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giovedì 3 aprile 2025

Da OPENPOLIS :a che punto è il PNRR con la digitalizzazione ?

 

Numeri alla mano

I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale.

Vai al report Pnrr Watch - Gli investimenti del Pnrr per la digitalizzazione.

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gli interventi del Pnrr a tema digitalizzazione che abbiamo approfondito. Insieme ad Assonime (Associazione fra le società italiane per azioni) abbiamo avviato un nuovo progetto di monitoraggio del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). In questa prima uscita ci siamo dedicati ad alcuni interventi legati alla digitalizzazione della pubblica amministrazione (Polo strategico nazionale, abilitazione al cloud per la Pa e Piattaforma digitale nazionale dati) e alle connessioni per privati e imprese (Piano Italia a 1 giga, Piano Italia 5g e Collegamento isole minori). Gli investimenti monitorati valgono complessivamente 7,12 miliardi di euro.

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le pubbliche amministrazioni centrali che, al 30 settembre 2024, avevano migrato almeno un servizio sul Polo strategico nazionale (Psn). Il Psn è un'infrastruttura nazionale per la Pa basata su tecnologie cloud di ultima generazione. Su questo intervento fin dall'inizio si sono riscontrate difficoltà e ritardi. Tanto che, secondo una relazione della Corte dei conti, risultava che a multa 2023 nessuna delle amministrazioni previste era ancora migrata al Psn. Nell'ambito della revisione del piano, il target della misura è stato modificato: entro il 30 settembre 2024, almeno 100 amministrazioni pubbliche dovute dovuto migrare “almeno un” servizio (inclusi i relativi sistemi, dataset e applicativi) al Psn e non più tutti i servizi come originariamente previsti. Alla luce di questa revisione, l'obiettivo risulta raggiunto.

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gli enti che hanno aderito alla piattaforma nazionale digitale dati (Pdnd). La Pdnd ha lo scopo di migliorare la gestione e la fruibilità dei dati pubblici e di favorire l'interoperabilità tra le diverse banche dati delle amministrazioni italiane, attuando così il principio del once only (la Pa chiede a cittadini e imprese un documento una sola volta). La stragrande maggioranza degli enti che hanno aderito sono di natura pubblica, tra questi: 6.716 comuni, 21 regioni e province autonome, 154 tra università e Afam e 767 altri enti.

-1,25 milioni di €

per i piani Italia a 1 giga e Italia a 5g. Gli operatori coinvolti in questi due interventi hanno riscontrato numerosi problemi di natura tecnica, derivanti da significativi errori nelle mappature degli interventi da realizzare, e amministrativa per l'ottenimento dei permessi necessari. Inoltre alcune fragilità economico-finanziarie hanno ulteriormente rallentato i lavori. Anche in questo caso si è provveduto a rivedere gli obiettivi.

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le isole minori connesse grazie al Pnrr. L'unica misura che si è già conclusa tra quelle presenti in esame. Il conseguimento del target, originariamente previsto per la fine del 2023 è stato posticipato di un anno. A pesare su questo rinvio sarebbe stata la natura “estremamente aleatoria” dei tempi necessari per le lavorazioni, influenzati dalle condizioni meteo particolarmente avverse verificatesi nel primo periodo di attività. In secondo luogo, anche in questo caso si sono incontrate difficoltà per l'ottenimento dei permessi necessari (tutte le isole interessate sono parchi naturali). In ogni caso gli interventi risultano concludendo rispettando la nuova tempistica.




Fondazione Openpolis ETS. Via Merulana 19 - 00185 Roma - www.openpolis.it

martedì 18 marzo 2025

Come nacque la rete web...



https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/web_social/2025/03/18/il-primo-dominio-web-40-anni-fa-prima-che-nascesse-internet_6fbc4f57-095d-4339-9238-711f923a7389.html

Quarant'anni fa, a marzo 1985, fu registrato il primo dominio web: era Symbolics.com fu depositato da una società di computer americana che ha scritto un capitolo fondamentale nella storia di Internet ancora prima che nascesse il World Wide Web nel 1991.

Solo oltre un decennio dopo i domini sarebbero diventati uno standard per aziende e privati.

La Symbolics Computer Corporation di Cambridge, nel Massachusetts, depositò il suo dominio il 15 marzo di 40 anni fa, è passato di mano nel 2009, è stato acquisito da Aron Meystedt, fondatore di Napkin.com. Ora la storia del dominio ha un suo sito dedicato. Una curiosità: Symbolics è nota anche per un software che, tra le altre cose, è stato utilizzato per creare alcune scene di Star Trek III: Alla ricerca di Spock.

Successivamente, solo cinque domini furono registrati in tutto il 1985. Apple registrò il suo a febbraio 1987, Microsoft attese fino al 1991. In Italia il primo dominio '.it' fu quello del Cnr, divenne attivo l'1 gennaio 1988.

La rete prima di internet si chiamava Arpanet ed era un progetto voluto da un'agenzia del dipartimento della Difesa statunitense nel 1969. Ma per far decollare il World Wide Web, una rete che permettesse di collegare fra loro più testi e parole in tanti computer in rete nel mondo, serviranno ancora un paio di decenni e l'intervento di Tim Berners-Lee. Nel 1989 il "papa' del web" presentò un saggio al Cern di Ginevra che rappresentava la base teorica, nel 1991 fu online il primo sito web.

