Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

mercoledì 5 giugno 2019

EFFEDUE in mostra

L' opera digitale originale di Alba Montori " EFFEDUE 2919" è esposta nella mostra collettiva organizzata durante la Gay Croisette la settimana prima del Roma Pride 2019
Clicca qui per vedere l'evento fb

La collettiva è negli spazi di Largo Venue, da sabato 1 giugno a venerdì 7 giugno
Venerdì 7 giugno tutti i lavori saranno messi all'asta durante un'evento che si terrà sempre negli stessi spazi e l'intero ricavato sarà devoluto al comitato promotore del Roma Pride 2019.

Eccovi un assaggino..

Vi è bastato l'assaggio ? 
Vorreste vederla tutta intera ? 

 Sbrigatevi, perchè il 7 giugno è vicinissimo...


Alba Montori  
RiciclAlba

domenica 19 maggio 2019

Lettera al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana

Non c'è più bisogno di Radio Radicale ?

29 dic 2018, 00:35
Da Alba Montori a  Presidente

Gentile Presidente Giuseppe Conte,

lotto da tutta la mia vita per i diritti civili delle persone e per il diritto primario a informarsi e informare correttamente, perciò ritengo necessario spezzare una lancia a favore di Radio Radicale, un esperimento di informazione libera e oggettiva in corso da più di 30 anni e vedendo che si tende a considerarla praticamente solo come un giornale di partito attivo solo per le costose sovvenzioni pubbliche, solo per fare pubblicità solo al proprio partito. Radio Radicale è nata e da sempre a disposizione di tutti, in particolare di ciò che viene trascurato dai media ufficiali e di partito, a disposizione dell'informazione diretta e corretta, senza filtri, rivolta a tutte le parti politiche e sociali.

Radio Radicale l'abbiamo creata (c'ero anche io) nel lontano 1976, con pochi soldi di amici e compagni, molto garibaldina e un po' stracciona, ma ricca di fantasia e di politica controcorrente, fatta di notizie vere e che ho insistito personalmente fosse rigorosamente senza pubblicità, perché chi ti finanzia ti può anche ricattare.

Allora eravamo solo un manipolo di semplici cittadini, il nostro motto era conoscere per deliberare, e l'informazione corretta la nostra mania. Ci siamo inventati cose incredibili coi pochi mezzi disponibili per dare voce alla gente, quella che non l'aveva mai avuta.

Poi abbiamo inventato Radio Parlamento ed è stata la voce del Palazzo trasferita nelle case, pari pari, così come usciva dai microfoni della Camera, rubata all'inizio con un cavo direttamente dal sistema di trasmissione dell'aula.. Il massimo del rimborso-spese per chi mandava avanti le trasmissioni, che si accettavano solo da parte di tre o quattro, erano cifre iperboliche come 50.000lire, il lavoro era in massima parte volontario e gratuito.

Ma volevano ascoltare RR in tutta Italia ed era necessario potenziare i trasmettitori; servivano soldi per le attrezzature, si decise in un Congresso di farlo utilizzando così il finanziamento pubblico del Partito Radicale, visto che eravamo costretti a prenderlo perché allora presenti in Parlamento, malgrado l'avessimo combattuto con un referendum... E' stato difficile accettarlo, non lo volevamo e ci siamo arrovellati per giorni, infine decidemmo di usarlo solo per pagare il lavoro tecnico e potenziare le strutture di emissione e i trasmettitori.

Poi nel giro di qualche anno la rosa RR è diventata piuttosto un carciofo, dopo l'estate delirante di "Radio parolaccia" la routine ha preso un po' il sopravvento, e la fantasia politica e culturale è pian piano scomparsa tra le pieghe delle ristrutturazioni tecniche. Però la Radio ha conservato la configurazione di organo di partito, e anche se il partito (Partito Radicale Transnazionale) ha deciso per statuto da quasi vent'anni di non presentarsi a elezioni come tale, il lavoro di raccolta, diffusione e archiviazione delle sedute del Parlamento, dei congressi e di tutti gli eventi politico-culturali è stato sovvenzionato da un contributo dello Stato che è neanche la decima parte di quello assegnato a Rai-Parlamento, che lo fa in modo penosamente parziale e lacunoso.

Certo, Radio Radicale nacque povera e autofinanziata, fatta da volontari e senza pubblicità. Quella radio Radicale fece la rivoluzione dell'informazione. 

Magari potrebbe essere costretta a provarsi a rifarla con gli stessi mezzi, anche se i tempi e le persone sono un po' diversi.

Perciò è bene che il Governo rifletta un attimo, si informi correttamente e osservi i bilanci di radio Radicale, prima di tagliarle i fondi più o meno drasticamente.

A meno che non decida che non c'è più bisogno di Radio Radicale, che l'archivio va smantellato e la struttura messa sul mercato, alla faccia della libera e corretta informazione..

Grazie per l'attenzione e la pazienza

cordialmente


Alba Montori


P.S. A disposizione per ulteriori informazioni .cell 3337...

domenica 12 maggio 2019

12 maggio 2019



Se non fosse stata uccisa quel 12 maggio 1977, Giorgiana Masi ora avrebbe 61 anni....


