Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

domenica 1 agosto 2021

Grazie, Bertold Brecht

E chissà se ci sarà chi penserà a me con indulgenza ?

AMg


Davvero, vivo in tempi bui!

La parola innocente è stolta. Una fronte distesa

vuol dire insensibilità. Chi ride,

la notizia atroce 

non l’ha saputa ancora.


Quali tempi sono questi, quando

discorrere d’alberi è quasi un delitto,

perché su troppe stragi comporta silenzio!

E l’uomo che ora traversa tranquillo la via

mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici

che sono nell’affanno?


È vero: ancora mi guadagno da vivere.

Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla

di quel che faccio m’autorizza a sfamarmi.

Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,

e sono perduto).

“Mangia e bevi!”, mi dicono: “E sii contento di averne”.


Ma come posso io mangiare e bere, quando

quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e

manca a chi ha sete il mio bicchiere d’acqua?

Eppure mangio e bevo.


Vorrei anche essere un saggio.

Nei libri antichi è scritta la saggezza:

lasciar le contese del mondo e il tempo breve

senza tema trascorrere.

Spogliarsi di violenza,

render bene per male,

non soddisfare i desideri, anzi

dimenticarli, dicono, è saggezza.

Tutto questo io non posso:

davvero, vivo in tempi bui!


Nelle città venni al tempo del disordine,

quando la fame regnava.

Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,

e mi ribellai insieme a loro.

Così il tempo passò

che sulla terra m’era stato dato.


Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.

Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.

Feci all’amore senza badarci

e la natura la guardai con impazienza.

Così il tempo passò

che sulla terra m’era stato dato.


Le forze erano misere. La meta

era molto remota.

La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me

quasi inattingibile.

Così il tempo passò

che sulla terra m’era stato dato.


Voi che sarete emersi dai gorghi

dove fummo travolti

pensate

quando parlate delle nostre debolezze

anche ai tempi bui

cui voi siete scampati.


Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,

attraverso le guerre di classe, disperati

quando solo ingiustizia c’era, e nessuna rivolta.

Eppure lo sappiamo:

anche l’odio contro la bassezza

stravolge il viso.

Anche l’ira per l’ingiustizia

fa roca la voce. Oh, noi

che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,

noi non si poté essere gentili.


Ma voi, quando sarà venuta l’ora

che all’uomo un aiuto sia l’uomo,

pensate a noi

con indulgenza.


Bertold Brecht


venerdì 2 luglio 2021

Ricordare Simone Veil prima presidente del Parlamento Europeo

Onore a Simone Veil,  scomparsa dal  2017 e posta nel Pantheon laico di Parigi, tra i Grandi della Francia. 


Oggi Simone Veil, scomparsa il 30 giugno 2017, entrerà tra i grandi di Francia al Pantheon, nel cuore di Parigi. Amatissima in Francia, Veil ha rappresentato, con la propria esperienza esistenziale e il suo impegno intellettuale e politico, il simbolo dell`identità europea, tragica e colma di speranza, plurale e fondata sul valore dei diritti della persona.

L`altra vita 

Ebrea, ancora adolescente attraversò il buco nero di Auschwitz. Ma a lungo quell`altra vita, come lei stessa l`aveva definita, non fu resa pubblica. Lo divenne quando, già ministro della Salute, negli anni Settanta, a chi osservava come fosse abile nel maneggiare la cazzuola - stava ponendo la prima pietra di un edificio - rispose: «Ho già fatto una cosa del genere, sà? Quando ero deportata, era il mio mestiere». «Ah», fu la risposta. Allora, in Francia come altrove, non si parlava della Shoah. Fu uno choc. 

Il suo feretro, insieme a quello del marito, prima di essere inumato al Pantheon, è stato esposto nella cripta del Memoriale della Shoah. La Shoah, della quale, dopo il lungo silenzio, decise di diffondere la conoscenza e radicare la memoria. A quella spaventosa esperienza, SimonVeil, seppe rispondere con un`energica e davvero inesauribile voglia di vivere e anche con la volontà di fare qualcosa di utile nel mondo. 

Da ministro della Salute, nel 1974, con il sostegno del presidente Giscard d`Estaing e l'ostilità di buona parte della stessa maggioranza, presentò e sostenne, sino all'approvazione e nonostante i violentissimi attacchi che subì, il progetto di legge per la legalizzazione dell'aborto volontario, un diritto sostenuto in nome dell'empatia per la sofferenza delle donne: «Vorrei farvi condividere una mia convinzione di donna. Mi scuso se lo faccio davanti a questa Assemblea (l'Assemblea Nazionale) quasi esclusivamente composta da uomini: nessuna donna ricorre all`aborto a cuor leggero. È sufficiente ascoltare le donne».

L`Europa 

Veil, che aveva vissuto le conseguenze dell'odio tra europei e della deriva verso la perdizione delle masse e l'irrazionalismo eretto a orizzonte politico, credeva nell'Europa. Divenuta Presidente del Parlamento europeo nel 1979, le prime elezioni a suffragio diretto, nel suo discorso di esordio ricordò che i beni preziosi che l'Europa aveva portato, la pace, la libertà, il benessere erano tanto eccezionali quanto fragili e il Parlamento per continuare a garantirli avrebbe dovuto rifuggire «ogni spirito di demagogia e irrealismo». E incoraggiare la cooperazione, perché soltanto l'Europa unita avrebbe potuto efficacemente tutelarli. Parole che oggi, mentre la memoria storica si affievolisce sempre di più, insieme alla consapevolezza che, pur nelle difficoltà, l'Europa rimane un'isola (come Veil stessa la definì) di benessere e diritti, echeggiano come un monito di fronte agli egoismi nazionali e alla irresponsabile mobilitazione degli odi e delle facili soluzioni e illusioni."

