Perché malgrado molte vicissitudini e qualche mutamento di struttura da allora, il concetto/scopo di base e i relativi obbiettivi sono ancora sostanzialmente gli stessi, assolutamente politici e liberi da ingerenze di partiti, per dare spazio di parola e di ascolto dal vivo a chi fino allora non lo aveva mai avuto.
Ebbene sì, i princìpi sono ancora quelli per cui in quell'ormai lontano gennaio 1976 mettemmo in onda la prima trasmissione di prova e per i quali da allora RadioRadicale non ha mai smesso di trasmettere al servizio di tutti, senza pubblicità, prima finanziata dal denaro di alcuni volenterosi, poi mettendovi il finanziamento pubblico, quello che i Radicali in un famoso Congresso a Bari nel 1978 rifiutarono di utilizzare per la loro politica di partito. Però visto che gli eletti e il partito non potevano comunque rinunciarvi decisero, primi tra i politici in Italia, di metterlo a disposizione della collettività finanziando con esso questo mezzo che realizzasse informazione dal basso e senza preclusioni, fuori dalle logiche di lottizzazione imperanti nei media pubblici e privati.
Poi il Partito Radicale decise di non partecipare più ad elezioni politiche ( vedi preambolo allo Statuto ), quindi non ebbe eletti con relativo finanziamento pubblico o rimborso elettorale, e il finanziamento della programmazione rimase affidato solamente alla convenzione con il Parlamento in cambio della trasmissione senza filtri di tutte le sedute della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Oggi il Governo pretende di revocare tale convenzione, trattando RadioRadicale come una qualsiasi testata giornalistica di partito, ignorando VOLUTAMENTE e colpevolmente che non lo è e non lo è mai stata.
Insomma il Governo giallo/verde, incredibile ma vero, togliendo a RadioRadicale i mezzi per trasmettere, vuole togliere ai cittadini libertà di parola e sopratutto il diritto a dare e ricevere informazione senza filtri e propaganda di qualsiasi genere.
Riusciranno i cittadini a difendersi questo diritto ?
È difficile difendersi dall'ignoranza e dall'arroganza del potere, lo sappiamo da un pezzo, ma non demordiamo, perché come cittadini abbiamo l'arma nonviolenta democratica per eccellenza : il VOTO.
E le elezioni per il Parlamento Europeo sono vicinissime.
Potete leggervi il documento in questione: è in due pagine, uno storico comunicato stampa.
E grazie per l'attenzione.
Alba Montori
Ebbene sì, i princìpi sono ancora quelli per cui in quell'ormai lontano gennaio 1976 mettemmo in onda la prima trasmissione di prova e per i quali da allora RadioRadicale non ha mai smesso di trasmettere al servizio di tutti, senza pubblicità, prima finanziata dal denaro di alcuni volenterosi, poi mettendovi il finanziamento pubblico, quello che i Radicali in un famoso Congresso a Bari nel 1978 rifiutarono di utilizzare per la loro politica di partito. Però visto che gli eletti e il partito non potevano comunque rinunciarvi decisero, primi tra i politici in Italia, di metterlo a disposizione della collettività finanziando con esso questo mezzo che realizzasse informazione dal basso e senza preclusioni, fuori dalle logiche di lottizzazione imperanti nei media pubblici e privati.
Poi il Partito Radicale decise di non partecipare più ad elezioni politiche ( vedi preambolo allo Statuto ), quindi non ebbe eletti con relativo finanziamento pubblico o rimborso elettorale, e il finanziamento della programmazione rimase affidato solamente alla convenzione con il Parlamento in cambio della trasmissione senza filtri di tutte le sedute della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Oggi il Governo pretende di revocare tale convenzione, trattando RadioRadicale come una qualsiasi testata giornalistica di partito, ignorando VOLUTAMENTE e colpevolmente che non lo è e non lo è mai stata.
Insomma il Governo giallo/verde, incredibile ma vero, togliendo a RadioRadicale i mezzi per trasmettere, vuole togliere ai cittadini libertà di parola e sopratutto il diritto a dare e ricevere informazione senza filtri e propaganda di qualsiasi genere.
Riusciranno i cittadini a difendersi questo diritto ?
È difficile difendersi dall'ignoranza e dall'arroganza del potere, lo sappiamo da un pezzo, ma non demordiamo, perché come cittadini abbiamo l'arma nonviolenta democratica per eccellenza : il VOTO.
E le elezioni per il Parlamento Europeo sono vicinissime.
Potete leggervi il documento in questione: è in due pagine, uno storico comunicato stampa.
E grazie per l'attenzione.
Alba Montori
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