Mancano ormai pochi mesi alla conclusione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Per questo è importante mantenere alta l’attenzione su questo fronte e monitorare lo stato di avanzamento dei progetti finanziati. Da questo punto di vista, gli enti territoriali (regioni e province autonome, città metropolitane, province, comuni) svolgono un ruolo di primo piano. Questi soggetti in passato sono stati indicati dallo stesso esecutivo tra i principali responsabili dei ritardi nell’attuazione del piano. La dinamica ha portato a diverse revisioni del Pnrr che hanno avuto come conseguenza anche un significativo definanziamento delle misure che vedevano gli enti territoriali protagonisti. Nonostante i tagli però, questi enti continuano ad avere in dotazione circa un quarto delle risorse.
Ma a che punto sono i progetti di competenza degli enti territoriali? Un approfondimento della Corte dei conti diffuso alla fine dello scorso anno offre una fotografia di oltre 96mila interventi. Il quadro che emerge non è dei più incoraggianti: i dati relativi all’avanzamento finanziario ci dicono che, in pratica, due terzi delle opere restano ancora da completare. A questo si aggiungono difficoltà strutturali nella governance e nel coordinamento tra centro e periferia. Difficoltà che rischiano di rallentare la volata finale.
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A che punto sono gli investimenti del Pnrr per la cultura - Le misure del piano in ambito culturale valgono oltre 4 miliardi. Negli anni sono emerse difficoltà attuative che hanno reso necessarie varie revisioni degli obiettivi. Nonostante le scadenze finora rispettate, lo stato di avanzamento finanziario mostra criticità. Leggi |
Com’è cambiato il Pnrr dopo le ultime revisioni - A pochi mesi dalla conclusione del piano circa un quarto dei progetti finanziati è ancora lontano dalla conclusione mentre la quota di risorse già spese si attesta di poco sopra il 50%. In questo contesto, l’esecutivo è intervenuto con la sesta revisione del piano. Leggi |
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