Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

venerdì 14 febbraio 2020

Non è eutanasia, non è suicidio medicalmente assistito. È sedazione palliativa profonda.

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Cari, care,
il 28 febbraio è - vuole essere - un giorno importante. Dieci anni fa è stata approvata la legge 38 del 2010 in tema di cure palliative e terapia del dolore. Come Istituto Luca Coscioni con la Società Italiana Cure Palliative, il Centro Clinico NeMo, la Federazione Cure Palliative e la Fondazione Maruzza, abbiamo deciso di promuovere l'evento:
"Non è eutanasia, non è suicidio medicalmente assistito. È sedazione palliativa profonda. - La necessaria alfabetizzazione a dieci anni dalla Legge 38 del 2010" - che si terrà venerdì 28 febbraio 2020 (ore 10.30 - 13.30) alla Camera dei Deputati - Sala della Regina. L'alfabetizzazione in tema di cure palliative è urgente e necessaria ancor di più se legata ad eventuali responsabilità della politica, delle istituzioni e dei media. Evidenziare come l'informazione ha trattato i casi saliti alle cronache, il linguaggio usato, la confusione terminologia che persiste (eutanasia, suicido assistito, e sedazione palliativa profonda) in tema di trattamenti compresi nella legge 38 del 2010.
È per l'attenzione che vorresti manifestare a queste problematiche che ti invitiamo a partecipare a questo evento.
Nell'attesa di sapere se verrai, ti saluto cordialmente

Maria Antonietta Farina Coscioni
Presidente Istituto Luca Coscioni

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Per partecipare occorre accreditarsi inviando una email entro mercoledi 26 febbraio p.v. con nome e cognome a info@istitutolucacoscioni.it o un sms al 339.4477700.
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giovedì 6 febbraio 2020

Il Libro giallo della PESTE ITALIANA- gratuito da scaricare e da leggere con attenzione

Questo dono è dedicato in particolare agli smemorati radicali e alle stelle che non lo conoscono proprio, e invece dovrebbero addirittura studiarselo.
AMg

Una storia di distruzione dello Stato di diritto e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario. La storia di un’alternativa democratica ancora possibile.

venerdì 17 gennaio 2020

Perché si associa il colore rosa al "femminile" ?

Ecco a voi la:

*"Breve storia del colore rosa.
E di come per secoli restò asessuato, prima di diventare uno degli stereotipi più conosciuti e diffusi legati alle donne

di Giulia Siviero , da Il Post 

Ci sono cose da maschi che le femmine non possono fare e ci sono cose da femmine che è vergognoso che i maschi facciano. Tra queste, indossare qualcosa di rosa. Quello dei colori attribuiti in modo automatico a bambini e bambine è uno degli stereotipi più radicati e scontati legati alla differenza di genere, e questo stereotipo ha una storia e un’evoluzione, come racconta l’Atlantic in un articolo di qualche mese fa (riprendendo un libro della storica Jo B. Paoletti dell’Università del Maryland, intitolato “Pink and Blue: Telling the Boys from the Girls in America”). La prima cosa da sapere è che l’associazione tra il rosa e il femminino avviene solo in tempi relativamente recenti e per una scelta arbitraria. Per secoli, infatti, il colore rosa rimase asessuato. 

Nel Diciottesimo secolo era perfettamente normale per un uomo indossare un abito di seta rosa con ricami floreali. I bambini e le bambine fino ai 6 anni, inoltre, erano vestiti e vestite con abiti lunghi di colore bianco senza sostanziali differenze tra maschi e femmine, se non qualche piccolo particolare come per esempio la posizione dei bottoni. La scelta del bianco era soprattutto di natura pratica: gli abiti bianchi e i pannolini bianchi di stoffa erano infatti più semplici da lavare e candeggiare. Più che basata sul sesso, la distinzione degli indumenti avveniva per età: differenziava semplicemente i più piccoli dai più grandi.

Il rosa e il blu, insieme ad altri colori pastello, furono introdotti nell’abbigliamento per bambini nella metà del Diciannovesimo secolo, ma non implicavano alcun significante di genere. Uno dei primi riferimenti all’attibuzione dei colori al sesso si trova in “Piccole Donne” di Louisa May Alcott, dove un nastro rosa è usato per identificare la femmina e uno azzurro il maschio. L’usanza però viene definita dalla stessa Alcott come “moda francese”, come a dire che non era ancora una regola riconosciuta ovunque, ma anzi, era un specie di vezzo “esotico”:

   (…)
 – I bambini più belli che abbia mai visto. Qual è il maschio e qual è la femmina? – chiese Laurie chinandosi per esaminare più da vicino i due prodigi.

