Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

lunedì 23 febbraio 2026

l'Inno degli Italiani ovvero Fratelli d'Italia




1 - Fratelli d'Italia,

l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?!
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.

    Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.

2 - Noi siamo da secoli
calpesti, derisi
perché non siam Popolo,
perché siam divisi:
raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.»

   Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.

3 - Uniamoci, amiamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore;
giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti per Dio,
chi vincer ci può!?

    Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.


4 - Dall'Alpi a Sicilia
dovunque è Legnano,
ogn'uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano,
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla,
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

    Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.

5 - Son giunchi che piegano
le spade vendute:
ahi l'aquila d'Austria
le penne ha perdute;
il sangue d'Italia
bevé, col Cosacco
il sangue polacco:
ma il cuor le bruciò.

    Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.

6 - Evviva l'Italia,
dal sonno s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?!
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.


   Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.


Sì !

Online il nuovo report sullo stato di avanzamento del Pnrr nelle città italiane

 

lunedì 12 gennaio 2026

in onore di Edda

Stamattina la mia vecchia amica e compagna Edda Billi sarà onorata nella Protomoteca in Campidoglio. Se n'è andata un paio di giorni fa in in luogo che forse non esiste, ma se esistesse sarebbe quel mondo di amore e rispetto e libertà per cui qui ha tanto lottato. Una Donna che ha sempre amato le donne, tanti da inventarsi l'etichetta di lesbofemminista, lei che come me voleva costruire un mondo in cui le etichette non esistessero più. Compagna di tante battaglie, il ricordo più vivo è la sua voce chiara e squillante che con la sua inconfondibile calata toscana si leva un pomeriggio d'estate in una sala ad approvare la mia proposta di battersi per pretendere la parità di matrimonio,  a formarsi una famiglia  legale, secondo il proprio cuore. La sua sola voce che forte mi approvava e appoggiava, mentre tutti i rappresentanti delle associazioni LGBT lì riuniti, mi deridevano sguaiatamente  senza capire... Oh sì Edda , ci mancherà  il tuo acume politico, ma non smetteremo di provare a costruire un mondo libero, veramente a misura di persona.

martedì 6 gennaio 2026

SONO ITALIANO?

Ancora più che mai attuale, per me...

"Mi telefona un tale per dirmi che sta facendo una piccola inchiesta e vorrebbe che gli rispondessi a questa domanda: di che nazionalità vorrei essere se non fossi italiano. Viviamo nel secolo delle domande. Chiudo gli occhi, aspiro profondamente e rispondo: Prima di tutto bisognerebbe provare che sono italiano. 

Vediamo di riuscirci con una dimostrazione per assurdo, ma ne dispero. Dunque, non sono fascista, non sono comunista, non sono democristiano: ecco che mi restano forse venti probabilità su cento di essere italiano. Non scrivo e non parlo il mio dialetto, non adoro la città dove sono nato, preferisco l’incerto al certo, sono di natura dimissionario, detesto il paternalismo, le dittature, gli oratori.

Il gioco del calcio non mi entusiasma, lo sopporterei se sul campo i giocatori fossero ventimila e il pubblico ventidue persone, non ascolto la radio e non guardo la televisione; ignoro perciò gli eroi di questa attività di cui tutti sanno dirvi morte e miracoli. Pago le contravvenzioni, non ho amici negli uffici importanti e mi sarebbe penoso partecipare a un concorso. Non so cantare e non mi piace sentir cantar gli altri, se non a teatro. Non scrivo versi. Sono italiano?

Ho conservato sempre gli stessi amici, mi piace viaggiare per l’Italia e quasi ogni luogo mi incanta e vorrei restarci. Sotto questo aspetto potrei essere un inglese. 

I grandi problemi mondiali mi lasciano perplesso e non ho per ognuno di essi un giudizio preciso e definitivo: sono forse indiano? Così pure mi stimo abbastanza prudente nel giudicare il prossimo e trovo che la maggior parte delle persone che conosco sono ottime e gli auguro ogni bene. Esquimese? 

Leggo libri di autori italiani, classici e moderni e ammiro i nostri artisti e qui potrei dirmi americano. Adoro il sole, il mare, il caldo, l’Etruria e la Campania e in questo potrei riconoscermi tedesco. Se visito un museo non parlo ad alta voce, e se vado in una biblioteca non tento di portarmi via un libro o le sue illustrazioni. Sono forse svedese? 

Non mi interessano i processi, la cronaca nera, la vita mondana. Eremita? Non scrivo il mio nome sulle rovine o sui nomi dei monumenti. Analfabeta? Pago i miei debiti, anche evito di farne, non ammiro le grandi qualità dei popoli che non conosco, la morte non mi spaventa, sto volentieri in piedi la notte, e una compagnia che superi le quattro o cinque persone mi annoia francamente. Spagnolo? 

In treno non racconto episodi della mia vita ad estranei, né do giudizi sull’Italia meridionale, gli uomini mi interessano per il loro carattere, nelle donne ammiro molto anche l’intelligenza, che non mi suscita sentimenti di invidia o di disprezzo.

Tuttavia che io sia italiano potrebbe essere innegabile: infatti mi piace dormire, evitare le noie, lavorare poco, scherzare, e ho un pessimo carattere perlomeno nei miei riguardi. Se non fossi italiano, a questo punto non saprei che farci. Probabilmente sono sarei niente e questo dimostra, in fondo, che sono proprio italiano. Allora? La sua domanda è senza risposta. Si consoli pensando che per molti, l’italiana, non è una nazionalità ma una professione"."

(Ennio Flaiano, "La solitudine del satiro")