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Alba Montori su Facebook

sabato 27 dicembre 2014

A costo di scontentare parenti ed amici, senza pietà? Buon Natale, Buon Anno.

Con  "Il consumismo 'appiccicoso' e soffocante del Natale" il mio amico Vittorio Lussana ha assolutamente colto nel segno.

"Un supermercato strutturato e composto da ‘mini-boutique’ al posto dei tradizionali banconi non trasforma affatto uno ‘store’ in un mercato rionale, bensì rende l’idea di una globalizzazione ormai giunta al ridicolo, poiché convinta di potersi evolvere in avanti guardando all’indietro." 


E conclude:
" Un discorso di estrema solitudine, trascinato verso la deriva dell’inattuale ed espulso da ogni forma di gregarietà, che diviene il luogo di una generica ed esigua affermazione."

Insomma, la strennite acuta come antidoto alla solitudine ? Probabilmente, ma non solo.





Perché il consumismo ad ogni costo, nel senso proprio del costo, che tende ad appiattire qualunque forma di iniziativa personale nella proposta come nella scelta di un dono appropriato, risponde evidentemente in ultima analisi unicamente a uno scopo: è che deve "far fare bella figura" a chi lo fa, al minimo costo, possibilmente. E per aiutarti a consumare  eccoti persino disponibile il consigliere esperto, il "curatore specializzato "... Ohibò.

 Però la soluzione a questa forma aberrante di consumismo natalizio ( e non solo) esiste ed è molto semplice: abolire la "sindrome della strenna" si può.

 Basterebbe smettere di andare a cercare regali da comperare, ovunque, a partire dai negozietti e dalle bancarelle per finire ai supermarket e megastore.
 Basterebbe smettere di regalare alcunché a TUTTI, a cominciare dai propri cari per finire con tutte quelle persone, parenti, amici e conoscenti di ogni età, quelli che si aspettano il regalo come una sorta di tassa dovuta e quindi garantita.



 Certo smettendo di andare ad acquistare, incartare e donare tutto il regalabile si potrà probabilmente scontentare un sacco di gente,  e scoprire improvvisamente di non essere più popolari e amati come pensavamo di essere..

Potremmo persino scoprirci improvvisamente antipatici perfino a coloro da cui siamo sempre stati convinti  di essere amati incondizionatamente, ovvero per ciò che siamo e non per quel che siamo stati nel tempo in grado di regalargli, puntualmente a ogni ricorrenza.



Ma riuscire a scoprire se ci sono e quali sono le persone che davvero sono in grado di apprezzare noi così come siamo, per ciò che siamo, nudi e crudi per così dire,  quelle cioè che sanno tenerci in conto NON per ciò che possono riuscire a ottenere da noi, e dalle nostre tasche,  è un dono meraviglioso che possiamo farci senza spendere neanche un centesimo.
 Ed è un dono a noi stessi che non ha prezzo, credetemi, come ricorda una nota pubblicità.

 Che se poi avete paura di scoprire quanto siete apprezzati davvero e per sentirvi più tranquilli e gratificati avete bisogno di regalare a ciascuno qualcosa di appropriato, costoso, di lusso e  come si deve, qualcosa insomma che vi faccia fare "bella figura ", potete sempre usare la carta di credito o il bancomat.

Che la Luce del Sole illumini le vostre vite e le vostre menti, auguri per il prossimo anno.
Alba Montori

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