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Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

I colori di Emma BONINO. Una DONNA Istituzionale e oltre....

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venerdì 19 maggio 2017

RNN 114: Si riparte, un anno dopo

#114 | 18/05/2017"La vita del Diritto per il Diritto alla vita"  
ISCRIVITI/DONA

Cara Alba,

Il 18 maggio 2016 è stato l'ultimo giorno in cui abbiamo  spedito la newsletter settimanale del Partito Radicale, RadicalNonviolentNews, RNN che avevo l'onore e l'onere di coordinare. Nel pomeriggio di quello stesso giorno, Marco Pannella entrava nella Casa di Cura Nostra Signora della Mercede dove si sarebbe spento l'indomani, a meno di 24 ore dall'inizio del ricovero, proprio in quella stanza dove aveva concluso tanti scioperi della fame e della sete.

Esattamente un anno dopo, si riparte: RNN torna per informare e stimolare una riflessione e un'azione che contribuiscano a raggiungere i 3001 iscritti al Partito Radicale entro il 2017, così come indicato nella mozione approvata dal 40° Congresso del Partito Radicale svoltosi nel carcere romano di Rebibbia nel settembre 2016.

E' stato un anno intenso e pieno di difficoltà, che però non ci hanno indotto a mollare, bensì a perseguire con ancor più forza gli obiettivi a cui ci stavamo già dedicando con Marco, in particolare quelli per una giustizia giusta, per gli Stati Uniti d'Europa e per la promozione di una transizione comune del mondo occidentale e del mondo a maggioranza arabo-musulmana verso lo Stato di Diritto, attraverso il riconoscimento del diritto alla conoscenza in sede ONU.

RNN dunque tornerà nella tua casella, se lo vorrai, ogni martedì, come accadeva fino a un anno fa. Avrà un formato più snello, quello di una lettera scritta da chi di volta in volta vorrà raccontarti e aggiornarti sull'agenda del Partito Radicale.

A questo punto non mi resta che darti appuntamento ai prossimi numeri di RNN e soprattutto agli eventi che troverai alla fine di questa lettera e nella foto del giorno. Ti segnalo in particolare la commemorazione di domani, venerdì 19 maggio, alle 17, in Via di Torre Argentina 76, nella sede del Partito Radicale, per ricordare il primo anniversario della scomparsa di Marco Pannella. Sarà un'occasione per stare "insieme" a lui e per iscriversi al Partito Radicale.

Infine, se sei già iscritto al Partito Radicale, GRAZIE della fiducia a nome di tutta la Presidenza. Se non lo sei ancora, spero che tu sia un "iscrivendo" o comunque in procinto di! :-)

A subito!

Matteo Angioli


FOTO DELLA SETTIMANA

           



Venerdì 19 maggio – ROMA – Museo Centrale delRisorgimento - ore 10
Ricordando Marco Pannella
in occasione del primo anniversario della scomparsa
Materiali per lo studio del movimento radicale
Giornata di studio
Romano Ugolini, Presidente Istituto per la storia del Risorgimento italiano
Il movimento radicale fra Otto e Novecento
Gian Biagio Furiozzi, Università degli studi di Perugia
Dal "Mondo" di Pannunzio al Partito Radicale
Alessio Falconio, Direttore di Radio Radicale

Franco Marini, Presidente del Comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, già Presidente del Senato

Marco Pannella: un ricordo personale
Guido Mesiti, Archivio di Radio Radicale
L'Archivio di Radio Radicale: formazione, conservazione e fruizione
Andrea Maori, Archivio di Radio Radicale
Marco Pannella, la storia, gli archivi
Complesso del Vittoriano, Museo Centrale delRisorgimento
Ala Brasini, Sala Verdi - Via San Pietro in carcere

Venerdì 19 maggio – ROMA – Partito Radicale, Via di Torre Argentina 76, dalle ore 17
ricordo di Marco ad un anno dalla sua scomparsa
dirigenti e militanti del Partito Radicale con, tra gli altri, Fabrizio Cicchitto, Alfonso Pecoraro Scanio, Sandro Gozi, Clemente Mimun, Gianni Letta, GiuseppeLoteta, Melania Rizzoli, Francesco Rutelli, Giulio Maria Terzi.
Verrà proiettata la puntata di "Il mio novecento" in cui Marco racconta, dalla biblioteca di Benedetto Croce a Napoli, il suo '900, la sua vita e il nuovo docuweb di Ambrogio Crespi.

