Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

venerdì 16 dicembre 2011

domani 17 dicembre 2011 saremo in Campidoglio contro la violenza sulle Sex Workers e poi all 'AraPacis a celebrare i 40 anni del "movimento"

 Scusate se insisto a dire che secondo me  il "movimento omosessuale" non esiste, se come tale si vuole indicare una vasta compagine ORGANIZZATA di persone stratificate in tutti i livelli della società, che propugnino gli stessi ideali e lottino convintamente assieme tutti i giorni e in ogni occasione della vita civile per la loro affermazione. Nella più ottimistica ipotesi ce n'è un piccolo nucleo, dal quale potrebbe svilupparsi..
Ma se invece si vuole intendere come "movimento omosessuale" gruppi  diversificati di persone che si accomunino per stili e condizioni di vita simili, più o meno organizzati per ottenere che tali stili di vita vengano parificati a quelli tradizionalmente  riconosciuti  moralmente e socialmente, esso esiste  e si muove, anzi si agita moltissimo.
Perché ogni gruppo, a cominciare dal leader, cerca di primeggiare, per visibilità più che per risultati, e trova enormemente difficile  riuscire a muoversi assieme ad altri, quasi ne venisse offuscato, marginalizzato, discriminando di fatto con enorme facilità chiunque, singolo o gruppo, non si faccia in qualche modo omologare, ma cerchi di esprimere le proprie legittimissime idee e istanze liberamente e attivarsi in prima persona a suo modo per ciò.

Questa differenza non di poco conto è secondo me la vera ragione per cui a distanza di quarant'anni, anzi ormai quarantuno almeno a Roma, dalle prime riunioni semiclandestine il "Movimento di liberazione sessuale e omosessuale" è ancora diviso e continua a dividersi in una miriade di sigle, gruppi, gruppetti e coordinamenti, ricchi e poveri, destri e sinistri, cattolici e non, fruitori/frequentatori di locali-ghetto e sfruttatori di un target- ghetto e ghettizzante estremamente appetitoso, teorizzatori di lotte civiche per stili di vita familiare alternativa e opposta al modello etero, di famiglia omoprocreativa equiparata a quella eteroprocreativa, o semplici consumatori di sesso di tutti i generi senza complicazioni di sorta. E ciascun gruppo e associazione e coordinamento, magari tentando di appoggiarsi a qualche partito istuzionale, continua a dibattersi e a contendersi tra relativamente pochi, omolesbotrans per semplificare, quei diritti negati nei fatti,di esistenza, rispetto e felicità anche nell'espressione della propria sessualità, che dovrebbe invece assieme a tutti, anche a gli etero, rivendicare allo Stato e alla società italiana. Finendo per rinchiudendosi sempre più con le proprie stesse mani in un ghetto, non solo fisico ( quello dei locali target) che può essere temporaneo, ma in quello mentale e umano totalizzante di comunicare sempre più solo con suoi simili omo escludendo tutti gli altri: il risultato obbligato è purtroppo l'estraniarsi da un confronto sociale costante, col dividere tutta la società in amici ( uguali/simili a sé)  e nemici ( opposti/diversi da sé), che si ignorano o si temono pregiudizialmente.
Ma ogniqualvolta si viene in contatto ( e non è pensabile che ciò non avvenga mai)  l'ignoranza coltivata l'uno dell'altro genera paura reciproca, con conseguenti comportamenti di rifiuto anche estremamente violento, fobia.
Naturalmente questo si può applicare a tutti i gruppi sociali  considerati "diversi" per stile di vita, non solo ai cosiddetti LGBTIE ( continuo a detestare tali acronimi ma nel nostro linguaggio ancora siamo costretti per farci capire ad usarli), ma la cosa interessante è a mio avviso che sono tutti, ciascuno a suo modo, oggetto di proibizionismo.
Perciò è evidente che battersi in tutti i modi possibili contro tutte la forme di proibizionismo, a cominciare da quello della conoscenza e dell'esperienza,  in nome della libertà/responsabilità di scelta consapevole individuale, di qualunque campo si tratti, sia una sorta di imperativo civile, assolutamente categorico per chiunque voglia veramente impegnarsi a trasformare questa nostra globale associazione di fatto di individui della specie umana ( e non solo) in una vera, socievole, libera e felice società .

 Ma torno alle storie di più di quarant'anni fa, agli albori del cosiddetto "movimento GLBT italiano", perché c'ero, di persona e non per sentito dire, con molti amici, parecchi che non ci sono più, e qualche nemico che mi detestava, già allora, come è normale, forse perchè ho sempre avuto la passione per le azioni concrete più che per i palcoscenici, che è rimasto e forse ha cambiato atteggiamento.

   Le questioni di preminenza, come di primogenitura tra Roma e Milano/Torino,  per le lotte frocie - oso chiamare col loro vero nome -  sono nate già all'indomani di Stonewell nel 1970 in Italia, anzi sono nate assieme alle prime riunioni, pressoché carbonare, della fine del 1970 e si ripresentano a scadenza pressoché quinquennale; un po' come la storia delle autogestioni studentesche che si ripresentano puntuali  intorno ai primi di novembre...

