Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

Piano improvisation di Salvatore Maresca Serra

Alba Montori su Facebook

mercoledì 1 settembre 2010

IL CASO - ma non è un caso, è una precisa scelta, discriminatoria, incostituzionale, dettata da convinta omofobia

IL CASO
Più punti alle famiglie che ai gay
Pdl e Lega: case popolari, si cambia
Donazzan e Stival: pronti a cambiare in giunta le norme di assegnazione
VENEZIA - Modifiche al regolamento di assegnazione delle case popolari che premino con ancora più punti rispetto a oggi le famiglie considerate «tradizionali», quelle formate da un uomo e una donna, sposate con rito religioso o civile e con figli. La maggioranza di centrodestra in Regione non solo fa ancora di più quadrato attorno a Massimo Giorgetti, il suo assessore all'Edilizia pubblica protagonista dell'esternazione che -di fatto-ha detto «no» alla concessione alle coppie omosessuali di alloggi dell'Ater (l'azienda regionale che gestisce gli immobili da concedere ai cittadini bisognosi). Adesso il Pdl e la Lega rilanciano. Respingono le richieste di dimissioni e le censure per il veronese Giorgetti avanzate da Arcigay, Partito Democratico e Udc, condite da lettere in partenza verso il governatore del Veneto Luca Zaia e-per presunte violazioni costituzionali del principio di uguaglianza- il presidente della Repubblica Napolitano. Ora Pdl e Carroccio dicono che, senza fare discriminazioni, vogliono ridurre sempre più le possibilità per una coppia omosessuale di ottenere un tetto pubblico in affitto. A guidare la riscossa Elena Donazzan, del Pdl come Giorgetti e assessore regionale a Istruzione, Formazione e Lavoro. Anche lei, in linea con Giorgetti, non ne fa una crociata contro i gay. «I comportamenti sessuali sono privati-chiarisce l'esponente di punta bassanese del partito berlusconiano, ex Alleanza Nazionale come Giorgetti - però è diritto della politica fare scelte precise, specie nei momenti difficili come l'attuale dove le risorse sono limitate.
 
Serve un serio sostegno alla famiglia. E per me e il mio partito l'unica famiglia possibile è formata da un uomo e una donna, uniti stabilmente, con i loro figli. La casa pubblica va destinata a loro, specie se in difficoltà economica». La Donazzan punzecchia l'opposizione. «Non stupisce - sottolinea l'assessore regionale- che il centrosinistra si scandalizzi e parli di discriminazione anti-gay. È chiara la sua concezione di "famiglia",ma ha perso le elezioni e, anche su questo punto, è stato bocciato dai cittadini. Invece il centrodestra e noi di destra siamo stati votati per questo e rispetteremo la parola data agli elettori ». Conclude la Donazzan: «A Giorgetti il mio sostegno. Sono pronta a votare in giunta regionale un regolamento per ridefinire i criteri di attribuzione delle case pubbliche ancora di più a favore delle famiglie». A dare man forte ai colleghi del Pdl l'assessore regionale all'Identità veneta, Daniele Stival, leghista del Veneto Orientale. «Sono d'accordo e pronto a votare unamaggiore caratterizzazione pro-famiglie tradizionali nell'assegnazione delle case popolari - precisa Stival - aggiungendoci però il requisito della residenza in regione da almeno 15 anni». E pure Giorgetti ieri è tornato sul caso da lui involontariamente acceso domenica scorsa sul «Corriere del Veneto». «Non ho intenti discriminatori- precisa l'assessore -Invito qualche esponente politico del Pd e dell'Udc, improvvisati costituzionalisti, a leggersi gli articoli 29 e 31 della Costituzione e dimostrarmi che ho detto qualcosa di diverso. Alla Puppato, capogruppo del Pd a Palazzo Ferro-Fini, rispondo a un'annunciata interrogazione: come politico e assessore rivendico il mio diritto-dovere di promuovere politiche specifiche anche di aiuto alla famiglia con gli strumenti che ho a disposizione, senza dover essere accusato di omofobia. Se così non fosse mi spieghi se tanti provvedimenti regionali, votati e condivisi anche dal suo gruppo, che incentivano specifiche categorie e corpi sociali, sono discriminatori. Sulla casa, ad esempio, i provvedimenti pro-anziani discriminano i giovani?». Giorgetti conclude con una provocazione- paradosso. «L'opposizione, se i veneti gliene dessero la possibilità, potrà legittimamente incentivare coppie gay rispetto alle famiglie. Non sarò d'accordo, ma io e mia moglie non ci sentiremo discriminati».
 