Venerdì 19 maggio – TERAMO – Teatro Romano*, dalle ore 17,30
Marco Pannella, il ricordo della città.
Commemorazione promossa da
Amnistia Giustizia Libertà Abruzzi e Teramo Nostra
Interverranno: Maurizio Brucchi, sindaco di Teramo; Luciano D'Alfonso, presidente della Regione Abruzzo; Domenico di Sabatino, presidente della Provincia; LauraArconti, presidente di AGL Abruzzi; Vincenzo Di Nanna, segretario di AGL Abruzzi; Piero Chiarini, presidente di Teramo Nostra;Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista; SergioRovasio, fondatore dell'Associazione Radicale Certi Diritti; Paolo Tancredi, deputato di Alternativa Popolare; Gianni Carbotti, regista, membro di AGL Abruzzi; Rita Bernardini, deputata radicale (XVI Legislatura), presidente d'onore di Nessuno Tocchi Caino, membro della presidenza del Partito Radicale e di AGL Abruzzi. Alle ore 19.00 sono previsti gli interventi della cittadinanza.
* In caso di maltempo l'evento si terrà presso la Sala Consiliare della Provincia di Teramo in via G. Milli 2.

Sabato 20 maggio – ROMA – Partito Radicale, Via di Torre Argentina 76, dalle ore 11
Comitato radicale per la giustizia "Piero Calamandrei"
Tavola rotonda su “Caso Ruggeri. Inquinamento ambientale. Davide/Ruggeri, per conto diSaul/Comune di Cremona, contro Golia/Tamoil. L'azione popolare del singolo cittadino per la tutela della collettività locale.
E il Comune di Cremona incassa un milione di euro di risarcimento.”
Relatori
Alessio Romanelli, Avvocato; Componente del Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei".
Gino Ruggeri, Segretario della Associazione "Radicali Cremona".
Interverranno
Maurizio Turco, Presidenza del Partito Radicale.
Giuseppe Rossodivita, Avvocato; Segretario del Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei".
Sergio Ravelli, Presidente della Associazione "Radicali Cremona".
Moderatore
Aldo A. Pazzaglia, Avvocato, Componente del Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei"


Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito

ONG con Status Consultivo Generale di prima categoria presso l'ECOSOC delle Nazioni Unite
NONVIOLENTO-GANDHIANO • TRANSNAZIONALE • TRANSPARTITO • DEMOCRATICO • AMBIENTALISTA • ECOLOGISTA • FEDERALISTA DEMOCRATICO • LAICO • FEDERALISTA EUROPEO • LIBERALDEMOCRATICO • LIBERALSOCIALISTA • LIBERTARIO • ANTIAUTORITARIO • ANTIPROIBIZIONISTA • ANTIPARTITOCRATICO • ANTIMILITARISTA • ANTICLERICALE • ESPERANTISTA
Coordinatore newsletter: Matteo Angioli SEGUI @MATTEO_ANGIOLI | SEGUI @PARTITORADICALE

domenica 14 maggio 2017

100 anni dopo...

Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino ad allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore.
(K.Marx, Miseria della Filosofia) 1847

martedì 2 maggio 2017

molestie sessuali in tv e la retorica dello 'scherzo'

Dal blog di Animabella un bell'argomento di riflessione.

