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giovedì 26 gennaio 2017

Cronaca di un fresh- mob d'Amore

Il 13 gennaio all'Angelus, che sarebbe alle 12 e un po', sono entrata in Piazza San Pietro.
Sotto una pioggia battente e insistente, passato l'accesso dal colonnato del Bernini e insinuandomi oltre la fila di pellegrini in coda per entrare in Basilica, eccomi nella vastità segnata soltanto dall'immenso obelisco centrale, circondato in distanza dai lumi, e dalle due fontane collocate nei fuochi dell'immensa piazza ellittica.
 Mi si apre una visione assolutamente inaspettata: il grande abete natalizio e il Presepe che da anni ormai da prima del Natale fino tutto gennaio venivano a occupare tutta l'area centrale intorno all'obelisco fino ai lumi, con le transenne a impedirne l'accesso, ieri erano spariti ed erano finalmente di nuovo visibili le lastre marmoree nella pavimentazione. Una di queste lastre, di forma rotonda, è stata il luogo dove Alfredo si è dato fuoco.

Nei primi anni dopo il suo sacrificio sono andata a poggiare su quella lastra il mio omaggio floreale, ma questo è stato ben presto reso impossibile dalla persistenza in loco alla data del 13 gennaio del complesso protetto del presepio più l'abete.
 Fin dall'anno successivo alla sua morte, spinte in particolare da Peter Boom e Massimo Consoli, con gli attivisti delle principali associazioni GLBT  assieme a UAAR  ed altri esponenti della cultura laica ci recavamo a manifestare dall' Italia, al limite del perimetro dello SCV.  Con bandiere arcobaleno, discorsi  intendevamo ricordare il sacrificio di Ormando e chiedere al papa di eliminare l'omofobia della chiesa cattolica; a conclusione si  lanciavano i fiori che avevamo portato con noi sul selciato.
Io però mi sono sempre recata fin dentro la piazza per lasciare i fiori direttamente sul luogo del martirio e qualche volta, negli ultimi anni, qualcuno è venuto con me, ma sempre mi son trovata a dover fare i conti con la complessa "macchina natalizia" piazzata proprio dove Alfredo si è immolato.
E quest'anno ecco, come per incanto sotto la pioggia, la piazza sgombra e l'accesso praticamente libero, ho persino potuto fotografare Claudio che poggiava gentilmente i fiori nella vaschetta accanto al luogo del rogo di Alfredo...
Ma non credo che sia stato un segnale di apertura... o sì ?

Ciao Alfredo, il tuo martirio lo continuiamo a ricordare e continueremo a chiedere che non succeda mai più nulla, ma proprio nulla del genere, a nessuno.

AMg




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