Gianni Sciancalepore
01 settembre 2010
 
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2010/1-settembre-2010/piu-punti-famiglie-che-gay-pdl-lega-case-popolari-si-cambia-1703675915889.shtml



Appello al Mondo dai due figli di Sakineh

Questo è l'appello che Faride e Sajjad Mohammadi rivolgono al Mondo tramite AmnestyInternational, perchè si impedisca un grave crimine contro l'umanità privando due ragazzi dell'amore della loro madre, togliendole la vita.

Grazie a tutti coloro che daranno una mano a far sì che SAKINEH RIABBRACCI I SUOI FIGLI.

Non permettete che il nostro incubo diventi realtà. Protestate contro la lapidazione di nostra madre!

Oggi abbiamo allungato le nostre mani alla gente di tutto il mondo.

É ormai da cinque anni che viviamo nella paura e nell' orrore, privati dell' amore di nostra madre.

Il mondo è veramente così crudele e insensibile che può assistere a questa nostra tragedia e non fare nulla a riguardo?

Siamo Fasride e Sajjad Mohamamadi Ashtiani, figli di Sakineh Mohammadi Ashtiani.

Fin dalla nostra infanzia abbiamo conosciuto solo dolore, il dolore di sapere che nostra madre è imprigionata e in attesa di esecuzione. Il termine "lapidazione" è così orribile che non abbiamo mai provato a usarlo. Noi preferiamo dire invece che nostra madre è in pericolo, che può essere uccisa, e che merita l'aiuto di tutti.

Oggi, quando quasi tutte le opzioni hanno raggiunto vicoli ciechi, e l'avvocato di nostra madre dice che è in una situazione di pericolo, ricorriamo a voi.

Si, ricorriamo alla gente di tutto il mondo, non importa chi sei e dove tu vivi nel mondo. E ricorriamo anche a voi, popolo iraniano, a tutti voi che avete sperimentato il dolore e l'angoscia del terrore di perdere una persona cara.

Vi preghiamo di aiutare il ritorno a casa di nostra madre!

Noi allunghiamo le braccia soprattutto agli iraniani che vivono all'estero. Aiutateci ad evitare che questo incubo diventi realtà. Salvate nostra madre.

Non siamo in grado di spiegare l'angoscia di ogni momento, ogni secondo della nostra vita.

Le parole non sono in grado di articolare la nostra paura …

Contribuite a salvare nostra madre. Scrivete e chiedete alle autorità iraniane di liberarla. Dite loro che lei non ha una denuncia civile e non ha fatto alcun male.

Nostra madre non deve essere uccisa.

Correre in nostro aiuto?

.

Faride and Sajjad Mohammadi  Ashtiani

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VI PREGO di contribuire con UNA FIRMA alla PETIZIONE INTERNAZIONALE che richiede che QUESTO INCUBO NON DIVENTI REALTÀ.


FIRMA LA PETIZIONE CLICCANDO IL SEGUENTE PULSANTE:





Chi controlla il “super sindaco” di Roma capitale?

