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venerdì 5 aprile 2013

AFFISSIONI POLITICHE ABUSIVE. CHI PAGA?


Riccardo Magi, Segretario di Radicali Roma, ci informa della situazione di incredibile malcostume politico che imperversa a Roma e delle iniziative messe in atto dalla sua Associazione perché cessi al più presto.


COMUNE DI ROMA, ECCO I NUMERI DEL DANNO ALLA COLLETTIVITA' DELLE AFFISSIONI POLITICHE ABUSIVE. CHI PAGA?

DI CERTO NON I PARTITI NE' I CANDIDATI

dossier Radicali Roma

 

Ecco i numeri del danno alla collettività delle affissioni abusive. Chi paga? Non i partiti Nello stesso spazio di pubbliche affissioni in viale Marconi nell'arco di tre giorni hanno affisso abusivamente i consiglieri pdl Quarzo e Tredicine e il candidato alle primarie sindaco Sassoli...

 

Le affissioni politiche abusive, tratto distintivo della politica romana, nel dibattito dei giorni scorsi sono state ridotte a un fatto interno a una coalizione, da regolare in base al "codice etico" della stessa e ricorrendo ai "garanti" delle primarie del centrosinistra. Si tratta invece di vera e propria evasione fiscale con violazione della legge e del regolamento comunale. Le "affissioni killer" massicce utilizzate da partiti e candidati invadono in modo selvaggio i muri, le recinzioni ma sopratutto gli spazi comunali delle pubbliche affissioni causando un danno grave alle casse della città oltre che ai privati (società, associazioni, ecc.) che hanno acquistato quegli spazi pagandoli anticipatamente al comune e se li vedono ricoprire dal partito, dall'assessore, dal consigliere, dal candidato di turno. 

I DATI

La conseguenza è il crollo del valore di quegli spazi, il crollo delle commesse, il crollo degli introiti per il Servizio affissioni e pubblicità di Roma Capitale, guarda caso in coincidenza con periodi elettorali. I dati del registro cronologico delle pubbliche affissioni parlano chiaro se si confrontano i primi tre mesi del 2012 con lo stesso periodo del 2013. Nel gennaio 2012 il servizio di pubbliche affissioni di Roma Capitale ha avuto 18 committenti per un introito mensile di 12.359,58 euro, nello stesso mese del 2013 i committenti sono scesi a 5 ma si è mantenuto l'introito a 12.871,15 euro con un grosso acquisto di un solo committente; a febbraio 2012 15 committenti per un introito di 12.563 euro, che a febbraio 2013 - il mese delle elezioni politiche - diventano 5 committenti per un introito di 2973 euro; marzo 2012, 24 committenti per 27.343,95 euro mentre a marzo 2013 si conferma il crollo si a di committenti, solo 7, che di introiti con 3656,35 euro. In totale nei primi tre mesi del 2012 ci sono stati 57 acquirenti per un totale di 52.266,53 euro da confrontare con i 17 acquirenti e i 19.500,5 euro dello stesso periodo di quest'anno.

IL CONFRONTO CON LE ALTRE CITTA'

Questi nuovi dati confermano che Roma è l'unico comune ad avere un servizio di pubbliche affissioni in passivo (passivo che aumenta in modo esponenziale ogni anno) mentre per gli altri grandi comuni italiani lo stesso servizio è fonte di entrate significative da riutilizzare per la collettività. Mentre Roma nel 2009 dal servizio ha avuto introiti complessivi di 510 mila euro, Genova e Torino più del doppio con circa 1,2 milioni l'anno; Milano il quadruplo con 2,2 milioni. E tra queste Roma ha di gran lunga più metri quadri di spazi di affissione delle altre. A Roma "i dati dimostrano come gli introiti dei diritti di affissione non siano neppure sufficienti a coprire le spese sostenute per l'affissione materiale", così l'Autorità per il controllo dei servizi pubblici locali in una indagine del gennaio 2011.

I PARTITI E I POLITICI NON PAGANO

Quel che è certo è che nel registro per i primi tre mesi del 2013 non compare mai come acquirente il nome di un partito o di un candidato (o di un committente responsabile della loro campagna) a dispetto dell'occupazione massiccia degli spazi Spqr a cui abbiamo tutti assistito. Non compaiono i Tredicine, dei Quarzo, dei Sassoli - consiglieri comunali PdL i primi due, candidato sindaco alle primarie del centrosinistra quest'ultimo - che nell'ultima settimana hanno riempito gli impianti comunali di affissioni. Calma consiglieri e candidati, non vi scaldate, il registro per legge e' pubblico ed e' una prova schiacciante della vostro abusivismo e dell'evasione fiscale. E pensare che i soggetti politici avrebbero anche la riduzione del 50% sulla tariffa.

FORSE QUALCOSA STA CAMBIANDO?

Grazie alle denunce che abbiamo presentato in Procura, Corte dei Conti e Guardia di Finanza e alla visibilità di questa battaglia di legalità ancora prima che per il decoro, nelle quale ci affiancano molti cittadini, comitati, blog, forse qualcosa sta per cambiare se è vero che negli ultimi giorni nei corridoi dell'ufficio affissioni e pubblicità di Roma Capitale può capitare di incontrare persino qualche politico e persino qualche consigliere comunale, categoria che quasi mai negli anni scorsi si abbassava ad acquistare gli spazi delle pubbliche affissioni come ogni comune mortale.

LE SCUSE NON REGGONO

Sassoli ha detto di essere arrabbiato anche lui perchè contro la sua volontà sono stati attaccati dei suoi manifesti fuori dagli spazi. Ma il problema sono i suoi manifesti attaccati negli spazi comunali senza che abbia pagato la tassa e quindi danneggiando il comune e l'acquirente regolare dello spazio. Miccoli ha dato la colpa ad Alemanno che non avrebbe installato le plance elettorali ma per legge quelle devono essere utilizzate nella campagna elettorale cioè a partire da un mese prima delle elezioni. Tredicine dice ai cittadini critici di girare la testa dall'altra parte e si commenta da solo.


Chi volesse collaborare alla campagna  contro le "affissioni killer" può segnalare direttamente a  Riccardo Magi (www.radicaliroma.com ) le affissioni abusive, meglio se documentandole con foto e/o filmati.


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