Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

domenica 16 dicembre 2018

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# 6 sabato, 15 Dicembre 2018-  a cura di Ilaria Saltarelli e Martina Paterna
 
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Il Parlamento ungherese ha approvato due leggi, proposte dal partito conservatore Fidesz del primo ministro Viktor Orbán, che hanno provocato un’ondata di proteste da parte dell’opposizione e dei cittadini. 
La prima prevede la creazione di un sistema parallelo di tribunali amministrativi con competenza a giudicare su questioni relative alla pubblica amministrazione. Il governo ha detto che saranno indipendenti da interferenze politiche, ma il ministro della Giustizia avrà un ruolo importante nella nomina dei giudici e anche nella supervisione dei tribunali stessi. La seconda legge, definita dalle opposizioni “legge sulla schiavitù”, prevede la possibilità per i datori di lavoro di aumentare le ore di straordinario che possono chiedere ai dipendenti.
 
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Il Global Compact per l’immigrazione è stato approvato dai leader di 164 Governi nella Conferenza Intergovernativa che si è tenuta a Marrakesh il 10 e l'11 dicembre. Il documento pone 23 obiettivi per garantire il rispetto e la protezione dei diritti umani, nella prospettiva di una maggiore condivisione internazionale delle responsabilità «per un'immigrazione sicura, ordinata e regolare».
 
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Il 10 dicembre il SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) ha pubblicato gli ultimi dati relativi alla classifica dei 100 maggiori Paesi produttori di armi. Con 42 imprese gli Stati Uniti dominano la top 100, seguiti dalla Russia che supera così il Regno Unito per la prima volta. Le vendite di armi prodotte nel 2017 ha raggiunto la cifra di 398,2 miliardi di dollari, con un aumento del 2,5% rispetto al 2016. .
 
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Il 13 dicembre il Parlamento europeo ha approvato una  risoluzione sull’Egitto, in particolare sulla situazione dei difensori dei diritti umani con la quale condanna le continue restrizione imposte ai diritti democratici fondamentali, in particolare alla libertà di espressione, alla libertà di associazione e riunione, al pluralismo politico e allo Stato di diritto in Egitto. La risoluzione chiede di rilasciare i difensori dei diritti umani arrestati per aver esercitato la propria libertà di espressione e di porre fine ai processi di massa e alle condanne capitali nei confronti dei minori di 18 anni. Lo stesso giorno un'altra risoluzione
del Parlamento europeo ha chiesto all'Iran di rilasciare Nasrin Sotoudeh, avvocatessa iraniana per i diritti umani arrestata dal Tribunale rivoluzionario con l'accusa di spionaggio.
 
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Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Bielorussia, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie ed il Consiglio per i diritti umani, hanno condannato l'uso continuato della pena di morte da parte della Bielorussia sulla base di notizie locali per cui tre persone state giustiziate mentre le loro denunce erano ancora pendenti dinanzi al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite.
 
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Appuntamenti

ROMA 20-21-22 dicembre, Via di Torre Argentina 76
72 ore di mobilitazione straordinaria
per la vita del diritto e il diritto alla vita
per la vita delle idee, lotte e speranze del Partito Radicale
per la vita di Radio Radicale

PROGRAMMA PROVVISORIO

tutti i giorni dalle ore 17 assemblea

GIOVEDì 20 ORE 15
PRESENTAZIONE DEL DOSSIER CARCERI INVIATO ALLE PIU' ALTE ISTANZE DEL CONSIGLIO D'EUROPA
Avv. Giandomenico CaiazzaPresidente Unione Camere Penali Italiane, con Rita Bernardini, Deborah Cianfanelli, Sergio D'Elia, Irene Testa, Elisabetta Zamparutti

VENERDì 21 ORE 15
STATO DI DIRITTO E DIRITTO ALLA CONOSCENZA
con Matteo Angioli

SABATO 22 ORE 15
RIFONDARE L'ITALIA PER COSTRUIRE GLI STATI UNITI D'EUROPA
Prof. Mario Baldassarri, Presidente Centro studi economia reale, con Alessio Falconio e Maurizio Turco.

