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lunedì 21 dicembre 2015

buon Solstizio d'Inverno 2015 e 2016 prossimo venturo

Meno ipocrisia buonista natalizia, e  più solidarità sincera e diretta, non una volta o due a comando, ma ogni volta che è utile a qualcuno che ne ha veramente bisogno!

Penso che molti come me avranno notato come gli appelli alla "bontà stagionale", soprattutto quelli nei confronti dei "bambini", dei "poveri", dei "derelitti", da parte di gruppi e organizzazioni "umanitarie", soprattutto religiose, ma anche "politiche", si moltiplichino esponenzialmente nei giorni delle "feste di fine anno".
 Non solo non risparmiano le nostre cassette postali, ma invadono le nostre email  e i social.
 E sono sempre appelli stracarichi di tutta quella retorica atta a suscitare compassione da un lato e sensi di colpa dall'altro.
Proprio come se, malgrado la situazione generale non sia delle più floride, le notizie shock dall'Italia e dal Mondo ci siano regalate senza risparmio, e le vicende di violenza e stupidità messe in piedi dai nostri simili, la  capacità che qualcuno di noi riesce ancora a conservarsi di riuscire a viver piacevolmente anche con poco sia considerata da qualcuno una colpa infame e si senta per ciò in dovere di bersagliarci con questi appelli, come ci volesse punire.
 E ovviamente con gli appelli alla bontà si moltiplicano le richieste di denaro, in nome e per conto dei "bambini", dei "poveri", dei "derelitti", come se fosse il denaro la cosa che può risolvere loro ogni differenza e renderli liberi e felici. Ma che probabilmente non arriveranno mai a chi ne ha davvero bisogno.

Non posso fare a meno di trovare queste pressanti richieste di elemosine altamente offensive, proprio nei riguardi delle persone in nome delle quali e per le quali vengono invocate.
Giurerei che offenderebbero fortemente lo stesso Cristo, se davvero fosse  esistito così come alcuni, arrogandosi il ruolo di suoi diretti promoter plenipotenziari, insistono a continuarci a raccontare da quasi due millenni, pretendendo pure che continuiamo a crederci come se fossimo i poveracci a cui lo propinarono,  analfabeti superstiziosi, facilmente manipolabili, ormai in balia di incolti e feroci popoli invasori e privi della protezione della legge, dell'esercito e della cultura tardoromana  ..

Sono richieste di "offerte" e proposte di "aiuto" a data fissa, e in realtà arrivano da parte di gente che lucra cinicamente sulla "festa" forse più antica ed popolare degli umani dell'emisfero boreale, quella legata alla scadenza siderale del Solstizio d'inverno, il giorno in cui il periodo di luce (dì) è il più breve dell'anno e la notte la più lunga. Perché dopo il Solstizio d'Inverno le ore di luce ricominciano ad aumentare fino al periodo massimo di luce, quello del Solstizio d'Estate, scandendo la vita e le stagioni sul pianeta Terra che abitiamo.

E anche la storia che Cristo è nato a Natale è una bella invenzione, una favola su cui c'è chi lucra da secoli.
  La storia di questo magico personaggio, dalle caratteristiche particolarmente suggestive è storicizzata abilmente, ma è priva di realtà documentabile in modo scientifico, come la sua stessa immagine, sapientemente inventate da una setta di pochi individui tanti secoli fa.
 Fu gente ben istruita, capace ed abilissima nell'arte del manipolare le menti e le coscienze,  che confezionò l'intera storia, completa anche di "prove", anch'esse false, circa tre secoli dopo la data in cui lo "fecero nascere", in modo da collocare l'esistenza di questo personaggio, Gesu Cristo, in una situazione difficilissima da verificare documentalmente.

Poi per meglio confondere gli spiriti semplici ne circondarono l'immagine con tutta la mitologia abilmente mutuata dal culto del Sole ( già esistente e diffuso in gran parte del l'Impero), la nostra stella, senza cui probabilmente non sarebbe mai esistita la vita sul pianeta Terra e neanche noi umani.

Insomma, Cristo non è mai esistito, anche se la chiesa ha costruito il suo potere bimillenario su questa favola, grazie ai creduloni, che continuano a crederci perché la fede non ha bisogno di prove come la scienza.

Allora se si vuole aiutare il prossimo bisognoso o donare qualcosa a chi si ama, non è affatto necessario farlo in occasione del natale: ogni giorno è buono, per farlo.
Ma donare a comando o richiesta, una volta all'anno, come dovere o come esibizione di benessere e di considerazione, non è un atto d'amore, né di rispetto umano.
Non lo è per chi lo riceve, ma neanche per chi lo fa.

 CHE LA LUCE DEL NUOVO ANNO 2016 ILLUMINI LE  MENTI E I  CUORI DEGLI ABITANTI DELLA TERRA..

BUON SOLSTIZIO D'INVERNO 2015
bacibaci   da  alba

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