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lunedì 9 ottobre 2017

italialaica news n. 11/2017

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domenica 8 ottobre 2017

Ancora solo qualche giorno fa...

Inchiodata sulla croce, e poi buttata sulla strada. Come l'immondizia.

Da "Vita da precaria" blog di Claudia Pepe.
     
*Erano in tre i maledetti che hanno violentato una ragazza di 25anni tra sabato e domenica a Catania. Erano in tre quando uno alla volta l’hanno stuprata, le hanno vomitato addosso il loro sperma, la loro vigliaccheria, la loro incapacità di vivere. Erano in tre, ed erano tutti italiani questi vermi che dopo averle saccheggiato ogni angolo del suo corpo, dopo averle tappata la bocca, gli occhi e spazzato via per sempre la sua vita, l’hanno gettata in mezzo alla strada. Come un sacco d’immondizia, come il letame, come il sudiciume. Erano italiani questi tre delinquenti che hanno rubato la vita ad una ragazza. Erano tre questi uomini di merda che probabilmente sono sposati e fidanzati, che vanno a messa la domenica e sputano sugli immigrati. 36, 34, e 23 anni questa è l’età di questi assassini che pensavano di passare una serata nella bocca di questa ragazza

Uno dei tre la conosceva, e dopo la discoteca le ha offerto di riaccompagnarla a casa. Lei ha accettato, mai avrebbe pensato che quella notte sarebbe stata l’ultima da ragazza spensierata, da donna libera. È entrata in macchina ancora con le note della musica che le risuonavano nelle orecchie, era felice, stava tornando a casa. Ma nella macchina non ha trovato l’amico che le faceva una cortesia, ma tre schifosi che si sono messi d’accordo per vomitarle addosso la loro rabbia e la loro sessualità malata. Sono proprio quegli “uomini” che baciano la mano alla mamma, che la moglie non deve essere guardata da nessuno, e di fronte ad una ragazza che si diverte e vive la propria vita la fotografano come “puttana”, come una cosa di cui si può abusare, e prendere a calci dopo averla sommersa di escrementi. Perché sono proprio questo che sono, la feccia del nostro mondo. “Uomini che baciano il santo protettore, si inchinano davanti alla casa del boss, e poi vanno a rovesciare la loro urina su un viso che ne porterà sempre i segni. Io come insegnante non posso fare a meno di informare i miei studenti, di allarmare le famiglie che stiamo attraversando uno dei periodi più difficili per noi donne. Per i ragazzi, per i sogni e per delle lacrime che non finiranno mai. Io voglio ribellarmi a questo Stato che non difende le donne, acconsente con il silenzio allo sterminio di visi innocenti, che lascia uccidere nei loro respiri, visi riversi per terra. Abbracciate ad un selciato che diverrà la loro storia. Questa ragazza buttata su una strada, dopo essere salita sul Golgota e abbracciata la croce, è stata conficcata con chiodi che nessuno mai potrà levarle, incoronata da una corona di spine che continuerà a sanguinare per tutta la sua vita. Dopo averle fatto bere aceto, e infilzata da lance nel costato, inchiodata da mani sporche di sacrilegio, irrisa e devastata, è stata notata da un vicino di casa, che ha lanciato l’allarme. Cento donne in Italia, ogni anno, vengono uccise da uomini, e sono quasi sempre quelli che sostengono di amarle. È una vera e propria strage. Ai femminicidi si aggiungono violenze quotidiane che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare altre vittime: sono infatti migliaia le donne molestate, perseguitate, aggredite, picchiate, sfregiate. Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. Domani potrei essere io, potremo tutte essere uccise, perseguitate, violentate e scalciate su una strada come i rifiuti di una società. Erano in tre le bestie che hanno rovinato la vita ad una ragazza, sono stati fermati certo, ma quando sconteranno la loro pena? Andranno a chiedere scusa al patrono della città, diranno che sono stati provocati, che in fondo le donne non vogliono altro che farsi tappare i buchi. Perché per loro è questa la nostra natura. Ed io insegnante, lotterò fino al mio ultimo respiro, perché nessuno dei miei ragazzi debba scontare la morte mentre sta vivendo. Insegnerò questa poesia di Alda Merini che insegna l’amore, la vita, la tenerezza, il calore e la dolcezza.

“E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,
sul collo, sulla pancia, sulla schiena,
i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata.
Intendo dita sui corpi, creare costellazioni,
inalare profumi, cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano allo stesso ritmo,
e poi sorrisi,
sinceri dopo un po’ che non lo erano più.
Ecco, fate l’amore e non vergognatevene,
perché l’amore è arte, e voi i capolavori.”

