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Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

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giovedì 17 maggio 2012

S.O.S. Radicali italiani: dai il tuo contributo finanziando l'attività politica di chi vuol essere finanziato in modo trasparente


Radicali Italiani

car* cittadin*

"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci". È la frase di Gandhi che abbiamo deciso di riportare sulla tessera di Radicali italiani di quest'anno (clicca qui per vederla), assieme al celebre quadro di Francisco Goya "Le fucilazioni del 3 maggio 1808". Abbiamo cercato in questo modo di comunicare, con una combinazione di immagini e parole forte e non scontata, la gravità della situazione in cui noi militanti della libertà, del diritto e della nonviolenza ci troviamo, ma anche la assoluta necessità di non arrendersi, di non perdere mai la speranza, di proseguire, cocciuti come siamo, le nostre lotte, di potere cambiare le cose, cambiare e migliorare la vita delle persone: questo, per noi, è vincere.

 

Ed è per questo che torniamo a scriverti, chiedendoti di dedicare pochi minuti del tuo tempo alla lettura di questa lettera: abbiamo bisogno del tuo sostegno, oggi. Ne abbiamo bisogno adesso, subito, per non essere costretti a interrompere  d a v v e r o , tra pochi giorni, all'inizio del mese di giugno, le attività del nostro Movimento.

 

Un breve passo indietro. Dal Congresso del novembre scorso abbiano cercato di portare avanti una strategia complessiva e coerente di riforme economiche, sociali ed istituzionali: dalla riforma della giustizia alla riforma in senso uninominale maggioritario della legge elettorale; dal diritto alla restituzione dei contributi silenti alla lotta contro i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, con cui le grandi imprese e la pubblica amministrazione mandano in rovina tanti piccoli imprenditori onesti; dall'Iva per cassa (Iva esigibile solo al momento dell'effettiva riscossione del corrispettivo) alla moratoria triennale sull'articolo 18 per i nuovi assunti nelle imprese fino a trenta dipendenti, sino alle proposte per un welfare universale, a cui possano accedere tutti coloro che restano disoccupati, e non solo coloro che lavorano per le grandi imprese; dal nuovo diritto di famiglia a una diversa concezione del diritto d'autore; dall'abbattimento del debito ecologico che si è accumulato in questi anni alla necessità di una scossa antiproibizionista e libertaria che consenta a ciascun individuo di perseguire il pieno sviluppo della propria personalità.

 

Negli ultimi tre anni, come sai, Radicali italiani è riuscito a vivere e a operare esclusivamente grazie al denaro proveniente dalle iscrizioni e dai contributi, per di più senza contrarre nuovi debiti (clicca qui per leggere il bilancio approvato dal X Congresso). Tuttavia, al 14 maggio 2012 contiamo 847 iscritti (–134) e 261 contribuenti (+58) per un totale di 126.965,06 euro raccolti (–16.422,11). Tra la crisi economica, che morde e fa male, e la mancanza di informazione, nelle casse del Movimento sono rimasti 15.917,24 euro, quanto basta per andare avanti, a stento, un mese. Per questo l'ultimo Comitato nazionale di Radicali italiani ha fissato l'obiettivo (minimo, ma indispensabile!) del raddoppio degli iscritti, o di una raccolta straordinaria di autofinanziamento di ammontare almeno equivalente, entro il 15 giugno.

 

Per fare cosa? Per offrire al Paese un progetto di governo attraverso iniziative referendarie nazionali – a partire dall'abolizione della legge-truffa sui rimborsi elettorali e della legge Fini-Giovanardi - che possano determinare una rottura con il sessantennio partitocratico e verificare la praticabilità per una campagna di raccolte firme da avviare nel prossimo mese di ottobre. E, più a breve termine, per avere la forza di lanciare, proprio il 15 giugno prossimo, da Padova, con le piccole e medie imprese, Marco Pannella, Emma Bonino, Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre, associazioni come Imprese che resistono e altri ancora, un appello al Presidente del Consiglio, Mario Monti, affinché sia data soluzione al problema, drammatico, dei ritardi nei pagamenti e dell'Iva per cassa, per difendere le imprese sane e competitive e l'occupazione che queste creano, e per difenderci tutti da uno Stato che quando deve incassare vuole essere pagato subito, ma quando deve essere lui a pagare, lo fa con anni di ritardo.

