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lunedì 28 settembre 2026

Sostieniamo la VOCE dei sopravvissuti italiani, l\'unico paese in cui Stato e Chiesa non vogliono rendere giustizia

 A differenza di gran parte del resto d’Europa, l’Italia non è stata capace di istituire una commissione d’inchiesta indipendente e, a quanto pare, non è riuscita nemmeno a sviluppare un’inchiesta giornalistica all’altezza della gravità del fenomeno.


La categoria dei media italiani, in questa vicenda, non si può dire abbia brillato di luce propria. Per questo, grazie soprattutto alle vittime e a chi ha continuato a dare loro voce, una delle poche fonti di informazione costante è stata la Rete L’ABUSO, impegnata da anni su un’inchiesta che la grande informazione ha spesso lasciato ai margini.

In diversi Paesi europei — tra cui Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Belgio, Polonia, Repubblica Ceca, Germania e Irlanda — il tema degli abusi commessi da membri del clero è stato affrontato attraverso indagini, commissioni, iniziative di riconoscimento delle responsabilità e, in alcuni casi, forme di risarcimento per le vittime.

In Italia, invece, il dibattito continua a essere segnato da una dolorosa distanza tra le parole delle istituzioni, quelle della Chiesa e la voce di chi ha subito gli abusi. Mentre si invoca misericordia per i sacerdoti responsabili, le vittime e i loro familiari continuano a chiedere ascolto, verità e giustizia.

E troppo spesso si trovano a farlo da soli, davanti al silenzio di quel “gregge di Dio” che dovrebbe invece proteggere i più fragili. Anche i propri bambini.

Rete L’ABUSO ha bisogno del tuo sostegno. Non solo di quello economico, ma anche e soprattutto della tua voce.

- Aiutaci a divulgare le notizie, le testimonianze e le inchieste che troppo spesso la grande informazione lascia ai margini, dando spazio prevalentemente alla voce della Chiesa e negando alle vittime il doveroso contraddittorio.

- Condividere significa contribuire a rompere il silenzio. Significa dare spazio a chi per troppo tempo è stato ascoltato troppo poco.


- Sostieni Rete L’ABUSO: informati, condividi sui social e fai conoscere il lavoro di chi continua a dare voce alle vittime.


 

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