lunedì 10 dicembre 2018

Diritti e doveri umani 1948

1948       United Nations Information Centre, Italy

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne deliberazione, l'Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell'Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione. Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
Preambolo
Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L'ASSEMBLEA GENERALE

proclama

la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11
Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.  
Articolo 13
Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
Articolo 14
Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
Articolo 15
Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
Articolo 16
Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
Articolo 17
Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.
Articolo 21
Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
Articolo 26
Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
Articolo 27
Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.
Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

Dei diritti e dei doveri 1789

1789  Assemblée Constituante
Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen
Assemblée nationale, 1789 (p. 1-8).
Assemblée Constituante  ►

EXTRAIT  DES PROCÈS-VERBAUX

DE L’ASSEMBLÉE NATIONALE,

Des 20, 21, 22, 23, 24, 26 Août & premier Octobre 1789.

DÉCLARATION DES DROITS DE L’HOMME EN SOCIÉTÉ.

Les Représentans du Peuple François, constitués en Assemblée Nationale, considérant que l’ignorance, l’oubli ou le mépris des droits de l’Homme sont les seules causes des malheurs publics et de la corruption des Gouvernemens, ont résolu d’exposer, dans une Déclaration solemnelle, les droits naturels, inaliénables et sacrés de l’Homme, afin que cette Déclaration, constamment présente à tous les Membres du corps social, leur rappelle sans cesse leurs droits et leurs devoirs ; afin que les actes du pouvoir législatif, et ceux du pouvoir exécutif pouvant à chaque instant être comparés avec le but de toute institution politique, en soient plus respectés ; afin que les réclamations des Citoyens, fondées désormais sur des principes simples et incontestables, tournent toujours au maintien de la Constitution, et au bonheur de tous.
En conséquence, l’Assemblée Nationale reconnoît et déclare, en présence et sous les auspices de l’Être Suprême, les droits suivans de l’Homme et du Citoyen.

Article premier.

Les hommes naissent et demeurent libres et égaux en droits. Les distinctions sociales ne peuvent être fondées que sur l’utilité commune.

II.

Le but de toute association politique est la conservation des droits naturels et imprescriptibles de l’Homme. Ces droits sont la liberté, la propriété, la sûreté et la résistance à l’oppression.

III.

Le principe de toute Souveraineté réside essentiellement dans la Nation. Nul corps, nul individu ne peut exercer d’autorité qui n’en émane expressément.

IV.

La liberté consiste à pouvoir faire tout ce qui ne nuit pas à autrui : ainsi l’exercice des droits naturels de chaque homme n’a de bornes que celles qui assurent aux autres Membres de la Société, la jouissance de ces mêmes droits. Ces bornes ne peuvent être déterminées que par la Loi.

V.

La Loi n’a le droit de défendre que les actions nuisibles à la Société. Tout ce qui n’est pas défendu par la Loi ne peut être empêché, et nul ne peut être contraint à faire ce qu’elle n’ordonne pas.

VI.

La Loi est l’expression de la volonté générale. Tous les Citoyens ont droit de concourir personnellement, ou par leurs Représentans, à sa formation. Elle doit être la même pour tous, soit qu’elle protége, soit qu’elle punisse. Tous les Citoyens étant égaux à ses yeux, sont également admissibles à toutes dignités, places et emplois publics, selon leur capacité, et sans autre distinction que celle de leurs vertus et de leurs talens.

VII.

Nul homme ne peut être accusé, arrêté, ni détenu que dans les cas déterminés par la Loi, et selon les formes qu’elle a prescrites. Ceux qui sollicitent, expédient, exécutent ou font exécuter des ordres arbitraires, doivent être punis ; mais tout Citoyen appelé ou saisi en vertu de la Loi, doit obéir à l’instant : il se rend coupable par la résistance.

