mi­ni­stra­zio­ne del Pa­tri­mo­nio della Sede Apo­sto­li­ca (Apsa), ovvero l’or­ga­ni­smo che ge­sti­sce il pa­tri­mo­nio eco­no­mi­co della Santa Sede. Il solo Men­ni­ni, se­con­do un report del Con­si­glio d’Europa, ge­sti­reb­be un asset di almeno 680 mi­lio­ni di euro (570 mi­lio­ni di ster­li­ne). Sarà un caso che l’at­tua­le nunzio apo­sto­li­co a Londra, chiu­so­si in un com­pren­si­bi­le ri­ser­bo, sia l’ar­ci­ve­sco­vo An­to­nio Men­ni­ni, fra­tel­lo di Paolo?
Siamo di fronte all’en­ne­si­mo scan­da­lo va­ti­ca­no sul fronte della tra­spa­ren­za fi­nan­zia­ria
Siamo di fronte all’en­ne­si­mo scan­da­lo va­ti­ca­no sul fronte della tra­spa­ren­za fi­nan­zia­ria. Ultimo di una lunga serie, come di­mo­stra il re­cen­te blocco dei ban­co­mat di­spo­sto dalla Banca d’Italia. Dif­fi­cil­men­te sen­ti­re­mo par­la­re di questa no­ti­zia nei te­le­gior­na­li na­zio­na­li, con­si­de­ra­to lo stret­to legame tra Rai e Va­ti­ca­no e il rigido con­trol­lo che eser­ci­ta­no sull’in­for­ma­zio­ne ad ma­io­rem Dei glo­riam. Non è un caso che, no­no­stan­te si abbia il Va­ti­ca­no in casa, lo scoop non sia stato fatto da gior­na­li­sti ita­lia­ni. E nem­me­no molto ri­lan­cia­to da questi ultimi.
In sin­te­si una storia non molto edi­fi­can­te: un fiume di denaro di pro­ve­nien­za im­ba­raz­zan­te usato in ma­nie­ra poco tra­spa­ren­te e in­trec­ci po­li­ti­ci ed eco­no­mi­ci tra fa­sci­smo e Santa Sede. Ri­ve­la­zio­ni che ci spin­go­no ancora una volta a ri­pro­por­re la ne­ces­sità di un con­cre­to su­pe­ra­men­to di Con­cor­da­to e Patti La­te­ra­nen­si. Eredità di un pas­sa­to che l’Italia do­vreb­be la­sciar­si de­fi­ni­ti­va­men­te alle spalle, ma che ancora in­fluen­za pe­san­te­men­te il nostro Paese con­dan­nan­do­lo al de­cli­no. Ma solo il go­ver­no e il Par­la­men­to, visto che non è pos­si­bi­le alcun re­fe­ren­dum per un trat­ta­to con uno stato “estero”, pos­so­no com­pie­re questo passo do­ve­ro­so.
È tra­gi­co­mi­co che siano pro­prio le ge­rar­chie ec­cle­sia­sti­che a cri­ti­ca­re le de­ge­ne­ra­zio­ni della fi­nan­za in­ter­na­zio­na­le, la sua vo­la­ti­lità e la sua di­su­ma­nità. Pro­prio il Va­ti­ca­no che con­te­sta le di­su­gua­glian­ze eco­no­mi­che a parole, nei fatti è sempre stato all’avan­guar­dia nell’uti­liz­zo spre­giu­di­ca­to di hol­ding, società off­sho­re, banche e sca­to­le cinesi e nella col­lu­sio­ne con il potere po­li­ti­co au­to­ri­ta­rio.
Non pago, il por­ta­vo­ce della Sala stampa va­ti­ca­na padre Fe­de­ri­co Lom­bar­di è riu­sci­to per­si­no a re­pli­ca­re. Di­cen­do­si “stu­pe­fat­to” perché sa­reb­be­ro “cose note da 80 anni, con il Trat­ta­to del La­te­ra­no e chi voleva una di­vul­ga­zio­ne del tema a li­vel­lo po­po­la­re si poteva leg­ge­re Fi­nan­ze Va­ti­ca­ne di Benny Lai”. Pec­ca­to che il patto tra Italia e Va­ti­ca­no non parli certo dell’uti­liz­zo off­sho­re dei fondi e che il libro di Lai sia uscito solo nel 2012. Lo stesso gior­na­li­sta in­ter­vi­sta­to da Re­pub­bli­ca nel luglio scorso ri­mar­ca­va così la novità della sua opera: “nes­su­no finora ha dato il giusto peso alla lunga trat­ta­ti­va che ci fu tra regime fa­sci­sta e Santa Sede per ar­ri­va­re alla sti­pu­la dei patti”.
Una trat­ta­ti­va “svolta esclu­si­va­men­te su que­stio­ni fi­nan­zia­rie, con Mus­so­li­ni in­ten­to a ri­dur­re quanto più pos­si­bi­le i costi della Con­ci­lia­zio­ne e con papa Ratti deciso ad ot­te­ne­re un’in­den­nità di due mi­liar­di di lire”, ha ri­cor­da­to Lai. Si arrivò poi ad un com­pro­mes­so, con “un mi­liar­do e 750 mi­lio­ni di lire, pagati parte in con­tan­ti e parte in titoli al por­ta­to­re”. Soldi uti­liz­za­ti poi anche per far de­col­la­re l’Isti­tu­to Opere di Re­li­gio­ne (non a caso isti­tu­to da Pio XII nel 1942) e per le spe­cu­la­zio­ni di Nogara. Sa­ran­no cose note di certo note da ot­tan­ta anni, ma nelle se­gre­te stanze del Va­ti­ca­no. E che solo di re­cen­te ini­zia­no a venir fuori. Lom­bar­di invoca la pre­scri­zio­ne sto­ri­ca, ma il suo è solo un ri­si­bi­le ten­ta­ti­vo di smar­car­si da ri­ve­la­zio­ni che stanno fa­cen­do il giro del mondo.
La re­da­zio­ne

