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Alba Montori su Facebook

lunedì 9 dicembre 2013

grazie

Anche Madiba se n'è andato.
 Un altro pezzo della storia del secolo scorso non c'è più, ma l'effetto della sua azione nella vita quotidiana di tutta la gente del pianeta, anche se  magari in gran parte neanche lo sà, è e spero rimarrà presente , anzi spero con tutto il cuore che darà altri bei frutti nei secoli futuri.

 Nelson Mandela, primo africano avvocato in un paese assolutamente razzista, 27 anni passati in carcere contro l'apartheid e vittorioso primo presidente africano del Souht Africa amato dagli africani e non solo.
 Certo non l'ho conosciuto personalmente, ma da quando ho capito che cosa si era proposto di pretendere non ho potuto fare a meno di volergli bene come a un fratello maggiore, perchè il pallino dei diritti uguali per tutti l'ho da sempre.
 L'Africa è un continente in cui noi popoli europei storicamente abbiamo esportato i nostri conflitti e le nostre smanie di potenza e distrutto in modo sistematico le sue innumerevoli e antichissime culture autoctone, sterminando o rendendone schiavi i nativi con l'escusatorio pretesto di considerarli razzisticamente inferiori. Non solo portiamo perciò in quanto Europei, bianchi e cristiani specialmente, la responsabilità storica di aver ignorato e distrutto irrimediabilmente le radici e la storia culturale di interi popoli deportandoli nel mondo per sfruttarne la forza-lavoro, ma anche quella di aver estirpato con la forza e la violenza  le loro antiche forme  culturali di religiosità per sostituirle con il pregiudizio, quello del precetto cristiano, cattolico  e/o protestante imposto dalla violenza sistematica di missionari pronti a uccidere o a vendere ed esportare come schiavi chi non riuscivano a convertire; e gli islamici appreso il metodo lo hanno anche ampliato. Certo una sorte analoga a quella toccata a i popoli originari del continente Americano,  come a quelli del continente Australiano, ma non per questo meno inaccettabile.

 Il compito che si assunse quest'uomo addirittura ottant'anni fa è stato prometeico: liberare il suo paese dal razzismo dell'apartheid,  e anche liberare il suo continente dal colonialismo e dai suoi effetti più nefasti, come l'odio interraziale e lo sfruttamento dei suoi conterranei.
 In effetti è riuscito a liberare il suo paese, il SouthAfrica,  non l'intero continente Africano: ci vorrà ancora del tempo. Ma il suo esempio di lotta nonviolenta e i suoi ideali di libertà e uguaglianza, rispetto e solidarietà sociale sono assolutamente importanti in un continente politicamente e socialmente così instabile, dove i conflitti sono molto facili a scoppiare, dove i contrasti tra enormi ricchezze naturali e abissali diseguaglianze sociali sembrano fatte apposta per favorire la diffusione dell'ideologia islamista jiaidista e di tutte le ideologie fondamentaliste, come la cristiana evangelica, che predicano l'odio per ogni forma di comportamento diverso da quello prescritto dai "sacri" testi e la violenza contro chi non si adegua.
 Ma quella di Mandela è una lezione anche per gli Europei, quelli che insistono ad anteporre il valore del potere politico economico-finanziario al rispetto delle persone, dei loro sentimenti, delle loro emozioni e dei loro diritti, alla promozione delle loro capacità di conoscere, creare, produrre a vantaggio di tutta la collettività, unica forma di politica eticamente e civilmente  accettabile.
Ciao grande Madiba, e grazie.

Alba Montori




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