  da Radicali Italiani     articolo pubblicato su Europa, il 31/08/10

La bozza del Testo Unico di Roma Capitale (Turc) realizzata dal Comune di
Roma e dal Ministero per le Riforme, in attuazione dell'articolo 24 della
legge del 5 maggio 2009 n.42, è l'articolato che dovrebbe concedere alla
"Città eterna" deleghe importanti in materia di urbanistica, trasporti e
beni culturali, sottraendo queste competenze alla Provincia di Roma e alla
Regione Lazio.
 Lo status speciale è auspicabile, visto che non si può pensare di continuare
a governare la Capitale con gli stessi poteri concessi ad amministrazioni di
qualsiasi altra città.
 Ma tale iniziativa apre comunque dei contenziosi che la politica dovrebbe
saper risolvere, considerando che una delle anomalie italiane sono proprio
le competenze condivise che la riforma del 2001 inerente al Titolo V della
Costituzione ha aggravato e non estinto.
 Non entro qui nel merito della discussione riguardo l'area metropolitana,
anche se mi trovo pienamente d'accordo con coloro che sostengono che
ormai è anacronistico non voler estendere i confini di Roma. Ma questo
dibattito già c'è ed è giusto che vada avanti.

Purtroppo quello che manca, a mio avviso, è la discussione su come
riequilibrare i futuri poteri del "super" Sindaco.
 Chi guarda conattenzione alle migliori democrazie anglosassoni sa bene
che, lì dove c'èun forte potere accentrato su un unico decisore, è
necessario che venga equilibrato da altrettanti forti poteri di controllo
e di intervento legislativo, affidati ad altri soggetti della vita democratica.

 Purtroppo questo semplice concetto non trova vita facile nel nostro Paese.
 Chi invece la pensava così, come ben documentato dal lavoro del 2009 dei
Radicali: "la Peste Italiana", erano i nostri Padri costituenti che,
scrivendo la nostra Carta, assegnarono ai cittadini il potere di
intervenire nell'attività legislativa principalmente attraverso tre tipi
di voto: quello elettorale nazionale, quello elettorale regionale, e
quello referendario, per vagliare ed eventualmente correggere, mediante
l'abrogazione totale o parziale, le leggi varate dal Parlamento. Un
giustissimo principio, poi tradito da sessant'anni di partitocrazia, che
veniva da coloro che sulla propria pelle avevano vissuto l'incubo del
regime fascista.
 Con le dovute proporzioni, il dibattito intorno ai decreti su Roma Capitale
manca proprio di questo concetto per meimprescindibile: come
riequilibrare i poteri del futuro "super" Sindaco.

 Prima dell'estate si sono "sprecati" fiumi di inchiostro intorno al
dibattito sul numero di consiglieri comunali che dovranno far parte della
futura Assemblea capitolina. Nessuno ha sottolineato che il problema non è
il numero ma la loro funzione, che ormai è depauperata. Non c'è una vera
separazione tra potere legislativo/deliberativo e quello esecutivo, ed
oggi assistiamo a delle "super" giunte che detengono di fatto i due poteri
di cui sopra, lasciando ai consiglieri funzioni marginali.
 Questo, per il sottoscritto, è motivo di preoccupazione soprattutto
per una città come Roma che, di qui a breve, avrà uno status speciale.
 Inoltre, a mio avviso considerando proprio il principio ispiratore dei
nostri Padri costituenti, limitare la partecipazione dei cittadini al solo
voto amministrativo è scelta scellerata: gli elettori devono avere la
possibilità di intervenire, mediante strumenti adeguati e durante tutto
l'arco della consiliatura, per  proporre o abrogare provvedimenti della
"super" amministrazione.
 La partitocrazia ha annientato la Costituzione scritta avvalendosi
dell'arbitrio di regime, e quello che avviene oggi non è altro che la
conseguenza di decenni di non-democrazia.
 Chi, come noi radicali, si riconosce nell'analisi della "Peste Italiana"
non può meravigliarsi del dibattito di parte che c'è intorno alla riforma
su "Roma Capitale".

 L'individuo e la legge, oggi come ieri, si devono difendere contro potenti
organizzazioni chiamate partiti.
 Giuseppe Maranini lo disse nel 1949, durante la lezione inaugurale
dell'Anno Accademico universitario di Firenze 1949-1950 dal titolo:
''Governo parlamentare e partitocrazia'', oggi questa affermazione è
ancora valida, a qualche Democratico interessa confrontarsi su questo?


Articolo di Massimiliano Iervolino pubblicato su Europa, il 31/08/10