Claudia Pepe*

giovedì 14 settembre 2017

Un soffio d'intelligenza critica nell'orgia della mediocrità...

"Insulti in diretta TV, macchine del fango, volgarità senza fine condite da una serie di vallette, spacciate per ministre, che si muovono come starlette, tutte mossettine ed ammiccamenti, alla ricerca dell'attenzione mediatica.
Si dirà, cambiano i tempi, cambiano i mezzi della politica, certo, ma qui non ci sono più gli interessi contrapposti che si scontrano, ci sono delle "prime donne mediatiche", dei comunicatori che, complici delle leggi elettorali che hanno distrutto il principio della rappresentanza, raccolgono voti su di se e nominano i propri fedelissimi in Parlamento o nei Consigli regionali ormai privi del principio base della Democrazia, cioè dell'autonomia del Legislativo dall'Esecutivo.
Quello che ne deriva è sotto i nostri occhi, volgarità e lazzi e nullità assolute spacciate per alti principi che animano il Parlamento, Mafie e Lobby che, a viso aperto, senza neanche il pudore del riserbo, ostracizzano il sindaci e/o Governatori "scomodi" (non filo-governativi), con scuse puerili e pura arroganza e, chi più ne ha di più ne metta.... mi domando, come fanno gli italiani a sopportare un tale cumulo di volgarità, di stupidità, di nullità di disprezzo della Democrazia ?
B.R."

Cit. "Mediocri di tutto il mondo vi siete uniti. E avete vinto!
Il mondo è dei mediocri. Sarà che è un assunto non difficile da sperimentare - e anche consolatorio per spiegarsi certi successi o insuccessi ugualmente distanti dalle vette del genio e dagli abissi dell’indegnità - ma il saggio La mediocrazia (Neri Pozza, pp. 239, € 18) del filosofo canadese Alain Deneault a un anno dall’uscita è ormai un longseller internazionale. E dire che in centinaia di pagine, dense di pensiero e di citazioni, ne ha davvero per tutti. In politica, da Trump a Tsipras, vede solo un «estremo centro», nell’impresa la «religione del brand», il «consumatore-credente», la «dittatura del buonumore». Nel lavoro «devitalizzato» individua la skill fondamentale nel «fare propria con naturalezza l’espressione: alti standard di qualità nella governance nel rispetto dei valori di eccellenza». E, in ogni ambito, rileva certi tic verbali come «stare al gioco», «sapersi vendere», «essere imprenditori di se stessi». Insomma, dice, «non c’è stata nessuna presa della Bastiglia ma l’assalto è avvenuto: i mediocri hanno preso il potere»....
Lo abbiamo incontrato a Milano dove ha parlato al Wired Fest, il festival dell’innovazione, altra parola che non manca nel vocabolario #mediocratico. Oggi sarà al Circolo dei Lettori di Torino. 
Professor Deneault, l’ha colpita questo successo? Anche perché a molti che la leggono lei dice in faccia che sono dei #mediocri… 
«Mi aspettavo un’eco molto più ristretta, ma questo libro parla di un malessere sociale condiviso da molti. Detto ciò, ho cercato di evitare moralismi e di puntare il dito. Lo scopo era indicare la pressione sociale molto forte che incoraggia a restare persone “qualunque”».

Lei è stato particolarmente duro con il mondo accademico a cui appartiene. Qualcuno si è offeso? 
«Sì, visto che sono stato bandito. Tengo corsi stagionali, la mia presenza è episodica. Gli ambienti universitari formano sempre meno una élite capace di gettare luce sulla strada giusta da seguire per l’uomo comune. Sono più simili a una corte d’altri tempi, vendono risultati di ricerca a dei finanziatori. Molta autocensura, molti format replicati per far piacere al potere». 
Ha avuto critiche «non mediocri»? 
«Nell’era della mediocrazia non si discute più… i pensieri seguono dei corridoi, si preferisce ricevere notizie che confortino».
Perché bisogna temere la mediocrazia? 
«Perché fa soffrire. Chiede a persone impegnate nel servizio pubblico di gestire come si trattasse di una organizzazione privata, così si trovano in conflitto perché avevano un’etica diversa; chiede a ingegneri di progettare oggetti che si rompano in maniera deliberata perché vengano sostituiti, chiede ai medici di diagnosticare malattie che potrebbero diventare davvero pericolose a 130 anni… Senza parlare della manipolazione dei consumatori da parte del #marketing».

La mediocrazia è anticamera di #dittature, anche #edulcorate? 

«La dittatura è psicotica, la mediocrazia è perversa. Psicotica perché la dittatura non ha alcun dubbio su chi deve decidere. Hitler, Mussolini, Tito sono stati tutti personaggi ipervisibili, affascinanti, che schiacciano con le loro parole; la mediocrazia è perversa perché cerca di dissolvere l’autorità nelle persone facendo in modo che la interiorizzino e si comportino come fosse una volontà loro».

