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martedì 25 marzo 2014

Polizia ed esercito dal grilletto facile, uso eccessivo della forza in Cisgiordania ?

"(ANSA) - ROMA, 27 FEB - Israele ha mostrato un "cinico disprezzo" per la vita umana "uccidendo decine di civili palestinesi, bambini compresi, negli ultimi tre anni in Cisgiordania". Lo sostiene Amnesty International nel suo ultimo rapporto che in 87 pagine descrive "il crescente spargimento di sangue e delle violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, a seguito di un utilizzo da parte dell'esercito israeliano, dal gennaio 2011, di forza inutile, arbitraria e brutale contro i palestinesi".

Questa nota a seguito di un comunicato stampa di Amnesty International (CS026 - 27/02/2014) intitolato
Rapporto di Amnesty International su Israele: "Polizia ed esercito dal grilletto facile, uso eccessivo della forza in Cisgiordania"
che è possibile leggere integralmente in italiano al link
http://www.amnesty.it/Polizia-ed-esercito-dal-grilletto-facile-uso-eccessivo-della-forza-in-Cisgiordania

Dopo una attenta lettura del comunicato ho sentito la necessità di indirizzare ad Amnesty quanto segue:

"Cari amici 
ho sempre collaborato con molte delle vostre iniziative, ma quanto si legge qui sotto è assolutamente falso e pone una pesante ipoteca sulla qualità della vostra attività. 
"(ANSA) - ROMA, 27 FEB - Israele ha mostrato un "cinico disprezzo" per la vita umana "uccidendo decine di civili palestinesi, bambini compresi, negli ultimi tre anni in Cisgiordania". Lo sostiene Amnesty International nel suo ultimo rapporto che in 87 pagine descrive "il crescente spargimento di sangue e delle violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, a seguito di un utilizzo da parte dell'esercito israeliano, dal gennaio 2011, di forza inutile, arbitraria e brutale contro i palestinesi". 

Citare fatti di sangue senza indicarne la cause, accusare Israele senza citare gli avvenimenti che motivino le accuse e parlare di " cinico disprezzo per la vita umana" anziché a Israele si addice purtroppo agli stati arabo-musulmani della regione, dove le stragi di esseri umani ( vedi Siria, Sinai ecc) sembra essere l'attività più esercitata. Tutto ciò è indice di pesante scorrettezza se non di peggio e non depone certo a favore della vostra attendibilità! 

Mi auguro che vi attiviate al più presto per propagandare la vostra organizzazione in Iran, in Siria, in Iraq, in Libia, i Russia, In Uganda,  in Egitto, paesi dove è assolutamente necessario e urgente, ben di più che nei paesi democratici come il nostro. 

Grazie 
 Alba Montori  

Purtroppo la risposta che ho ricevuto, da un non meglio identificato ""Front Office"" della sezione italiana di Amnesty, a mio avviso non solo si commenta da se, ma dimostra con chiarezza che chi risponde non ha neanche letto( tantomeno compreso) ciò che gli ho scritto e getta una luce vieppiù sinistra sull'attività e soprattutto sull'attendibilità di tale organizzazione  nelle sue attività di monitoraggio del rispetto dei diritti umani.
 Ecco qui sotto quanto mi risponde:

"Gentile Sig.ra Alba, 

mi dispiace che, a seguito di un rapporto sull'uso eccessivo della forza da parte delle forze di polizia e militari israeliane, Lei abbia preso la decisione di non dedicare più attenzione ad Amnesty International. 

Senza la pretesa di volerLa convincere a cambiare idea, vorrei però farLe avere qualche informazione in più: 

1. Il rapporto si basa su ricerche e analisi effettuate da Amnesty International dopo che le Nazioni Unite hanno registrato, nel 2013, un numero di civili palestinesi uccisi doppio rispetto al totale del 2012 e 2011. Tali ricerche e analisi hanno portato la nostra organizzazione a concludere che in buona parte dei casi si è trattato di uso eccessivo della forza e, in alcuni, persino di omicidio intenzionale. Commentando in modo franco ma certamente più informato e rispettoso il nostro rapporto, l'IDF (l'esercito israeliano) non ha smentito l'aumento del numero di morti attribuendolo all'aumento delle manifestazioni. Occorrerebbe capire perché aumentano le manifestazioni ma questo scambio è un segno di dialogo tra posizioni distanti, ma sempre un dialogo. 

2. Sui paesi islamici, che secondo Lei dovremmo compiacere, c'è una nutrita documentazione a Sua disposizione sul sitowww.amnesty.it: dai crimini commessi dai gruppi armati qaedisti in Siria, fino alla persecuzione dei cristiani nel nord della Nigeria, passando per tutte le monarchie del Golfo fino alle centinaia di esecuzioni l'anno in Iran e alle frustate contro le donne in Sudan, posso assicurarLe che non ci sfugge niente. 

3. Diffondendo il rapporto su Israele, abbiamo menzionato anche il rapporto sulle pesanti limitazioni alla libertà d'espressione e di manifestazione che i palestinesi subiscono ad opera delle autorità di Ramallah. Per non parlare delle violazioni che la popolazione civile palestinese subisce ad opera delle autorità di Gaza e, naturalmente, delle conseguenze dell'illegale, irresponsabile e criminale lancio di migliaia di razzi negli ultimi anni contro la popolazione civile israeliana. Ciò, proprio per tutelare l'obiettività e l'imparzialità che Lei rileva siano state perdute a causa del rapporto in questione. 

Un cordiale saluto  
-- 
Front Office 
Amnesty International - Sezione Italiana 
Tel. 0644901 
Fax. 064490222  





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