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 23 gennaio 2013 alle 15:44 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
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lunedì 31 maggio 2010

Omertà, finalmente lo ammettono.

RILANCIO DA NOGOD
NON ILLUDIAMOCI, NON BISOGNA ABBASSARE LA GUARDIA: I CRIMINI DI PEDOFILIA VANNO PERSEGUITI SECONDO LA LEGGE !
alba

Sorridente e affabile come una diva che si offre ai fotografi sulla croisette di Cannes il generale-cardinale Bagnasco ha sfilato sul red carpet che lo portava all'incontro con la stampa a conclusione della 61° Assemblea generale della CEI.
Con impagabile affabilità ammette che oltre ai 100 (solo 100 ?) casi di pedofilia pretesca portati all'attenzione delle competenti autorità religiose potrebbe esserci anche "qualche caso" di omertoso oscuramento dei crimini da parte dei vescovi competenti.

 Ecco fatto.
Siamo sempre allo stesso schema difensivo inaugurato nella trasmissione AnnoZero del 31/05/07 dal duo Santoro-Fisichella.
Ricordate ?

"Pochi casi isolati" suggeriva ammiccante Santoro, e Fisichella signorilmente annuiva con curiale compostezza.
Allora si riferivano a quelli che poi si sono rivelati migliaia di casi di abusi.
Oggi i pochi casi isolati sono, secondo l'amabile Bagnasco, quelli nascosti omertosamente dai suoi colleghi vescovi.

Quanto pochi lo scopriremo solo se i media vaticaliani faranno il loro dovere di informare, come nei paesi civili .

Giulio C.Vallocchia
"Né Giove né Geova, né Cristo né Allah.
Tutti gli dei sono invenzioni degli uomini."

domenica 21 giugno 2009

DEMOCRAZIA ATEA: IL PRIMO PARTITO LIBERO DAI DOGMI


Liberiamo l'Italia dall'oscurantismo medievale imposto dalla religione.

ROMA - Si chiama "Democrazia Atea"

http://democrazia-atea.blogspot.com il nuovo movimento politico che sta entrando nel panorama sociale italiano. Fondatori e leader del partito verranno comunicati prossimamente, e si annunciano delle sorprese. I "demoatei" sono numerosissimi, e molti altri lo sono senza sapere d'esserlo: altri "demoatei" sanno d'esserlo ma, per via della dottrina plagiante diffusa dalla religione nel tessuto sociale, sono indecisi se manifestarsi prendendo posizione.

L'Italia è alla canna del gas. Il parlamento italiano è morto. Molti politici sono percepiti dal Cittadino come i principali nemici dai quali tenersi alla larga o addirittura da combattere, essendo visti come i responsabili della giungla di problemi che si trova a dover affrontare da solo. Molti parlamentari incapaci vengono associati a parassiti ed amebe della società; altri parlamentari sono attenti e abili solo per i propri tornaconti personali, fingendo di non vedere i veri problemi che affliggono la società e che continuano a crescere sulle spalle dei Cittadini.

Ne è conseguito che le Istituzioni dello Stato, da immobili e rinchiuse in sé stesse che erano, sono passate alla decomposizione. Democrazia, Libertà e Diritti Umani sono quotidianamente violentati ed aggrediti dalla discriminazione, dall'intolleranza, dalle ingiustizie, dagli abusi, dalle leggi-porcata. Molti mass-media italiani, invece che informare i Cittadini sul come stanno le cose, hanno preferito chiudere il rubinetto dell'informazione: la censura e auto-censura approdata nel giornalismo è a livelli talmente elevati, da far bollare l'Italia come una nazione in stato di dittatura a regime totalitario! L'impalcatura dello Stato Italiano sembra stia per crollare: oppure è già crollata, ma non lo si vuole accettare.

