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mercoledì 12 agosto 2015

Pubblico Impiego e voto di scambio.

Propongo in lettura queste riflessioni piuttosto fuori degli schemi

una conclusiva morale
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Persone, gruppi ed attività economiche di regola preferiscono dare una immagine perfetta di se, per attirarsi la simpatia altrui ed il fiume di denaro che a questa consegue. A questo scopo, persone, gruppi ed attività economiche sono sempre pronte ad abbracciare ogni idea e parola alla moda: dai temi ambientali a quelli sociali. E' così che ovunque dirigiamo le orecchie udiamo un proliferare di falsi inni alla sostenibilità, ai beni comuni, alla solidarietà, alla innovazione, etc. Fatto è che, così comportandosi, persone, gruppi ed attività economiche sono tristemente votate alla distruzione del mondo. Perché è chiaro che di bufale e buffonate se ne possono organizzare una infinità ... ma questo non porta la realtà a mutare convenientemente. La realtà muta in meglio solo se si mette bene a fuoco il male che la attanaglia.

Una riprova la dà il fatto che non si riesca a trovare nessun italiano che denunci che per lungo tempo il voto di scambio è stato un vero e proprio sistema e modo elettivo di accesso al Pubblico Impiego. Nessuno denuncia che, pur non potendosi fare di tutt'erba un fascio, i santi esistendo e persistendo in qualsiasi inferno, specie in alcune zone d'Italia il fenomeno è stato così diffuso che non sarebbe difficile trovare negli enti pubblici dei dipendenti abusivi. Il Pubblico Impiego infatti non è mai stato bonificato da coloro i quali si impossessarono di un lavoro, potere e reddito pubblici corrompendo, delinquendo. Assunti a vita, costoro sono ancora lì. Nel cuore della Res Publica, illegalmente, in dispregio ad ogni codice. Chiunque fosse eticamente ed intellettualmente corretto invocherebbe l'apertura di una inchiesta per ogni dipendente pubblico per verificare la genuinità della sua assunzione. In fondo i carrieristi pubblici classificano noi sudditi in spietati studi di settore e, se la regola è valida per noi, si dovrebbe applicare anche per loro. Dovrebbero essere indagati. Non potendoci essere prescrizione per chi occupa illegalmente un ruolo pubblico.

Purtroppo la generale predilezione, per la simpatia ed i soldi che questa porta con se, non fa alzare una sola voce a reclamare un processo di risanamento di una situazione che compromette dalle fondamenta la Res Publica e le vite di chiunque. Nessuno auspica che, anche per evitare in futuro una tale criminalità di massa, si introduca una buona volta il mandato temporaneo in ogni Pubblico Impiego. Avremmo così finalmente reso giustizia alla Repubblica Democratica italiana. La res privata può essere pure di qualcuno ma la res publica appartiene a tutti e può essere concessa solo a tempo determinato. Temporaneamente. Può essere solo partecipata. Non posseduta.

Ahiahi. Non siamo tutti eguali sulla Terra. Abbiamo forse gli stessi diritti (finché dura) ma i doveri vengono regolarmente scansati. Per amor di simpatia/soldi, tutti ripetono parole come sostenibilità, beni comuni, solidarietà, innovazione, svuotandole di senso e sostanza e finendo per generare l'effetto opposto. E si badi che a peccare in comportamenti falsi son grandi e piccoli, son tanto le multinazionali quanto le bottegucce, comprese quelle pitturate con una melassa di buoni intenti.

C'è una conclusiva morale in tutto questo?

Mission: impossible!