 

Ti salutiamo con un appello, in questo caso... a te: non molliamo, crediamoci, moltiplichiamoci, perché il nostro destino dipende da noi. Più di quanto, a volte, possiamo pensare. Possiamo farcela, se ci attiviamo subito. Aspettiamo il tuo contributo!

 

Ecco come puoi fare: con una semplice telefonata al numero 06-6826 o seguendo le istruzioni che trovi qui. La quota di iscrizione a Radicali italiani è di 200 euro (55 centesimi al giorno, meno di un caffè!), e puoi versarla anche a rate. Ti saremo comunque grati se vorrai versare u n contributo libero, donando quanto puoi.

 

Grazie, un caro abbraccio

 

Mario Staderini, Michele De Lucia, Silvio Viale

Segretario, Tesoriere e Presidente di Radicali italiani

 

mercoledì 16 maggio 2012

EUROPA FEDERALE, SUBITO !!!

Emma Bonino illustra l'appello sull'Europa federale, presentato con R. Prodi e G. Amato :

 "Solo il federalismo sarà capace di evitare il fallimento dell'Euro e le sue conseguenze disastrose sulla vita di tutta l'Unione europea. Esso aprirà agli europei la via verso un'Europa giusta, solidale e democratica in grado di garantire il suo spazio centrale nel mondo".

 Si conclude così l'appello di Giuliano Amato, Jacques Attali, Emma Bonino e Romano Prodi, pubblicato su 'Repubblica' e illustrato dalla stessa Emma Bonino alla sala stampa della Camera dei deputati lo scorso 9 maggio.

 "Una grave crisi politica e sociale - è la premessa - travolgerà i Paesi dell'Euro se essi non decideranno di rafforzare la loro integrazione. La crisi della zona Euro non è iniziata con la crisi greca ma è esplosa molto prima, quando è stata creata un'unione monetaria senza unione economica e fiscale".

 Serve "un cambio di paradigma" per uscire dalla crisi, sottolineano Amato, Attali, Bonino e Prodi, evidenziando la necessità anche di "rilanciare la produttività attraverso riforme strutturali".
 E va creato "un governo dell'economia europeo con un ministro federale delle finanze"
"Questo federalismo di necessità - osservano ancora - darà vita a una vera Europa politica e sociale, le cui istituzioni garantiranno un giusto equilibrio fra politiche monetarie e di bilancio, la stimolazione dell'attività economica, le riforme strutturali della competitività e la coesione sociale rafforzata. La sopravvivenza dell'Euro passa attraverso un governo economico europeo e un bilancio europeo di crescita".

domenica 13 maggio 2012

MARCE A ROMA

Voglio ricordare al sig Alemanno che non è il barone della dependance del SCV, ma Sindaco dei cittadini della città di Roma, Capitale della Repubblica Italiana, tutti, compresi quelli/e che non solo non sono cattolici, ma magari manco cristiani, neanche religiosi.
 Egli, marciando in testa alla gente che afferma di essere il Movimento per la Vita ha dimostrato di fatto un profondo disprezzo per le cittadine e i cittadini di Roma che la vita la vivono tutti i giorni tentando di renderla e rendersela vivibile onestamente.
 E alle donne che hanno dovuto conquistarsi il diritto costituzionale di decidere da sole, se, quando e come essere o no madri di  figli si è permesso di dare delle assassine, perché vogliono mantenerselo.
Deve vergognarsi di insultare la dignità femminile proprio nella giornata dedicata ipocritamente alla "mamma"!

Alba Montori

Prevenzione e lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.



Il 7 aprile 2011 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato una nuova convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.

La Convenzione STCE n.210 si propone come strumento giuridico vincolante per prevenire la violenza e tutelare le vittime.

Il testo integrale della Convenzione è pubblicato sul seguente indirizzo internet:http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/convention-violence/texts/Convention%20210%20Italian%20version.pdf

L’Italia non ha firmato la Convenzione né l’ha ratificata.

Il 2 febbraio 2012 la Camera ha votato un ordine del giorno che impegnava il Governo alla ratifica della Convenzione ma questo impegno è rimasto sulla carta.

Sottoscrivete l'appello per chiedere al Governo e alle Camere di ratificare la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.


http://www.petizionionline.it/petizione/firma-per-fermare-i-femminicidi-in-italia/6987