Ormai è chiaro ed evidente che il Parlamento Italiano prenda ordini dai monarchi del Vaticano, ubbidendo ai voleri della Conferenza Episcopale Italiana, ubbidendo all'Opus Dei, ubbidendo ai gerarchi della Chiesa. L'Italia è agli effetti una miserevole colonia del Vaticano, ed i suoi Cittadini sono coloni di monarchi religiosi. Il Vaticano tiene in perenne scacco l'Italia ledendo i diritti democratici inviolabili dei Cittadini italiani. CEI, Opus Dei, Chiesa cattolica e Vaticano hanno preso il posto delle Istituzioni Italiane, hanno preso il posto della Camera dei Deputati, hanno preso il posto del Senato della Repubblica, hanno preso il posto dei Ministeri. È il Vaticano e le organizzazioni ad esso affiliate che decidono, da dietro le quinte, quali leggi vanno legiferate e quali non vanno legiferate per i Cittadini italiani. Il Parlamento Italiano esegue a testa bassa, timoroso e genuflesso ai voleri del Vaticano, andando spesso contro la Costituzione della Repubblica Italiana e contro la Carta Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo.

Ad ogni elezione, i Cittadini assistono inermi al buffonesco carosello elettorale che si protrae a spada tratta come se ci fossero davvero partiti diversi che si fronteggiano su diversi programmi! I simboli dei partiti in lizza vengono stampati sulla scheda elettorale; tuttavia, mai viene stampato il simbolo del più grande e potente partito che la fa da padrone nella politica italiana, e che sempre vince le elezioni malgrado nessuno lo abbia mai votato: il partito del Vaticano! Qualsiasi sia lo schieramento politico, vincitore o perdente, il Vaticano avrà sempre vinto. Sempre! È questo il problema centrale, politico e fondamentale, dell'Italia; e finché questo problema non sarà definitivamente rimosso alla radice, non esisteranno mai partiti liberi e democratici dalla parte dei Cittadini, non esisterà mai la vera Democrazia, non esisterà mai la vera Libertà, non esisterà mai il vero Stato Italiano Laico Repubblicano.

Nel manifesto politico del movimento Democrazia Atea si legge: «Sebbene il Movimento adotti nella sua denominazione il termine "ateo", ciò non implica che voglia imporre politicamente l'ateismo all'interno della società o dello Stato Italiano. Sono le religioni, ad imporsi con violenza ed arroganza nelle società, ma non certo l'ateismo, che è essenzialmente strumento di risposta proprio alle imposizioni religiose: destituite le quali, si può tornare ad una società libera, tranquilla, serena, progredita e democratica. È stato scelto il vocabolo "ateo" perché il termine "laico" è stato ormai strapazzato, svuotato e prosciugato dal suo profondo e reale significato primigenio, ed abusato come arma mediatica dai soliti volponi per mantenere saldi i privilegi della Casta: risulterà difficile agli imbonitori manipolare il termine "ateo", essendo la sua accezione molto più pregnante rispetto al vulnerabile termine "laico": l'ateo è un "laico DOC", un laico a "denominazione di origine controllata"».

Primo obiettivo prioritario assoluto di Democrazia Atea sarà quello di attivarsi politicamente e con notevole determinazione affinché sia cancellato il "Concordato", sciaguratamente e irresponsabilmente regalato dallo Stato Italiano a quello Vaticano (Art. 7 della Costituzione della Repubblica Italiana), in modo tale che i Cittadini Italiani non siano più obbligati né direttamente - e nemmeno con camuffate tecniche subdole e ingannevoli - a versare ogni anno 9.000 (novemila) milioni di Euro, ovverosia 9.000.000.000.000 di Euro, nelle tasche della Chiesa cattolica, cioè allo Stato Vaticano.

Per dare un'idea del buco totale nelle tasche del Cittadino, basti dire che dalla firma del Concordato ad oggi lo Stato Italiano abbia inondato le casse del Vaticano regalandogli una somma che si aggira intorno ai 220.000 (duecentoventimila) milioni di Euro, ovverosia 220.000.000.000.000 di Euro: più che di una montagna di soldi succhiati a tutti i Cittadini, bisognerebbe parlare di una intera catena montuosa di soldi estorti agli Italiani, e che a tutt'oggi si continua a spremere in maniera antidemocratica, subdola e vergognosa.


Il simbolo grafico di Democrazia Atea: due geometriche parabole bianche stilizzate e complementari che si intersecano su sfondo blu, e nel centro della cui elisse è incastonata la bandiera italiana. Tale simbologia richiama grande apertura verso l'esterno politico, sociale democratico, civile e liberale, e una seconda apertura che, seppure posizionata in senso contrapposto, va a comporre comuni ideali di libertà e democrazia.