L’inglese standard è la lingua ufficiale della mediocrazia? 

«L’inglese manageriale sì, e uccide l’inglese. È un suicidio linguistico parlare questa lingua quando si è anglofoni, non si può pensare il mondo nella sua complessità o qualsiasi fenomeno sociale utilizzando un vocabolario che non è utile se non alla organizzazione privata».

#Tecnologia, #social, #colossi del #web. Anche lì domina la mediocrazia? 

«Dobbiamo immunizzarci da un certo lessico che parla di progresso, innovazione, eccellenza. Mi interessa che si utilizzino questi strumenti ma si deve #analizzare l’impatto che hanno su pensiero, morale, politica. Un utilizzo mirato dei social media, per esempio durante le elezioni, può rendere le persone estremamente #manipolabili». 

Il contrario del mediocre è il superuomo, l’eroe? 

«No. L’antidoto è il #pensiero #critico, perché smaschera l’ideologia, che è un discorso di interessi sotto la parvenza di scienza. E fa subire un trattamento critico analitico a una nozione che qualcuno ci vuole ficcare nel cervello, per esempio l’inevitabilità della vendita di armi o di una nuova autostrada».ù

È più ottimista sul futuro? 

«Qualsiasi impegno politico è a metà tra lo scoraggiamento e la speranza. Ed è proprio quando la situazione è scoraggiante che ci vuole il coraggio».

martedì 12 settembre 2017

A proposito di stupro

Si fa ultimamente un grande uso e abuso  della parola "stupro". Come se la violenza sessuale  come crimine contro le donne fosse una scoperta recente e non una pratica promossa dal patriarcato da millenni non certo per puro divertimento maschile, ah no, ma per il nobile fine della procreazione! ( sarcasmo)
Perchè " per quanto riguarda le donne, loro non sarebbero mai o quasi  disponibili, perciò è più che legittimo forzarne un po' (quanto?) la natura". Queste le testuali parole che mi sono sentita affermare con grande autorità da un prete ( un eminente gesuita) nell'ormai lontano 1964, quando lo interrogavo sull'argomento...perché io SONO CURIOSA.
Allora di stupro si parlava il meno possibile, era un argomento decisamente tabù. Anche perché alcuni tipi di stupro erano tollerati o addirittura  incoraggiati dalla legge, come quello a scopo matrimoniale: la ragazza rapita e stuprata poi veniva sposata in chiesa (matrimonio concordatario) e lo stupro veniva miracolosamente cancellato dall'acqua santa.
Poi un giorno ( era il 1965) Franca Viola disse NO: niente "matrimonio riparatore" e in galera lo stupratore.
Fu l'inizio di una rivoluzione epocale, eppure ancora oggi le donne si dimenticano che  il sessismo patriarcale, che continua ad essere  coltivato e inculcato  nelle menti femminili e maschili da preti di ogni religione non è stato affatto vinto.
Perciò anche se "pare brutto" è nrcessario affermare che bisogna  partire dal presupposto che ogni maschio, pure quello che ci appare beneducato, gentile e rispettoso al cubo, pure quello di famiglia e che conosci e frequenti da quando sei nata, pure il prete e il confessore,  è un potenziale stupratore.
È terribile a pensarci, ma bisogna tenerne conto perchè è la realtà peggiore e più pericolosa per le donne del patriarcato sessista. E a meno che il maschio non sia gay ( e anche in tal caso nemmeno sempre ) esiste ed è pericolosa perché questa è la "sua naturale" natura maschile, stratificata in circa 9 o 10mila anni di patriarcale convinzione. Almeno finché la rivoluzione antisessista non abbia provveduto ad eliminare queste forme di comportamento violento prevaricatore e aggressivo tra i sessi.

Che la mia vita femminile ( sessualità compresa) sarebbe stata SEMPRE in pericolo nei miei rapporti col maschile l'ho capito  prestissimo, che avevo 4 o 5 anni, e da allora sono stata ben attenta a non essere o mettermi mai in condizione ( sopratutto mentale) di "inferiorità" davanti a  qualunque individuo di sesso maschile: me lo ha insegnato mio papà, perché lui diceva che è "come agitare uno straccio rosso davanti a un toro "...

Ricordatevi che la prudenza non è mai troppa, DONNE.
Non accettate passaggi o caramelle da sconosciuti e anche con chi conoscete state sempre accorte a evitare le situazioni pericolose: subire violenza è sempre una esperienza orribile e difficile da metabolizzare.

AMg