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Alba Montori su Facebook

martedì 12 novembre 2013

Per mettere in sicurezza un ramo si tagli l'albero dalla base ?????

Qui a Fabrica prosegue lo strminio dei pini centenari e di tutto  quello che è minimamente di età superiore ai 20 anni che come ognun sà per un albero sono l'infanzia.
Non so a chi segnalare questo scempio che continua indisturbato a danno non solo degli alberi, ma della vivibilità di un giardino pubblico molto frequentato...
Grrr
Pietro Albero (Peter Boom) da lassù, se ci sei aiutali tu !

La legge esiste ma chi è competente a farla rispettare?
Cosa deve fare un bravo cittadino che voglia difendere gli alberi secolari del parco pubblico dietro casa sua sotto attacco delle seghe che non si sa chi e perchè ha evidentemente autorizzato ?
Ecco qua qualche dato dal sito del Corpo Forestale dello Stato


Alba Montori

Segnalazione abbattimento alberi di alto fusto e secolari .
Come fare?



http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6224
Quali sono le motivazioni che possono essere prese in considerazione per essere autorizzati ad abbattere un albero in un contesto urbano?


Gli alberi che sono presenti nelle città e nei giardini condominiali, vivono in condizioni non naturali e sono spesso oggetto di interventi per la loro rimozione. Le cause sono dovute alla crescita eccessiva degli esemplari all'interno di spazi angusti, la crescita non regolare della chioma con conseguenti problemi di stabilità, le ferite inferte meccanicamente al tronco ed all'apparato radicale che favoriscono gli attacchi fungini e parassitari e minano la salute della pianta. Inoltre, molte controversie sorgono, a livello condominiale, laddove gli esemplari producono la rottura di muri o lastrici, a causa delle radici o dei rami. Pertanto, laddove ricorrano esigenze di tutela dell'incolumità pubblica e sia dimostrato, tramite perizia redatta da un dottore in scienze forestali iscritto all'albo, lo stato di irrecuperabilità dell'esemplare o la sua morte, tenuto conto dei regolamenti vigenti a livello comunale è possibile procedere all'abbattimento dell'esemplare.
Ciascun Comune ha stabilito le proprie procedure di richiesta delle autorizzazioni per il tramite dei competenti uffici (che hanno spesso denominazioni diverse es: servizio giardini, assessorato ambiente, assessorato al verde, cura parchi e giardini ecc.). Pertanto, i cittadini interessati devono, pertanto, informarsi presso tali strutture per sapere qual' è la procedura specifica e le modalità di invio della richiesta di autorizzazione all'abbattimento.


Esistono dei protocolli per verificare la stabilità di un albero?