Il manifesto ufficiale della visione politica di Democrazia Atea è disponibile sul sito ufficiale http://democrazia-atea.blogspot.com

contatti: democrazia.atea@yahoo.it

telefono 3393188116.

Richiedi a: democrazia.atea@yahoo.it

il Manifesto Ufficiale della visone politica

martedì 24 febbraio 2009

ultime da NoGod

24/02/09 - Mentre nel suo Vicereame vaticaliano SS B16 trova solo sudditi compiacenti e acclamanti (con poche eccezioni), all'estero lo coprono di critiche. Tiziana Ficacci ce ne da una panoramica aggiornata. LEGGI http://www.nessundio.net/tiziana2009.htm
Povero PD-Partitus Dei, è malato terminale di vaticanite e non può nemmeno ricorrere all'eutanasìa.
I guastatori agli ordini del generale-cardinale Bagnasco minano dall'interno le difese immunitarie laiche del PD che si spacca sul dirito dei cittadini a decidere sulla propria salute, sul proprio corpo e sulla propria vita. Per gli zuavi del Papa Re che presidiano il parlamento vaticaliano la legge deve rispecchiare fedelmente le direttive tracciate dai gerarchi della SS vaticana. LEGGI http://www.nessundio.net/blog/2009/02/24/950/
Giulio C.Vallocchia

Yussuf Ben Khomeini.

Con il nome di Benedetto 16 Joseph Ratzinger sta guidando in Italia la stessa rivoluzione politico-teocratica che Ruhollah Khomeini, capo supremo dell'islam sciita, portò al potere assoluto in Iran. E al pari di Khomeini il Fuhrer dei cattolici sta dividendo gli italiani mettendoli gli uni contro gli altri, servendosi di politicanti compiacenti che, dall'investitura pontificia, si aspettano il mantenimento del potere per il più lungo tempo possibile. Ma la costruzione di un potere teocratico simil-iraniano comporta un pericolo anche per il sistema reiligioso della chiesa cattolica che, nell'assunzione di comportamenti e metodologie di matrice islamica (la compenetrazione totale fra religione e politica), rende sempre più familiare agli italiani il concetto di Religione=Stato preparando il terreno culturale che faciliterà la definitiva affermazione dell'islam, totalitario e lberticida, anche nel nostro Paese. Per questo non possiamo non immaginare il papa in carica ribattezzato con il nome del capo religioso a cui più assomiglia.
Giulio C. Vallocchia
"Nè Giove nè Geova, nè Cristo nè Allah.
Tutti gli dei sono invenzioni degli uomini"
www.nogod.it
www.nessundio.net

mercoledì 7 gennaio 2009

Notizie e commenti da NoGod

Il Vaticano divorzia dall' Italia, ma non rinuncia agli alimenti.
Crudeltà e immoralità sono le colpe addebitate. La prima a causa della fatica derivante al santo coniuge dall' eccesso e dalla farraginosità della produzione legislativa che, in base agli accordi prematrimoniali del 1929 e de 1984, il Vaticano doveva mutuare. La seconda per la frequente mancanza di moralità nelle leggi adottate dall' Italia. Ma l'ottopermille, l'esenzione dall' ICI e la pioggia di quattrini che Stato, Regioni, Province e Comuni versano nelle casse della Santa Ditta Trangugia e Divora continueranno ad affluire generosamente anche dopo la separazione dei coniugi. La cura dei figli (60 milioni di persone) resta affidata al Vaticano che provvederà alla loro educazione e indottrinamento forzato con i sui 26.000 insegnanti di religione pagati sempre dall' Italia.

Via la moschea dal presepio !
La rivolta dei catto-integralisti ha costretto un parroco genovese a togliere la moschea che aveva sorprendentemente inserito nel presepio della sua chiesa.

Un po' di storia della sinistra italiana.
La recensione di un bel saggio storico di Ugo Finetti (Togliatti e Amendola, la lotta politica nel pci dalla Resistenza al terrorismo, Ares, € 22) curata da Giovanni Lubrano per No God, ci offre la possibilità di ricordare cosa era il PCI e cosa poteva essere se l'unico esponente "liberal", Giorgio Amendola, avesse avuto la possibilità di far nascere al suo interno una consistente corrente socialdemocratica. Magari con la sponda esterna dei socialisti che purtroppo non lo capirono. LEGGI http://www.nessundio.net/libri.htm

Giulio C.Vallocchia

martedì 14 ottobre 2008

SINDACI.. da NoGod news

13/10/08 -

Un sindaco gay è meglio.

Parigi e Berlino (ma in Italia soltanto Gela - LEGGI) sono amministrate da sindaci omosessuali che riscuotono l'applauso incondizionato dei propri concittadini.
Klaus Wowereit
, in particolare, sindaco di Berlino è talmente bravo che potrebbe diventare il futuro cancelliere tedesco. Ritratto a cura di Tiziana Ficacci. LEGGI

13/10/08 - Gianni Alemanno, sindaco di Roma,
anche se non è gay (nessuno è perfetto)
questa volta ne azzecca una.
In occasione della marcia silenziosa in ricordo della deportazione di mille ebrei romani ad opera dei nazisti dichiara : """ L'impegno che possiamo prendere di fronte alla memoria delle vittime del 16 ottobre 1943 è combattere ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione.""" LEGGI

NoGod news-Tutti contro Odifreddi, ma non gli ebrei.

3/10/08 - Piergiorgio Odifreddi, matematico impertinente e co-presidente onorario dell' UAAR-Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti, è stato invitato nei giorni scorsi a partecipare alle manifestazioni del "Premio Exodus" suscitando riprovazione da parte di vari esponenti della cultura e della politica per alcune sua esternazioni critiche della politica israeliana. La sua presenza invece è stata difesa e sostenuta dal rabbino Aaron Croccolo e da Marco Ferrari, presidente del Premio Exodus. LEGGI -
Ed ecco la risposta di Odifreddi
LEGGI

lunedì 13 ottobre 2008

Napolitano e la radici cristiane dell' Europa.

11/10/08 -
In una lunga intervista concessa a L'Osservatore Romano, primo ed unico caso nella storia italiana, il Presidente Napolitano -ad una subdola domanda tendente a fargli convalidare le presunte radici cristiane dell'Europa- dopo aver fatto on po' di melina, risponde : " E quindi, bisogna davvero rilanciare nella sua interezza la grande ispirazione della costruzione europea, un'ispirazione che porta evidentissimi i segni della tradizione cristiana."
Come se non sapesse quanto quelle radici siano immerse in lunghi secoli di guerre feroci e sanguinose fra le diverse sette cristiane. Ma le radici dell' Europa moderna dal 1789 stanno invece nella lunga lotta di liberazione dalla concezione del potere come emanazione da quell'immaginaria entità soprannaturale chiamata Cristo interpretata, beninteso, secondo le convenienze e gli interessi delle varie gerarchie religiose in concorrenza fra loro.
Per tornare all' intervista di Napolitano spiace rilevare come, al di là di accettabili affermazioni sull'importanza della collaborazione fra laici e cattolici per il bene comune del Paese, in nessun modo sia stato ribadito e conclamato il "supremo principio" della laicità delle Istituzioni, sottoposto ai continui tentativi della CEI, longa manus locale dello Stato Vaticano, di imporre le sue direttive all'attività legislativa del Parlamento. La separazione fra Stato e Chiesa, indipendenti e sovrani, sembra ormai superata a favore di una interdipendenza che sta diventando una vera e propria dipendenza dalla teocrazia dominante. Non sorprende quindi che il 20 settembre u.s., alla celebrazione della storica giornata in cui cessò il dominio temporale dei Papi, siano stati celebrati gli zuavi pontifici e non i nostri soldati che morirono per ricongiungere Roma all' Italia. E acquista anzi un significato nefasto il fatto che, per la prima volta da quando furono istituite quelle celebrazioni, non sia stata portata alla stele commemorativa la tradizionale corona del Presidente della Repubblica. Dimenticanza o dichiarazione di resa ?
Qui il testo dell'intervista a Napolitano. LEGGI
Giulio C.Vallocchia
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venerdì 10 ottobre 2008

6.000 MILIONI DI EURO

NON

REGALIAMOLI PIU' AL VATICANO

Sono soldi dei cittadini italiani che ogni anno si intascano i preti.

Cancelliamo il Concordato col Vaticano. Lo Stato Italiano deve smetterla di regalare milioni di euro a Ratzinger e alla sua cricca.

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«Ma quando una lunga serie di abusi e malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre tutti gli uomini all'assolutismo, è loro diritto, è loro dovere, rovesciare un siffatto governo, e provvedere nuove garanzie alla sicurezza per l'avvenire.» Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America, 4 luglio 1776.

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di Ennio Montesi

E' giunta l'ora di incazzarsi oppure no? Ogni anno oltre 6.000 (seimila) milioni di euro vengono regalati - re-ga-la-ti - dallo Stato Italiano allo Stato Vaticano, cioè ai preti. In cambio di cosa? di niente. Ogni anno il signor Joseph Ratzinger e la sua cricca di uomini in gonna, pizzi e merletti si mettono in tasca - grazie al furbesco meccanismo dell'8x1000 - la bellezza di 6.000 milioni di euro, nostri. I preti si pappano mezza finanziaria di soldi che appartengono a tutti noi cittadini italiani. Si tratta di un vero e grave sopruso e di una mancanza totale di rispetto, di lealtà e di onestà verso gli italiani soprattutto verso tutti quelli che sono angosciati dall'incubo delle rate del mutuo, dalle bollette da pagare, dall'affitto di casa, dal lavoro precario, dalla disoccupazione e dall'interminabile catena di incubi economici dalla quale non si arriva più né a fine mese, né a mezzo mese.

