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venerdì 16 gennaio 2015

La lettera aperta al presidente Hollande

Che la presenza di Mahmoud Abbas ( peraltro così inquietantemente allegro) sia stato il motivo della non -presenza di Obama ? 

Che gli Usa abbiano voluto prendere le distanze da stati che pur colpiti dal terrorismo islamico sono comunque pronti a riconoscere lo stato Palestinese di Abbas , di Hamas ed Hezbollah?

Leggete e diffondete, diamo spazio di comunicazione almeno noi gente laica e liberale a chi nel suo paese non ha voce e viene perseguitato per le sue idee.

Grazie


AMg





Da L'Opinione.it

A Sua Eccellenza, François Hollande

Caro Signor Presidente,

Innanzitutto, vorrei esprimere le mie sincere condoglianze per la morte di cittadini innocenti nei recenti attacchi terroristici di Parigi.

In secondo luogo, vorrei scusarmi con Lei per la mia decisione di non rivelare la mia identità. Dopo aver letto la mia lettera, si renderà conto perché la gente come me ha paura di rivelare la vera identità. Ho deciso di scriverLe questa lettera dopo aver sentito il mio presidente, Mahmoud Abbas, dichiarare che Lei lo aveva invitato a partecipare alla manifestazione anti-terrorismo di Parigi organizzata all’inizio di questa settimana.

Come molti palestinesi, io ritengo che la partecipazione del presidente Abbas a una manifestazione contro il terrorismo e gli attacchi alla libertà di espressione sia un atto di ipocrisia – un modo di comportarsi che non è estraneo ai dirigenti dell’Autorità palestinese.

In realtà, molti palestinesi sono caduti dalle nuvole nel vedere il loro presidente in prima fila durante la manifestazione organizzata a Parigi per protestare contro il terrorismo e gli attacchi alla libertà dei media.

La partecipazione del presidente Abbas a questa grande marcia è un insulto alle vittime degli attacchi terroristici. Ed è anche un insulto ai valori occidentali, tra cui la libertà di espressione e la democrazia.

Eccellenza, io e altri giornalisti che viviamo sotto il governo dell’Autorità palestinese in Cisgiordania siamo i primi a essere offesi dall’invito che Lei ha esteso al presidente Abbas di partecipare alla manifestazione contro il terrorismo.

Senza alcun dubbio, Lei è ignaro del fatto che il presidente Abbas è personalmente responsabile delle punizioni inflitte ai giornalisti che osano criticarlo ed esprimere le loro opinioni in pubblico. Naturalmente, Eccellenza, non possiamo biasimarLa di non essere a conoscenza di questi attacchi alle libertà pubbliche perché i grandi media, compresi i quotidiani e le riviste francesi, ignorano deliberatamente queste pratiche. Noi vediamo quotidianamente che i media occidentali, compresi i quotidiani e le riviste francesi, non si preoccupano di queste violazioni, a meno che non siano commesse da Israele.

Per questo, Lei, Eccellenza, non è probabilmente a conoscenza del fatto che molti giornalisti palestinesi sono stati arrestati e intimiditi dalle forze di sicurezza del presidente Abbas nel corso degli ultimi anni. Sì, proprio così, questo è lo stesso Abbas che è venuto a Parigi a esprimere le sue condoglianze per la brutale uccisione dei giornalisti di Charlie Hebdo.

L’esempio più recente di repressione messa in atto contro i giornalisti palestinesi si è verificato poco prima che Lei, Eccellenza, telefonasse al presidente Abbas per invitarlo a Parigi. L’episodio riguarda una mia collega, Majdolin Hassouneh, che è stata arrestata per “non aver tenuto a freno la lingua”, ossia per aver insultato il presidente Abbas.

Eccellenza, mi permetta di dirLe che sbaglia, se crede che Abbas e la sua Autorità palestinese siano tolleranti verso la satira e verso ogni forma di critica. E naturalmente, Lei non ha sentito parlare della decisione dell’Ap di cancellare l’unico programma popolare di satira trasmesso da Palestine TV, dal titolo Watan ala Watar (Il paese appeso a un filo).

Lo show fu cancellato nel 2011 perché il presidente Abbas ritenne che esso aveva “oltrepassato il limite” prendendosi gioco dei suoi alti funzionari a Ramallah. Questo è lo stesso Abbas che è venuto a Parigi a protestare contro il massacro al settimanale satirico Charlie Hebdo.

Inoltre, Eccellenza, se Lei vuole un’ulteriore prova della repressione esercitata dal presidente Abbas contro la satira politica, può chiedere ai comici Abdel Rahman Daher e Mahmoud Rizek. I due si trovano attualmente in Giordania perché hanno paura di tornare in Cisgiordania. No, Eccellenza, non temono di far ritorno a casa per colpa di Israele. Essi hanno paura di essere arrestati dalle forze di sicurezza del presidente Abbas, che accusano i due uomini di aver oltraggiato il loro capo.