E ancora a 42 anni di distanza da quel 12 maggio non ci è consentito sapere la  verità,  ovvero chi l'ha ammazzata.

Il perché invece lo sappiamo, anche lei come tanti altri era scesa in piazza pacificamente, per firmare gli "8 referendum contro il regime"  quelli cioè con cui i cittadini  intendevano chiedere
 l'abrogazione del Concordato
l'abolizione dei tribunali militari
l'abolizione dei reati d'opinione contenuti nel Codice penale
l'eliminazione di parti della legge manicomiale
l'abrogazione della legge che attribuisce alla polizia poteri speciali in materia di arresto, perquisizione e intercettazioni telefoniche, nonché 
l'abrogazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti
l'abrogazione della "Commissione inquirente" - speciale "tribunale" composto da parlamentari per il giudizio preventivo sui reati compiuti dai ministri.

Tutte questioni sono ancora e pesantemente in primo piano nella politica italiana, alcune modificate in peggio, altre volutamente ignorate, altre rimaste di inquietante attualità.

  Giorgiana Masi, ragazza giovanissima ma attenta a questi temi di libertà, era venuta in piazza assieme a tanti altri cittadini e cittadine per partecipare alla festa dell'anniversario della grande vittoria laica nel referendum sul divorzio del 1974,  per sostenere con la sua firma la richiesta degli "8 referendum contro il regime".

 Come tanti altri assieme a lei trovò invece un ingiustificabile inferno di violenza da parte di chi avrebbe dovuto proteggere il suo diritto a partecipare pacificamente alla manifestazione.

I manifestanti, scacciati dalla piazza Navona a suon di lacrimogeni  si rifugiarono in Campo de'Fiori e zone circostanti  da cui cercarono la fuga verso il fiume.  E il ponte Garibaldi li portava verso Trastevere,  mentre l'altra direzione era pericolosamente preclusa da reparti di polizia armati e minacciosi, che continuavano a saturare l'aria di gas lacrimogeni. E oltre ai lacrimogeni fischiavano anche i proiettili.

 Giorgiana fu raggiunta da uno di quei proiettili proprio mentre dal ponte stava per arrivare a piazza Sonnino.

Dopo 42 anni ancora dobbiamo conoscere la verità vera su questo omicidio assurdo e crudele.

Eppure i dati non mancano:

http://www.centrodonnalisa.it/materiali/giorgiana%20masi.htm

Come e perché è stato possibile che un omicidio così sia potuto accadere in uno Stato che pretendeva e pretende di essere civile e democratico?
 Continuo ancora a chiedermi se potrebbe succedere di nuovo.

 Probabilmente chi sapeva allora, chi ha premuto il grilletto allora, chi li ha coperti allora, magari ormai è morto.

 Credo sia una incancellabile e pesante sconfitta per lo Stato, per la democrazia di questa Repubblica italiana fondata sul lavoro, che ha la Costituzione più bella del mondo, il fatto che  nessuno sia stato in grado, in 42 anni, di individuare, giudicare, condannare e punire a norma di legge l'assassino di Giorgiana.

 Quali garanzie abbiamo, come cittadini, da uno Stato così, di poter manifestare pacificamente le nostre idee, le nostre posizioni politiche, senza essere sparati casualmente  da non si sa chi mentre stiamo facendolo?


 Ancora una volta oggi, 12 maggio 2019, saremo lì, a Ponte Garibaldi, col pensiero a quel giorno terribile di 42 anni fa,  con immutato affetto, per onorare nostra sorella Giorgiana.

 Non mi stancherò di chiedere, di esigere verità e giustizia per la sua morte assurda e visto che lo Stato è stato finora  incapace o impotente a trovarle, almeno le scuse per esser venuto meno al suo compito di proteggerla, di proteggere la sua libertà.


  Alba Montori

venerdì 26 aprile 2019

Convocazione 41mo Congresso - ROMA 5/7 LUGLIO








Cara Alba,
grazie anche alla tua iscrizione abbiamo raggiunto gli obiettivi di 3.000 iscritti nel 2017 e nel 2018 posti dal congresso di Rebibbia del settembre 2016 per scongiurare la chiusura del Partito Radicale.
Congresso che quindi impegnava la Presidenza a convocare il Congresso entro il mese di marzo.
Abbiamo quindi deciso di convocare il Congresso all'indomani delle elezioni europee nei giorni 5, 6 e 7 luglio a Roma presso l'auditorium Antonianum in Viale Manzoni 1, con inizio dei lavori alle ore 11.
Ci auguriamo che tu possa essere presente ed intervenire e, se non lo avessi ancora fatto, iscriverti al Partito Radicale per il 2019.

Un abbraccio e a presto

Matteo Angioli, Angiolo Bandinelli, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maurizio Bolognetti, Antonella Casu, Antonio Cerrone, Deborah Cianfanelli, Sergio D'Elia, Maria Antonietta Farina Coscioni, Mariano Giustino, Giuseppe Rossodivita, Irene Testa, Maurizio Turco, Valter Vecellio, Elisabetta Zamparutti.


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