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Ed è anche naturale incazzarsi per l'affermazione cialtrona fatta dal signor Ratzinger il 6 ottobre 2008 al sinodo. Ecco il ridicolo commento di Ratzinger diffuso col solito suo accento tedesco e la sua faccia di bronzo: "Nella crisi delle grandi banche scompaiono i soldi, ma non sono niente, perché tutte le cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine. Lo ricordi chi costruisce la propria esistenza, solo sul successo, la carriera, e i soldi". Dargli del faccia di bronzo probabilmente è poco, ma ognuno sostituisca col termine che gli aggrada. Ci dobbiamo allora chiedere perché il signor Ratzinger non rinunci ai nostri soldi dell'8x1000, ma anzi ogni anno ce la meni a non finire con pubblicità martellante bussando a cassa, la nostra cassa? Perché lui, il signor Ratzinger, non fa invece un atto di coraggio, di lealtà e di onestà rinunciando al Concordato, quindi ai nostri 6.000 milioni di euro annui? Se qualcuno glielo volesse chiedere lo può chiamare in Vaticano al numero di telefono: 066982, tanto non ha nulla da fare. Per sfornare simili idiozie non ci vuole alcuno studio speciale. Proprio quest'individuo medioevale agghindato in cuffietta rossa, mantellina di ermellino, sciarpa ricamata d'oro, scarpette di velluto, scettro intarsiato e patacche varie appese al collo (come i personaggi infantili e disturbati delle favole di Andersen) viene spudoratamente a darci lezione sull'inutilità dei soldi mentre l'altra sua mano è già aperta, avida e su un dito spicca un anello d'oro grande come una prugna. Ratzinger pretende, esige, vuole e si mette in tasca la somma colossale di 6.000 milioni di euro di tutti noi italiani. Una specie di super-pizzo di 6.000 milioni di euro che lo Stato Italiano, quindi tutti noi italiani, gli dobbiamo dare senza fiatare e a tutti i costi. Ci vuole una bella faccia da prete per dire quello che ha detto. E Ratzinger ce l'ha.

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In concreto, come si fa a risparmiare questi 6.000 milioni di euro ogni anno evitando di sprecarli e non farli entrare nelle tasche senza fondo dei preti? Se esiste ancora uno straccio di parlamento italiano eletto dai cittadini e un seppure miserevole governo e una seppure pietosa opposizione la soluzione è semplicissima. Bastano pochi minuti e il problema è presto risolto: cancellare il Concordato tra Stato Italiano e Vaticano. E' sufficiente la cancellazione del Concordato e la banda del Vaticano non sarà più mantenuta e foraggiata a spese di noi contribuenti italiani. Senza il Concordato i 6.000 milioni di euro restano in tasca all'Italia e finalmente con quei soldi ci si possono costruire scuole, ospedali, asili, istituti di accoglienza per anziani, di cose da fare certo non mancano in questa Italia alla canna del gas. Con tutti quei soldi si potrebbe dare vita ad almeno altre due nuove compagnie aeree di bandiera italiana funzionanti e moderne ogni anno. Altro che Alitalia! Ci potremmo permettere altre Alitalie, sistemare le strade che fanno schifo, fare funzionare i treni che fanno schifo e gli ospedali che fanno schifo.

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Se ci aspettiamo che i volponi del Vaticano non pretendano più i nostri 6.000 milioni di euro significa che siamo un popolo di italioti e di imbecilli. Il debito pubblico è altissimo, il recesso è in atto, le borse tracollano, la crisi economica ci sta inondando come uno tsunami, le banche falliscono e quelle che non falliscono fanno fallire le famiglie e i pensionati, ma nonostante tutto, da mentecatti, continuiamo imperterriti e testardi come muli a regalare 6.000 milioni di euro ogni anno agli stregoni del Vaticano.

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Sta a noi italiani esigere dallo Stato Italiano l'interruzione immediata del super-pizzo di 6.000 milioni di euro annui cancellando il Concordato. Così ci togliamo una volta per tutte questo cancro economico che ci assilla e fa regredire la nostra economia. Se non siamo buoni ad ottenere questo semplice atto dovuto, beh, allora significa che ci meritiamo ancora peggio di come stiamo. E dobbiamo incazzarci solo con noi stessi.

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Ennio Montesi

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Questo testo è in regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e incoraggiata
parchè l'articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso titolo,

citando il nome dell'autore e riportando questa scritta.

