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mercoledì 3 febbraio 2010

Francesco Zanardi, il cittadino Italiano al 31° giorno di sciopero della fame

Savona martedì 2 febbraio 2010

All'ambasciata Italiana in Spagna, Madrid
Alle Ambasciate di Spagna in Italia

Per conoscenza
all’Unione Europea
Agli organi di stampa

Gli scriventi: Francesco Zanardi, il cittadino Italiano al 31° giorno di sciopero della fame completamente ignorato dalle istituzioni italiane e Manuel Incorvaia il suo compagno.

Signori, mi rivolgo a voi chiedendo di accogliere la mia domanda, il governo italiano mi sta lasciando MORIRE DI FAME malgrado moltissime segnalazioni inviate alle maggiori istituzioni italiane da parte dei cittadini, nessuna di queste è mai intervenuta. Viviamo in Italia uno stato di regime, la situazione è molto grave, i parlamentari ignorano i ripetuti richiami dell’Unione Europea (vi allego copia dell’ultimo) censurano e impediscono la divulgazione delle notizie tramite la stampa al punto tale che si parla in tutta Europa, persino negli stati d’America di questo sciopero, ma non in Italia.

Gli unici 3 parlamentari su 1000 che sono intervenuti impotenti sono il Senatore Ignazio Marino, la Senatrice Donatella Poretti e il Deputato Anna Paola Concia. Dal parlamento Europeo l’Intergroup GLBT cerca di sostenerci ma senza alcuna risposta dal governo italiano, il parlamentare Niccolò Rinaldi per la terza volta aderisce allo sciopero della fame per 36 ore, in Italia ce un’altra persona Cris Gi che da 16 giorni è in sciopero della fame, come me totalmente ignorata dalle istituzioni.

Vi chiedo di aiutarmi non so quanto tempo posso ancora continuare, ieri ho scritto a tutto il parlamento ma come sempre non riceverò alcuna risposta.

**********

Gentilissimi,
sono qui a richiedere informazioni per ottenere, asilo politico nello stato della Spagna, in quanto in base alla Convenzione di Ginevra mi ritengo perseguitato dallo Stato Italiano in quanto omosessuale, e quindi " per la mia appartenenza ad un determinato gruppo sociale ".

Infatti, l’art. 1 della Convenzione di Ginevra espressamente stabilisce che il titolo di rifugiato si applicherà a chi “ temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra.

In attesa di un vostro riscontro

Francesco Zanardi
Manuel Incorvaia

Savona Italia

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