Il fatto è -con tutte le sue deliziose coloriture-  che ci son troppe primedonne e ci son sempre state, ma bisognerebbe da sempre che la si piantasse di sgomitare per essere sotto i riflettori per iniziative di pura visibilità e scarsa sostanza, anziché spendere energie per risultati meno drammatici, ma senz'altro più utili collettivamente sul piano delle conquiste civili, in una sorta di tifoseria tra centro e nord, col sud dimenticato o al massimo considerato per le sue caratteristiche per così dire turistiche.
Pare sia sempre più difficile, ormai da anni è un classico, tra Roma e Roma , tra Mi e MI eccetera ... adorano farlo anche, secondo me, ed è certo una vera manna per chi ci vuol male con la grancassa dei media.
Mi duole dirlo ma evidentemente i froci, le lesbiche i/le trans hanno ormai raggiunto la parità da tempo, nell'ottusità purtroppo.

Malgrado tutto abbiamo deciso con Claudio che dovevamo esserci domani all'AraPacis.
 Anche se non siamo tra i relatori nella locandina nel 1970 eravamo tra quelli che hanno fondato a Roma ciò che ha permesso al nostro caro  Angelo di far nascere il FUORI nel 71, e a noi non interessano i riflettori, ma i risultati di civiltà, per tutt**.
 Ci vediamo là, il programma qui sotto

Alba Montori


1971 – 2011
40  ANNI DI GAY LESBICHE BISEX TRANSGENDER QUEER
IN MOVIMENTO!
 RECUPERARE LA MEMORIA, AFFRONTARE IL FUTURO
 
Iniziativa organizzata dal Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”
Promossa da Roma Capitale
Con la collaborazione di Zètema
 
SABATO 17 DICEMBRE
ORE 14.30 - 22.00
AUDITORIUM DELL'ARA PACIS
Lungotevere in Augusta (Angolo Via Tomacelli)
Ingresso libero
 
 Convegno  - Tavola Rotonda - Esposizione fotografica - Proiezioni - Aperitivo
 Il 2011, l’anno del quarantennale dell’associazionismo omosessuale e lesbico italiano,  si sta avviando alla sua conclusione. La  nascita ufficiale del movimento è quella del dicembre del 1971,  con la pubblicazione del numero zero del giornale F.U.O.R.I.,  organo ufficiale dell’omonimo movimento, che operava da parecchi mesi a Roma, Milano e Torino.
Era un associazionismo molto diverso da quello odierno  e adottava essenzialmente i principi, le analisi e le modalità del movimento femminista e della sinistra extraparlamentare. Si parlava più di rivoluzione che di diritti civili, cultura delle differenze o lotta alle discriminazioni.
In occasione di questa importante ricorrenza, Il Circolo Di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” organizza un’iniziativa con lo scopo di ripercorrere le tappe fondamentali dell’associazionismo e della vita delle persone lgbtq, attraverso testimonianze, video e documenti dell’epoca.

PROGRAMMA
 Ore 14.30 - Convegno
 Moderatore: Alessandro Baracchini, giornalista di RaiNews

Interventi:

·         1971, nascita del FUORI! 

Enzo Cucco 

Presidente associazione radicale Certi Diritti, membro della Fondazione FUORI

·         I collettivi autonomi, la prima manifestazione nazionale, Pisa 1979

Andrea Pini
Storico e scrittore

Proiezione del documentario “PISA 1979-2009. LA PRIMA MARCIA GAY 30 ANNI DOPO”

·         Dal Cassero alle associazioni di massa

Franco Grillini
Presidente Gaynet e Consigliere Regionale IDV

·         La comparsa dell’Aids, la risposta delle associazioni

Andrea Pini

·         Il movimento transessuale e transgender

Porpora Marcasciano
Presidente del Mit

L'attivismo politico delle lesbiche: storie e percorsi

  • 1994 – 2011: La storia dei Pride in Italia
Rossana Praitano
Presidente Circolo “Mario Mieli”

Proiezione del video-montaggio Pride in Italia

·         L’evoluzione delle rivendicazioni LGBT

Paolo Patanè
Presidente Arcigay Nazionale

Ore 18.30 - Tavola Rotonda  con le associazioni lgbtq 

“Le prospettive del movimento lgbtq in Italia” 

Moderatore: Alessandro Baracchini

Ore 20.00 - Aperitivo

Ore 20.30 -Proiezione del documentario “Fuori dal video – Il movimento gay sul piccolo schermo 1972 – 1982”
Presenta Enrico Salvatori, regista del documentario


Coordinamento: Massimo Farinella, Andrea Pini
Hanno collaborato all’iniziativa: Fabio Carduccelli, Massimiliano Maroncelli, Emanuela Falconi, Andrea Maccarrone, Andrea Mele, Enrico Salvatori

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Organizzativa – Ufficio Stampa
Andrea Berardicurti  348/7708437
info@mariomieli.org

Nessun commento: