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giovedì 7 maggio 2015

Questione di spine.

Ieri pomeriggio, mentre ero assorta in studio a meditare da dove cominciare gli infiniti lavori da fare, un appello disperato  di Claudio mi ha costretto  a piantar tutto e accorrere in terrazza.
 Cos'era successo ?
 Ebbene la mia coetanea spinosa oriunda  del Sahara egiziano era riuscita a rovesciare il vaso dove aveva messo su famiglia negli ultimi 25 anni e giaceva  distesa sul pavimento del terrazzo con i suoi più piccoli attorno, mentre i suoi figli maggiori ancora stavano ben attaccati alla terra del vaso con le brevi radici.

 Per me inizialmente è stato uno shock, quella pianta è nata quando son nata io, lei nel deserto e io a Roma, ha condiviso tutta la mia vita e i miei esperimenti di giardinaggio in terrazze anche molto scomode ed è stata  l'unica a sopravvivere alle nevicate e alle gelate storiche. Ed è preziosa perché da quando avevamo 30 anni non manca mai di avvisarmi che sta per arrivare i caldo coprendosi di boccioli che diventano sotto la luna piena grandi fiori color crema dal delicato profumo.
 Insomma è una mia sorella carissima che mi ascolta e mi parla da una vita e che quando le dico che devo spostarla non mi punge e non mi morde anche se le sue spine sono micidiali...
 Claudio​  era costernato, ma io mi sono messi i guanti , l'ho raccolta dentro un panno, come una culla, e visto che c'era posto nel grande vaso del nasturzio che sta fiorendo da qualche giorno, abbiamo deciso di piazzarla lì in compagnia del nasturzio, appunto.
 Perciò detto fatto, il trasporto e la ricollocazione sono stati effettuati senza danni  e lei è ora lì felice che si pavoneggia con i suoi piccoli attorno e la rosa accanto che sta per sbocciare, di fronte gli altri suoi figli che son rimasti nel vaso da cui lei è uscita,

 Ora la cosa buffa è che prima che mi ammalassi, mentre stavamo studiando come sistemare il nuovo impianto di annaffiatura automatica  ho avuto una vivace discussione con Claudio: io continuavo a dirgli che la mia coetanea stava cercando in tutti modi di farmi capire di stare troppo stretta e scomoda lì dov'era, che il vaso era in una posizione scomodissima ( per lei) e che sarebbe stato meglio trasferirla in uno dei vasi orizzontali e lui che non osava procedere perché temeva il suo peso e le sue spine....

 Alla fine ha vinto lei: da vera saharawi ha deciso di andarsene fuori da sé, fuori da quel vaso stretto e scomodo, ormai invivibile, visto che nessuno aveva il coraggio di spostarla.
 Chi insiste a sostenere che le piante non pensano e non sono in grado di esprimersi, a differenza degli animali, come può spiegarmi tutto ciò ?

Questa è lei all'inizio dell'estate 2014  nel vaso da cui ieri è uscita da sola...
La pianta madre si intravede appena a destra dietro le tre "figlie"

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