A dicembre 2024, secondo le rilevazioni del sito openprovider, nel mondo ci sono quasi 1.600 diversi domini ed estensioni di Internet (cioè le lettere che seguono la parte finale dell'indirizzo). Tra quelle più comuni c'è '.com' con 156.7 milioni di nomi di dominio.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

martedì 14 gennaio 2025

Un’opera cinese che altera la rotazione della Terra: La Diga delle Tre Gole



 La Diga delle Tre Gole, situata sul Fiume Azzurro nella provincia cinese dell’Hubei, non è soltanto una delle più grandi opere di ingegneria mai realizzate dall’uomo ma anche una struttura che incarna il complesso rapporto fra tecnologia e natura. Questo colosso dell’idroelettrico, in grado di generare fino a 22.500 megawatt di energia, provoca infatti un ‘effetto collaterale’ imprevisto: con una lunghezza di oltre 2,3 chilometri e un’altezza di 185 metri, il suo impatto ambientale si estende persino alla rotazione terrestre.

 Secondo gli scienziati della Nasa l’enorme massa d’acqua contenuta nel bacino della diga, che può raggiungere i 39,3 miliardi di metri cubi, influenza la dinamica della massa terrestre. Sebbene impercettibile agli esseri umani, questa situazione rallenta la rotazione della Terra allungando la durata di un giorno di circa 0,06 microsecondi. 

Il fenomeno può essere spiegato attraverso un principio fisico che avviene negli spettacoli di pattinaggio: quando una pattinatrice estende le braccia rallenta la sua rotazione poiché la distribuzione della massa influenza la velocità angolare. Allo stesso modo la massa d’acqua trattenuta dalla diga modifica la distribuzione del peso sulla superficie terrestre alterando la dinamica della rotazione.

 Ma non solo: oltre al rallentamento della rotazione, l’accumulo di acqua nella diga modifica leggermente la forma del pianeta. La Terra non è solida al suo interno e per questo motivo non è una sfera perfetta ma un geoide. Questa alterazione della dinamica rotatoria provoca un ulteriore aumento del rigonfiamento all’equatore con lo spostamento dei poli geografici di circa 2 centimetri.

 Anche se tali variazioni non influenzano direttamente la vita sulla Terra, rappresentano un esempio straordinario di come ormai le attività umane possano influenzare il nostro pianeta su scala globale.  

 Bisogna però considerare che anche alcuni fenomeni naturali possono avere impatti simili. Ad esempio, lo tsunami dell’Oceano Indiano del 2004 (con una magnitudo di 9,1) ha spostato una quantità di massa sufficiente a ridurre la durata del giorno di 2,6 microsecondi. Allo stesso modo il terremoto del 2011 in Giappone ha accorciato il giorno terrestre di 1,8 microsecondi. Tutti fenomeni rilevanti ma temporanei, a differenza di quello provocato della diga delle Tre Gole. 

 Sempre nell’ambito della ridistribuzione della massa che influenza la velocità angolare del pianeta dobbiamo anche considerare lo scioglimento dei ghiacciai provocato dal riscaldamento globale. L’aumento delle temperature contribuisce infatti a ridistribuire le masse d’acqua dai poli verso gli oceani, accentuando il rigonfiamento equatoriale e influenzando ulteriormente la rotazione del pianeta, anche in questo caso in maniera permanente: la durata del giorno potrebbe così allungarsi di 1,33 millisecondi per secolo.

 Oltre agli effetti sulla rotazione terrestre, la Diga delle Tre Gole ha generato ulteriori controversie. La sua costruzione ha portato al trasferimento di oltre 1,3 milioni di persone, molte delle quali hanno perso non soltanto le loro case ma anche il loro patrimonio culturale, poiché decine di siti storici e archeologici sono stati sommersi. Inoltre, l’alterazione del flusso del fiume Yangtze ha avuto impatti significativi sugli ecosistemi locali con conseguenze per la biodiversità, inclusa la possibile estinzione di alcune specie acquatiche.

 La Diga delle Tre Gole è quindi un simbolo del progresso tecnologico della Cina ma rappresenta anche una lezione sulla necessità di bilanciare le ambizioni umane con le limitazioni imposte dalla natura. Gli effetti sul pianeta, seppur minimi, ci ricordano che ogni azione su larga scala può avere ripercussioni inaspettate e durature. Progetti come la Diga delle Tre Gole evidenziano quindi l’importanza di una pianificazione sostenibile e consapevole. La scienza e la tecnologia devono essere accompagnate sempre da una profonda riflessione etica per garantire che le soluzioni innovative non compromettano il futuro del nostro pianeta.

di Massimiliano Fanni Canelles su     Quotidiano  La Ragione. 14 Gennaio



giovedì 28 novembre 2024

Infezioni sessualmente trasmissibili: l'epidemia silenziosa (eBook)


Per accedere gratuitamente e in modo permanente a questo eBook, compila il breve modulo sottostante.

La crescente incidenza delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) in tutto il mondo evidenzia l'urgente necessità di affrontare questo importante problema di salute pubblica. L'identificazione precoce di queste infezioni è fondamentale perché consente ai pazienti di ricevere rapidamente il trattamento, il che riduce il rischio di complicazioni potenzialmente letali e riduce al minimo il potenziale di trasmissione all'interno della comunità. Per testare le IST, gli scienziati attualmente impiegano diversi metodi.

Scarica questo ebook di Thermo Fisher Scientific per saperne di più 



    • I patogeni batterici, virali e parassitari più comuni che causano le MST
    • Tecniche diagnostiche per i test sulle MST
    • Ultime notizie sulle malattie sessualmente trasmissibili
    • Come lo stigma ostacola la diagnosi e il trattamento delle MST

    lunedì 22 luglio 2024

    A quando risale l’edilizia scolastica in Italia ? da OPENPOLIS