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Nella foto, lo scrittore Ennio Montesi, fondatore di Axteismo

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Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici

http://nochiesa.blogspot.com

martedì 19 febbraio 2008

ATTENZIONE ATTENZIONE

IL SIT-IN NON C'E' PIU'....
... non sapremo mai come mai...
sul sito dei Giovani Socialisti tutto tace
menomale che l'UAAR,
invece,
ha avvisato....
..

lunedì 18 febbraio 2008

Attenzione! spostato a domani il SIT IN

l SIT IN CONTRO IL CONCORDATO E CONTRO I PATTI LATERANENSI previsto per oggi lunedì 18 a partire dalle ore 14,30 in Viale delle Belle Arti (altezza Viale Tiziano) di fronte all'ambasciata italiana presso la S.S.
SU INZIATVA DEI PROMOTORI (FGS Roma) E' SPOSTATO A DOMANI STESSO LUOGO STESSA ORA.
CONTROLLARE ENTRO QUESTA SERA LA CONFERMA PER LA GIORNATA DI DOMANI E PER L'ORARIO (che potrebbe essere anticipato di un'ora) SU UNO DEI SEGUENTI SITI :
Invitiamo sempre tutti ad un'adesione numerosa !

oggi 18 febbraio all' Ambasciata d' Italia presso la Santa Sede

18/02/08 - ANCHE OGGI TUTTI IN PIAZZA PER DIFENDERE LA LAICITA'.

Roma, ultimo appuntamento della Settimana Anticoncordataria alle ore 15 a Piazzale Belle Arti di fronte all' Ambasciata d' Italia presso la Santa Sede.
Qui si ricorderà come ogni anno la cerimonia di Resa dello Stato Laico al potere del Papa Re sottoscritta da Benito Mussolini con la firma dei Patti Lateranensi l' 11 febbraio 1929.
Uno dei tre documenti di quei Patti, il Concordato, fu rinnovato e sottoscritto da Bettino Craxi il 18 febbraio 1984.

Come l 'anno scorso anche oggi si svolgerà una Manifestazione di protesta per ricordare che non tutto il popolo italiano è disposto a sopportare il peso di quell' Atto di Resa politica, morale e giuridica. Appuntamento da non mancare per tutti i laici impegnati nella Resistenza Laica per ricordare sonoramente il proprio dissenso ai rappresentanti della Repubblica che si recheranno a rendere omaggio ai rappresentanti della dominante potenza vaticana.
18/02/08 -
Si è aperto a Milano il primo corso di compenetrazione islamica nella società italiana. LEGGI .

L' islam, come il cristianesimo, è una religione che si attribuisce il possesso esclusivo di una presunta verità assoluta dettata da un' immaginaria entità soprannaturale, e rivendica il diritto di diffonderla, anche con la guerra santa.

A quella che come NO GOD abbiamo definito Menzogna Globale abbiamo il dovere di contrapporre la nostra concezione filosofica del mondo fondata sulla critica di tutte quelle invenzioni umane che hanno dato origine alle divinità e alla sistematizzazione dei relativi culti e precetti.
La nostra proposta di difesa dalla Menzogna Globale deve utilizzare esclusivamente le armi della cultura e del pieno rispetto della libertà di espressione e di critica, ma non può che partire dalla scuola. Qui, accanto all' informazione religiosa che in Italia è di fatto un indottrinamento mediante l' ora di religione cattolica (solo apparentemente facoltativa), dobbiamo cercare di offrire agli studenti un corso articolato sulla "critica delle religioni".

Per dare consistenza di massa a questo progetto, attualmente solo in fase di studio, vi chiediamo di leggere e sottoscrivere la nostra Petizione che per brevità abbiamo chiamato SI' ALL'ORA DI ATEISMO.

Per leggere l' APPELLO e apporre la FIRMA cliccare QUI.
http://www.firmiamo.it/oradiateismoascuola
Questo ed altro su www.nogod.it

domenica 3 febbraio 2008

settimana anticoncordataria

SETTIMANA ANTICONCORDATARIA 2008
8-18 febbraio 2008

Venerdì 8
ore 12, Sala degli Arazzi in Campidoglio.
Presentazione alla stampa dell’iniziativa Roma Reale, Roma Plurale.

Sabato 9
ore 14, Porta San Paolo.
Partecipazione alla manifestazione “NO VAT 2008” promossa da FacciamoBreccia: partenza del corteo dalla Piramide, arrivo a Campo de’ Fiori.
ore 16-21, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.

Domenica 10
Poggio Mirteto (RI).
Stand UAAR al Carnevalone Liberato.

ore 11-20, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.

Martedì 12
ore 18, Libreria Feltrinelli, via Vittorio Emanuele Orlando 78/81.
Darwin Day.
Incontro sul tema Evoluzionismo, cultura, religione, con presentazione del libro
Perché ci piace la musica: orecchio, emozione, evoluzione.
Interverranno: Silvia Bencivelli (autrice dell’opera), Mario De Caro (docente di filosofia, università Roma Tre) e Raffaele Carcano (segretario nazionale UAAR).