"Siamo una società schizofrenica e ipocrita, che bandisce dalla sua vetrina principale il porno e il sesso esplicito, ma poi si sganascia dalle risate di fronte a delle pesanti molestie sessuali spavciate per scherzo, come accaduto nella puntata di Amici ( http://blogspot.us6.list-manage1.com/track/click?u=cc32082923374c9614cc34c8d&id=dff31994c7&e=2b304fdc18 ) di sabato scorso. La categoria dello “scherzo” è pericolosissima, perché è il più banale ma anche più efficace degli argomenti che i violenti, i bulli, gli aggressori – di tutti i generi e verso tutti i tipi di vittime – usano per giustificarsi. Il bullo che se la prende con il disabile, l'uomo che molesta una donna, tutti la buttano sul ridere: “non te la prendere, era uno scherzo”, “non hai senso dell'ironia”, il che ovviamente per le donne si traduce immediatamente in “scopa che ti passa” e analoghe spiritosaggini. Ovviamente è sempre il “carnefice” a stabilire i criteri di questo umorismo, e infatti anche il razzista che racconta barzellette sui neri pensa di essere spiritosissimo. Il fatto che talvolta la vittima rida davvero non fa che rafforzare la relazione di asimmetria fra vittima e carnefice: non ridere, non “stare al gioco”, equivarrebbe a una espulsione dal gruppo, esporrebbe probabilmente la vittima a una peggiore ritorsione.

Noi donne questa “retorica dello scherzo” la conosciamo fin troppo bene. O meglio, la viviamo costantemente ma facciamo spesso fatica a metterla a tema e dunque a riconoscerla, e spesso ne siamo complici. A chi di noi non è capitato di fare buon viso a cattivo gioco di fronte a battute presuntamente “spiritose”? Non stare al gioco non è facile: da un lato implica innanzitutto la capacità di riconoscere la dinamica violenta e asimmetrica che si cela dietro il presunto umorismo e, in secondo luogo, comporta assumersi la responsabilità come minimo di “rovinare l'atmosfera”, di interrompere le fragorose risate e raggelare gli interlocutori. Cosa che non sempre e non tutte hanno la voglia e la forza di fare.

Uno degli argomenti ricorrenti nelle conversazioni fra genitori è la paura che i figli si imbattano in contenuti porno navigando in rete. Come se il problema fosse il cosa e non le condizioni di più o meno autonomia e libertà delle persone coinvolte. Una esplicita scena di sesso fra adulti consenzienti in prima serata su Raiuno non sarebbe affatto oscena, ma anzi forse auspicabile, in un paese in cui i ragazzi sono 'costretti' ad andare a cercare sul web quello che non trovano, per esempio, a scuola. L'oscenità dello “scherzo” a Emma non sta affatto nell'alludere a atti e desideri sessuali, ma nel farlo contro la volontà dell'interessata, nello sdoganare e nel normalizzare, buttandola sul ridere, le molestie. Il sesso è innanzitutto relazione fra persone, ed è l'autodeterminazione e la libertà dei soggetti coinvolti a definirne la natura. Pare banale, ma evidentemente non lo è: è sul consenso che passa il discrimine fra sesso e stupro.

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lunedì 1 maggio 2017

Un regalo dalla Storia per il 1 Maggio delle Donne e degli Uomini.

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA (1791)

di Olympe De Gouges

Da far decretare all'Assemblea nazionale nelle sue ultime sedute o in quella della prossima legislatura.




PREAMBOLO:

Uomo, sai essere giusto? E' una donna che te lo domanda: non vorrai toglierle questo diritto.
Dimmi, chi ti ha dato il sovrano potere di opprimere il mio sesso?
La tua forza? Le tue capacità?
Osserva il creatore nella sua saggezza; percorri la natura in tutta la sua grandezza cui tu sembri volerti avvicinare, dammi, se puoi, un esempio di questo impero tirannico.
Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, dà infine un'occhiata a tutte le modificazioni della materia organizzata e arrenditi all'evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, scava e distingui se puoi, i sessi nell'amministrazione della natura. Ovunque tu li troverai confusi e cooperanti nell'insieme armonioso di questo capolavoro immortale.
Soltanto l'uomo ha fatto di questa eccezione un principio. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo di lumi e di sagacia, nell'ignoranza più crassa, vuole comandare su un sesso che ha tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione e di reclamare i suoi diritti all'eguaglianza, per non dire altro.

Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea nazionale.
Considerando che l'ignoranza, l'oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono la cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i loro diritti e i loro doveri; affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni istituzione politica, siano più rispettati; affinché le proteste dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento della Costituzione, dei buoni costumi e alla felicità di tutti.

Di conseguenza, il sesso superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell'essere supremo,
i seguenti   Diritti della Donna e della Cittadina.

ARTICOLO I
La Donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'Uomo. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'interesse comune.

ARTICOLO Il
Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili della Donna e dell'Uomo: questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e soprattutto la resistenza all'oppressione.

ARTICOLO III
Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione, che è la riunione della Donna e dell'Uomo: nessun organo, nessun individuo può esercitarne autorità che non provenga espressamente da loro.

ARTICOLO IV
La libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto ciò che appartiene ad altri; così l'unico limite all'esercizio dei diritti naturali della Donna, , cioè la perpetua tirannia dell'Uomo, va riformato dalle leggi della natura e della ragione.

ARTICOLO V
Le leggi della natura e della ragione proibiscono tutte le azione nocive alla società: tutto ciò che non è proibito dalle leggi, sagge e divine, non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare quello che esse non ordinano.

ARTICOLO VI
La Legge deve essere l'espressione della volontà generale: tutte le Cittadine e i Cittadini devono
concorrere personalmente. o con i loro rappresentanti, alla sua formazione; essa deve essere uguale per tutti: tutte le cittadine e tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, devono essere ugualmente ammessi a tutte le dignità, posti e impieghi pubblici, secondo le loro capacità e senza altre distinzioni che quella delle loro virtù e dei loro talenti.

ARTICOLO VII
Non è esclusa nessuna Donna; essa è accusata, arrestata e detenuta nei casi stabiliti dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a questa Legge rigorosa.

ARTICOLO VIII
La Legge deve stabilire solo pene strettamente e evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata alle Donne come agli Uomini.

ARTICOLO IX
Su ogni Donna dichiarata colpevole la Legge esercita tutto il rigore.

ARTICOLO X
Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni anche di principio, e se la Donna ha il diritto di salire sul patibolo, essa deve pure avere quello di salire sul podio sempre che le sue manifestazioni non turbino l'ordine pubblico stabilito dalla Legge.

ARTICOLO XI
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi della Donna
poiché questa libertà assicura la legittimità dei padri verso i figli. Ogni cittadina può dunque dire
liberamente, io sono la madre di un figlio vostro, senza che un pregiudizio barbaro la forzi a nascondere la verità; salvo rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

ARTICOLO XII
E' necessario garantire i diritti della Donna e della Cittadina; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti e non solo di quelle cui è affidata.

ARTICOLO XIII
Per il mantenimento della forza pubblica e per le spese dell'amministrazione, i contributi della Donna e dell'Uomo sono uguali; essa partecipa a tutti i lavori ingrati, a tutte le fatiche, deve quindi partecipare alla distribuzione dei posti, degli impieghi, delle cariche, delle dignità e dell'industria.

ARTICOLO XIV
Le Cittadine e i Cittadini hanno il diritto di constatare da sé o tramite i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico. Le Cittadine possono aderirvi soltanto con l' ammissione di un'eguale divisione, non solo nella fortuna, ma anche nell'amministrazione pubblica e di determinare la quantità, l' imponibile, la riscossione e la durata dell'imposta.

ARTICOLO XV
La massa delle Donne coalizzata con gli Uomini per la tassazione ha il diritto di chiedere conto della sua amministrazione a ogni agente pubblico.

ARTICOLO XVI
Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione; la costituzione è nulla se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione non ha cooperato alla sua redazione.

ARTICOLO XVII
Le proprietà sono di tutti i sessi, riuniti o separati; esse hanno per ciascuno un diritto inviolabile e sacro; nessuno può esserne privato come vero patrimonio della natura, se non quando la necessità
pubblica legalmente constatata, lo esiga in modo evidente, e a condizione di una giusta e preliminare
indennità.

Cahiers de dolèances. Donne e Rivoluzione francese,

introduzione e note di P.M. Duhet,
Palermo, La Luna/
Editions des femmes, 1989