Gli apparati pubblici rimarranno tirannici. Per merito di democratici che non sanno minimamente cosa sia la democrazia, di innovatori che non innovano, di riformisti che non riformano, di comunisti che si sono fregati il bene comune, di liberisti che non vogliono liberare lo Stato dai burocrati, dai carrieristi pubblici, di repubblicani che vogliono privatizzare la res publica, di anarchici che se la prendono con lo Stato fascista ma mai con l'assunzione a vita nel finto-pubblico, fondamento del fascismo, di giovani con inculcate in testa idee stravecchie, di vecchi che in tutta la loro vita non ne hanno aggiunto una nuova, di cittadini rimasti orgogliosamente sudditi, di rivoluzionari innamorati del posto fisso statale ... per caso qualcuno vuole aggiungersi alla lista?

Siccome non esistono corsi per democratizzare le istituzioni, anzi i membri di queste ultime inculcano a tutto spiano trucchetti per lasciare tutto come si trova, dalla democrazia diretta (da cricche, lobby e mafie) alla trasparenza (impenetrabile barriera per ogni cittadino), e tantomeno nessuno è stato incaricato di democratizzarle, nessuno può prendere uno stipendio per democratizzarle, nessuno viene applaudito mentre compie questo lavoro, sulla grande bellezza di sette miliardi di umani non se ne trova uno, UNO SOLO! che si dìa da fare per far capire che non è il voto a fare la democrazia bensì il periodico rinnovo di ogni pubblico assunto od eletto.

Il voto consegue, è una conseguenza del PERIODICO RINNOVO.
Il voto conta poco e nulla, è il MANDATO TEMPORANEO a sbarrare il passo alla tirannide, a spalancare le porte alla democrazia!

Il LICENZIAMENTO PERIODICO di ogni assunto/eletto nel pubblico è l'audace eroe pacificatore che da solo impedisce sanguinose rivoluzioni.

Il voto è regolarmente pilotato da cricche, lobby e mafie e rimarrà una farsa finché lo SCARRIERAMENTO del PUBBLICO non potrà apportare i suoi benefici effetti.

Mission: impossible!

Nonostante sia davanti agli occhi di ognuno che ogni minimo aspetto della vita è in mano ai carrieristi pubblici, agli assunti nel pubblico impiego per l'intera vita lavorativa (veri sovrani, tiranni che non vanno mai via e le rivoluzioni si fanno appunto per cacciare via gente che non se ne va, gente che si insedia nel pubblico, che acquisisce un ruolo, un potere e poi vuol mantenerlo a vita se non addirittura per via dinastica), nonostante sia chiaro che nulla potrà cambiare, che le cose non potranno mai funzionare bene e correttamente senza rinnovare periodicamente l'intero corpo pubblico, tutti e sette miliardi quanti respirano sulla Terra trovano ogni giorno da fare mille ed una cosa piuttosto che dire: ma li vogliamo democratizzare 'sti pubblici apparati, 'sti enti pubblici, 'ste benedette Istituzioni, licenziando periodicamente chiunque vi viene assunto?! Niente da fare. Non ci arriva nessuno a capirlo e chi lo capisce pensa ai caxxi suoi.

Le sentite le grasse risate che si fanno i carrieristi pubblici, non solo quelli italiani, anche quelli di quell'Europa che non vi piace e che non vi viene in mente ch'è stata fatta proprio dai carrieristi pubblici, molto più che dai politici, i quali non son altro che marionette nelle mani dei carrieristi pubblici e dei privati, li sentite come ridono alle vostre spalle sulle quali sono così abituati a penzolare pesantemente che non vogliono più scendere? Sette miliardi e non uno solo che respiri la fresca atmosfera della democrazia, non uno solo che si bèi del bellissimo disegno di quella organizzazione pubblica che ricambia periodicamente i suoi membri per evitare corruzioni e soverchierie. Non uno solo che afferri il concetto che i suoi guai non finiranno mai lasciando la Res Publica in mano a dei regnanti.

Mission: impossible!

Cara Terra, mi spiace proprio, ce l'ho messa tutta, son diciott'anni che spingo e tiro, ma ormai rimarrai famosa nella Storia dell'Universo come il Pianeta dei Coglioni.

Danilo Dantonio
339 5014947

APPARATO PUBBLICO DEMOCRATICO
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