Mercoledì 13
ore 18, Libreria Rinascita, viale Agosta 36.
Incontro sulla laicità, con Gianluca Santilli (presidente del Consiglio Municipale Roma VI);
prof. Piergiorgio Donatelli e Francesco S. Paoletti ( Circolo UAAR di Roma).
Proiezione del video 2500 anni (e più) di libero pensiero.

Sabato 16
ore 16-20, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.

Domenica 17
ore 10-13:30, Campo de’ Fiori.
Commemorazione del 408° anniversario del rogo di Giordano Bruno.
ore 11-20, Campo de’ Fiori.
Stand UAAR.
ore 18-20, Libreria Croce, c.so Vittorio Emanuele II 156.
I FISICI, ATTO SECONDO.
Dopo la mancata visita del Papa all’università “La Sapienza” di Roma, tre fisici, Carlo Bernardini , Carlo Cosmelli e Andrea Frova, tornano sul palco per rispondere alle domande di Marco Cattaneo (direttore responsabile de Le Scienze) e del pubblico.
L’incontro è organizzato dall’UAAR e presentato dal segretario nazionale Raffaele Carcano.

Lunedì 18
ore 15, viale delle Belle Arti angolo viale Tiziano.
Partecipazione al “Sit-in contro il Concordato”, promosso dalla Federazione Giovanile Socialista romana, di fronte all’ambasciata d’Italia presso la S. Sede.
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Per informazioni: 06 45443949 - 346 0227998E-mail: roma@uaar.itSito Web: www.uaar.it/roma

martedì 22 gennaio 2008

Lo stregone di Assisi - il volto negato di San Francesco

Domani, mercoledì 23 gennaio, alle ore 19.00 Andrea Armati presenterà il libro Lo stregone di Assisi - il volto negato di San Francesco, recensito dal sito UAAR nello spazio Biblioteca, presso la Libreria Safarà di Roma (via delle Vestali 6, METRO A -Colli Albani) .

Alla presentazione saranno presenti anche il Prof.ROBERTO CIPRIANI, sociologo della religione, Direttore del Dipartimento Scienze dell'Educazione dell'Università Roma 3, e il giornalista FABRIZIO FEDERICI.




lunedì 21 gennaio 2008

SETTIMANA ANTICONCORDATARIA: programma

8 FEBBRAIO (ore 12,00)

- CAMPIDOGLIO (Sala degli Arazzi)

Presentazione alla stampa dell’iniziativa Roma Reale, Roma Plurale

9 FEBBRAIO (ore 14,00)

- adesione alla manifestazione NO VAT 2008 promossa da FACCIAMOBRECCIA (clicca qui per andare al sito) : partenza del corteo da PIRAMIDE (P.zzale Ostiense), arrivo a Campo De Fiori

- stand UAAR a Campo de Fiori dalle ore 16,00 alle ore 21,00

10 FEBBRAIO

- Stand UAAR al CARNEVALONE LIBERATO DI POGGIO MIRTETO (prov. di Rieti)

- stand UAAR a Campo de Fiori (in Roma) dalle ore 11,00 alle ore 20,00

12 FEBBRAIO (h 18.00)

- DARWIN DAY presso la libreria FELTRINELLI di Via Vittorio Emanuele Orlando 78/81

13 FEBBRAIO (ore 18,00)

- libreria RINASCITA di Viale Agosta 36 (Roma): incontro sulla laicità con Gianluca Santilli (Presidente del Consiglio del Municipio VI), con il Prof. Piergiorgio Donatelli e Francesco Paoletti (Circolo UAAR di Roma)

-proiezione del video 2500 ANNI DI LIBERO PENSIERO

16 FEBBRAIO

- stand UAAR a Campo de Fiori dalle ore 16,00 alle ore 20,00

17 FEBBRAIO

- Commemorazione dell'anniversario del rogo di Giordano Bruno in Campo De Fiori (h 10,00 - 13,30)

- stand UAAR a Campo de Fiori (in Roma) dalle ore 11,00 alle ore 20,00

- "Inquisizione : la storia e gli studi"

Incontro presso l'antica libreria CROCE di Corso Vittorio Emanulele II, 156 (h 18.00 - 20.00)

18 FEBBRAIO (ore 15,00)

- adesione al "SIT IN contro il Concordato" promosso dalla FGS Roma in Viale delle Belle Arti di fronte all'ambasciata italiana presso la S. Sede

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Per informazioni : 06 45443949 - 346 0227998 - roma@uaar.it - www.uaar.it/roma

giovedì 27 dicembre 2007

CHELOPRETE....


Ecco a voi il cheloprete
scaturito dall'allegra e dissacrante mano d'artista di Enrico Verde.
Lo riconoscete ?
E pretende di aver l'unica cura giusta per guarire tutti da tutti i malanni, e pure di guarire l' omosessualità !


Buon divertimento !