Il presidente Abbas, Eccellenza, dovrebbe essere l’ultima persona a marciare in onore dei giornalisti che sono stati massacrati a causa della loro attività satirica. La sua partecipazione alla manifestazione di Parigi non è solo un insulto alla memoria dei giornalisti uccisi, ma a tutti coloro che credono nella libertà di espressione e dei media.

Desidero inoltre portare all’attenzione di Sua Eccellenza il fatto che, mentre il presidente Mahmoud Abbas partecipava alla grande marcia parigina, un gruppo per la difesa dei diritti umani ha pubblicato un rapporto che accusa l’Autorità palestinese di “fare guerra” agli studenti universitari in Cisgiordania. Secondo il documento, nel corso delle ultime settimane, le forze di sicurezza di Abbas hanno arrestato 24 studenti per “motivi politici”.

Anche in questo caso, sono certo che Sua Eccellenza non ha sentito parlare della repressione dei campus universitari perché i media occidentali e i giornalisti stranieri che lavorano qui non diffondono queste notizie. Lei avrà letto e sentito parlare di questi episodi solo quando sono coinvolti l’esercito o la polizia israeliani.

Non voglio rubarle troppo tempo, Eccellenza, parlandole dell’ambiguità e dell’ipocrisia del presidente Abbas in fatto di terrorismo. Potrebbe imparare molto a riguardo andando su Internet e vedendo, con i suoi occhi, in che modo il presidente spesso scusa ed esalta il terrorismo e i terroristi.

Lei potrebbe anche scoprire che il nostro presidente, che presto festeggerà il suo 80° compleanno, è disposto a rimanere sveglio tutta la notte per accogliere i palestinesi rilasciati dalle carceri israeliane dove erano rinchiusi per aver ucciso degli ebrei e per aver compiuto degli attacchi terroristici non meno gravi di quelli che il Suo paese ha subito la settimana scorsa.

Scoprirà anche, Eccellenza, che il nostro presidente premia i terroristi accordando loro dei salari mensili e altri privilegi.

Quale sarebbe la Sua reazione, se qualcuno decidesse di ricompensare finanziariamente le famiglie dei terroristi che hanno massacrato i civili innocenti a Parigi?

Eccellenza, forse ora è troppo tardi per parlare della decisione di invitare il presidente Abbas alla manifestazione contro il terrorismo. Per quanto ci riguarda – me e molti palestinesi – il danno è già stato fatto. Noi la vediamo così: il presidente Abbas è riuscito ancora una volta a ingannare Lei e il resto della comunità internazionale schierandosi dalla parte dei buoni nella lotta al terrorismo e l’estremismo. Peggio ancora, il presidente Abbas è riuscito a creare la falsa impressione di preoccuparsi della libertà di espressione e del giornalismo indipendente.

Senza alcun dubbio, i palestinesi come me, ora pagheranno un prezzo più alto perché Abbas è stato incoraggiato dalla sua partecipazione alla manifestazione di Parigi. Il presidente Abbas adesso intensificherà i suoi attacchi alle libertà pubbliche perché sa che la comunità internazionale vedrà solo le foto che lo ritraggono mentre marcia insieme a Sua Eccellenza e altri leader mondiali in difesa della libertà di espressione.



Estendendo l’invito al presidente Abbas, Lei ha causato dei danni ai palestinesi come me, speranzosi che qualcuno – magari anche un leader come Lei – avrebbe finito per mostrare ciò che realmente è la dittatura dell’Autorità palestinese. La partecipazione del presidente Abbas alla manifestazione di Parigi è un duro colpo per le persone che come me sono veramente contrarie al terrorismo e alla repressione della libertà di espressione.

Eccellenza, ora che il danno è già stato fatto, tutto ciò che resta alla gente come me è pregarLa di prendere in considerazione tutto ciò che ho detto nelle future relazioni con il presidente Abbas. Non esiti a sollevare tali questioni con il presidente Abbas, la prossima volta che lui Le chiederà di appoggiare la creazione di uno Stato palestinese indipendente. In caso contrario, la Francia contribuirà a instaurare un’altra dittatura araba corrotta e repressiva, una dittatura che esalterà e ricompenserà i terroristi che non sono differenti da quelli che hanno compiuto gli attentati di Parigi. E per finire, Eccellenza, mi auguro che Lei ora comprenda perché ho troppa paura a rivelare la mia identità.

Cordiali saluti,

Un giornalista palestinese senza nome e senza voce

(*) Traduzione a cura di Angelita La Spada



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