SOFIA VENTURA su "La Stampa

mercoledì 16 giugno 2021

La rivoluzione silenziosa delle donne.

 https://thevision.com/attualita/eliminare-mestruazioni/

La più grande opportunità di essere libere è ormai alla portata delle donne del pianeta. Eppure la maggior parte di esse non si rende conto veramente di essere libere di scegliere come vivere la propria femminilità, mestruazioni comprese.


La vera rivoluzione (femminile) silenziosa è iniziata con l'uso degli ormoni a scopo contraccettivo, ma gran parte delle donne del mondo occidentale, e anche di una buona parte del mondo orientale, non è consapevole che proprio questo è stata una conquista epocale.
In Italia il 26% delle donne in età fertile, poco più di 3 milioni e 250mila, sceglie, consapevolmente o meno di non avere le mestruazioni, perché assume la pillola anticoncezionale.
Il flusso di sangue che si verifica nei giorni di sospensione della pillola, infatti, non è una “vera” mestruazione, dal momento che i contraccettivi bloccano l’ovulazione, ma si tratta in realtà di una “pseudomestruazione”, una parvenza di "normale mestruazione ", della quale è possibile fare a meno e infatti molte ormai vi rinunciano.


La prima pillola approvata negli Stati Uniti dalla Food and Drugs Administration nel 1957, Enovid, venne inizialmente utilizzata per “regolare il ciclo mestruale” e la sua azione contraccettiva era considerata solo un effetto collaterale e non lo scopo principale del farmaco.
I suoi ideatori sapevano, ovviamente, che si trattava di un sanguinamento diverso dalla mestruazione, non causato dall’ovulazione, ma fu proprio grazie a quel sangue che riuscirono a mettere sul mercato un prodotto così rivoluzionario senza spaventare le donne, potenziali clienti, e sopra tutto i loro mariti, e a farne un successo commerciale assoluto.


Jennifer Guerra nel suo articolo scrive:


[...]  Un altro possibile intralcio per il successo commerciale della pillola era la Chiesa cattolica: nel 1960 papa Giovanni XXIII istituì la Pontificia commissione per il controllo della popolazione e delle nascite che, vista la presenza di questa specie di mestruazione, inizialmente stabilì la legittimità della pillola per le donne che avevano mestruazioni irregolari, per poi cambiare idea con l’enciclica Humanae vitae di papa Paolo VI, che ne vietava severamente l’utilizzo per le credenti.
Negli anni Settanta, con il boom del femminismo, le potenzialità anticoncezionali della pillola non erano più un mistero e i contraccettivi ormonali diventarono un simbolo dell’autodeterminazione femminile. [...]


L'uso della "PILLOLA" fu depenalizzato in Italia solo nel 1971, dopo una lunga battaglia iniziata ufficialmente con la fondazione dell'AIED, Associazione Italiana per l'Educazione Demografica nel 1953, che trovò il suo principale animatore e divulgatore in Luigi De Marchi con l'invenzione proprio nell'AIED del primo Consultorio italiano nel 1955

La maggior parte delle donne che prendevano la pillola non lo fecero per regolare il ciclo, ma per non rimanere incinte, dando quasi sempre inconsapevolmente il loro contributo a disinnescare la "bomba demografica", di cui Luigi De Marchi è non si è stancato di denunciare scientificamente e combattere la tremenda pericolosità.
Egli infatti definiva l'esplosione demografica " la madre di tutte le tragedie"e dei suoi corollari (fame, guerre, genocidi, disastri ambientali, disoccupazione di massa, migrazioni disperate, crisi energetica mondiale) dedicando le sue ricerche scientifiche al chiarimento dei meccanismi psicologici che hanno finora impedito di comprendere e di affrontare qu tragedia planetaria.

Ed ora finalmente è possibile dare alla "pillola" tutto il valore che le spetta realmente nell'affermazione della libertà femminile: le donne possono scegliere se avere mestruazioni oesta no.

mercoledì 12 maggio 2021

12 MAGGIO 2021 Nel cuore Giorgiana

 Giorgiana Masi oggi avrebbe 64 anni, se la sua vita non fosse stata brutalmente interrotta quel 12 maggio del 1977 da una pallottola che ancora non ha un autore.

A 44 anni  ( quarantaquattro, quasi mezzo secolo)  di distanza da quel giorno, non ci è ancora consentito sapere chi ha sparato e perché anche se le supposizioni non mancano.  

Ma occorre insistere a chiedere la verità e non smetteremo.

https://albamontori.blogspot.com/2011/05/giorgiana-sei-nel-mio-cuore.html

Oggi saremo di nuovo lì dove ti è stata portata via la tua giovane vita a chiedere giustizia per ciò.

E non smetteremo finché non le avrai: VERITA' vera e  GIUSTIZIA giusta.

Ciao, Giorgiana cara, bella per sempre.


Alba Montori