– Amy ha messo un nastro azzurro al maschio e uno rosa alla femmina, come si usa in Francia, in modo da distinguerli senza sforzo."

A quel tempo, i libri per bambini, gli annunci e i biglietti per le nuove nascite, la carta da regalo e diversi articoli di giornale indicano che non si trattava di una regola e che il rosa poteva essere associato tanto ai neonati maschi che alle femmine. Nel 1918, Earnshaw’s Infants’ Department, rivista specializzata in vestiti per bambini, specificava anzi che «la regola comunemente accettata è che il rosa sia per i bambini, il blu per le bambine. Questo perché il rosa è un colore più forte e deciso, più adatto ad un maschio, mentre il blu, che è più delicato e grazioso, è più adatto alle femmine». Il rosa veniva visto più vicino al rosso (colore forte e virile legato agli eroi e ai combattimenti) mentre il blu veniva associato al colore del velo con cui veniva rappresentata la Vergine Maria. Nel 1927 la rivista Time pubblicò un grafico che confermava questa tendenza e mostrava i colori più appropriati per maschi e femmine secondo i principali produttori e venditori di vestiti negli Stati Uniti.

Tra gli anni Trenta e Quaranta le cose iniziarono però a cambiare: gli uomini cominciarono a vestire con colori sempre più scuri, associati al mondo degli affari, per distinguersi dalle tinte chiare percepite come più femminili e legate alla sfera domestica. L’abbigliamento di bambini e bambine iniziò a venire differenziato in età sempre più giovane, anche a causa della crescente diffusione delle teorie di Freud legate alla sessualità e alla distinzione di genere. Siamo ancora in una fase incerta, comunque: per parecchi decenni, fino alla Seconda Guerra Mondiale, i colori continuarono a essere usati in modo intercambiabile.

Non è chiaro come a un certo punto, negli anni Cinquanta, avvenne una precisa assegnazione dei colori: «Poteva andare diversamente, fu una scelta del tutto arbitraria», spiega Jo B. Paoletti. Il rosa finì per essere identificato con le donne e divenne onnipresente non solo nell’abbigliamento ma anche nei beni di consumo, negli elettrodomestici e nelle automobili. La bambola Barbie fu introdotta nel mercato proprio in quegli anni e consolidò la femminizzazione del rosa. Un esempio si trova anche nel film Funny Face del 1957, quando un personaggio ispirato alla celebre giornalista di moda Diana Vreeland dedica al rosa un interno numero della sua rivista.



Il rosa associato alla femminilità fu fortemente criticato durante gli anni Sessanta e Settanta, con la diffusione del movimento femminista e la messa in discussione dei ruoli tradizionali di genere. Le donne iniziarono ad adottare stili più neutri, privi di dettagli riconducibili al sesso. Paoletti, nel suo libro, fa però notare che la critica delle femministe non fosse tanto contro il colore rosa, ma in quanto faceva riferimento alla sfera infantile. In uno dei testi teorici più importanti per il movimento delle donne dell’epoca, “La mistica della femminilità”, Betty Friedan cercò di dare una spiegazione al «problema inespresso» che rendeva infelici e depresse le donne americane degli anni Sessanta. Il colore rosa, nel saggio, viene nominato solo due volte, mentre si parla molto della donna «infantile» che rimane a casa come «un bambino tra i suoi figli, passiva, senza alcun controllo sulla propria esistenza». Molto apprezzato fu in quegli stessi anni – e non solo per il suo messaggio ambientalista – il fumetto dei Barbapapà, dove non era un caso che il padre fosse rosa e la madre nera.

Furono gli anni Ottanta a imporre definitivamente l’idea dei colori che marcatamente segnalavano il genere d’appartenenza del bambino o della bambina. In quegli anni scomparvero i vestiti unisex e si imposero definitivamente una serie di stereotipi legati all’infanzia e al mondo dei giocattoli: soldatini e costruzioni per i maschi, bambole e pentoline per le femmine. Fu importante anche la diffusione della diagnosi prenatale e della conseguente possibilità di scoprire il sesso prima del parto. A quel punto, spiega Paoletti, ebbero la meglio le strategie di marketing. *

Chissà se l'uso di triangoli di colore rosa usato dai nazisti per marcare nei campo di concentramento gli omosessuali maschi "femminilizzandone il genere" non sia sto il motivo che ha spinto poi a ad acquisire il rosa come colore "femminile" anche a guerra finita e campi di sterminio aperti?
Un argomento su cui interrogarsi nelle prossime Giornate della Memoria.
AMg



mercoledì 20 novembre 2019

Oggi 20 novembre 2019 celebriamo il International Transgender Day Of Remembrance

Da Forbes   
18 nov 2019, 02:00  Jamie Wareham
Contributor
Diversità e Inclusione
Riferisce sulla vita LGBT, identità ed essere queer.

