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sabato 23 maggio 2015

Contro la deriva islamista le donne egiziane sono in prima linea.

Mouschira Khattab a FQ ( Futuro Quotidiano), le donne egiziane in prima linea contro la deriva islamista

Propongo questa intervista raccolta da Federico Wardal,  davvero illuminante sulla direzione in cui si sta muovendo la comunità delle donne dell'Egitto con la presidenza Al Sissi, e pubblicata sul giornale on-line Futuro Quotidiano

Istruzione e cultura sono gli strumenti di liberazione per la donna, attraverso i quali sconfiggere discriminazione e oppressione”. 
E’ un principio che Moushira Khattab, tra le più grandi attiviste in prima linea in difesa dei diritti umani del mondo ha diffuso e messo in pratica. 
Con una lunga carriera diplomatica ma anche politica alle spalle -è stata Ministro della Famiglia- è tra le donne più amate dalle altre donne del suo paese. In Egitto la conoscono tutti per la guerra che ha dichiarato e vinto contro la mutilazione genitale e in difesa dei diritti dei bambini. 
Grazie a lei e alle sue riforme in Egitto è stata messa al bando la infibulazione ed è stato vietato il matrimonio precoce. Non solo, i figli dei rifugiati vengono protetti, l’istruzione pubblica è assicurata anche alle fasce più deboli. 
Ma Mushira Khattab è nota e apprezzata anche in Italia, dove nel 2007 ha ricevuto il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana e nel 2010 è stata nominata Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica d’Italia e oggi è anche membro del consiglio internazionale delle donne per Milano Expo 2015.
 I suoi maestri? Due grandi leader mondiali mi hanno ispirato, dice, Vaclav Havel e Nelson Mandela. E racconta di avere assistito nella sua carriera diplomatica a due grandi trasformazioni, che sono state fonti enormi di apprendimento e ispirazione: la rivoluzione di ‘velluto’ in Cecoslovacchia e la transizione del Sud Africa verso la democrazia.
MoushiraKhattab
***
Qual è ancor oggi la condizione della donna nel mondo e in particolare nel suo paese, l’Egitto
M.K. : Le donne di tutto il mondo sono state vittime di discriminazione storica e di violenza. 
Tutti i paesi hanno compiuto progressi nell` emancipazione delle donne. 
Il grado di progresso, tuttavia, varia da un paese all’altro ed è stato notevolmente più lento dove la religione e la cultura sono usati come pretesto per influenzare l`opinione pubblica. 
Sono fermamente convinta che la condizione delle donne è una funzione dello stato di diritto, come istruzione e cultura. L`istruzione e cultura possono essere strumenti per la liberazione femminile e sono gli unici strumenti per la riabilitazione della condizione della donna. 
Potrebbero anche essere strumenti per gli stereotipi da diffondere contro la discriminazione e l’oppressione. Purtroppo, durante i periodi di transizione i diritti delle donne di solito prendono il sedile posteriore. 

L` Egitto non ha fatto eccezione. Sono trascorsi quattro anni da quando l’Egitto ha intrapreso la strada lunga e spesso accidentata di trasformazione politica e rimango ottimista. Stiamo cominciando a vedere un cambiamento positivo anche se ad un ritmo lento che forse manca di slancio. 
Nel 2014 la Costituzione fa lo sforzo encomiabile di definire i diritti delle donne. 
E ‘ restaurato dalla costituzione il diritto all’uguaglianza, come definito dalle norme internazionali sui diritti umani e percio` l`Egitto e` nuovamente impegnato in questo. 
L` attuale totale di ministri di sesso femminile è salito a cinque per la prima volta. Ma le donne devono ancora lottare per diventare governatori. Ma notiamo dei progressi. 
Nelle scorse settimane abbiamo assistito alla nomina di vicegovernatori donne. Il presidente El Sisi ha nominato una donna come suo consigliere per la sicurezza nazionale, mantenendo fede alle promesse. 
In questa fase storica, la corte d’appello egiziana ha recentemente condannato un medico a due anni di carcere e ad una multa per aver eseguito una mutilazione genitale. Il padre della vittima è stato condannato in questo processo. Tale condanna è la prima nel suo genere per il paese. 
Sono molto orgogliosa di vedere la prima applicazione della legge che personalmente ho avviato ed elaborato, anche se il merito di ciò spetta solo alle donne. 
Grande è stata anche la sensibilizzazione contro le molestie e le violenze sessuali, che stanno calando.

Le donne sono, a suo avviso, abbastanza impegnate in politica?