VIII.

La Loi ne doit établir que des peines strictement et évidemment nécessaires, et nul ne peut être puni qu’en vertu d’une Loi établie et promulguée antérieurement au délit, et légalement appliquée.

IX.

Tout homme étant présumé innocent jusqu’à ce qu’il ait été déclaré coupable, s’il est jugé indispensable de l’arrêter, toute rigueur qui ne seroit pas nécessaire pour s’assurer de sa personne, doit être sévèrement réprimée par la Loi.

X.

Nul ne doit être inquiété pour ses opinions, même religieuses, pourvu que leur manifestation ne trouble pas l’ordre public établi par la Loi.

XI.

La libre communication des pensées et des opinions est un des droits les plus précieux de l’Homme : tout Citoyen peut donc parler, écrire, imprimer librement, sauf à répondre de l’abus de cette liberté, dans les cas déterminés par la Loi.

XII.

La garantie des droits de l’Homme et du Citoyen nécessite une force publique : cette force est donc instituée pour l’avantage de tous, et non pour l’utilité particulière de ceux auxquels elle est confiée.

XIII.

Pour l’entretien de la force publique, et pour les dépenses d’administration, une contribution commune est indispensable. Elle doit être également répartie entre tous les Citoyens, en raison de leurs facultés.

XIV.

Tous les Citoyens ont le droit de constater, par eux-mêmes ou par leurs Représentans, la nécessité de la contribution publique, de la consentir librement, d’en suivre l’emploi et d’en déterminer la quotité, l’assiète, le recouvrement et la durée.

XV.

La Société a le droit de demander compte à tout Agent public de son administration.

XVI.

Toute Société dans laquelle la garantie des Droits n’est pas assurée, ni la séparation des Pouvoirs déterminée, n’a point de Constitution.

XVII.

Les propriétés étant un droit inviolable et sacré, nul ne peut en être privé, si ce n’est lorsque la nécessité publique, légalement constatée, l’exige évidemment, et sous la condition d’une juste et préalable indemnité.

Extrait du Procès-Verbal de l’Assemblée Nationale, du Jeudi premier Octobre 1789.

L’Assemblée a arrêté que M. le Président se retirera devers le Roi, à l’effet de présenter à son acceptation la Déclaration des Droits.

Collationné conforme à l’original.

Signé, MOUNIER, Président ; le Vicomte de Mirabeau, Démeunier, Bureaux de Pusy, l’Év. de Nancy, Faydel, l’Abbé d’Eymar, Secrétaires.

venerdì 23 novembre 2018

Saper valutare = crescere culturalmente.

La capacità di misurare, valutare e rendere conto delle proprie azioni dovrebbe costituire una delle basi imprescindibili su cui edificare la professionalità docente e la qualità del lavoro didattico ed educativo nella scuola.

La capacità di valutare obbiettivamente e scientificamente le proprie azioni, il proprio impegno (ovvero la propria reale capacità professionale, pedagogico/educativa) è indispensabile per essere prima o poi (si spera prima) in grado di valutare le azioni e l'impegno altrui.
Ma tale capacità non è innata e automatica, anzi, se non viene sviluppata correttamente finisce per scomparire progressivamente, atrofizzarsi, essere sostituita con personali ed estemporanei criteri di valutazione personale (magari clientelare o di comodo), e ha certamente bisogno di un luogo apposito, istituzionale e uguale per tutti, per essere appresa e collaudata...
Il luogo previsto per apprendere e sviluppare tale capacità è l'istituzione scolastica e in particolare la Scuola Pubblica, fin da Napoleone Bonaparte.
Perché solo la scuola pubblica, in ogni ordine e grado di studio, ha per sua stessa natura l'adempimento di questo compito principale ( anche se non se ne parla spesso), che è parte integrante, e direi fondamentale, del processo formativo individuale e collettivo, quello attraverso il quale un popolo intero viene messo in grado di progredire nel percorso di conquista delle libertà civili.

