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sabato 11 luglio 2015

Ricordare Srebreniza vent'anni dopo

Srebreniza vent'anni dopo è una ferita nel mio cuore che niente può risanare.
depo 1995 by albamontori
Alcuni di quelli che hanno voluto e realizzato l'orrore di Srebreniza sono morti, molti altri però sono ancora in libera circolazione nel mondo, e sono probabilmente ancora orgogliosi di aver assassinato, violentato, torturato, sterminato insomma, una intera generazione di gente libera, laboriosa e pacifica a cui hanno preteso di togliere tutto, considerandola inferiore, sicuri che nessuno li avrebbe difesi.
Perché la stragrande maggioranza delle persone in circolazione sul pianeta è razzista, spesso senza neanche esserne consapevole, e i razzisti lo sanno bene.

Srebreniza vent'anni dopo è una ferita  ancora sanguinante nel cuore di quella cosa, che si vuole chiamare Europa ma è solo un'accozzaglia di nazionalismi più o meno potenti economicamente, che si fanno la guerra tra loro, come hanno fatto per secoli, usando commercio e banche, denaro insomma, al posto delle armi, perché produzione e commercio di armi sono la principale fonte di guadagno per tutti i Paesi che la compongono.

Srebreniza è stata la prova provata che l'ONU non esiste. Aveva ed ha scarsa o nulla autorità e non intende neanche esercitare la poca che ha in alcun modo che non sia puramente verbale.

Srebreniza è la prova provata che l'Unione Europea non esiste. Ha scarsa autorità fuori del settore finanziario e/o difensivo e la Nato ha solo un valore di deterrenza, limitandosi ad esercitarlo in modo puramente verbale.

Srebreniza è la prova provata che religioni ed etnie sono il pretesto dei prepotenti e dei violenti per aggredire e derubare di tutto ciò che possono, finanche della vita stessa, la gente pacifica, proprio perché lo è, pacifica.

Nessun presidente della Serbia dopo Milosevich ha mai chiesto neanche scusa ai Bosniaci per quanto fatto loro dal SUO popolo, neanche venti anni dopo. Anzi ancora c'è chi pretende di rivendicare diritti di proprietà e sovranità come serbo in Bosnia.

Il presidente serbo non ha chiesto né scusa né perdono, neanche oggi.
Così i cittadini bosniaci, 20 anni dopo, hanno contestato duramente la sua presenza alla commemorazione delle vittime del peggiore massacro razzista dopo la "soluzione finale" di Hitler, quello in cui a Srebreniza i Serbi hanno dato la caccia e sterminato gli uomini  e stuprato le donne  20 anni fa.
Così il Presidente di Serbia, che non si è neanche sognato di chieder perdono e scusa mille volte in ginocchio a nome dei suoi concittadini per quel che lui e i suoi compaesani avevano fatto 20 anni fa, ma si è limitato a firmare il libro delle condoglianze è stato invitato - un po' duramente - dai presenti ad andarsene...

Non riesco proprio a dare loro torto.  Anzi, credo proprio che i Bosniaci a Srebreniza oggi abbiano dimostrato una volta di più di esser gente pacifica e nonviolenta.
Ma la gente pacifica ha diritto a rimanerlo come  ha il sacrosanto diritto al rispetto per la propria dignità e alla solidarietà di tutti, contro chi vuole approfittare della sua pacificità!


Sarajevo 93.     Ceramica by albamontori 1993

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