Le egiziane sono state le prime in M.O ( a parte le israeliane -n.d.R.). ad ottenere i diritti politici e dalla metà degli anni ’50 erano già membri del parlamento, in alcuni casi, sorpassando le loro controparti europee. 
E negli ultimi quattro anni, non hanno risparmiato nessuno sforzo e non hanno lasciato nulla di intentato per attuare un cambiamento politico , prima inimmaginabile. 
Le donne hanno costituito il blocco di voti più attivo. La loro partecipazione politica è nettamente aumentata. Hanno sfidato stereotipi, mentalita`, credenze. Erano lì ogni volta che l`Egitto era chiamato a prendere decisioni, sia attraverso le urne che sulla piazza. 

Le donne egiziane sono state di cruciale importanza nello sventare il massiccio piano degli islamisti che mirava a far piombare l’Egitto all’età della pietra e a trasformarle in cittadini di seconda classe. Il 30 giugno 2013 hanno dato alla nazione una seconda possibilità. 
Ma dobbiamo consolidare i nostri sforzi ponendo le questioni dei diritti delle donne in prima linea nell’agenda nazionale. Le donne sono un pilastro e devono essere trattate come tali e continuare a partecipare al processo politico e ad abbattere la posizione attuale di “seconda necessità”. Le donne non sono ” seconda necessita`. 
L’Egitto si prepara alle elezioni parlamentari, la terza e ultima fase della road map democratic e le donne devono essere pronte a questa dura prova. Devono usare il loro peso numerico per formare un forte blocco contro una lobby che influenza fortemente le decisioni. Le donne devono essere ben rappresentate nel nuovo parlamento. Un parlamento che godrà di poteri senza precedenti nei confronti del presidente e del governo. 
In questa fase gli egiziani devono battersi per introdurre un capitolo sui diritti umani nella nuova costituzione e le donne devono conquistare l`attenzione che meritano.

Cosa prevede in tema di pari opportunità la Costituzione egiziana?

La condizione delle donne egiziane è sicuramente migliorata. I loro diritti sono garantiti da una Costituzione che criminalizza la discriminazione e la violenza e impegna lo Stato a standard donne egizianeinternazionali. E la presenza delle donne all’interno degli organi decisionali sta crescendo. 

In due aree si sono fatti progressi reali e tangibili : l` infibulazione e le molestie sessuali. 
E l’ascesa al potere degli islamisti dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011 ha provocato una forte battuta d’arresto su questo fronte. E non è un caso che durante i tre anni di potere islamico, gli abusi nei confronti delle donne sono tornati ad aumentare. 
Dal 2003 al 2011 eravamo riusciti a mobilitare contro le infibulazioni e le violenze anche i villaggi più remoti, incoraggiando a denunciare gli abusi e le mutilazioni, che noi abbiamo trasformato da ‘abitudine’ socialmente accettata ad un reato gravissimo punito severamente dalla legge.

La discriminazione nei confronti delle donne è una sfida in molte parti del mondo. Quali aree del mondo sono più sensibili a questi problemi e quali lo sono meno?

La parità dei generi è una sfida importante nella nostra parte del mondo, dove la religione è utilizzata come facciata, laddove si ha interesse a nascondere la verità. 
Il Medio Oriente detiene il poco invidiabile primato di essere una delle regioni in cui la violenza e la discriminazione contro le donne sono tra le pratiche più diffuse al mondo. 
I politici estremisti giocano spesso sulla ingenuità delle masse ignoranti usando la religione come una tattica intimidatoria. 
L’unica arma è la cultura. Solo così la gente potrà capire che non è vero che è la fede a imporre differenze e a legittimare abusi.

Cosa pensa possa essere la priorità delle Nazioni Unite per il suo 70 ° anniversario?

Le Nazioni Unite, nel celebrare il loro 70 ° anniversario, devono fare un bilancio sul lavoro svolto dai suoi vari organismi e organizzazioni femminili. 
Molti ed eccellenti sono i risultati, ma bisogna fare di più. 
E` necessario un migliore coordinamento tra i vari dipartimenti e ripartire dalla cultura, che è lo strumento che solo può produrre risultati durevoli e profondi. 
L’Unesco ha un grande contributo da dare. La cultura e l’istruzione sono diritti umani. Per questo sarebbe necessario incoraggiare gli Stati a rivedere i programmi scolastici e a migliorare l’educazione civica. 
L’uguaglianza si impara tra i banchi così come il dialogo e la pace.

Lei ha recentemente partecipato ad una tavola rotonda a Roma con Christine Lagarde, il capo del Fondo monetario internazionale. E` stata una circostanza produttiva per avviare una solida reciproca collaborazione ?