Per stabilire il livello di stabilità di un albero esistono numerosi protocolli che vengono utilizzati dalle dite specialistiche che possono essere chiamate dal committente per effettuare le verifiche. Si riporta a titolo esemplificativo le modalità di svolgimento dei principali controlli, tratto dal sito della Società italiana di arboricoltura (SIA).
1) Oggetto e scopo delle valutazioni di stabilità degli alberi
Gli oggetti dell'indagine sono alberi presi singolarmente e radicati in qualsivoglia sito (parchi, giardini, filari stradali ecc). Lo scopo di una valutazione di stabilità deve descrivere la situazione biomeccanica di un albero nei suoi vari apparati, in termini qualitativi e quantitativi soprattutto per quanto concerne il rischio di schianti o cedimenti. Tale verifica, che fonda le sue basi su nozioni di patologia vegetale, botanica, meccanica, tecnologia del legno etc. ha anche il fine di consentire l' individuazione di procedure operative atte a ripristinare per gli alberi oggetto di analisi una situazione di equilibrio statico (note operative arboricolturali). E' buona norma far sì che possano essere definite e valorizzate tutte le possibili tecniche arboricolturali finalizzate alla riduzione del rischio in modo da svincolare l'idea della verifica di stabilità avente come unico esito l'abbattimento o il non abbattimento dell'albero. E', inoltre, necessario che ogni albero venga attribuito a categorie di rischio predefinite in modo da poter individuare in modo rapido ed inequivocabile gli alberi stabili, instabili, e da ricontrollare. Questa suddivisione ha anche lo scopo di avere dei dati che tengano conto di una "situazione dinamica" e di una "presunta evoluzione" dei danni eventualmente riscontrati sugli alberi.
2) Procedure di massima per l'indagine visiva
L'albero deve essere chiaramente ed inequivocabilmente identificabile con sistemi diversi (cartellinatura, posizionamento planimetrico...ecc). Le analisi visive prendono in considerazione l'albero nei suoi diversi apparati. Si farà riferimento ad un Glossario che definisce in maniera univoca il significato di termini come colletto, castello ecc...E' opportuno che vengano descritte le caratteristiche dell'area di insidenza e quelle ambientali in cui l'albero si trova a vivere. Anche i dati storici su situazioni pregresse, se disponibili ed oggettivi, possono dare completamento al quadro. Sulla popolazione oggetto di verifica l'indagine visiva ha lo scopo di individuare (screening visivo) quali piante necessitino di indagini più approfondite di tipo strumentale. Nell'indagine visiva sul singolo esemplare si ricercano, si descrivono e si valutano sintomi, danni, anomalie per individuare quei "punti critici" che abbiano ripercussioni dirette o indirette sulla stabilità dell'albero o di una sua parte. Tale procedura, che può essere attuata con l'ausilio di attrezzi come martello in gomma, sgorbie, aste graduate, binocolo ecc.. concorre all'individuazione dei punti su cui effettuare i sondaggi.
3) Procedure di massima per l'indagine strumentale
Sugli alberi su cui sono stati individuati "punti critici" si effettuano approfondimenti strumentali con lo scopo di descrivere a livello quantitativo i danni o le lesioni presenti. Le analisi si effettuano a discrezione del rilevatore in numero necessario e sufficiente ad ottenere una diagnosi esauriente e documentata relativamente a quanto concerne la stabilità dell'albero. Il criterio dovrà seguire quello del minimo danno per l'albero. Gli strumenti dovranno fornire dati ripetibili e direttamente o indirettamente correlabili alle caratteristiche fisico-meccaniche delle porzioni anatomiche prese in considerazione. Citando i parametri di misurazione più in uso:
Individuazione di discontinuità nei tessuti lignei mediante sistemi sonici o ultrasonici.Misurazione della densità del legno attraverso sistemi penetrometrici.Valutazione delle caratteristiche meccaniche del legno attraverso prove distruttive di campioni lignei misurando forza ed angolo di rottura in condizioni operative note.4) Restituzione dei dati al committente
La Relazione Tecnica relativa alle indagini di stabilità deve contenere:
Descrizione della metodologia utilizzata e delle procedure operative.Schede pianta (sottoscritte e datate dal rilevatore) che permettano di comprendere la situazione biomeccanica dell'albero (evidenziandone i punti critici) e di visualizzare la localizzazione degli eventuali punti di sondaggio (qualora l'albero sia stato verificato anche strumentalmente). La scheda pianta conterrà anche un giudizio sintetico sulle condizioni di stabilità dell'albero.Gli eventuali referti strumentali prodotti vengono allegati alle singole schede pianta, allo scopo di tutelare il tecnico che ha eseguito le verifiche e per serietà nei confronti del committente. Le note tecnico-operative (se espresse in calce alla descrizione biomeccanica dell'albero) devono contenere istruzioni dettagliate miranti alla riduzione del rischio di cedimento e ad assecondarne la naturale tendenza a ripristinare nel medio termine una situazione di equilibrio.5) Classi di stabilità e durata delle analisi
Vengono considerate valide le Classi di propensione al cedimento o di pericolosità. Vengono prese in considerazione solo le caratteristiche bio-meccaniche dell'albero indipendentemente dal bersaglio che dovrà essere considerato a parte (quando possibile). Le procedure di ricontrollo sono indipendenti dalla classe di rischio e sono valutate a parte e caso per caso. Tali procedure sono assimilate alle note tecniche operative e "personalizzate" per ciascun albero. La validità delle analisi viene esplicitata in ogni relazione.
6) Note operative per la messa in sicurezza degli alberi
Viene concordato in anticipo con il Committente se tali note debbano essere indicate. Nel caso si concordi che la descrizione delle note operative sia superflua, si assumerà per implicito che le azioni correttive saranno dedotte dal Committente stesso sulla base della diagnosi di stabilità biomeccanica. Non devono essere "demolitive" nei confronti dell'albero che dovrà, per quanto possibile, conservare un portamento ed una fisionomia naturali. Devono essere documentate e motivate da criteri riconosciuti dalla moderna arboricoltura. Devono essere traducibili operativamente in termini qualitativi e quantitativi. E' auspicabile che contengano le linee guida per la gestione degli interventi manutentivi futuri complessivi per la stabilità dell'alberata. Per quanto riguarda i sistemi di consolidamento bisognerà fare riferimento a tecniche e materiali già sperimentati e descritti in letteratura.
7) Limiti applicativi
Ogni metodologia di ispezione è da considerarsi limitata e dinamica, cioè aggiornabile e rinnovabile sulla base delle conoscenze scientifiche, tecniche e tecnologiche in continua evoluzione. Non è possibile predire se un albero (o sua porzione) esaminato potrà schiantarsi oppure no, ma se ha o non ha le caratteristiche biomeccaniche e strutturali idonee a garantirne la stabilità sulla base delle conoscenze attuali. Le indagini di stabilità possono al momento riguardare l'albero o le sue parti direttamente visibili o ispezionabili con tecniche atte a rendere manifesti difetti o anomalie (apparati ipogei o nascosti per altri motivi). I piccoli rami o le ramificazioni di modesta importanza non sono oggetto di indagine. Il cosiddetto secco fisiologico può dare origine a distacchi e cedimenti che in qualche modo potrebbero anche essere pericolosi ma sono oggetto della manutenzione ordinaria delle alberate. Non fanno parte dei giudizi esprimibili nell'ambito delle indagini di stabilità, quelli basati su criteri estetici, paesaggistici, ecologico - ambientali o relativi a valutazioni estimative legate ad esempio al valore ornamentale o al valore di servizio (legato all'età) di alberate urbane. E' possibile consigliare l'abbattimento di soggetti non pericolosi ma insignificanti o di scarso pregio purché tale parere venga espresso a parte e con le motivazioni che le sono proprie. Al momento attuale la tecnica più affidabile, sperimentata ed universalmente riconosciuta è quella del VTA (visual tree assessment).


