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Alba Montori su Facebook

venerdì 20 maggio 2016

Ciao Marco e grazie

Morto Marco Pannella detto Giacinto?
Io dico no. Solo il suo corpo fisico.
Perchè quello che ha creato con la sua vita fa parte integrante ormai della mia vita come della vita di tutti, compresi quelli che lo hanno stigmatizzato, insultato e deriso, anzichè ringraziarlo come uomo e come statista. 
E so bene che parecchi continueranno ad odiarlo proprio per questo anche se si esibiranno in lodi e pianti ipocriti e fasulli. Anche se sono quelli che quando era in vita hanno cercato costantemente e crudelmente di silenziarlo, cancellarlo, ostracizzarlo, per impedire che le le sue battaglie di libertà, le nostre radicali battaglie di libertà, diventassero vittorie dell'umanità intera di ognuno, patrimonio e vanto di tutti, compresi loro.

Giacinto Pannella detto Marco, è morto per sempre e non ci sarà mai più un essere umano come lui. 

Caro Marco, tu sapevi benissimo che la battaglia per la spartizione era già iniziata prima ancora che te ne andassi e certamente le passerelle che hai subìto hanno movimentato i tuoi ultimi giorni: non so se ti ha fatto davvero piacere o sorridevi solo per la tua enorme gentilezza.
La tua vera eredità,  la tua intera vita,  è tutta a disposizione, è PUBBLICA: da riguardare e cercare di capire, da amare, detestare e osservare, da riproporre e tentare di utilizzare, nei metodi e nelle azioni, che sono sempre personali  E  politiche, proprio come le tue.

Che si cimentino ora i tuoi affamati eredi ad appropriarsi della tua vita: dovranno quanto meno essere disposti e pronti a mettere i loro cuori oltre ogni ostacolo e senza ritorno alcuno, e metterci tutto il loro corpo, anche, proprio come hai fatto tu....

Caro amico,  ho rinunciato con affetto e senza rimpianti al piacere che avremmo provato nel guardarci negli occhi sapendo che era l'ultima volta. Perché ho sempre rispettato con affetto la tua riservatezza e altrettanto tu la mia, ma la tua era ormai governata da altri e non volevo essere complice, neanche involontaria, nel violarla. 

Ma devo anche al mio diario, caro Marco, ciò che sapevi molto bene: sei stato e sei il mio fratello grande con cui ci rispettavamo e ci amavamo a prescindere, quello con cui mi capivo anche senza parlare, sicura di essere compresa. 
Perchè è bellissimo e raro dialogare con le menti attraverso il rumore del mondo. 
Perché le parole sono talvolta inadeguate e magari fuorvianti, spesso superflue. 
Perchè siamo stati sempre amici e compagni di lotte durissime, con rispetto/amore reciproco e scambio di esperienza, alla pari.

Ciao Marco e grazie.
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