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Al Parlamento britannico, UN Watch presenta una banca dati che svela chi finanzia gli esperti dell'ONU per i diritti umani Oggi, al Parlamento britannico, UN Watch ha lanciato la prima banca dati in assoluto dedicata ai finanziamenti esterni degli esperti dell'ONU per i diritti umani, portando alla luce gravi lacune nella dichiarazione dei fondi ricevuti da fondazioni politicamente schierate e da governi, tra cui quelli di Cina, Russia e Qatar. Il direttore esecutivo di UN Watch, Hillel Neuer, ha presentato questi risultati, insieme al recente studio dell'organizzazione sui relatori speciali dell'ONU, From Watchdogs to Ideologues («Da guardiani a ideologi»), davanti a parlamentari, collaboratori parlamentari, giornalisti e attivisti, nel corso di un briefing presieduto dalla deputata Priti Patel, responsabile degli affari internazionali del Partito conservatore ed ex ministra dell'Interno britannica. Sul palco sono intervenuti anche Daniel Radomski, direttore della strategia e della diplomazia di UN Watch, e Luis Pelaez, addetto ai rapporti con l'ONU e alla ricerca. La nuova banca dati incrocia le dichiarazioni annuali dei titolari di mandato dell'ONU con le dichiarazioni fiscali presentate negli Stati Uniti, i registri pubblici delle sovvenzioni e altre fonti che documentano i finanziamenti ricevuti. Censisce circa 88 milioni di dollari tra sovvenzioni e altre forme di sostegno ai relatori speciali dell'ONU, compreso il valore stimato dei contributi in natura. - 11,8 milioni di dollari tra finanziamenti e contributi in natura sono stati omessi dalle dichiarazioni annuali presentate all'ONU dai titolari di mandato.
- 1,4 milioni di dollari di contributi sono stati dichiarati senza che i donatori venissero identificati.
- Oltre 42 milioni di dollari risultano sospetti a causa di informazioni mancanti, finanziamenti di origine opaca o violazioni degli obblighi di dichiarazione.
Queste rivelazioni sollevano gravi interrogativi sulla trasparenza e sull'obbligo di rendere conto all'interno del sistema dell'ONU per i diritti umani. Incrociando le dichiarazioni dei titolari di mandato con la documentazione fiscale dei donatori, i registri pubblici delle sovvenzioni e altre fonti, la banca dati consente a giornalisti, responsabili politici e cittadini di risalire ai finanziamenti esterni, individuare potenziali conflitti di interesse e passare al setaccio i legami finanziari che si celano dietro gli esperti per i diritti umani nominati dall'ONU. |
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