Io sono un membro del Consiglio Internazionale delle Donne in diplomazia, un gruppo formato dall` ex ministro degli Esteri italiano Emma Bonino , un campione globale per un altro ruolo della donna. In tale ambito , si e` costituito , a sostegno di Milano Expo 2015, un gruppo chiamato ‘ Donne per Expo ‘ .
Bonino ha invitato Christine Lagarde, il capo del Fondo monetario internazionale per una tavola rotonda con tale gruppo. Si è parlato di sicurezza alimentare e malnutrizione nei paesi poveri e su come colmarne il divario. 
Ritengo Lagarde, una leader coraggiosa con una visione chiara . Mi ha detto che è felice di vedere buoni segnali provenienti dall’Egitto e si aspetta che l’Egitto continui a darne sempre di più. A marzo ha partecipato alla conferenza economica a sostegno dello sviluppo in Egitto, tenutasi a Sharm El Sheikh. Ha pronunciato un discorso molto illuminante ed ha dimostrato il suo apprezzamento per la cultura egizia aprendolo con una citazione di una icona musicale egiziana Om Kalthoum e concludendolo con una citazione da un’altra grande icona del mio paese, il premio Nobel Naguib Mahfouz. Fornendo una tabella di marcia per la ripresa economica dell`Egitto e mostrando apprezzamento per i passi già fatti , ha detto: “Questo è un momento di opportunità. Con le giuste politiche, il governo egiziano è in grado di soddisfare le speranze e le aspirazioni del popolo egiziano .Ripristinando la stabilità economica, infondendo fiducia e stimolando l’occupazione e la crescita. Il Fondo Monetario Internazionale ( FMI ) resta impegnato ad aiutare l’Egitto affinche` si raggiungano migliori standard di vita. Nuotiamo insieme nel mar Rosso”.

Qual è la sua strategia per affrontare la povertà nel mondo?

Viviamo l’era dei diritti umani. I diritti umani sono indivisibili , interdipendenti e correlati e sono un obbligo di legge per gli stati.
 Alleviare la povertà è parte integrante della giustizia sociale. 
Garantire gratuitamente il diritto allo studio di qualità è il modo più efficace per alleviare la povertà. 
Io non sono per la carità che vedo lesiva per la dignità umana. L`emancipazione dei poveri e degli emarginati migliora la loro condizione di vita e li rende competitivi sul mercato del lavoro. 

L’istruzione è in grado di rompere il circolo vizioso della povertà. E’ la nostra arma più efficace contro il terrorismo. Il diritto di vivere in un ambiente pacifico e non inquinato è anche un diritto umano, ed è parte integrante della riduzione della povertà, in un ambito di armonia, tra gli uomini e natura.

Lei è membro del consiglio internazionale delle donne per Milano Expo 2015 . Pensa che da Milano Expo 2015 possa arrivare un messaggero culturale importante per la causa della donna?

Ho assistito alla preparazione del Milano Expo e mi congratulo col Ministero degli Affari Esteri italiano. E ‘ammirevole constatare l’attenzione dedicate alla sicurezza alimentare ed l’agricoltura. Vedo una forte componente culturale in questo tema. 
L’agricoltura è il commercio più antico che la comunità mondiale ha conosciuto. Sviluppa una grande quantità di cultura ed è una parte integrante della civiltà umana. 
Nel caso dell’Egitto, l’agricoltura è profondamente radicata nella nostra cultura. Le donne sono attori chiave in questa cultura ed Expo offre l’occasione per celebrare il loro attivismo. 
Io sono membro del team di preparazione e partecipazione dell’Egitto al Milano Expo. 
L’Egitto ha deciso di ospitare un evento di Milano Expo per celebrare il ruolo delle donne in agricoltura e sicurezza alimentare. L` evento comprenderà una tavola rotonda e la presentazione di un film sul ruolo delle donne nel settore dell`alimentazione mondiale.

Lei è appena tornata dalla Casa dei Comuni di Londra. Che azione sta svolgendo in tale ambito per quanto riguarda il futuro sviluppo delle relazioni tra l`Egitto e la Camera dei Comuni?

Il gruppo parlamentare di ‘Tutti i Partiti’, Appg, della Camera dei Comuni è stato creato da patrioti egiziani in accordo con i parlamentari britannici per sostenere l’Egitto e migliorare le relazioni tra i due paesi. 
Recentemente sono stata invitata dalla Appg a Londra per relazionare sugli sviluppi nel settore dei diritti delle donne nel corso degli ultimi quattro anni e cioè da quando l’Egitto ha iniziato la sua trasformazione politica. E’ stato emozionante vedere il grado di interesse per l’evento e l’enorme affluenza dei membri del Parlamento inglese e dei politici e del numeroso pubblico. Un pieno successo per il gruppo nel suo ruolo di contribuire a promuovere una migliore comprensione e favorire un rapporto più armonioso tra Egitto e Regno Unito.

Federico Wardal

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