Attenzione però,  se la classe "docente" ( che sarebbe parte di diritto della classe dirigente) non è un grado di adempiere a questo compito, nel paese invece di progredire si può facilmente tornare indietro, e distruggere o rendere inefficaci anche le conquiste di diritti e libertà civili, sociali e politiche, già acquisite.

Osservando cosa succede in Italia, si deve constatare che si continua ormai da decenni a ignorare del tutto tale necessità; il potere politico ( che tradizionalmente ha un eccellente parco votanti nella scuola) pretende di "riformare" la scuola solo partendo da orari di "cattedra",  discipline (altrimenti dette materie) da insegnare, reclutamento dei docenti di ogni ordine e grado  in base a "titoli" di studio e sociali (leggi clientele che nulla o quasi hanno a che spartire con una reale capacità professionale, pedagogico/educativa oltre che didattica), modificare orari di lezione e competenze.

 Negli ultimi 40 anni abbiamo dovuto veder subire dalla Scuola pubblica varie e variegate riforme, di facciata, rivelatesi fallimentari sul piano di quel che più conta, ovvero la qualità dell'istruzione ottenuta da ciascun allievo al termine del percorso di studi garantito dalla Costituzione attraverso lo Stato, ma che hanno prodotto uno stato di precarietà e diffidenza collettiva e di perdita di valore intrinseco del lavoro docente, ma anche del lavoro degli studenti.
  Quanto di ciò che agli studenti degli ultimi 25 anni è stato chiesto di apprendere sarà di stimolo per loro a continuare nel percorso di quella "conoscenza che si sviluppa nell'arco dell'intera vita", in ottemperanza al dettato costituzionale di "educazione permanente"?
 Quanto del percorso formativo che hanno completato, magari con successo, li ha realmente formati, posti in grado cioè di essere consapevoli delle proprie capacità cognitive e dei modi e mezzi per incrementarle ?
Le riforme messe in atto finora si sono qualificate come inesorabilmente di facciata e peggio ancora fallimentari, disorganiche perché senza far concretamente nulla per modificare sistemi e criteri collettivistici di valutazione del lavoro educativo, ovvero del progetto e del prodotto culturale ( discente e docente) rispetto ai bisogni di una società in difficile evoluzione da una cultura della parola scritta ( il testo unico uguale per tutti scelto dallo stato nella persona del docente) a quella del web ( con l'accesso a portata di click per scelta individuale a tutti i testi presenti sul pianeta).
Perciò occorre dotare tutti gli attori dell'istruzione pubblica (docenti e studenti) di responsabilità individuale a  tutti i livelli, di capacità di autovalutazione corretta del proprio livello di professionalità: senza questo non risulterà mai possibile produrre una effettiva capacità culturale di apprendimento attraverso l'analisi dell'errore, del proprio in primo luogo.

E' inevitabile  che l'incapacità diffusa di analisi e di assunzione di responsabilità individuale e collettiva nella scuola si proietti poi da essa in tutti gli ambiti della vita sociale e politica individuale e collettiva con le conseguenze catastrofiche sul piano socio politico culturale che sono sotto gli occhi di quelli che hanno occhi per vedere, ma che poi si sentono impotenti e frustrati in ogni tentativo di contrastarla.

Per me la questione più urgente è: come fare per ricostruire o meglio rielaborare il tessuto di conoscenze e competenze che fino a 30 anni fa ancora esisteva, anche se in disagio, con i materiali umani che ci sono disponibili  nella scuola pubblica italiana, per ottenere una accettabile capacità valutativa ?
Chi ha competenze e proposte operative le renda disponibili, c'è da studiare e da lavorarci, per tutta la gente di buona volontà senza risparmio di energie, e senza protagonismi e risposte prestampate.

 La questione è sul tavolo, e va affrontata e risolta, perché ne va della cultura, la nostra.

Alba Montori