Cos'è il V.T.A. (visual tree assessment)?
Il V.T.A. (Visual Tree Assessment = valutazione visiva dell'albero su basi biomeccaniche) (in: Mattheck & Breloer, 1994) è una metodologia di indagine, riconosciuta in molti paesi, che viene eseguita per la valutazione delle condizioni strutturali dell'albero.
Il V.T.A., le cui esperienze di campo che ne stanno alla base sono state compiute presso il Centro di Ricerche Nucleari di Karlsruhe (D), basa il sistema di controllo visuale tradizionale su fondati principi biomeccanici e definisce i criteri di valutazione del pericolo di crollo o rottura.
Esso si basa sulla identificazione degli eventuali sintomi esterni che l'albero evidenzia in presenza di anomalie a carico del legno interno; anche laddove non esistano cavità o evidenze macroscopiche del decadimento in corso (ad esempio, funghi che si sviluppano sui tessuti legnosi), è possibile, attraverso il riconoscimento di tali sintomi, cogliere il segnale della presenza di difetti meccanici e fisici all'interno dell'albero.
Se vengono individuati dei sintomi di difetto, questi devono essere confermati da metodi di analisi approfonditi e devono poi essere dimensionati. Così, alberi sani vengono esaminati in modo non distruttivo, e solo se i sospetti vengono confermati si procede ad un'indagine più approfondita dell'albero. In Italia la metodologia VTA è liberamente praticabile non essendo normativamente riservata ad alcun ordine professionale, tuttavia richiedendo complesse conoscenze interpretative agronomiche, botaniche e forestali, è normalmente svolta da agrotecnici ed agrotecnici laureati e da dottori agronomi e forestali, entrambi iscritti nei rispettivi albi professionali, nonché da altri soggetti competenti per esperienza.


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