Assassinati, impiccati e linciati: 331 persone trans uccise quest'anno

Un nuovo rapporto afferma che 331 persone trans e transgeneree sono state uccise quest'anno .


La maggior parte degli omicidi catalogati è avvenuta in Brasile, per un totale di 130. Tuttavia, il Messico ne ha contati 63 e gli Stati Uniti ne hanno visti 30.

Solo uno è stato conteggiato nel Regno Unito quest'anno. In tutta Europa, nove persone trans sono state uccise, secondo il rapporto.

Il rapporto annuale, pubblicato in occasione della Giornata internazionale della memoria trans che si tiene ogni anno il 20 novembre, è redatto da Transrespect contro Transphobia Worldwide.

Il rapporto sul monitoraggio degli omicidi di Trans è stato pubblicato ogni anno dal 2008. Da quando il progetto è iniziato 11 anni fa, ha registrato 3314 morti. Monitora gli omicidi che si verificano ogni anno tra il 1 ° ottobre e il 30 settembre.

Quest'anno il numero di morti è leggermente diminuito dai 369 del 2018, ai 331 quest'anno.

Il rapporto viene pubblicato ogni anno per celebrare il Giorno della memoria del Transgender. 

L'elenco, compilato da Transrespect contro Transphobia Worldwide, fornisce informazioni su notizie locali e nazionali riguardanti morti e omicidi.Le cronache di tutto il mondo condividono dettagli raccapriccianti di omicidi, impiccagioni e persino linciaggi di persone trans e diverse per genere.

Oggi in: Leadership

Gli autori del rapporto affermano: "Lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone trans e transgenere sono reali e profondi in tutto il mondo".Da quando il progetto Trans Murder Monitoring è iniziato nel 2008, il 61% dei decessi è nella comunità delle prostitute. 1 su 3 uccisi è stato picchiato.

Il rapporto riconosce che il numero effettivo di persone uccise è probabilmente molto più alto di quanto sia possibile indicare:"Nella maggior parte dei paesi, i dati sulle persone assassinate trans e transgender non vengono prodotti sistematicamente ed è impossibile stimare il numero effettivo di casi."I trans e le persone transgenere sono vittime di orribili violenze dell'odio, tra cui estorsione, aggressioni fisiche e sessuali e omicidio"

A giant Trans Flag unfurled outside the Supreme Court. 133...

.London Trans Pride 2019

LONDRA, INGHILTERRA - 14 SETTEMBRE: L'annuale parata del Trans Pride si fa strada dall'Arco di Wellington ... Il rapporto elenca le 331 persone trans uccise quest'anno

London Trans Pride 2019


Juliana Ferreira è stata la prima morte registrata quest'anno il 3 ottobre 2018. È stata trovata morta e in uno stato di decomposizione vicino a una grande pietra che i media locali hanno acquisito come causa di morte. I media locali riportano il cognome Deadian, riferendosi a lei con un nome maschile.
Júnia Franco, il cognome nell'elenco quest'anno, è stato pugnalato 13 volte e lasciato in una pozza di sangue. Sono stati uccisi il 29 settembre 2019.
Juliana e Júnia saranno i nomi e i cognomi di oltre trecento, che saranno letti durante le veglie del Giorno della Memoria Transgender che si terranno in tutto il mondo, guidate dalla comunità LGBTQ.
I candidati alla presidenza democratica discutono delle questioni LGBTQ nel forum della Fondazione per la campagna sui diritti umani


LOS ANGELES, CALIFORNIA - 10 OTTOBRE

Quando è il Transgender Day Of Remembrance 2019?

Il Trans Day Of Remembrance (TDoR) è il  giorno in cui si ricordano le persone trans e transgenere che sono state vittime di omicidio.
Sebbene l'evento sia iniziato negli Stati Uniti, TDoR ora accade in molte parti del mondo.

L'International Transgender Day Of Remembrance si terrà il 20 novembre 2019.

Transgender Day of Remembrance